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Ucraina. «Nell’est aumentano disperazione, fame e suicidi. L’Europa si prepari ad accogliere milioni di rifugiati»

luglio 30, 2015 Leone Grotti

I ribelli non garantiscono alla popolazione la sussistenza e Kiev ignora i suoi cittadini nell’est «perché non dichiarano da che parte stanno». Il racconto del vescovo Jan Sobilo

Milioni di ucraini si trovano «tra l’incudine e il martello» e sono «disperati». Vivono nell’est del paese controllato dai ribelli separatisti, dove manca tutto, mentre «il governo ucraino non si preoccupa di loro perché non dichiarano da che parte stanno».

«COME DURANTE LA GUERRA MONDIALE». La situazione descritta al Catholic News Service da Jan Sobilo, vescovo ausiliario della diocesi di Kharkiv-Zaporizhia, è drammatica. «Era dalla Seconda guerra mondiale che non vivevamo tanta povertà e miseria. La gente continua ad arrivare nelle nostre comunità cattoliche per chiedere cibo, medicine, denaro e riparo». La «disperazione e la fame crescono».

ACCORDO DI MINSK. A febbraio è stato trovato a Minsk un accordo tra Ucraina e Russia, con l’intermediazione di Germania e Francia, per un cessate il fuoco tra l’esercito di Kiev e i separatisti dell’est. La guerra, cominciata nell’aprile del 2014, ha già fatto 6.400 morti e almeno 16 mila feriti. La tregua, cominciata il 14 febbraio, non è però durata molto. Anche se si spara di meno, il fronte è ancora una zona di guerra e le armi pesanti sono state ritirate dall’esercito ucraino e dai separatisti solo in parte.

MANCA L’ACQUA. Il più grande problema dell’Ucraina orientale, in mano ai ribelli appoggiati dalla Russia, è secondo il vescovo Sobilo la mancanza di acqua e i prezzi dei beni alimentari, che sono triplicati. Molti bambini potrebbero non riprendere più la scuola, «perché la maggior parte delle scuole è chiusa». Il lavoro scarseggia, molte case sono state distrutte, i rifugiati all’interno del paese aumentano e poiché il governo di Kiev non vuole aiutare chi si trova nell’est del paese, sono cresciuti i suicidi.

«AUMENTANO I SUICIDI». «All’inizio chi aveva bisogno di aiuto, andava da amici e familiari. Ora tutti hanno esaurito soldi e risparmi e i rifugiati hanno dovuto lasciare le loro case», continua monsignor Sobilo. «Tantissime persone con un’educazione, che prima avevano lavoro, non se la sono sentite di mettersi a mendicare per strada e hanno preferito gettarsi giù dalle finestre o dai ponti. Queste persone non sapevano come sopravvivere, non avevano nessun santo a cui votarsi e cominciavano a patire la fame».

«MILIONI DI RIFUGIATI IN EUROPA». Secondo la Caritas, dall’inizio della guerra 700 mila ucraini hanno abbandonato il paese e 1,4 milioni sono sfollati. Il vescovo di Kharkiv-Zaporizhia prevede che presto «milioni di rifugiati ucraini» si riverseranno in Europa e avvisa: «L’Occidente dovrebbe prepararsi ad accoglierli. Se non mostriamo a loro solidarietà, innumerevoli innocenti moriranno solo perché hanno avuto la sfortuna di vivere in un posto durante un conflitto innescato da chi ha interessi personali».

RELIGIOSI ASSASSINATI. Anche a Kiev il clima è pesante. Ieri suor Alevtina, 62 anni, del convento di Florovsky, è stata trovata assassinata nel suo appartamento «con le mani legate e segni di torture», riporta Fides. La stessa mattina era già morto padre Roman Nikolayev dopo essere stato ferito alla testa la settimana prima con colpi di arma da fuoco. Entrambi appartenevano alla Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca. L’unica speranza, conclude monsignor Sobilo, è che «gli oligarchi russi e ucraini che continuano a protrarre questo conflitto con le loro menzogne si convertano».

