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Uno di Noi: l’Ue non si è ancora espressa sulla petizione ma il commissario per la ricerca già la boccia. «Gravissimo»

gennaio 31, 2014 Benedetta Frigerio

Parla Maria Grazia Colombo, portavoce del Comitato italiano della campagna “Uno di noi”: «La Commissione non si è ancora pronunciata. Questo conferma lo scollamento fra volontà popolare e vertici europei»

Il commissario europeo per la ricerca, l’innovazione e la scienza, la politica irlandese Máire Geoghegan-Quinn, ha rilasciato dichiarazioni «gravissime» sulla petizione  “Uno di Noi”, che è stata firmata da 1.849.847 cittadini e che chiede il riconoscimento della dignità dell’embrione opponendosi alla ricerca sulle cellule embrionali.

UNO DI NOI. La petizione, che ha riscosso un inaspettato successo, chiede all’Unione Europea di non finanziare quelle ricerche che presuppongono la distruzione di embrioni. Il commissario ha dichiarato che non si terrà conto della petizione perché il Programma quadro dell’Ue “Horizon 2020”, che prevede lo stanziamento di 80 miliardi di euro per progetti di ricerca fino al 2020, già prevede di non finanziare questo tipo di ricerche nei paesi in cui sono vietate dalla legge.
«Ma questo è un’ovvietà», spiega a tempi.it Maria Grazia Colombo, portavoce del Comitato italiano della campagna “Uno di noi”, che sottolinea come sia normale che l’Unione Europea rispetti le leggi dei singoli Stati. Piuttosto, la petizione era stata fatta per vietare il finanziamento della ricerca sugli embrioni in quegli Stati che la consentono.

«VUOLE SCORAGGIARCI». Le affermazioni di Geoghegan-Quinn sono «molto gravi perché la Commissione non si è ancora pronunciata» sulla petizione, continua Colombo. «Così fa passare come ufficiale la sua posizione personale. Evidentemente vuole scoraggiare chi ha lavorato per mesi sul territorio», vogliono «censurare preventivamente l’espressione della volontà popolare». Attualmente l’Ue sta verificando e convalidando le firme all’interno dei singoli Stati: «Solo in un secondo momento la Commissione potrà respingere o accogliere la petizione ed eventualmente legiferare».

«CHI LI HA ELETTI?». Colombo critica le parole del commissario europeo, infine, perché «confermano lo scollamento che c’è fra la volontà popolare e i vertici europei, che si arrogano il diritto di scegliere su questioni delicate senza essere stati eletti e senza tenere conto dei cittadini».

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34 Commenti

  1. leo aletti says:

    Questa è la battaglia che va combattuta. Porre al centro i diritti unani. L’uomo è stato fatto così. Avanti senza paura.

    • Orazio Pecci says:

      Proprio così. Bisogna continuare a vigilare e a far sentire che ci siamo e che certa roba non la condividiamo. Gli eurodeputati sono abituati a credere di poter fare quel che gli pare nell’indifferenza e nell’ignoranza generale? E noi ricordiamogli che esistiamo e che non ci piace quello che fanno. In tempo di elezioni forse dovranno ricordarsene…

  2. filomema says:

    Nel momento in cui si afferma che le leggi dei singoli stati vanno rispettate quando si tratta di vietare la ricerca di cui trattasi mi sembra del tutto evidente che non sia possibile accettare una petizione che vorrebbe vietarla anche negli stati altrettanto sovrani che la consentono

    • Buricchio says:

      Ma guarda, non ci avevo pensato!
      Ma allora quando i parrucconi europei ci frangono gli zebedei con l’agenda dei lgbt noi gli possiamo opporre un bel pernacchione sbattendogli sul muso zozzo la nostra sovranità nazionale!
      Grazie della dritta, Filomena!

      • filomena says:

        Ho citato la sovranità degli stati, solo per mettere in evedenza la contraddizione presente nell’articolo, infatti la sovranità degli stati, o la si rispetta sempre oppure mai e non solo quando si condividono certe opinioni. Nello specifico dei diritti umani io credo che essi vadano attribuiti esclusivamente alla persona così come il codice civile la definisce all’art. 1 ossia l’essere umano, nato, vivo. L’embrione non fa parte di questa categoria.

        • Buricchio says:

          Ma guarda, non ci avevo pensato!
          Lo avrei potuto dire a quel povero avvocato, il quale, avendo casualmente saputo che mia moglie era incinta al terzo mese, dovette rifare tutta la pratica di successione di mio padre in modo da includervi, come erede, quella che secondo te che sei la scienza giuridica infusa, sarebbe stata mia figlia solo sei mesi più tardi.
          Grazie della dritta, Filomena!

          • filomema says:

            Il fatto che l’ordinamento preveda di inserire il futuro nascituro nell’asse ereditario non significa che finché sia nato l’ordinamento lo consideri titolare di diritti come lo e do fatto la persona.

            • Cisco says:

              Filomena le petizioni si fanno per cambiare le leggi, non per infrangerle: infatti sono esse stesse previste dalla legge.

