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Le unioni gay di Renzi «sono perfettamente sovrapponibili al matrimonio. Tutti devono esserne consapevoli»

luglio 24, 2014 Redazione

Perplessità in commissione Giustizia al Senato. Nitto Palma vede in arrivo «un modello parallelo di matrimonio sotto altro nome» studiato per «eludere la Costituzione». Il viceministro Costa: «A livello normativo non è una passeggiata»

«Due persone dello stesso sesso costituiscono un’unione civile quando dichiarano di voler fondare tale unione di fronte all’ufficiale di stato civile». Stando al primo articolo della legge sulle unioni civili, per ottenere il riconoscimento giuridico alle coppie formate da due uomini o due donne basterà presentarsi in Comune e fare una dichiarazione. L’articolo 2 precisa che ove nelle leggi italiane compaia la parola «matrimonio» si dovrà aggiungere le parole «o da un’unione civile tra persone dello stesso sesso». Mentre all’articolo 3 si spiega che «le parole “coniuge”, “marito” e “moglie”, ovunque ricorrano nelle leggi, decreti e regolamenti, si intendono riferite anche alla “parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”».

STESSI DIRITTI. In sostanza, la legge della senatrice Pd Monica Cirinnà presentata ieri in commissione Giustizia del Senato dal Pd, con la benedizione – stando alle anticpazioni di Ivan Scalfarotto – dello stesso premier Matteo Renzi, equipara le unioni civili fra persone dello stesso sesso al matrimonio. Di fatto, le coppie unite civilmente godranno delle medesime garanzie (eccetto quelle relative al divorzio) e degli stessi diritti (eccetto l’adozione) riconosciuti all’istituto del matrimonio.

SOVRAPPONIBILE AL MATRIMONIO. Quanto emerge dal dibattito in corso da ieri in commissione Giustizia del Senato è soprattutto la difficoltà tecnica di poter fare una legge sulle unioni civili mettendole sullo stesso piano del matrimonio. Il viceministro della Giustizia, Enrico Costa (Ncd), ha sottolineato che il testo articolato in 22 punti, presentato ieri in commissione, «dal punto di vista normativo non è una passeggiata». «Non voglio entrare nel merito ma rilevo che anche a un osservatore poco attento salta all’occhio che, ad eccezione della definizione e del regime delle adozioni, questo nuovo istituto è perfettamente sovrapponibile a quello del matrimonio. Voglio che tutti i membri della commissione ne siano ben consapevoli. Anche dal punto di vista tecnico è necessario mettere a punto un testo corretto».

MODELLO PARALLELO. Per il presidente della commissione, Nitto Palma (Fi), molte delle 22 norme del testo sulle unioni civili sono in contrasto con l’ordinamento e inoltre la legge è «una indebita ed illegittima introduzione nell’ordinamento di un modello parallelo di matrimonio sotto altro nome, così da eludere la Costituzione». Carlo Giovanardi (Ncd) il rischio di una «totale rivoluzione antropologica». Inoltre, ha sottolineato, è in «conflitto evidentemente con l’articolo 29 e con i pronunciamenti della Corte Costituzionale». «È un testo che apre le possibilità alle coppie omosessuali di avere figli con l’utero in affitto».

REGISTRO MATRIMONI GAY A BOLOGNA. Intanto si allunga la lista delle amministrazioni pronte a riconoscere i matrimoni fra persone dello stesso sesso. Dopo Grosseto, Fano e Napoli, anche a Bologna le coppie gay sposate all’estero saranno riconosciute dal Comune e registrate come le altre, qualora siano composte da almeno un italiano e se entrambi i coniugi risiedono nella città. A festeggiare sono i collettivi e le associazioni Lgbt. Arcilesbica di Bologna ha chiesto alla giunta guidata dal piddino Virginio Merola di istituire il 15 settembre come «vera e propria festa civile e laica che riguarda tutta la collettività». La disposizione del sindaco, ricorda l’associazione, «apre ad un riconoscimento delle coppie lesbiche e gay da parte dalle amministrazioni locali». «Sicuramente – continua il circolo – questa azione contribuisce alla visibilità e alla battaglia contro la discriminazione in materia di diritti e sollecitazioni concrete anche da parte del Parlamento e del governo stesso».

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110 Commenti

  1. Fabio scrive:

    Speriamo sia il momento giusto di approvarli. Ho comprato già gli anelli

    • l'inquisitore scrive:

      Risponderai direttamente al Signore per i tuoi peccati!!!!

      • Nino scrive:

        tutti ne risponderemo, e nessuno di noi può dire quali siano più pesanti di altri

        • Raider scrive:

          E’ vero, saremo giudicati tutti e pesati al giusto capello per capello; sposati e non sposati: ma è possibile opporsi ai matrimoni gay anche senza appellarsi a motivazioni di ordine religioso. E’ un fatto, comunque, che, se è possibile opporsi alle nozze gay sulla base di considerazioni di carattere razionale, morale e sociale – condivisibili o meno, s’intende -, è molto difficile, per non dire impossibile, trovare religioni che giustifichino nozze gay e quel che ne consegue. Chi si oppone, insomma, ha delle ragioni in più: forse, questo spiega perché nemmeno una opposizione ‘laica’ alle richieste gay in tal senso va bene ai militanti genderisti.

          • Nino scrive:

            non sono esperto, so che alcune chiese protestanti ammettono già i matrimoni omosessuali. Ma a me non sembra che in italia ci sia una opposizione laica alle unioni civili omosessuali

            • Fran'cesco scrive:

              Sondaggi tarocchi del Corrierone a parte, in Italia non c’e’ una gran posizione a favore delle unioni gay. A parte in parlamento.

            • Raider scrive:

              Sono Chiese ridotte davvero al lumincino e che ammettono qualunque cosa, ormai, le collochi all’interno del mainstream per farne un’estinzione di grande successo. Nel caso, ammettono qualcosa che contrasta totalmente con le Scritture e non solo con esse, ciò che deterrmina micro-scissioni in Chiese pressocé monocellulari.
              Quanto all'”opposizione laica”, non è strutturata in maniera visibile, ma è certo che l’opposizione alle unioni gay può essere motivata senza il ricorso a ragioni apprestate da una religione o un’altra. Tacciare chi è contro di irrazionalità e superstizione e intolleranza e fanatismo e così via, quindi, non è giustificato: e gli attacchi alle Sentinelle In Piedi, come i ddl alla Scalfar8, domostrano da che parte fanatismo prevaricazione, intolleranza e irrazionalità si trovino a casa propria o comunque, più a proprio agio.

              • Nino scrive:

                @Fran’cesco: io ho scritto che “non sembra che in italia ci sia una opposizione laica alle unioni civili omosessuali” che è diverso da dire che “c’e’ una gran posizione a favore delle unioni gay”. Secondo me la maggior parte dei laici su questo tema è agnostica, ovvero non gliene frega niente ma non è contraria, ecco perchè in un eventuale referendum abrogativo di una eventuale legge per le unioni civili omosessuali (tutta da vedere ancora), si verificherebbe esattamente la stessa situazione del referendum abrogativo per la legge 40, non raggiungimento del quorum.

                Detto questo, io francamente non ho ancora letto nessuna convincente giustificazione “laica” (nel senso di “non ricondotta a motivazioni religiose”) al rifiuto di riconoscere una unione tra due persone dello stesso sesso

                @Raider: gli attacchi alle sentinelle in piedi secondo me sono sbagliati, anche se ritengo la loro protesta strumentale ed immotivata. Se loro ritengono che la proposta di legge scalfarotto sia sbagliata sono liberi di dirlo. Purchè non dicano che è sbagliata perchè gli omosessuali sono dei malati ed è giusto discriminarli, aggredirli ecc in quanto omosessuali (e non mi sembra che sia questa la posizione ufficiale delle sentinelle in piedi)

                • Fran'cesco scrive:

                  il 50% degli interventi qui contro il riconoscimento della valenza sociale di unioni omo prescinde da un discorso religioso. Dopodiche’ il “senso religioso” e’ talmento nell’uomo – per l’uomo – che ignorare motivazioni religiose e’ come ignorare le motivazioni umane.