Foto Ansa


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5 Commenti

  1. Vladimir says:

    Nell’Ovest dell’Ucraina (la zona culturalmente vicina alla Polonia), l’80 per cento dei giovani coscritti non hanno risposto alla cartolina-precetto, facendo perdere le loro tracce. Almeno 13 mila soldati hanno disertato dall’esercito di Yats e Poroshenko. E secondo un’inchiesta del Washington Post dell’aprile scorso, gli ufficiali si aspettano che dei soldati in permesso, solo il 15% tornino alle loro unità. Se c’è qualcosa che mobilita, è la protesta contro la situazione economica disastrosa, le pensioni tagliate, il Pil crollato del 17 e il debito pubblico aumenatto del 300 per cento, i prezzi alle stelle, la moneta che perderà metà del valore quest’anno. Centinaia di ucraini poco tempo fa hanno tentato una “Maidan della fame” a Kiev .
    Ora, è questo il paese che Washington vuole ancora una volta spingere alla guerra contro il Donbass; Poroshenko e Yats, in base alle istruzioni, hanno distrutto il fragile cessate-il-fuoco di Minsk con bombardamenti pesanti delle areee di Donetsk e Lugansk; nel calcolo di riuscire a trascinare Mosca nel conflitto, sembra che a Kiev sia stato elaborato un piano per impadronirsi della Transistria, la striscia di russofoni tra Moldavia e Ucraina: una guerra-lampo e s’impadronisce della Transnistria con 7 mila uomini, poi i soccorsi russi (possibili solo con ponte aereo) saranno annichiliti: gli aerei da trasporto che cercheranno di atterrare nell’aeroporto di Tiraspol (Transinstria) saranno abbattuti tutti, ha proclamato un tal Alexei Martynov, direttore di un certo International Institute, nella trasmissione tv “Diritto di Voto”. Di fatto, missili AA tipo S-300 sono stati già piazzati alla frontiera di Transistria, secondo il ministero della Difesa di Kiev.

    • Raider says:

      La situazione dell’Ucraina è disperata, c’è chi tifa per la disperazione in modo che l’Ucraina torni sotto l’ala russa: si vedà. Ma attribuire all’Ucraina mire espansionistiche in Transdnistria sembra, perciò, azzardato anche per chi ama gli scenari fantasiosi: e la Transdnistria è un Paese che si regge unicamente su traffici illeciti, armi droga riciclaggio: ciò che non impedisce vi fiorisca uno stato di polizia ancien régime di tipo sovietico. Farebbe bene a occuparsene e a occuparlo Putin, prima che a pensare di fare lo stesso con le province dell’Est Ucraina e di annettersi o ammansire l’Ucraina tutta.

  2. Sergej says:

    Da chi vorrebbero esser governati l’84 % degli ucraini?
    La malaugurata domanda l’ha posta ai suoi lettori il sito ucraino Nedelya.com – che, è il caso di precisare, è patriottico, ossia filo-governativo al massimo grado, vantandosi dotato di “coscienza patriottica nazionale” senza pari. Ebbene, adesso che abbiamo la democrazia occidentale, a quale leader – fra quelli del mondo – affidereste la guida del nostro paese?
    Hanno risposto 41.664 lettori. Di questi, l’84% ha decretato: “Putin!”.
    Lukaschenko, l’uomo forte di Bielorussia, è arrivato secondo a distanza: 5%.
    E Poroshenko, il presidente ucraino? L’1% l’ha dichiarato suo leader ideale, a pari merito con Angela Merkel, Marine le Pen, Obama. Superati dal cinese Xi Jinping (2%) e Zhirinovski. Stranamente, il capo del governo, quel Yatseniuk che la signora Nuland chiama familiarmente “Yats”, nemmeno compare nella classifica. Zero, come Timoschenko, Lukaschenko, Kolomoiski (l’oligarca che ha al suo servizio Pravi Sektor).
    La cosa ha suscitato ironici commenti da OffGuardian, un blog “dissidente” di giornalisti d el Guardian. Ammettiamo anche, dicono, che il Kremlino abbia mobilitato i suoi trolls di servizio per cliccare freneticamente sul nome Putin (cosa improbabile, dato che il sito Nedelya non è conosciuto se non in cerchie limitate), ma dove sono i trolls favorevoli a Poroshenko, gli entusiasti di Yats, i fan della Timoschenko, magari anche pagati? “Ciò depone per l’autenticità delle risposta: il fatto che nessuno – nessuno! – dei leader ucraini strappa alcun rispetto, gratitudine o amore, anzi sono tutti disprezzati. Putin invece riscuote rispetto, magari a denti stretti. Persino in Usa”. E ricordano gli inglesi, che in un sondaggio fatto nel 2013 tra 173 agenzie di stampa e giornali nel mondo, questi hanno additato in Putin numero uno della politica mondiale.

    • Raider says:

      Che Putin sia meglio di Obama, Renzi, Hollande, non solo dei leader ucraini,è vero. Che faccia i nostri interessi – perché dovrebbe? – o che sia nostro interesse approvare quello che fa lui, dall’Ucraina in Medio Oriente contribuendo alla costruzione dell’atomica iraniana – l’Iran ha minacciato apertamente l’Occidente, solo per dirne una – mentre, per par condicio nucleare e lucro emergente in termini affaristici, monetari e politici, si accinge a prestare assistenza tecnica e diploamtica a chiunque faccia richiesta a lui di testate multiple: questi sono altri cavoli. Nostri.
      Non dimentichiamocene.

    • Raider says:

      Per favore, fate passare il post che ho inviato.
      Grazie.

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