              • filomema says:

                Certo che le leggi possono essere cambiate, ma il mio era un ragionamento di coerenza dei contenuti dell’articolo. Non credo però che su questi argomenti nessuno possa imporre dogmi agli altri

                • Cisco says:

                  Ma infatti Filomena io criticavo il tuo ragionamento: fare una petizione per vietare la ricerca negli stati dove è permessa non significa non rispettare le leggi e la sovranità di quegli stati, ma fare pressioni per cambiarle. Quindi la petizione è legittima, perché la sovranità appartiene al popolo, e tra chi sottoscrive le petizioni c’è anche il popolo di quei paesi dove attualmente è ammessa la ricerca sugli embrioni.

            • Buricchio says:

              Arrampicata sugli specchi stratosferica: o il nascituro ha diritto all’eredità o non lo ha.
              Se è vero che finché uno non nasce non conta un cavolo, allora il nascituro può essere escluso dagli eredi senza il parere del tribunale dei minori.
              L’embrione dunque, seppure potenzialmente, è una persona, non un cavolo rapa.
              Tanto è vero che, a differenza di tale gustoso ortaggio, non lo si può trovare in vendita sul banco del mercato centrale.
              Il resto sono le solite supercazzole che servono per riempire il lavacro delle coscienze zozze.

            • Sergio says:

              FILOMENA O FILOMEMA?

    • Valeria says:

      Se uno Stato sovrano ha una legge che consente la sperimentazione sugli embrioni se la finanzierà con i suoi fondi e non con quelli dell’Ue.

  3. Luca says:

    Approfitto per scusarmi qui della castroneria che ho scritto in un commento a un altro articolo, equiparando aborto e pena di morte. Perdonate la mia insipienza.

  4. Cornacchia says:

    CRA! CRA! CRA!Non avete ancora risposto alle mie domande. CRA! CRA! CRA!

  5. malta says:

    chi li eletti? i loro amici massoni che si tirano a vicenda e comandano senza mandato popolare

  6. domenico b. says:

    Avrei due domande per Filomena ( o per chi mi vuole rispondere ):
    1- come si fa a stabilire il momento esatto in cui lo spermatozoo e l’ovulo che si incontrano diventano persona, per cui dopo quel preciso istante non può essere uccisa?
    2-cos’è che ( o chi ) fa diventare uno spermatozoo e un ovulo una persona ben definita?

    • filomema says:

      L’unica risposta possibile e quella che implicitamente ho gia citato prima e che si evince dal codice civile. Una persona diventa tale alla nascita. La definizione di persona infatti e l’essere umano, nato, vivo. Si da il caso che l’embrione non abbia una delle 3 caratteristiche: non e ancora nato

      • domenico b. says:

        Filomena, in base alla tua risposta è lecito uccidere l’essere umano non ancora nato almeno un attimo prima che sia uscito completamente dal grembo materno: ho capito bene?

        • domenico b. says:

          …Filomena?….

        • filomema says:

          Domenico ti ricordo che esiste una legge che consente l’interruzione volontaria di gravidanza fino al sesto mese.

          • domenico b. says:

            Filomena, allora fina al sesto mese è interruzione volontaria della gravidanza e dopo il sesto mese è omicidio? Ma come fa a essere omicidio se non è ancora una persona, secondo la definizione che ne hai dato?

          • domenico b. says:

            allora, Filomena, fino al sesto mese si tratta di interruzione volontaria di gravidanza, e dopo il sesto mese è omicidio. Ma come fa a essere omicidio se al sesto mese non è ancora una persona, secondo la definizione che hai dato tu?

          • domenico b. says:

            allora, Filomena, fino al sesto mese è interruzione volontaria di gravidanza, dopo di che è omicidio. Ma come può essere omicidio se al sesto mese non è ancora persona, in base alla tua definizione?

      • Adolf says:

        Io proporre altra tefinizione ja?!
        Persona essere un essere umano nato, fifo und di razza ariana?! Gut?

  7. stefano says:

    Sorge una domanda: ma Filomena se fossi in attesa di un bimbo, un ipotesi, penseresti davvero che e’ tale solo dopo che e nato e prima no, perche’ cosi dice il codice civile ?

    • filomema says:

      Non credo che le esperienze individuali siano generalizzabili e nessuno e in grado di dire quello che proverebbe in una determinata situazione finché non si trova coinvolto. Penso comunque che non sia necessariamente obbligatorio desiderare dei figli.

      • Buricchio says:

        Tanto più che tu non sei manco una donna, e dunque al massimo per chi ha il dono di generare puoi provare solo d’invidia se non proprio addirittura odio puro.
        Infatti se tu fossi una donna in grado di generare non ti verrebbe mai in mente di riferirti al frutto del tuo amore come una “non persona”.

      • VivalItalia says:

        Filo te se n’altra de quelli che je piace fa er fr**io cor c*lo degli altri. .

        (Oh senzoffese pet nessuno sia chiaro)

        • filomema says:

          E’ solo che credo nella vita non si sa mai quello che ti può accadere per cui la cosa migliore e essere possibilisti

  8. filomena says:

    Sinceramente non provo nessuna invidia e tantomeno odio per le donne che hanno figli. Rispetto la loro scelta e vorrei semplicemente che anche la mia di non averne fosse rispettata. Io peraltro mi sento comunque una donna completa.

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