  2. Giobbe scrive:

    Per esperienza di anni di lavoro quotidiano mio nonno diceva sempre: vedrai bene cosa ti succederà per i tuoi peccati….

  3. Andrea (uno dei tanti) scrive:

    “eccetto quelle relative al divorzio”
    “eccetto l’adozione”

    dice l’articolista.

    Non mi sembra sia cosa da poco, non capisco quindi la “perfetta sovrapponibilità al matrimonio”.
    Personalmente toglierei anche la reversibilità della pensione.

    Non capisco poi il timore della totale rivoluzione antropologica: chi è etero mica cambia orientamento perchè ci sono le unioni civili.

    • giovanna scrive:

      Andrea, ti è sfuggito quest’articolo :
      http://www.tempi.it/matrimonio-omosessuale-figli-dibatte-laica-francia#.U9FSvWdH6w8 ?

      Va bene che non parla strettamente di matrimonio gay, ma non si può essere così leggerini e/o superficialoni sulle conseguenze che approvare il matrimonio gay comporta. Conseguenze che piano piano ci sono state in tutto il mondo in cui questa carnevalata è stata inserita : da una cosa brutta non possono che nascere brutture.

      E quei figli del marito che potranno essere adottati dal marito ? E la mamma, che fa, puff, non esiste più ?
      E se la mamma per disgrazia fosse morta, un povero figlio si deve anche ritrovare “figlio ” di due uomini ?

      A me sembra una roba da pazzi, non una barzelletta.

      Fuori tema, non del tutto, ma mi sembra che ne avevamo parlato, che ne pensi :
      http://www.corriere.it/cultura/14_luglio_19/mi-ricordo-quel-giorno-divorzio-visto-bimbi-8bb93d2e-0ece-11e4-8e00-77601a7cdd75.shtml ?

      Le conseguenze si vedono anni e anni dopo, quando per molti è troppo tardi.

      Chi l’avrebbe detto , ancora,che con la legge sull’aborto , solo in Italia, si sarebbero sterminati , mi pare, circa SEI milioni di bambini ? Erano tutti casi pietosi di donne violentate, e ora i nostri figli li eliminiamo per andare in vacanza .Tu all’epoca avresti detto: mica si costringe una donna ad abortire ! Che ci frega a noi ?

      • Andrea (uno dei tanti) scrive:

        Sul divorzio ho già commentato (conosco benissimo la situazione, sono figlio di divorziati) rispondendo, credo, propio a Lei.

        Sulla mamma puff.. non esiste più, non credo propio sia così. La norma in germania (a cui ci si ispira come quadro legislativo) è fatta per dare una eventuale tutela patrimoniale in più nel caso in cui effettivamente puff… un padre o una madre di precedente matrimonio/unione da cui è nato il figlio effettivamente sparisca.

        L’aborto è una cosa terribile, però tutti dimenticano che non si è iniziato a praticarlo quando la legge lo ha permesso.

        Prima era clandstino e spesso crepavano in due. Conti alla mano (brutto a dirsi, ma è la verità) alla fine con la 194 gli aborti sono diminuiti.

        Preferisci che aboliscano la 194 e aumentino?

        • Giannino Stoppani scrive:

          Siamo nel 2014 e ancora c’è chi crede alle balle dei radicali sull’aborto clandestino…
          La Bonino, che qualche buontempone voleva presidente della repubblica, ai tempi diceva che in Italia c’erano un milione di aborti clandestini all’anno, il che, conti alla mano, voleva dire che tutte le donne italiane in età fertile nella loro vita avrebbero fatto quasi tre aborti clandestini ciascuna.
          Se volete continuare a passare per minchioni, insistete su questo punto.

          • Nino scrive:

            Balla degli aborti clandestini? Mia zia a suo tempo è (purtroppo) morta per le conseguenze di un aborto clandestino, lasciando 4 figli in tenera età. Uno dei motivi per cui pur essendo personalmente contrario all’aborto non sono contrario alla legge 194

            • Fran'cesco scrive:

              Mi spiace molto per tua zia. E’ una (anche se per te vale molto).
              Volgiamo parlare allora di quante donne morivano di parto???
              Balle su balle

              • Nino scrive:

                che c’azzecca?

                • Fran'cesco scrive:

                  Che gli aborti clandestini fossero molti piu’ di quello che praticava la Bonino… e che morissero milioni di donne…

              • Filomena scrive:

                @Fran’cesco

                In Italia oggi, la mortalità per parto è altissima. A contraddire la classifica stilata dalla rivista «Lancet» nel 2010 è l’Istituto superiore di sanità, che ha studiato 5 regioni rappresentative del 32% delle donne italiane in età fertile con criteri diversi: oltre ai certificati di morte dell’Istat, ha usato le schede di dimissione ospedaliere. Così il valore non è più di 4 morti ogni 100mila nati vivi, ma di 11,8, il 63% in più, contro una media dell’Europa occidentale di 7-8. Lo studio, condotto dal Reparto salute della donna e dell’età evolutiva del Cnesps-Iss, ha raccolto i dati dal 2000 al 2007 di Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia. Tra il 2000 e il 2007 in queste Regioni sono stati registrati 1.001.292 nati vivi e 260 morti materne con un’età media di 33 anni. La mortalità materna è 3 volte più alta in Sicilia (24,1) rispetto a Toscana ed Emilia Romagna (7,6 ) L’Europa dell’Est ha valori peggiori dei nostri, mentre Francia e Danimarca migliori. La Gran Bretagna è poco migliore di noi con 11,4.

            • Giannino Stoppani scrive:

              E ora che hai lavato in pubblico i panni di tua zia (requiescat in pace!) che avresti risolto?
              Forse pensi che il caso umano familiare possa da solo confermare l’assurdità totale delle cifre sparate a casaccio dalla Bonino e compagnia briscola?!?

          • filomena scrive:

            @Giannino Stoppani

            Sull’aborto clandestino prima dell’introduzione della 194, ti consiglio questo link che forse ti farà riflettere…
            http://storicamente.org/aborto_clandestino

            • Giannino Stoppani scrive:

              Come se la tediosissima lettura di un emerito pippone femministoide potesse convincere qualcuno sano di mente che le balle della Bonino sul fenomeno degli aborti clandestini – quasi tre per donna fertile!!! – possano mai aver avuto una parvenza di fondamento!

              • filomena scrive:

                OK continua a credere quello che vuoi e “stai sereno”….. che porta bene

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Non sono certo io a credere quello che voglio, ma i boccaloni che ritengono verosimile che tutte le donne italiane, comprese le suore di clausura e Rosy Bindi, abbiano avuto almeno 2,8 aborti clandestini in vita loro!

        • beppino scrive:

          *** Prima era clandstino e spesso crepavano in due. Conti alla mano (brutto a dirsi, ma è la verità) alla fine con la 194 gli aborti sono diminuiti ***

          Un altro interessante frequentatore di Tempi con la verita’ in tasca… Inutile dire che sarebbe tranquillamente in grado di dimostrare oggettivamente questa profonda e meditata affermazione, vero?

      • Lorella scrive:

        @ Giovanna

        Lei però cita solo fonti di parte. Non mi sembra corretto

  4. Lorella scrive:

    Signora Giovanna ma non le è mai venuto in mente che non può farsi carico dell’umanità intera? Ognuno è responsabile di quello che fa, che sia il divorzio, l’aborto o il matrimonio gay.

