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Val di Susa, le ruote tagliate e il dietrofront “felpato” del sindaco

ottobre 19, 2012 Marco Margrita

Tensione per il convegno organizzato ad Avigliana dal Pd su sviluppo e lavoro in valle. Dopo le intimidazioni verso uno degli organizzatori, il primo cittadino scrive ai giornali: è tra gli invitati ma rinuncia a partecipare.

Grande tensione in Val di Susa. Il movimento No Tav si mobilita contro il convegno su lavoro ed infrastrutture  previsto per lunedì 22 ottobre, presso l’Hotel Ninfa di Avigliana. Organizzato dal Partito Democratico, voluto in particolare dall’onorevole Stefano Esposito e da Antonio Ferrentino (sindaco di Sant’Antonino di Susa e consigliere provinciale), sotto l’ambizioso titolo “Val di Susa: ora lo sviluppo. Sviluppo, lavoro, opportunità. La Valle di Susa tra grandi opere e crisi”. Tam-tam sulla rete (siti di riferimento, ma anche profili Facebook e Twitter) per invitare ad una massiccia partecipazione per presidiare l’hotel. Scrivono i No Tav, nel volantino che lancia la protesta: «Chi parlerà di lavoro e di sviluppo della Valle legati alla realizzazione del Tav nel convegno organizzato dal Pd per il giorno 22 ottobre presso l’Hotel Ninfa di Avigliana sostiene le grandi opere inutili e assicura da mesi il sostegno politico al governo di “tecnici” che per fare gli interessi dei banchieri internazionali non esita a portare il Paese alla disperazione». I No Tav rivendicano di «stare dall’altra parte, dalla parte dei lavoratori, dalla parte del diritto al lavoro e a un lavoro dignitoso duraturo socialmente e ambientalmente compatibile. Per dirlo forte ai signori della “casta” e del Tav che approfittano dei beni comuni e del denaro pubblico per farsi i loro loschi interessi, ci troveremo ad Avigliana lunedì».

«SOLIDARIETÀ ALLE QUATTRO GOMME». Come è già stato raccontato da queste colonne sabato scorso, ignoti si sono introdotti nel garage condominiale dell’abitazione di Antonio Ferrentino e tagliato le quattro gomme della sua autovettura. Gesto che da più parti, visto anche che sul posto sono state sparse copie del volantino del convegno, è stato visto come un’intimidazione da parte del fronte No Tav. Il Movimento però contesta questa lettura e risponde, con ironia che ai più è apparsa greve, con un comunicato in cui si esprime «solidarietà alle quattro gomme». Nel foglio si lancia anche il sospetto che la ragione del gesto starebbe in ipotetici comportamenti da play-boy dell’esponente democratico più che nelle sue posizioni politiche. In rete, tra garantismo e sottovalutazione, molti esponenti No Tav hanno relativizzato l’accaduto. E nessuno della componente antitreno del Pd di Valle ha manifestato solidarietà ad Antonio Ferrentino. Anzi, ci sono state molte defezioni al convegno di lunedì prossimo.

SI NOTA DI PIÙ SE VENGO O NON VENGO. Tra queste, la più “rumorosa”, anche se affidata ad una felpata lettera, è la (quasi) defezione del primo cittadino di Avigliana, città che ospiterà il convegno. In un primo tempo il primo cittadino avrebbe assicurato agli organizzatori la propria presenza. Tant’è che il nome campeggia ancora sull’invito del convegno, tra i saluti istituzionali. Successivamente si sarebbe tirato indietro, con una lettera inviata ai giornali locali: a loro affida il compito di essere il suo «personale saluto, anche se espresso solo dalle pagine di questo giornale, ad un evento che temo si configuri come un elemento di ulteriore divisione rispetto alla percezione che ne avrà il territorio». Una “marcia indietro” bollata come «frutto dell’imposizione di quanti vogliono continuare ad impedire il confronto trincerandosi dietro “ai no, senza se e senza ma”» da parte del Pd. Si saluta e non si viene, quindi. «Il sindaco  – commenta dai banchi della minoranza Aristide Sada – certifica di non essere il sindaco di tutti». Su Facebook, poi, esponenti candidati nella lista del sindaco (“Avigliana Città Aperta”) giungono a lanciare discredito sulla location dell’incontro, scelta in passato per alcuni eventi della campagna elettorale di “Grande Avigliana”,  definendolo «luogo inopportuno ed albergo ad ore». Il “parterre de roy” previsto per il convegno potrebbe allungare la lista di quanti in Valle, perché non piegati al verbo No Tav, non hanno potuto esprimersi: Bresso, Chiamparino, Cota, Napoli, Musy.

 

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