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Un po’ di “sano” sperpero di denaro pubblico

dicembre 23, 2012 Berlicche

De Magistris spende 400 mila euro alla settimana per spedire 3.500 tonnellate di monnezza in Olanda. Dove viene incenerita e ricomprata dall’Italia

Mio caro Malacoda, oggi vorrei spiegarti un principio non negoziabile: “fino a un certo punto”. La coerenza? La logica? La trasparenza? La giustizia? Fino a un certo punto.

Domanda: qual è il delitto peggiore di cui la casta politica si è resa colpevole di fronte ai cittadini che la sostengono con il loro voto e con i loro soldi? Non dubito della tua risposta: lo sperpero di denaro pubblico, senza se e senza ma.

Non vorrei ferirti nei tuoi convincimenti morali: i se e i ma sono più di uno. Lo sperpero in sé non è un peccato, tanto meno un reato. Dipende da chi lo fa e per quale nobile causa.

Facciamo un po’ di somme. Luigi Lusi, mitico tesoriere della ex Margherita: la distrazione di fondi ci cui viene accusato ha un valore di circa 22 milioni di euro. Franco Fiorito, er Batman del gruppo Pdl alla Regione Lazio: 1 milione e 300 mila euro dal conto del partito al suo personale. Franco Belsito, pirotecnico ex tesoriere della Lega: fra diamanti in Africa e paghette ai figli di Bossi l’uso improprio di rimborsi elettorali potrebbe arrivare alla cifra di 7 milioni. Filippo Penati, già capo della segreteria di Pier Luigi Bersani e leader del Pd lombardo: l’accusa ritiene ingiustificata una plusvalenza di circa 170 milioni di euro sborsati dalla Provincia di Milano per l’acquisto di azioni dell’autostrada Milano-Serravalle. Il tutto, che è ancora da provare in dibattimento ma chissenefrega, fa 200 milioni, euro più euro meno, di soldi pubblici bruciati dalla politica, questo grande inceneritore di risorse del popolo.

Ma c’è inceneritore e inceneritore. All’estero, nel Nord Europa che i giornali ci dicono migliore dell’Italietta corrotta, sono un segno di civiltà, di efficienza e di buona amministrazione. Nello Stivale fanno morire di cancro (non ovunque: a Napoli sì a Brescia no, a Milano no a Parma sì). Per smaltire i rifiuti di Napoli il Comune partenopeo dell’illuminato e arancione Luigi De Magistris spende 400 mila euro alla settimana per spedire 3.500 tonnellate di monnezza in Olanda. 1 milione e 600 mila euro al mese, 19 milioni e 200 mila euro all’anno. In Olanda la spazzatura napoletana viene incenerita, trasformata in energia “pulita” e rivenduta come tale anche all’Italia, che paga così il viaggio di andata e quello di ritorno. A Parma, invece, è andata male, lo sperpero lecito di 192 milioni di euro di denaro pubblico (tanto, pare, è costato l’inceneritore già costruito), che è stato il cavallo di battaglia elettorale dal nuovo sindaco a Cinque Stelle Federico Pizzarotti, sperpero autorizzato dalla maggioranza dei cittadini, non ci sarà. Non si butteranno al vento, pare, neanche i 185 milioni di euro di penale da pagare in caso di mancato avvio del termovalorizzatore. Il tribunale (ah la giustizia italiana!) ha respinto il ricorso della nuova giunta e ha detto no al suo sequestro: per i giudici non c’è stato abuso edilizio.

So che il gioco non vale, ma con i numeri in Italia giocano tutti, facciamolo anche noi: 185 + 192 + 19 (per Napoli contiamo solo il primo anno) fa 396 milioni di euro, soldi dei cittadini bruciati con il consenso dei cittadini stessi. Sperpero? No, salute! L’inferno è lastricato di buone intenzioni.

Tuo affezionatissimo zio Berlicche

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