    • beppe scrive:

      lorella, nell’aborto qualcuno ci rimette la vita. nel divorzio per i figli non penso sia proprio una festa. per il matrimonio gay sono d’accordo: facciano quel che vogliono senza rompere il cazzo. cioè alla larga dai bambini : hai capito? tra due gay e anche tra due lesbiche i bambini non ci possono essere.

      • Lorella scrive:

        In ogni caso non è un problema suo se queste cose non le fa.

        • Fran'cesco scrive:

          Lorella, ho come l’impressione che – a parte commentare su Tempi – normalmente lei si faccia sempre solo gli affari suoi.

        • Toni scrive:

          Solo per chi non ha a cuore il prossimo, perché egoista o superficiale, non è un problema suo.

    • Paolo scrive:

      Giusto. Si chiama infatti libero arbitrio.

    • giovanna scrive:

      Andrea, purtroppo, con la 194 il numero degli aborti è terribilmente, ma terribilmente , aumentato.
      Certo che la propaganda riesce a far credere qualunque cosa.
      Realisticamente, credi che gli aborti clandestini potessero essere nel numero mostruoso di quelli dopo la legge? Eddai !
      Poi, un leggero decremento c’è stato con la pillola del giorno dopo, che altro non è che un aborto precocissimo.
      Inoltre, la salute femminile, con la legge sull’aborto, non ha avuto alcuna variazione statistica significativa: le donne crepano oggi, come crepavano allora.

      E comunque, se sei un minimo onesto, devi ammettere che trent’anni fa si minimizzavano enormemente le conseguenze della legge 194 : oggi possiamo dire che c’è una banalizzazione dell’aborto, un aumento delle patologie psichiche incontrollabile ( quei quasi sei milioni di donne che hanno abortito, uno strascico ce l’hanno di sicuro , anche a distanza di decenni ! ) . una ecatombe di bambini ( se SEI MILIONI DI BAMBINI ABORTITI ti sembrano pochi !, come società, non siamo certo più felici, dato che la percezione del valore della vita umana è decaduto alquanto e ci avviamo a promuovere l’eutanasia, l’eugenetica, il diritto al figlio e tutte queste belle cose che nessuno osava immaginare.

      Così accadrà con questi gay matrimoni : le conseguenze ci saranno, eccome.

      • giovanna scrive:

        Signora Lorella, o chiunque tu sia, ma non le è mai venuto in mente che non può farsi carico dell’umanità intera? Ognuno è responsabile di quello che fa, che sia il divorzio, l’aborto o il matrimonio gay, lo sterminio del popolo ebreo, la schiavitù della gente africana, la pedoflia…ma che ce frega a noi ??

        • Nino scrive:

          @Giovanna: va bene rispettare le opinioni altrui, ma senza eccedere. Secondo l’AIFA (rif. la Gazzetta Ufficiale Italiana) la pillola del giorno è un medicinale contraccettivo, quindi parlare di aborto in questo caso non è corretto, almeno secondo le leggi italiane (che uno può considerare più o meno giuste, ed al limite combattere, ma dovrebbe accettare finchè non cambiano)

          Riguardo alle statistiche sulle IVG, sarebbero ancora migliori se si considerassero solo le donne italiane. Purtroppo nelle donne straniere, molto spesso immigrate, c’è meno educazione e più ignoranza in questo campo. E’ anche vero che se escludessimo le donne straniere dalle statistiche delle nascite l’italia sarebbe un paese in forte decremento demografico

          • Fran'cesco scrive:

            Nino,
            visto che parli di “accettare le leggi italiane”, secondo le leggi italiane i consultori dovrebbero aiutare la donna che si presenta a non abortire.
            Questo avviene moooolto raramente, come la mettiamo?

            • Nino scrive:

              il fatto che la legge venga purtroppo disattesa non la rende meno valida. Io ripeto una cosa che ho scritto più volte: ogni aborto è un fallimento della società e sogno un mondo in cui l’aborto non ci sia più non perchè ci siano leggi repressive ma perchè ogni gravidanza sia consapevole e desiderata

          • Toni scrive:

            @Nino

            L’AIFA racconta questa storiella? che è un metodo contraccettivo .. e non un aborto?
            Nel foglietto illustrativo c’era «Il farmaco potrebbe anche impedire l’impianto dell’ovulo fecondato». In una parola: impedire al bambino (loro lo chiamano “embrione”) di vivere e crescere . Adesso l’AIFA ha rimosso quella dicitura e dice che ritarda (o inibisce) l’ovulazione …. senza spiegare perché “è” la pillola del giorno dopo.

            Ma tu credi all’AIFA …. giusto?

            • Nino scrive:

              io non sono un medico, e quindi mi rifaccio a ciò che dice l’AIFA. Poi tu sei libero di non credere come lo sono io. Di storielle se ne dicono tante … L’Agenzia Italiana del Farmaco ma anche l’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) spero ne dicano meno di altri

              • Toni scrive:

                Mi sembra che preferisci muoverti sempre vicino ad “esperti” : «Il farmaco potrebbe anche impedire l’impianto dell’ovulo fecondato». Non è un aborto? Per questo si usa(… il giorno dopo)
                Si …. forse non cattolici siamo esagerati perché pensiamo (convinti) che anche il giorno dopo è un aborto. Per te no? Per essere un aborto deve avere una misura e forma particolare’?

                • Nino scrive:

                  Non sono un tuttologo e cerco di crearmi una opinione, anche utilizzando il parere di esperti che dovrebbero essere oggettivi. Se per voi cattolici un ovulo fecondato ma non impiantato è un essere umano, mi chiedo cosa state facendo per salvare le migliaia di esseri umani che sono congelati in varie cliniche ed ospedali italiani prima che sia troppo tardi.

                  • Toni scrive:

                    Come può dirti un “esperto” dove inizia l’essere umano? Per me la risposta dipende da quello che sei : Se uno reputa se stesso “zero” …. l’aborto è lecito se riesce a dare valore alla propria vita , ne capisce il significato aldilà degli appetiti, l’aborto è abominevole.
                    Se dipendesse da me non ci sarebbe nulla che verrebbe congelato negli ospedali.
                    Su questo puoi starne sicuro.

          • giovanna scrive:

            No, no, no , caro Nino ! L’Aifa, su pressioni danarose, può dire quello che vuole, ma la pillola del giorno dopo può essere abortiva , eccome !
            Provo a spiegartelo: un rapporto è fecondo circa fino ai due giorni successivi, dato che lo sperma può fecondare l’ovulo in circa 72 ore e l’ovulo invece rimane in vita per circa sei ore.
            Dunque, se il rapporto avviene quando l’ ovulazione è già avvenuta, o avviene nell’immediato, la fecondazione dell’ovulo può esserci prima dell’assunzione della pillola, oppure nelle sei ore successive , e dunque la pillola è abortiva.
            Dato anche che i casi di fallimento della pillola del giorno dopo sono assolutamente irrilevanti, se ci sono, statisticamente una percentuale rilevante dei rapporti per cui si ricorre alla pillola del giorno dopo, deve essere avvenuta in concomitanza dell’ovulazione e successiva fecondazione. Ricordati che la pillola è del giorno dopo, dunque il giorno prima o il giorno stesso, la fecondazione può essere avvenuta.
            Un’ulteriore conferma, arriva dal fatto che si pretende la definizione di contraccettivo, e non abortivo, anche per la pillola dei cinque giorni dopo : sfido chiunque ad affermare che ci sia anche un’unica possibilità su un milione che cinque giorni dopo la fecondazione, se ci doveva essere, non sia già avvenuta !
            D’altra parte, non so se hai letto il comunicato dell’aifa : dice che la pillola non è abortiva perché… non è abortiva ! Non dà conto di nessuno studio, perché non esiste nessuno studio, che può andare contro a questa logica elementare di come avvenga la fecondazione.
            Ma forse, anche questi discorsi scientifici sono un po’ troppo per te , che con la propaganda ti trovi certamente più a tuo agio !
            ( mi accorgo ora che Toni ti ha spiegato il tutto mille volte meglio di me, ma ormai ci ho sudato sopra e invio comunque !
            Ricordati…pillola del giorno… DOPO !
            Certo che non fare altro che cianciare di educazione sessuale e non conoscere questi concetti basilari, che si studiano in terza media…brrrr… )

