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«Un giorno ti regalava oro, il giorno dopo ti faceva tagliare la testa». Il “Caro leader” nordcoreano raccontato dal suo bodyguard

novembre 8, 2014 Leone Grotti

Lee Young-guk, prima di scappare a Seul, è stato per dieci anni la guardia del corpo di Kim Jong-il: «Una volta un funzionario comunista ha usato il suo posacenere, lui l’ha fatto morire in un campo di concentramento»

«Mi hanno fatto il lavaggio del cervello per anni. Sono stato addestrato perché arrivassi a credere che Kim Jong-il era un dio e l’unica ragione per cui ero nato era servire e proteggere il Caro leader». Lee Young-guk (foto sotto a destra) ricorda i suoi allenamenti, fatti di mattonelle spaccate con la testa, immensi sforzi fisici e lezioni di arti marziali per diventare una delle 120 guardie del corpo dell’ex dittatore della Corea del Nord Kim Jong-il.

Lee-Young-guk-jpgGUARDIA DEL CORPO. Lee parla alla Cnn dalla Corea del Sud, dove è scappato nel 2000 dopo essersi accorto della brutalità del regime comunista. Ma se ne è accorto solo dopo aver servito per 10 anni il principale responsabile del sistema ideato per opprimere un intero popolo. Lee ricorda Kim Jong-il come un uomo dalle «due facce», capace di «elargire oro quando era contento» e di «giustiziare persone» quando aveva la luna storta.

IL POSACENERE. Ricorda ad esempio quando il dittatore scoprì che un vecchio ufficiale comunista aveva usato «una volta» il suo ascensore personale e il suo posacenere. Lee ha dimenticato il nome di quell’uomo ma ricorda bene la fine che ha fatto: morto di stenti in un campo di concentramento.

«TAGLIAVA LE TESTE». Non solo. «Quando Kim arrivava in auto, i suoi consulenti di 60 o 70 anni scappavano e si buttavano tra i cespugli. Si sporcavano tutti ma non volevano farsi vedere. Infatti erano spaventati, perché anche quando era di buon umore, Kim poteva essere spietato e far tagliare le loro teste per qualunque motivo».

LA SCOPERTA DELLA VERITÀ. Nonostante la crudeltà del dittatore, dopo aver vissuto dieci anni con lui Lee pensava che la popolazione nordcoreana vivesse finalmente una vita agiata e dignitosa. Ma quando fu costretto a tornare nel suo villaggio natale si rese conto della verità: povertà, miseria e soprusi dovunque. Così tentò di scappare dal paese ma venne scoperto e inviato nel terribile campo di concentramento di Yodok.

FIGLIO PEGGIO DEL PADRE. Scontata la sua pena, «dopo essere stato torturato più volte e aver perso 40 dei miei 80 chili», è riuscito a scappare in Corea del Sud. Se «sono sopravvissuto agli orrori del gulag, è solo perché spinto dal desiderio di dire al mondo ciò che ho visto e vissuto».
Oggi guarda il nuovo dittatore, Kim Jong-un, e si spaventa: «Il padre era crudele, ma il figlio potrebbe essere anche peggio. Kim Jong-un ha avuto il coraggio di uccidere suo zio, cosa che il padre non aveva mai osato fare. Il potere è arrivato alla terza generazione e rende sempre più crudeli. La fedeltà che tutti dimostrano a Kim Jong-un è falsa e si basa sul terrore».

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10 Commenti

  1. Baby says:

    piu che del regime comunista, la brutalità della manipolazione mentale Di milioni e milioni di persone.

    Eppure nessuno parla di ciò’ che sta a monte, tutti a parlare di regimi.
    Eppure quante storie mi capitano ogni giorno sotto gli occhi anche in famiglia, di gente completamente in balia dell’altro, noi ci crediamo forti ma basta incontrare un viscido e la forza si trasforma in debolezza.
    Comunque quell’uomo è’ riuscito a scappare, quindi significa che ad ognuno di noi e’ data una chance, solo che dobbiamo lottare come dei matti, non ci viene dato nulla in regalo.
    Donbbiamo guadagnarcela la vittoria.
    Chi no
    L’ obbedienza si si, ecco cosa provoca la tanto cara obbedienza.
    Solo il disobbediente riesce a salvarsi, gli altri per niente.
    Disobbedire e’ meglio che curare.

  2. Baby says:

    Gente priva completamente di personalità, quello che la six chiama senso critico.
    Senza personalità l’uomo è’ rovinato in partenza, anzi non è’ ancora partito che è già in trappola.
    Perché nessuno ci

  3. Baby says:

    Appena ci accomodiamo alias obbediamo li’ inizia la discesa agli inferi.
    O lottiamo o lottiamo chi a causa di un regime disumano chi di un oppressore, la sostanza non cambia. Se pensi di farcela stando fermo ti trovi bene presto a diventare una larva.
    Quello che ho espresso maturalente e’solo la mia esperienza, non ha alcuna pretesa di essere il verbo, cari compagni.
    Però chi non lotta viene tirato giù dalle sabbie mobili.

  4. Raider says:

    La sua esprienza è una base troppo ristretta per consentirle di dare consigli azzardati e emettere giudizi che sembrano senza appello. D’altra parte, il nickname è un avviso di chiamata che si dimostra azzeccato. L’obbedienza, nella Corea del Nord, è molto vicina alla disobbedienza che ha dato il potere assoluto a una dinastia che disobbedisce a ogni regola di civiltà e umanità. Se il trattamento ai disobbedienti era quello che ci viene raccontato da questo obbedientissimo, si può immaginare la sorte dei disobbedienti veri che non ce l’hanno fatta a scappare: molti dei quali cristiani, lei è riuscito a dimenticare di nominarli. Quindi, scelga di obbedire a chi vuole, ma non faccia finta di accorgersene troppo tardi o al momento opportuno. Quel miomento potrebbe essere già passato senza che lei se ne sia accorta, Baby.

  5. jens says:

    Ma perché a fare la guardia del corpo di Kim Jong-un non mandiamo l’onorevole Razzi? Tanto sono tutti amici…

  6. Beniamino Lori says:

    Non vi sembra di esagerare con queste accuse?
    Due parlamentari italiani di recente si sono recati nel Mord Corea per verificare di persona come stanno realmente le cose. Hanno visitato il paese in piena libertà e sono tornati entusiasti. Là sì che esiste l’ordine, la libertà e la democrazia, non come in Italia.
    Non erano due vetero comunisti, ma Razzi (PDL) e Salvini (Lega), quindi degni di fede.

    • Raider says:

      Degni di fede, in questo caso, da uno come lei, sig. Beniamino Lori, che ha fede nella “Famiglia Cristiana” diretta da don Sciortino come la dinastia Kim dirige la Corea del Nord.
      Non ho sentito quello che ha dichiarato Salvini a proposito di questo viaggio: dubito sia un apologeta del comunismo, visto che non è più comunista, perché da noi si può credere e poi, ricredersi. Razzi va anche all’Isola dei Famosi: dirà cose anche migliori di un posto in cui è pagato per andarci, ma dove non resterà a lungo.

  7. Francesco says:

    Ancora mi chiedo perché l’ONU non prenda seri provvedimenti

    • rosso porpora says:

      Perché all’onu non gli frega nulla e perché esiste il diritto di veto da parte di alcuni paesi

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