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Undicesimo: «Non andrai controcorrente». E la Guinness boicotta la parata “omofoba” di San Patrizio

marzo 18, 2014 Redazione

Usa. Il marchio di birra simbolo dell’Irlanda nel mondo si ritira da sponsor della festa del patrono del paese perché gli organizzatori hanno chiesto agli attivisti Lgbt di non esporre i propri simboli

La mitica festa di san Patrizio – quella delle celeberrime parate di gente in tenuta “irlandese” e ricoperta di quadrifogli lungo le strade delle grandi città americane, immortalate in passato anche da innumerevoli film hollywoodiani – «ieri è stata guastata dai boicottaggi di protesta contro l’esclusione dei gay», scrive Federico Rampini, corrispondente da New York di Repubblica. Si tratta di un fatto clamoroso e inaudito. Non solo perché si sono rifiutati di sfilare «i due sindaci delle due metropoli più irlandesi d’America», ovvero Bill De Blasio e Marty Walsh, primi cittadini rispettivamente di New York e Boston, entrambi democratici. Ma anche e soprattutto per la ritorsione dei grandi sponsor: «Avevano dato forfait per prime le marche Sam Adams e Heineken, ieri nel giorno stesso della festa si è unita al boicottaggio perfino la più celebre birra di Dublino, la Guinness».

L’AFFRONTO. A dirla tutta, gli organizzatori della festa non avevano affatto «escluso i gay», al contrario avevano specificato che i gay sarebbero stati i benvenuti. Quello che avevano chiesto ai partecipanti era semplicemente di non esporre ammennicoli da gay pride o vessilli dell’attivismo Lgbt, il che, di nuovo, oltre a essere una scelta legittima per una festa religiosa, non equivale neanche lontanamente a vietare l’accesso a «i gay». Tuttavia era ovvio che gli “omofobi” irlandesi non l’avrebbero passata liscia, si sa come vanno a finire queste cose, specie quando si mettono di mezzo giornali e tv (do you remember Guido Barilla?). «Nei 253 anni di storia della sfilata newyorchese, un affronto simile non c’era mai stato», sottolinea Rampini. Che poi aggiunge una notazione emblematica: «Ormai neppure una marca di birra dall’immagine “macho” può permettersi di andare controcorrente rispetto all’evoluzione dei costumi in America».

«NO ALL’ESCLUSIONE». Repubblica riprende anche il comunicato della ditta: «Guinness – vi si legge – ha una tradizione di sostegno delle diversità e ha sempre difeso la parità dei diritti. Speravamo che la politica di esclusione sarebbe stata abbandonata nella sfilata di quest’anno. Poiché non è accaduto, Guinness ha deciso di ritirare la propria partecipazione». Notevole in particolare l’uso di termini come “sostegno delle diversità” e “politica di esclusione”.

FURIA MURDOCH. La punizione inflitta dalla Guinness ai marciatori di san Patrizio, però, non ha raccolto il consenso unanime del bel mondo. «Sul versante opposto – informa Rampini – a difendere la scelta degli organizzatori è sceso in campo Rupert Murdoch». Il tycoon australiano dei media, editore tra l’altro di Fox News, Wall Street Journal e New York Post, naturalmente «ultraconservatore» secondo il corrispondente di Repubblica, ha scritto su Twitter: «Dove finirà tutto questo? La Guinness si ritira da una sfilata di ispirazione religiosa, perché intimidita da organizzazioni gay che vorrebbero impadronirsi di questa manifestazione. Spero che tutti gli irlandesi ora boicottino la birra».

I DIVERSI. Il premio per la battuta più simpatica, comunque, va senz’altro all’arcivescovo della Grande Mela, il cardinale Timothy Dolan, che dalla “sua” cattedrale sulla Quinta Strada intitolata proprio a san Patrizio, ha preso indirettamente le difese degli organizzatori della parata (e infatti Rampini ne ha anche per lui, che «nonostante le recenti aperture di papa Francesco», è «rimasto un bastione dell’opposizione cattolica ai matrimoni gay in America»). Nessuna indignazione né anatemi da parte di Dolan, solo un elogio della «diversità di questa grande manifestazione cittadina».