            Un’altra aggiunta : un nuovo essere umano, unico ed irripetibile, si affaccia sulla terra con la fecondazione, non con l’impianto ! studia !!! altrimenti ti posto l’interessante testo universitario dell’Ale, che spiega tutto benissimo ! )

      • filomena scrive:

        @Giovanna
        Una domanda. La fonte di questi dati che evidentemente conosci solo tu qual’è? Perché il resto del mondo conosce dati molto diversi.

      • Filomena scrive:

        @Giovanna
        Questi sono i dati ufficiali, quelli citati da te non so da dove provengano. Per quanto riguarda l’andamento dell’IVG, dopo un iniziale aumento dal 1978 al 1983 per l’emersione dell’aborto dalla clandestinità, la cui entità prima della legalizzazione era stimata tra i 220 e i 500 mila aborti l’anno, nel nostro Paese si è osservata una costante diminuzione dell’IVG. Nel 2012 sono state effettuate 105˙968 IVG (dato provvisorio), con un decremento del 4.9% rispetto al dato definitivo del 2011 (111˙415 casi) e un decremento del 54.9% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’IVG (234˙801 casi).
        Il tasso di abortività (numero delle IVG per 1000 donne in età feconda tra 15-49 anni), l’indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all’IVG, nel 2012 è risultato pari a 7.8 per 1000, con un decremento dell‟1.8% rispetto al 2011 (8.0 per 1000) e un decremento del 54.7% rispetto al 1982 (17.2 per 1000). Il valore italiano è tra i più bassi di quelli osservati nei paesi industrializzati.
        Dal 1983 il tasso di abortività è diminuito in tutti i gruppi di età, più marcatamente in quelli centrali. Tra le minorenni, nel 2011 è risultato pari a 4.5 per 1000 (stesso valore del 2010), con livelli più elevati nell’Italia settentrionale e centrale. Come negli anni precedenti, si conferma il minore ricorso all’aborto tra le giovani in Italia rispetto a quanto registrato negli altri Paesi dell’Europa Occidentale. Ad esempio dal paragone con i più recenti valori pubblicati da altri paesi (paragrafo 2.2.1) si osserva per le donne con meno di venti anni: in Italia nel 2011 il tasso di abortività è stato pari al 6.4 per 1000 (era il 7.2 nel 2008); nello stesso anno in Inghilterra e Galles è stato il 20 per 1000, in Svezia il 19.8 per 1000, in Spagna il 13.7; in Francia nel 2009 era il 15.2; negli USA nel 2010 era il 19.8.
        Il rapporto di abortività (numero delle IVG per 1000 nati vivi) in Italia nel 2012 è risultato pari a 200.8 per 1000 con un decremento del 2.5% rispetto al 2011 (206.0 per 1000) e un decremento del 47.2% rispetto al 1982 (380.2 per 1000).
        Fonte: Ministero della salute.

        • giovanna scrive:

          Caro Gianni-Filomena-Lorella, non ho veramente tempo per discutere il mare di cifre con cui ci hai inondato ,per lo più del tutto inutili, tra l’altro esordendo con una entità di aborti clandestini “stimata ” (!) del tutto arbitraria e inattendibile, che dall’inizio ti scredita.
          Se tu vuoi credere che in Italia gli aborti clandestini fossero in numero uguale a quelli legali di oggi, fai pure, ma una minima , minima, minima, onestà intellettuale impedirebbe di farlo.

          E comunque , sulla cifra fondamentale, che è quella di SEI MILIONI di aborti in Italia dall’introduzione della legge, c’è poco da chiacchierare , come anche sulla banalizzazione di questa pratica disumana dall’introduzione della legge.
          .
          Come sull’aumento curiosamente parallelo dei problemi psichici e psichiatrici , soprattutto femminili.

          Le stesse psicoterapeute carampane femministe a la page che vanno per la maggiore sui media, non mancano mai di parlare delle loro numerosissime pazienti in cura per le conseguenze dell’aborto, ne pubblicano le lettere strazianti, minimizzando il dolore che anche loro hanno contribuito culturalmente a creare. Per queste donne, ancorché si dicano femministe, che odiano le donne, sono le peggiori,

          E che l’aborto abbia cifre inferiori in Italia, che ancora conserva tracce importanti del cattolicesimo, rispetto all’Inghilterra, in cui le massicce a dir poco campagne sui preservativi non fanno che aggravare il problema, è risaputo : ma ogni bambino abortito dalla sua mamma è un bambino ucciso di troppo, una mamma di troppo che si trova la vita rovinata per questo.

          Sicuramente non hai letto mezza riga degli articolo accurati che ti ho allegato, è evidente.
          Ma non avevo dubbi.

          • filomena scrive:

            Chi è disonesta intellettualmente sei tu perché sai benissimo che prima della 194 non esistevano ovviamente dati ufficiali ma solo stime. I dati ufficiali invece sono quelli forniti dal ministero ogni anno ma sembra che neanche di fronte all’evidenza dei numeri tu chiuda gli occhi e non voglia ammettere che effettivamente gli aborti sono diminuiti. Rispetto alle stime possibile che tu arrivi da Marte al punto da non sapere che tutti (forse ad eccezione della tua ristretta cerchia di marziani) hanno avuto una mamma, una nonna o una zia che nella sua vita hanno abortito almeno una volta? Rispetto ai risvolti psicologici ammesso che ce ne siano sono dovuti almeno in parte alla colpevolizzazione operata socialmente da gente come te, ma se leggi quello che ho scritto e le storie delle donne che sono nel link che ho postato c’è anche una parte numerosa che considera un sollievo aver risolto il problema di una gravidanza non voluta.
            Ti ho già detto più volte, dovresti aprire gli occhi e smetterla di giocare alla casetta con i bambolotti, sei cresciutella.

            • giovanna scrive:

              “al punto da non sapere che tutti (forse ad eccezione della tua ristretta cerchia di marziani) hanno avuto una mamma, una nonna o una zia che nella sua vita hanno abortito almeno una volta? Rispetto ai risvolti psicologici “.
              Con questa frase si capiscono molte cose di te e delle tue idee agghiaccianti.
              Però, davanti a queste tragedie, nella tua famiglia in queste proporzioni sconvolgenti, potevi reagire lavorando affinché nessun’altra donna ci dovesse passare, invece hai scelto la strada opposta.
              E allora non si dimostra una volta di più che non è questione di cattolico o non cattolico, ma di una umanità che si perde ?

