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Utero in affitto da favola e il bel quadretto familiare del Corriere

dicembre 10, 2015 Carlo Giovanardi

L’articolo spiega (involontariamente) bene perché le associazioni Lgbt oltranziste fanno della stepchild adoption il fulcro della loro battaglia sulle unioni civili

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Il Corriere della sera ha pubblicato lunedì 7 dicembre una bella foto familiare per sminuire l’impatto sull’opinione pubblica dell’appello delle femministe di “Se non ora quando” firmato da decine di intellettuali, attori, politici di sinistra contro la pratica dell’utero in affitto che sfrutta la miseria e la disperazione di donne costrette a vendere il frutto della loro gravidanza, il loro figlio, alle ricche coppie gay dell’occidente.

Nella foto appaiono infatti i genitori 1, 2, 3 e 4 di tre bambini, due dei quali sono nati dalla combinazione di un ovocita offerto da Jamie, dalla gestazione di Tara e dal seme maschile di Claudio, il terzo nato sempre da un ovocita di Jamie, dalla gestazione di Tara ma con il seme maschile di Manlio.

I tre bambini vivono attualmente in Italia con Manlio e Claudio, genitori 1 e 2, mentre le due donne ogni tanto li incontrano, fiere ed orgogliose della bella famiglia allargata che hanno contribuito a creare .

Ma ambedue le donne aggiungono nelle loro interviste che, oltre che dalla filantropia, sono state spinte dal compenso economico, 20 mila dollari per Tara (una tantum o per ogni gravidanza?) e non si sa quanto per Jamie che dice: «Facevo l’attrice a New York e ha pesato la ristrettezza economica».

L’unica cosa sicura, per la legge italiana, è che Tara è la madre di tutti e tre i bambini, oltre agli altri avuti da suo marito, mentre il Corriere definisce Manlio marito di Claudio, non certo in base alla nostra Costituzione e alle nostre leggi, che risultano rispettivamente padre delle prime due bambine e del terzo bambino.

Ora, malgrado la singolare situazione venutasi a creare di tre bambini che si trovano con due padri (marito e marito?) che non sono padri di tutti e tre e una madre, liquidata con 20 mila dollari e il materiale genetico femminile fornito da una terza donna, giustamente la legge italiana garantisce ai piccoli tutti i diritti degli altri bimbi a prescindere dalle modalità della loro nascita.

Ma questa favola, in realtà, spiega bene perché le associazioni Lgbt oltranziste fanno della stepchild adoption il fulcro della loro battaglia sulle unioni civili: l’obiettivo infatti non sono i diritti dei bambini ma la possibilità per i due uomini di adottarli e l’apertura della corsa in giro per il mondo all’ovocita di qualità e all’utero in affitto, con tariffe che arrivano per un bambino chiavi in mano fino a 100 mila dollari.

Si tratta di legittimare un mercato squallido e vergognoso che comunque funziona sempre con il “colore dei soldi” e che priva sin dalla nascita i bambini del loro diritto di avere una famiglia composta da un solo padre e da una sola madre.

Foto da Shutterstock


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11 Commenti

  1. underwater scrive:

    La natura si riprende sempre i suoi spazi.

  2. Nino scrive:

    Si comincia subito male:

    “la pratica dell’utero in affitto che sfrutta la miseria e la disperazione di donne costrette a vendere il frutto della loro gravidanza, il loro figlio, alle ricche coppie gay dell’occidente.”

    Più del 90% delle coppie occidentali che ricorrono all’utero in affitto sono eterosessuali. Ma finchè certe cose le fanno le coppie eterosessuali va tutto bene visto che anche Giovanardi non mi pare abbia mosso un dito a riguardo

    • Giannino Stoppani scrive:

      “Più del 90% delle coppie occidentali che ricorrono all’utero in affitto sono eterosessuali. Ma finchè certe cose le fanno le coppie eterosessuali va tutto bene visto che anche Giovanardi non mi pare abbia mosso un dito a riguardo”
      Certo, come no, mi sembra proprio di vederlo Giovanardi, magari insieme alla Binetti e alla Roccella, star lì tutti e tre a farsene un baffo dell’utero preso in affitto dalle coppie eterosessuali.
      Ah, ah, ah!
      Ma non ti rendi conto delle bischerate che scrivi?

    • franz scrive:

      Quello che fa discutere è l’utero in affitto, a prescindere dai commitenti. La verità e che con la stepchild adoption in vigore tale pratica sarebbe legale in Italia, per tutti.

      • Nino scrive:

        davvero Franz? e allora perchè la associate alla stepchild adoption (che per la maggior parte dei casi riguarda coppie di donne che con l’utero in affitto non hanno niente a che fare)?

        Io sono contrario alla legalizzazione dell’utero in affitto in italia, si faccia una legge a tale proposito ma non la si mischi con la lotta contro la discriminazione delle coppie omosessuali

        • Giannino Stoppani scrive:

          “davvero Franz? e allora perchè la associate alla stepchild adoption (che per la maggior parte dei casi riguarda coppie di donne che con l’utero in affitto non hanno niente a che fare)?”
          Eh beh!
          Allora, se si tratta di coppie di donne, cambia tutto!

        • Cisco scrive:

          @Nino

          Sei sempre molto spiritoso: perché se l’utero in affitto non c’entra con le coppie gay i gay e loro famiglie arcobaleno non vogliono una legge che lo preveda come reato universale? Peraltro se è vero che l’utero in affitto è usato per il 90% dalle coppie eterosessuali significa che sono le coppie gay a essere più propense a farvi ricorso, basta avere nozioni elementari di statistica: le coppie gay sono infatti molto meno del 10% delle coppie…

  3. Carla scrive:

    Comunque e dovunque e per chiunque: I BAMBINI NON SI COMPRANO! I BAMBINI HANNO DIRITTO A PAPA’ E MAMMA.

  4. Menelik scrive:

    E pensare che una volta, il 68 era una lotta di classe di proletari contro ricchi borghesi…..accidenti che voltafaccia !!!!!!!!!
    Se vi ricordate, nel 77 dicevano:
    borghesi, ancora pochi mesi.
    E adesso sono diventati degli ultrà della borghesia capitalista: comperare non solo le cose, ma anche le persone, come fossero bambolotti da ordinare.
    Che finaccia per la generazione degli eskimo con la sciarpa rossa !!

  5. clemente scrive:

    Giovanardi for president !!!
    Uno dei pochi che hanno ancora un po’ di buon senso e resistono alla dittatura culturale cominante (e comoda).

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