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L’Ue rivede al ribasso le stime sul Pil e prevede aumento disoccupazione in Italia

febbraio 25, 2014 Chiara Rizzo

Cambieranno di poco le previsioni di Bruxelles per l’economia italiana: il Pil viene rivisto al +0,6 per cento (anziché + 0,7 per cento). Rehn “benedice” il governo Letta: «Padoan sa cosa fare per rilanciare la crescita»

Il governo Renzi deve ancora ottenere la fiducia alla Camera (dove però il risultato è scontato perché il Pd conta su una larga maggioranza), ma si trova già ad affrontare i primi problemi con l’Ue, dopo che oggi la Commissione ha reso pubbliche le proprie stime sull’Italia. La ripresa sarà ancora lenta, il Pil è stato infatti visto al ribasso, mentre la disoccupazione è ancora data in crescita. Il commissario agli affari economici Olli Rehn però dice di essere «fiducioso che il nuovo governo rispetterà gli impegni presi» e che le stime dell’Ue «sottolineano la necessità di azioni volte a stimolare la crescita e al tempo stesso a mettere sul piano della discesa il debito pubblico. Al perseguimento di questi risultati contribuiranno il processo di privatizzazioni già avviato e l’intera azione di riforme cui si accinge il Governo». Una benedizione dunque al neo premier, ribadita da Rehn anche con un attestato specifico per il neo ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan che «è autore di molti rapporti su crescita e riforme strutturali e sa cosa fare in Italia per rilanciare la crescita».

LE STIME. Secondo Bruxelles la ripresa in Italia ci sarà, ma sarà comunque ancora intorno allo zero, e per di più lievemente inferiore a quella preventivata prima. La ripresa italiana nel 2014 avviene grazie all’export, alla domanda esterna, e di conseguenza all’attività industriale. Per la Commissione sarà dello 0,6 per cento, anziché dello 0,7 per cento come aveva prospettato a novembre 2013. Per il 2015 rimane stabile la previsione di una crescita del +1,2 per cento. Sono invece migliorate le stime dell’Europa sul nostro paese per quanto riguarda il debito: se a novembre si pronosticava un disavanzo del 2,7 per cento, adesso la Commissione corregge la previsione prospettando il debito al 2,6 per cento, che passerà al 2,2 nel 2015. Il 2013 si è chiuso con un debito al 3 per cento secco. Per la Commissione «I conti beneficiano del calo di spread e interessi sul debito». Per quanto riguarda l’occupazione, l’Italia risente del clima pessimo che si è abbattuto sull’intera Eurozona: è data leggermente in rialzo quella del nostro paese e se a novembre si immaginava un aumento del 12,4 per cento, ora sale al 12,6 per cento. Per il 2015 si prevede un calo al 12,4 per cento. In tutta l’Eurozona la disoccupazione resta in media del 12 per cento, nel 2015 si prevede un calo all’11,7 per cento.

PADOAN: «CONFERMATO CONSOLIDAMENTO FINANZA PUBBLICA». La replica del neo ministro dell’Economia Padoan ha subito commentato le nuove stime di Bruxelles, osservando il bicchiere mezzo pieno: «Le previsioni invernali 2014 della Commissione europea confermano un consolidamento della finanza pubblica italiana: il rapporto deficit/Pil nel 2013 non supera la soglia del 3 per cento prevista dai trattati europei, mentre per il 2014 è stimato un valore inferiore alle precedenti stime della stessa commissione e più vicino alle stime formulate dall’Italia (il governo Letta prevedeva un rapporto al 2,5 per cento, e ora Bruxelles parla del 2,6 per cento)». Padoan ha proseguito: «Questo dato è la conseguenza dell’abbassamento dei tassi d’interesse sul debito pubblico. La Commissione stima una ripresa degli investimenti in Italia per la prima volta dal 2010, e a tassi superiori a quelli registrati negli ultimi dieci anni. Si tratta di una inversione di tendenza fondamentale per favorire l’aumento dell’occupazione. Le stime della Commissione, tra cui un andamento del Pil ancora non soddisfacente, sottolineano la necessità di azioni volte a stimolare la crescita e al tempo stesso a mettere sul piano della discesa il debito pubblico».

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