              • Filomena scrive:

                @Giovanna
                Tanto per la cronaca, non che interessi a nessuno ma visto che ne accenni tu, ti dirò che nessuna delle donne della mia famiglia ha subito traumi per aver avuto un aborto. Del resto come avrai visto sotto, Giovanni Kattivo mi ha tolto le parole di bocca portando un esempio ancora più eloquente del fatto che l’aborto è una pratica sempre esistita e solo voi cattolici, mi spiace dirlo ma bigotti come te, chiudevano gli occhi perché faceva comodo non ammettere quale fosse la realtà che li circondava e che probabilmente in gran segreto toccava direttamente anche loro.
                qui di idee agghiaccianti per la loro ipocrisia sono solo le tue, ammantate di falso buonismo nei confronti di quelle che ritieni essere donne peccatrici.
                In ogni caso chiudiamo qui il discorso e continua pure a vivere serena nel tuo mondo parallelo fatto di balocchi.
                PS vedo che il mio nick diventa sempre più importante e ora si compone di ben tre nomi diversi. Attenzione se continui ad inventare nomi non ti starà più nel riquadro del testo.

                • giovanna scrive:

                  Stellino, il multinick ” gianni” l’hai ammesso tu !
                  Per forza, hai postato due commenti UGUALI, uno col nick Filomena e uno col nick gianni !!!
                  Poi , quando intervieni, a metà commenti ,spesso compaiono queste donne secche e freddissime , col tuo stile secco e freddissimo, che sottolineano le tue idee.
                  Sarà una coincidenza ? Dove erano le diamante e le lorella fino a che non intervenissi tu ?
                  Comunque, che tu abbia usato tante volte il nick di “gianni”, sempre a metà discussione, è un fatto acclarato e anche piuttosto comune sul web : non ti conviene frignare ogni volta .
                  E poi, fai come ti pare, lo sottolineo giusto per prenderti un po’ in giro, ma senza cattiveria.
                  La vita è già stata tanto cattiva con te, veramente.
                  Quanto sarebbe bello se conoscessi la dolcezza dell’amore !
                  Non mi riferisco a fidanzati o simili, ma all’amore tout court , che tu sembri non aver mai incontrato.

              • Giovanni Cattivo scrive:

                Giovanna è proprio vero che vivi a Riobò. L’esperienza di Filomena è quella di una parte considerevole della popolazione italiana (quella sincera).
                Le donne della mia famiglia e del mio vicinato hanno abortito TUTTE fino alla mia generazione che ha cominciato ad usare anticoncezionali.

                • beppino scrive:

                  Basta osservare la correlazione fra numerosita’ IVG ed eta’ della donna che decide (o e’ condizionata a decidere) per il procurato aborto. Non ci vuol molto a capire la differenza fra quello che si dovrebbe pensare e quello che si desidera pensare.

      • Andrea (uno dei tanti) scrive:

        Grazie Giovanna per il minimamente onesto, troppo gentile.

        Lei lo è, (onesta intellettualmente), quindi credo capisca benissimo che sul divorzio ci sono validissime ragioni per cui è bene che ci sia questa possibilità, anche se non vuole ammetterlo.

        Sull’aborto le do ragione, 40 anni fa credo ci fosse molta ideologia del tipo “la f.#@ è mia e faccio quel che mi pare”. Comunque ai giorni nostri credo proprio che sia diverso. L’aborto è preso in considerazione quando ci siano malformazioni gravi del feto, i tempi dell’aborto come contraccettivo sono passati (almeno nella stragrande maggioranza dei casi).

        Con la testa dico che non si dovrebbe abortire, col cuore dico che in certe situazioni bisognerebbe trovarsici prima di osare ad aprire bocca.

        Sulle “mistificazioni” dei radicali ci vado cauto, ai radicali ho sempre riconosciuto una rigorosità e onestà intellettuale notevole. Gente con cui puoi non essere d’accordo ma che vale sempre la pena di ascoltare per farsi una idea sulle cose.

        Ecco perchè in italia non prenderanno mai più di uno straccio di voti.

  5. lucillo scrive:

    Io Renzi proprio non lo sopporto, non per nulla è pappa e ciccia con il pregiudicato di Arcore.
    Però grazie a molti di questi interventi devo dire che mi sta leggermente meno antipatico.

  6. Giovanni Cattivo scrive:

    @ Giovanna
    Nei tuoi dati c’è una contraddizione che salta subito all’occhio, se l’aborto fosse utilizzato come mezzo di controllo delle nascite, le interruzioni di gravidanza dovrebbero aumentare in proporzione alla diminuzione delle nascite. Meno bambini nascono e più aborti dovrebbero esserci. Invece le IVG diminuiscono insieme alle gravidanze.

    • lucillo scrive:

      possibili alternative
      O si fa meno sesso
      O è fortemente in aumento il sesso omosessuale
      O qualche strana ed ancora ignota patologia sta colpendo la popolazione italiana
      O si usano di più e meglio i contracettivi

  7. Fran'cesco scrive:

    Riforma del Senato, Riforma del matrimonio, Riforma della legge elettorale, Riforma degli OGM…
    e intanto perdiamo il lavoro, paghiamo piu’ tasse, i risparmi evaporano.
    (e i maro’ sono ancora in India)

  8. filomena scrive:

    Carlamaria Del Miglio, su http://www.treccani.it/enciclopedia/aborto, sostiene che sugli aspetti psicologici e culturali legati all’aborto sono state condotte numerose ricerche con interviste semi-standardizzate, sondaggi di opinione, misurazioni dell’atteggiamento con l’uso di scale Lickert (Campbell Moore Cavar 1974). Mentre il livello socio-economico e l’appartenenza politica non hanno evidenziato alcuna relazione con l’atteggiamento verso l’aborto, il livello culturale e la religiosità sono risultate variabili rilevanti, sia pure con andamento opposto: il livello di tolleranza aumenta con l’aumentare del livello culturale, mentre la maggiore religiosità riduce la tolleranza. Ricerche italiane (Francescato-Prezza 1979) confermano che le donne cattoliche praticanti incontrano maggiori difficoltà nel decidersi all’IVG e più perplessità nel sostenere che in futuro ripeterebbero tale esperienza. Anche la famiglia di origine delle donne praticanti risulta essere meno tollerante verso l’aborto rispetto alla famiglia di quelle non praticanti. Comunque sembra che primariamente sia il contesto culturale a determinare l’atteggiamento verso l’aborto, al punto che esso dovrebbe essere considerato una variabile critica, se associato alle variabili età, scolarità, livello socio-economico, professione e stato civile. Altre variabili che influenzano l’atteggiamento verso l’aborto sono il modello di famiglia ideale e l’atteggiamento verso la pianificazione delle nascite, perché, ovviamente, la procreazione responsabile modifica sia l’atteggiamento sia il comportamento verso la maternità. Le ricerche che mettono in rapporto l’atteggiamento e l’effettivo comportamento abortivo, in caso di una gravidanza indesiderata, rilevano una forte correlazione tra le opinioni dei soggetti e il comportamento prescelto nella situazione di fatto (Adler-David 1992). Infatti, le donne che avevano esplicitato di percepire l’aborto come un problema morale si sono collocate, in qualsiasi periodo della gestazione, nel gruppo di coloro che avrebbero portato a termine la gravidanza, mentre quelle che avevano espresso l’opinione che l’aborto è una questione personale, hanno deciso quasi sempre di abortire. Nello stesso ambito di ricerche è emerso che le donne che interrompono la gravidanza, paragonate a quelle che la portano a termine, si autodescrivono più competenti, autodirette e con un’immagine di sé più positiva e meno tradizionale. Una gravidanza indesiderata e la decisione di abortire costituiscono per la donna un problema da risolvere che si traduce in un momento di ‘crisi’ interpersonale, morale e psicofisica. Tuttavia, come in altre situazioni di crisi, la soluzione può portare chi la vive a una maturazione psicologica. La donna di solito decide di abortire dopo una riflessione sofferta: tiene conto dei propri scopi nell’ambito dello studio, del lavoro e della società e li ordina in vista del proprio benessere e di quello della propria famiglia, presente e futura. Scopi esistenziali a parte, le difficoltà nel decidere l’interruzione della gravidanza dipendono da molti fattori contingenti, fra i quali non ultimo è il tipo di aborto concretamente accessibile alla donna (terapeutico, volontario o illegale). Nella dimensione emotivo-affettiva l’aborto può essere vissuto come la risoluzione di uno stato di malattia che coincide con la gravidanza, il cui significato positivo o negativo dipende obiettivamente dalla situazione e dalle prospettive della gestante. In tal senso l’aborto ancor più che un problema di competenza medica si rivela un evento dalle molteplici implicazioni sociali, che pone numerosi dilemmi a tutti coloro che ne sono coinvolti: non solo il partner, i familiari e gli amici della donna, ma anche i medici, il personale paramedico e i consulenti dei servizi socio-sanitari. Va però precisato che se l’aborto da un lato può sembrare atto a guarire lo stress causato da una gravidanza indesiderata, dall’altro è a sua volta, in sé e per sé, un evento stressante.