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14 Commenti

  1. Ellas says:

    Quanto rompono sti gay: se non sono al centro del mondo non sono contenti.

  2. Paolo2 says:

    Grande Dolan!!
    Mai più Guinness.

  3. E. says:

    Ma quand’è che se ne va Obama? Non penso lo rimpiangerò…

  4. Giuseppe says:

    Ho letto l’articolo di Rampini su Repubblica. Già il (testuale) passaggio “il cardinale di New York, che è anche l’arcivescovo della cattedrale di San Patrizio” – splendido mix di pleonasmo e tautologia – dice dell’ignoranza del giornalista, tipico esempio di uno che meno ne sa e più pontifica [della serie “non so di che kakkio sto parlando, ma lo dico lo stesso”].
    E pensare che Rampini passa – e certamente per certi versi lo è – per uno dei giornalisti ed inviati più in gamba!
    Qui ci mostra un fulgido esempio di faziosità, menzogna [non dice minimamente che si tratta di una festa che nasce dal cattolicesimo degli irlandesi; e se non si capisce questo, non si capisce il resto] e “political correctness”. L’importante è leggere Repubblica solo quanto basta per capire che aria tira e che – appunto – non bisogna leggerlo troppo per non farsi rincoglionire.
    P.S. Già in famiglia (moglie, marito e figlie, è bene precisare …) abbiamo abolito i prodotti Barilla; con la Guiness non c’é bisogno, preferiamo altre birre.
    Ad maiora!

    • filomena says:

      Dall’esternazione di Barilla ho deciso di cambiare marca di pasta anche se poi c’è stata la smentita…troppo tardi. Invito tutte le persone che hanno rispetto per i diritti civili a fare altrettanto a prescindere dal genere cui appartengono. I diritti civili non hanno genere.

      • picchus says:

        Mi sfugge quale sia il diritto civile nel pretendere di andare a una manifestazione/parata religiosa con simboli, cartelli e striscioni inneggianti a un modo di fare sesso peraltro non esattamente in linea con lo spirito e il senso della parata.

  5. Stefano says:

    Ottimo. Da ora in poi solo Beamish Stout.

  6. marzio says:

    Viva L’Irlanda, viva gli Irlandesi, viva San Patrizio,,,,,,,dei militanti gay che si sentono “offesi” non m’ interessa na zeppa !

  7. domenico b. says:

    “…Guinness ha deciso di ritirare la propria partecipazione…”
    benissimo, da oggi anche io ritirerò Guinness dalla mia vita, un pò mi dispiace perchè è una buona birra, ma qui in Italia abbiamo un vino da far invidia anche alle migliori birre…

  8. Filomena says:

    Purtroppo l’amministrazione Obama sta diffondendo una schifosa retorica omosessualista in tutto l’Occidente, e chi non obbedisce ai loro diktat viene emarginato

    • filomena vera says:

      Caro copia incolla/Filomena,
      potresti almeno essere un po’ più divertente e originale così ti sgamano tutti. Prova a spremerti le meningi chissà magari gli ultimi due neuroni che ti sono rimasti, Gino e Pino, si mettono d’accordo e riescono ad essere un po’ ironici. Prendi la vita più allegramente, vedrai che saprò rispondenti degnamente.

  9. roberto says:

    Io la guinness non la compravo, quindi non posso boicottarla. Il rapporto qualità prezzo non vale la pena. Se volevo bere birra per dissetarmi preferivo la Menabrea, o Castello. Se volevo “gustare” una birra il massimo è la Zahre alla canapa. quasi 8 euro la bottiglia, ma ne vale le pena ogni tanto. Soprattutto se bevuta dove la fanno, a Sauris, posto difficile da raggiungere, ma bellissimo

  10. beppe says:

    radicalizzando sempre di più le posizioni i movimenti gay provocheranno un clima favorevole a reazioni contro quelli che pretendono di difendere. sono ormai insopportabili. viva l’europa dall’irlanda agli urali fondata sul patrimonio storico culturale e religioso della sua storia plasmata dal cristianesimo.

  11. beppe says:

    auguri a tutti i PAPA’ e a tutti i giuseppe . auguri al carissimo joseph ratzinger.

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