    • Fran'cesco scrive:

      Filomena, quanto ti vogliono bene qui… SEI FUORI TEMAAAAA
      (bisognerebbe vietare il copia-e-incolla selvaggio)

      • GIovanna scrive:

        Hai ragionissima Francesco, ma ho contribuito anche io al fuori tema: purtroppo non resisto , ogni volta che si parla della mancanza di conseguenze negative sulla società della legge sul matrimonio gay , a ricordare l’ecatombe di bambini che ha introdotto la legge sull’aborto, che doveva servire per abbassare la mortalità femminile ( cosa non avvenuta, perché i casi erano pochissimi e strumentalizzati ad hoc ) e per i casi limiti, come donne violentate.
        Ma se è lecito abortire un innocente frutto di violenza, poi è lecito abortire un bambino tanto malato, poi un bambino con problemi curabili, poi una bambina perché è femmina, poi la vita umana non conta più niente.
        Così sarà con questa carnevalata del matrimonio gay : le conseguenze saranno pesanti per tutti.

        • Fran'cesco scrive:

          Gia’ gia’ gia’. Gli esseri piu’ deboli (e il bambino e’ piu’ debole della donna) sono sempre lasciati in disparte.

        • filomena scrive:

          @Giovanna
          Diciamo che come sempre hai deviato la conversazione sull’unico argomento che ti sta a cuore: giocare con le bambole alla casetta. E poi quando uno ti riporta alla realtà dei numeri pesti i piedi per terra come i bambini. Certo il tema non era l’aborto ma se provochi non puoi pretendere che non ti si risponda per le rime.

          • giovanna scrive:

            Rispondevo a francesco, in un certo senso per scusarmi e scusarti.
            Ma di quale realtà dei numeri vai parlando ? li hai confermati in pieno, tranne quelli “stimati ” !
            I sei milioni di bambini abortiti in Italia dall’introduzione della legge sono tutti in paradiso, ufficialmente !
            Comunque, mi dispiace per te, davvero, certo che la vita a volte è proprio dura.
            Ma ognuno ha la sua possibilità di bene, anche nelle condizioni più disastrate.

            • filomena scrive:

              OK fai finta di non capire, il problema è che i numeri dicono che gli aborti stanno calando, non sono “tremendamente in aumento”
              Ora è chiaro? Poi se in 30 anni arrivano alla cifra che sostieni, OK se è per questo continuerà ad aumentare complessivamente ma il trend è in DISCESA

              • giovanna scrive:

                Se consideri l’enorme diffusione della pillola del giorno dopo (400.000 confezioni all’anno ) e la diminuzione e l’invecchiamento della popolazione, sì, gli aborti in effetti non diminuiscono poi così tanto.
                E poi, ho già detto mille volte, anche un solo aborto procurato, è un aborto di troppo .
                Pensa se fosse toccato a te ? Poteva accadere, visto il genere di famiglia da cui provieni ! Non saresti qui ad allietarci con le tue sparate

                Comunque, prima chiedi lumi sulle cifre, poi non leggi un acca dei link richiesti ( altrimenti non replicheresti a cavolo, credo ) , a malapena leggi il titolo, poi fai un copia e incolla selvaggio a casaccio e poi vuoi pure avere ragione !
                Dai, Gianni-Filomena, sei ridicola !

                • giovanna scrive:

                  Poi, scusa, ho riletto, ma chiaramente mi riferivo che il ricorso all’aborto è tremendamente aumentato con la sua legalizzazione !
                  In tanti anni di discussione on-line, nessuno ha mai contestato questa affermazione, tanto è evidente dai numeri e da come si sono svolti i fatti , da come è cambiata la percezione da extrema ratio a intervento di routine , per qualsiasi banale motivo !
                  Negare una cosa così , mi sembra dura veramente.

                  Dunque, secondo te è veramente possibile che nei trent’anni precedenti alla legge 194 in Italia ci siano stati altrettanti SEI MILIONI di figli abortiti volontariamente ? Forse nei tuoi desideri mortiferi !

                  Cioè, pensare che con la legalizzazione non ci sia stata una banalizzazione, che gli aborti non siamo terribilmente aumentati, mi sembra da fuori di cocuzza !
                  E, d’altronde, insisto, per te sarà stata una cosa meravigliosa, nevvero ?

                  Io questa cosa, ben documentata in psicologia, che chi ha subito delle brutte esperienze, poi le voglia infliggere ad altri, faccio fatica a capirla.
                  Fossi stata circondata io da gente che abortisce come starnutire, avrei fatto di tutto per evitare quest’orrore al mio prossimo.

                  Voglio dire, dagli albori dell’umanità si ammazza e si compiono violenze di ogni genere : mi sembra una motivazione deboluccia per accettare l’uccisione di un figlio nel ventre materno.

                  • Giovanni Cattivo scrive:

                    Giovanna adesso siediti e concentrati, te lo ripeto di nuovo:
                    L’unica ricerca seria sugli aborti prima della 194 li stimava in circa 100.000 all’anno. Trattandosi di una pratica illegale è normale che uno studio rigoroso (cioè che usi solo dati confermati) sottostimi il fenomeno. La percentuale di composti della cocaina che finisce nelle fogne tramite la pipì degli utilizzatori di Milano indica che questi sono oltre il doppio di quelli che ammettono di esserlo nelle interviste. Quindi gli aborti non erano sicuramente molti milioni ma potevano benissimo essere oltre 200.000 che è stato il numero degli aborti legali post legge 194.

  9. Giovanni Kativo scrive:

    @Giovanna
    premesso che le cifre di due milioni di aborti clandestini e 20.000 donne all’anno morte prima della 194 sono assolutamante esagerate dove prende Socci la cifra di 20/30 mila ? L’unico studio indipendente (citato da Notizie pro vita) indicava la stima PRUDENZIALE di 100.000 aborti clandestini l’anno E’ lo stesso ordine di grandezza delle cifre degli aborti legali post 194 (sulle cose clandestine è difficile essere precisi e gli studi rigorosi tendono a sottostimare) .

    Volendo prendere per vera la percentuale della ricerca secondo la quale il 32% delle donne non avrebbe abortito senza la 194 (vorrei vederle se gli succedeva davvero) parleremmo sempre di 74.000 aborti clandestini l’anno ,nel 2012. Qualche donna ci lascerebbe sicuramente la pelle.

    Fin qui i dati ora la mia esperienza personale. Son nato in un quartiere popolare dove le donne avevano abortito quasi tutte almeno una volta. Mia madre una, mia nonna pure, mia zia tre volte e ho conosciuto donne immigrate dal sud che abortivano in media due volte l’anno. Durante la campagna per il no al referendum, la vecchia infermiera di un ginecologo mi disse “Non ti consumere le scarpe a portare i volantini nelle case, qui se tutte le donne che ho visto abortire avessero un campanello al piede non si dormirebbe la notte dal rumore. Se son un minimo coerenti….” Risultato: 89.4 % di no ai seggi del quartiere, una delle percentuali più alte d’Italia

    • giovanna scrive:

      La risposta che ho dato a Filomena vale anche per te , giovanni cattivo.
      Questo tuo vissuto spiega molte cose.
      C’è tanto da costruire, da ricostruire, da testimoniare.
      Un ‘altra umanità da mostrare.
      Coi fatti.

      ( approfitto per risponderti ad una cosa vecchia : non direi mai alla povera bambina comprata dal padre dalle tue amiche lesbiche che è un bambolotto, lo scoprirà da sola che è stata comprata,che è stata privata dal papà, forse non lo direi manco alle due disgraziate, ma nel dibattitto pubblico lo dico chiaro e tondo : la schiavitù, la compravendita e l’affitto di esseri umani sono una cose terribili.
      Anche se , forse, non come l’uccisione di un figlio nel grembo della madre )

      • Giovanni Kativo scrive:

        Peccato che i sei milioni di “bambini” non li ha “uccisi” la 194. Sarebbero stati abortiti in ogni caso, come dimostrano propio i dati che ho fornito. Il numero degli aborti post 194 è più o meno simile a quelli clandestini ante 194.

        Ps tu non diresti nulla alle mie amiche perchè i bigòtti sono sempre anche codàrdi

        • Toni scrive:

          Giocanni

          sbagli, alle tue amiche conoscendole io volentieri direi qualcosa. E pure a te.

          Credo che il benessere che nasce dal condividere tra amici e parenti aborti e contraccezione sia solo la condivisione di una malattia…. mal comune mezzo gaudio. Quelli che conosci tu sono felici? Quelli che conosco io sono delle mxrdx d’esistenze. Mi sembrano che hanno due buchi neri a posto degli occhi.

          Sui milioni di moti prima della 194 io ricordo la propaganda radicale. quella dei tre e 4 milioni di abortii clandestini e 25.000 molti per aborti. Tu sei giovane e non ricordi?
          Le carogne radicali usavano la tecnica dei venditori porta a porta d’aspirapolvere. Questi per convincerti dell’utilità cercano di creati il “bisogno” mostrandoti un mostro, un acaro ingrandito 3.000.000 di volte (steso numero degli aborti) . Quel quel “fituso” del leader scriveva : “Dalle alture della sua città, dove riposa Ernesto Rossi accanto ai fratelli Rosselli, una voce calerà certamente stanotte per dare alla vostra preda, rinchiusa nelìe Murate, il grazie che si deve dai padri al figlio che sa lottare, come loro ci chiesero. In Arno, in quelle ore, caleranno siìenziosi, come da vent’anni, nel liquame, ad ogni momento, ammassi di feti squarciati, con il sangue copioso uscito dai ventri raschiati delle donne in lacrime che non hanno potuto voler essere madri. (…) Nei giorni scorsi, a Milano, una redattrice di Amica ha individuato da sola 37 medici, su cinquanta visitati, che procurano aborti”.
          Una categoria umana che odio sono “i profumatori” della merda.

          • Toni scrive:

            Scusa gli errori .

            moti=morti
            mxrdx =merde
            “fitusu” è siciliano

            i milioni di aborti erano naturalmente… all’anno.

        • beppino scrive:

          A dir la verita’ di codardi ne vedo molti nella grandissima schiera di chi prevede la soluzione dei propri problemi semplicemente dimenticandosi dei diritti dei piu’ deboli e di chi e’ impossibilitato a difendersi …

  10. Remo scrive:

    Finalmente si sveglia anche Nitto Palma. Sinora dormiva in Commissione Giustizia, dove si è supinamente piegato alle richieste del prode Scalfarotto. Scalfarotto è stato fatto ministro dei rapporti coi parlamentari allo scopo preciso di seguire in prima persona anche al Senato il suo famigerato testo liberticida.

    Speriamo che Palma d’ora in poi faccia il suo dovere e blocchi questa scelleratezza di disegno di legge.

    • Nino scrive:

      perchè scellerato? perchè concede dei diritti a chi non ne ha? E vi prego non mi rispondete con motivazioni religiose, perchè su quelle non mi permetto di obiettare, ma dovrebbero riguardare la sfera personale e non lo stato

      • Fran'cesco scrive:

        Per il 50% dei motivi gia’ qui riportati in articoli e post nei mesi addietro.
        E anche perche’ tecnicamente improponibile. Prova ne e’ che – ci scommetto – non arrivera’ cosi’ com’e’ in aula.

        • Nino scrive:

          motivi essenzialmente religiosi o di una presunta svalorizzazione del matrimonio tra uomo e donna … in realtà nessuna motivazione reale è stata portata.

          Purtroppo temo anche io che così come è non arriverà in aula, ma soprattutto non ne uscirà

          • Fran'cesco scrive:

            Intendevo l’altro 50% degli interventi.

          • Fran'cesco scrive:

            Ad esempio in questo articolo non e’ riportata UNA argomentazione religiosa.
            E nei post che seguono nemmeno, a parte che l’80% sono su aborto e divorzio.
            Contento? Io NO.

            • Nino scrive:

              Ma infatti in questo articolo, oltre ad avvisare che quello proposto è un istituto equivalente al matrimonio eccetto per la possibilità di adottare (ma inclusa la adottabilità del figlio del coniuge), non c’è nessuna reale motivazione contraria. Quello che si dice è che il disegno di legge è anticostituzionale (sulla qual cosa lasceremo alla corte costituzionale sentenziare, nel caso), oltre ad affermare (Giovanardi) con un volo pindarico come sempre illogico che «È un testo che apre le possibilità alle coppie omosessuali di avere figli con l’utero in affitto». Forse si riferisce alla stepchild adoption che però è un’altra cosa. L’utero in affitto nella legge non viene proprio citato.

  11. Nino scrive:

    Nel frattempo, vi dò una notizia: i Intesa Sanpaolo ha siglato un accordo con i sindacati per concedere ai dipendenti 15 giorni di congedo retribuito in caso di matrimonio.

    Il congedo matrimoniale si applica alle nozze “religiose o civili, celebrate in Italia o all’estero, ancorché non riconosciute dall’ordinamento italiano”: un messaggio molto chiaro, indirizzato a quelle coppie che non si vedono riconosciuti quei diritti che in molte altre parti d’Europa sono già una realtà.

    • giovanna scrive:

      http://www.tempi.it/matrimonio-omosessuale-figli-dibatte-laica-francia#.U9JhyNIcTMo

      Ti basta, caro Nino ?
      Certo, per il personaggio superficialotto e cincischiante che mostri, forse si tratta di concetti troppo ardui .

      Per fortuna non tutti hanno la tua testa e il tuo cuore: certo che siete tanti, sebbene la moltiplicazioni dei nick e il terrorismo gay aiutino molto a moltiplicare l’effetto di massa dei “banalotti “.

      • Nino scrive:

        si in effetti sono concetti molto, troppo alti … li lascio volentieri a te

      • Fran'cesco scrive:

        Grande Giovanna !!! Probabilmente Nino si era perso l’articolo.

        • Nino scrive:

          no, non me lo ero perso, esprime opinioni, rispettabili, ma opinioni che possono essere tranquillamente non condivise.

      • Giovannni Kativo scrive:

        Giovanna sei impagabile. Probabilmente il tuo unico neurone era già impegnato e ti è sfuggito ce la Francia dibatte sui matrimoni gay DOPO averli legalizzati. Spero accada anche da noi.

    • Fran'cesco scrive:

      Quindi non si applica alle unioni civili.

      • Nino scrive:

        no, ma si applica ai matrimoni omosessuali celebrati all’estero. Non si può applicare alle unioni civili di cui si parla in questo post perchè (ancora) non esistono. Quando esisteranno si vedrà

        • Fran'cesco scrive:

          Che io sappia il “matrimonio” omo e’ poco diffuso nel mondo: Francia, Spagna, Brasile ?

          • Nino scrive:

            Che io sappia ad oggi il matrimonio tra due persone aventi lo stesso sesso è possibile nei Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Portogallo, Canada, Sudafrica, Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Argentina, Uruguay, Nuova Zelanda, Francia, Regno Unito (esclusa l’Irlanda del Nord), Brasile in in circa metà degli stati degli Stati Uniti ed in parte del Messico. Dal 1 gennaio 2015 (legge già votata) anche nel Lussemburgo. Non cito ovviamente le nazioni (come la Germania) dove esistono unioni civili di fatto equiparate al matrimoni, come quella che la legge vorrebbe introdurre, ma che formalmente non si chiamano “matrimoni”, perchè non so se sono state incluse, mi informerò

            • Fran'cesco scrive:

              Bravo, intendevo proprio quello. Che ingiustizia!

              • Nino scrive:

                i tedeschi se ne faranno una ragione, gli Italiani (cui è rivolto l’accordo) , dovendo scegliere, si orientano comunque verso nazioni in cui ci si può proprio sposare. Come d’altronde hanno fatto il senatore Lo Giudice ed il deputato Scalfarotto (e la ex Deputata Concia)

  12. Gio Cattvo scrive:

    @Giovanna
    mettiti seduta, respira, succhiati il pollice e concentrati te lo dico ancora una volta: gli aborti prima della 194 essendo illegali potevano essere solo stimatiì, lo studio più rigoroso fatto all’epoca diceva ALMENO centomila all’anno. Gli studi rigorosi sui fenoimeni illegali tendono a sottostimare, le dosi di cocaina utilizzate al giorno a Milano (rilevate dall’analisi delle acque reflue dove finiscono i residui espulsi con le urine) indicano un numero più che triplo di utilizzatori di quello che risulta dalle ricerche fatte con interviste. Quindi probabilmente gli aborti clandestini ante 194 sono più o meno quelli legali avvenuti dopo l’approvazione della legge.

    @ Toni
    Forse non mi sono spiegato: per la generazione prima della mia nei quartieri popolari l’aborto era un fatto normale, l’unico metodo anticoncezionale utilizzato era una combinazione di coito interrotto e Ogino Knaus, capitavano parecchi incidenti e allora si andava dal ginecologo compiacente. Questo per le famiglie operaie locali. Le famiglie degli immigrati dal Sud molto più povere e ignoranti non usavano nessun tipo di contraccettivo e le donne dopo tre o quattro filgi andavano dalle mammane anche due volte l’anno.
    Tra lqueste donne ci sono persone felici e infelici, quanto contino gli aborti su questa tendenza non saprei di certo non come la perdita di un figlio nato. Concordo con te che per una donna giovane di oggi sia un trauma molto più forte,i figli sono una cosa molto più preziosa oggi, infatti gli aborti sono diminuiti moltissimo (sono molto meno della metà di allora, se contiamo solo le italiane e ancora meno se togliamo quelli dovuti a malformazioni del feto) Perchè si son diffusi gli anticoncezionali. Io spero che spariscano del tutto , ma se lo faranno sarà anche merito della 194.

    • giovanna scrive:

      Certo, il fatto che nel 1982 gli aborti siano stati quasi 250.000, secondo i dati forniti da Filomena, è una sciocchezzuola, solo 150.000 aborti in più rispetto a quelli clandestini !
      Carabattole, 150.000 figli abortiti in più, rispetto a stime già abbondantemente più che abbondanti, dato che altri hanno stimato in circa 20.000 gli aborti clandestini prima della legge.
      Solo uno sciocco desumerebbe da queste cifre agghiaccianti che il ricorso all’aborto non sia aumentato con la sua legalizzazione !
      Comunque, Giovanni cattivo, con quella famiglia che ti è capitata, è un miracolo che tu ce l’abbia fatta !
      Non vorrei dare l’impressione di scherzarci su, non scherzo sulla pelle degli uomini.
      Hai veramente di ché ringraziare.
      Peccato per quei 150.000 bambini che nel 1982 non sono stati fortunati come te, che stai su a farci dell’ironia.

  13. filomena scrive:

    Giovanni cattivo lascia stare é tempo sprecato cercare di far ragionare Giovanna. Come giustamente hai consigliato tu lascia che vada a succhiarsi il pollice e a giocare con le bambole. Il mondo continua nonostante le Giovane.

  14. GIONNI Cattivo scrive:

    Hai ragione Filomena. è proprio otttusa, ma siccome qui oggi piove intervengo ancora una volta.
    Sugli aborti prima della 194 non si avranno mai dati certi, abbiamo solo STIME. Quelle che dicevano 20.000 o due milioni all’anno sono solo propaganda dei fronti opposti. Quelle serie dicevano ALMENO centomila all’anno.

    Come sono arrivati a quella cifra? Distribuendo ad un gruppo di donne un questionario in cui chiedevano se fossero mai ricorsi all’interuzione volontaria della gravidanza e poi hanno proiettato i dati sulla popolazione.
    Se chiedi ad un gruppo di persone se ha fatto qualcosa di illegale qualcuno mentirà o non risponderà quindi avrai una stima del livello MINIMO del fenomeno (non meno di quelli che lo hanno detto), ma nessuna idea del livello massimo che quando puoi verificare i dati scopri essere a volte il doppio o il triplo. Quindi che gli aborti clandestini fossero un duecentomila all’anno come gli aborti legali avvenuti dopo la legge è più che credibile.

    In più considerei la ricerca di una giornalista di Amica, che, incinta, chiese a 50 ginecologi romani di procuragli un aborto. Trentasette accettarono. E mia madre e mia zia non sono andate da un medico alcoolizzato radiato dall’Albo, ma dal primario del reparto di ginecologia dell’ospedale. Il quale fece obiezione dopo l’approvazione della 194. Mia madre gli chiese spiegazioni. lui rispose che lo aveva sempre fatto per “aiutare la gente, anche se non era d’accordo” (i soldi li prendeva, però) ora che c’era la legge (e lui avrebbe docuto aiutare gratis) se ne occupasse un altro. Se c’era tutta questa offerta pare poco credibile che non ci fosse domanda.

    Comunque l’unico dato certo è che con la 194 gli aborti sono diminuiti.

  15. Silla scrive:

    E’ interessante notare come si stanno organizzando e pubblicizzando i registri (leggi elenchi) dove il primo che avrà forza, volontà e seguito, non farà altro che andare a leggere i nomi degli iscritt per farne ciò che vorrà. Se tornasse il Che….

  16. filomena scrive:

    @Giovanni cattivo
    Condivido pienamente quello che hai scritto sulle stime degli aborti ante 194. Io non provengo da un quartiere popolare ma la frequenza degli aborti, non solo in famiglia, ma anche tra le conoscenti é la stessa. Poi probabilmente può essere che il cattolicesimo sia stato un freno per alcune donne, ma io che sono maliziosa credo che semplicemente quest’ultime non lo abbiano mai detto a nessuno. D’altra parte non tutti sanno che prima della 194 per un medico era “reato contro la stirpe” il solo prescrivere gli estroprogestinici (la pillola anticoncezionale), per cui pianificare le nascite era veramente un bel problema e ricorrere all’aborto invece che essere l’estrema ratio, era una logica conseguenza. Anche per questo ritengo che in realtà, come sostieni tu é ragionevole pensare che gli aborti clandestini fossero molti di più di quelli dichiarati.

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