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Tutto quel che c’è da sapere sull’ostensione della Sindone 2015

aprile 13, 2015 Elisabetta Longo

Don Roberto Gottardo, presidente della Commissione diocesana per la Sindone e vicepresidente del Comitato organizzatore, ci spiega come è organizzato l’evento

SINDONE: 300 MALATI IN PREGHIERA DAVANTI AL TELOÈ tutto pronto a Torino per l’ostensione della Sindone (19 aprile – 24 giugno). Don Roberto Gottardo, presidente della Commissione diocesana per la Sindone e vicepresidente del Comitato organizzatore dell’Ostensione 2015, spiega a tempi.it che quest’anno, tra l’altro l’evento «cade contemporaneamente alle celebrazioni per il bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco, santo torinese di riferimento per milioni di giovani in tutto il mondo. Per questo, nonostante l’ostensione avvenga a soli cinque anni dall’ultima pubblica del 2010 e a due anni da quella televisiva del 30 marzo 2013 si attende una grande affluenza. È azzardato fare previsioni, ma tutto è pronto per accogliere un numero di pellegrini anche superiore all’ultima ostensione. Quanto alla sicurezza, tutto è stato predisposto in accordo con le forze dell’ordine per garantire la massima serenità ai pellegrini.

Com’è stato pensato il percorso che i fedeli intraprenderanno per arrivare fino alla Sindone?
Il percorso di avvicinamento al Duomo è lungo 850 metri e quasi completamente coperto e il punto di accoglienza e accesso è in viale Partigiani. Lungo il percorso, i pellegrini saranno accompagnati dai volti e dalle frasi di alcuni santi di Torino e del Piemonte che hanno incarnato nella loro vita quell’”Amore più grande” che è il motto di questa Ostensione. Immediatamente prima dell’ingresso in Cattedrale si potrà assistere alla proiezione di un brevissimo filmato che presenta le caratteristiche essenziali del Telo e dell’immagine sindonica; quindi si potrà entrare nella Cattedrale e fermarsi qualche minuto davanti alla Sindone. Particolare attenzione sarà riservata ai malati e disabili, cui è particolarmente rivolta l’Ostensione, attraverso una «corsia prioritaria» per la visita alla Sindone con la disponibilità di sedie a rotelle e volontari accompagnatori. Inoltre sono allestiti altri servizi come il bookshop ufficiale dell’ostensione in piazza Castello all’angolo con via Palazzo di Città (che funziona anche come centro per prenotazioni in giornata) e i confessionali che trovano posto nella chiesa dello Spirito Santo in via Porta Palatina e in un padiglione allestito in piazza San Giovanni (quest’ultimo disporrà di confessionali attrezzati per l’accesso dei disabili). Sarà destinata, infine, alla preghiera e all’adorazione eucaristica la chiesa della SS. Trinità in via Garibaldi.

Cosa ci sarà di nuovo in questa Ostensione rispetto all’ultima?
L’Ostensione è stata concessa dal Papa in occasione delle celebrazioni per i duecento anni dalla nascita di don Bosco, fondatore della Famiglia Salesiana, ispiratore del celebre metodo dell’educazione dei ragazzi e giovani negli oratori. «L’Amore più grande», è il motto scelto dal Custode monsignor Nosiglia per questa ostensione, e si richiama al Vangelo di Giovanni (15,13). È l’amore di Dio, manifestato nella Passione di Gesù Cristo, nel dono totale della vita, che spinge ciascuno di noi a mettersi a servizio dei fratelli, e dei più poveri in particolare. Per questo i destinatari privilegiati di questa esposizione del Telo sono i giovani e i malati. «Il pellegrinaggio alla Sindone – come sottolinea l’Arcivescovo monsignor Nosiglia – per i giovani e non solo, si propone come un cammino alla riscoperta di se stessi, delle motivazioni profonde del vivere. L’immagine della sofferenza e della morte di Gesù che la Sindone testimonia è però un richiamo forte alla vita, a “uscire dalla morte” per incontrare i fratelli».

Come ci si comporterà con i pellegrini bisognosi di supporto fisico?
L’attenzione speciale per i malati che si recheranno al cospetto della Sindone si concretizza anche nelle modalità dell’accoglienza. Per la prima volta a Torino sono stati realizzati due «accueil», sul modello di Lourdes, per consentire ai pellegrini (malati e accompagnatori) di poter dormire almeno una notte in città e organizzare la visita alla Sindone senza le fatiche di un viaggio in giornata. Gli accueil si trovano vicino al Duomo, nell’ospedale Maria Adelaide e al Cottolengo e offrono ospitalità a prezzi contenuti, grazie anche alla convenzione sottoscritta tra Arcidiocesi di Torino con la Pastorale della Salute, Comitato organizzatore dell’Ostensione e Città della Salute. Le due strutture per l’intero periodo dell’Ostensione, dal 19 aprile al 24 giugno, mettono a disposizione 70 posti letto con servizi di pernottamento, colazione, pranzo, cena, personale volontario 24 ore su 24 e assistenza medica. Sono oltre 200 i volontari che presteranno servizio negli accueil.

Quali sono le reazioni delle persone che si trovano di fronte alla Sindone? C’è anche una quota di curiosi o si tratta per lo più di fedeli, che si accostano all’evento come fosse una reale liturgia? Verrà data un’assistenza spirituale in loco?
Il pellegrinaggio a Torino ha caratteristiche sue proprie, che non si riscontrano in altre tipologie. Non è un viaggio ai Luoghi Santi, né alle tombe dei martiri; non è un itinerario alla riscoperta di apparizioni o miracoli. È un viaggio insieme comunitario e interiore, un «pellegrinaggio dentro se stessi» camminando in mezzo ad un popolo, che ha il suo culmine nell’incontro con l’immagine dell’Uomo dei Dolori. Un incontro che, l’abbiamo visto tante volte, provoca alla commozione, alla immedesimazione con gli ultimi e i dimenticati, che muove alla gratitudine (quanti “grazie” sul libro delle firme…) e insieme invita alla conversione e al servizio. Ma il bello della Sindone è che attira anche tanti “curiosi”, persone non immediatamente interessate al messaggio spirituale, persone che forse non parteciperebbero ad una liturgia ma che davanti a quell’immagine si trovano coinvolti e commossi: la Sindone è semplice, forse per questo raggiunge anche i più lontani ma che nel cuore di Dio forse sono i più vicini.

È prevista una partecipazione di pellegrini provenienti dall’estero?
Certamente, i gruppi più numerosi provengono dalla Polonia, dalla Francia e dagli Stati Uniti ma i pellegrini giungono da ogni parte del mondo: dalla Cina a Trinidad & Tobago, dal Sudafrica all’Argentina, dal Qatar agli Emirati Arabi e, naturalmente dai Paesi Europei; ovviamente i più numerosi sono quelli dall’Italia.

Che tipo di raccomandazioni e suggerimenti ha dato a voi organizzatori mons. Nosiglia?
La Sindone – come afferma monsignor Nosiglia – rappresenta per la comunità torinese, e per l’intera Chiesa universale, un riferimento importantissimo per la vita di fede di tante persone e comunità, che in quell’immagine e in quel Volto cercano, riconoscono e trovano i segni della Passione del Signore, di quel Gesù che – nella testimonianza perenne della Chiesa – ispira la nostra vita e ci sfida a realizzare pienamente la nostra vocazione più profonda. Per questo ha chiesto che si facesse tutto il possibile per offrire un momento non meramente di interesse culturale ma di grande aiuto spirituale. L’Arcivescovo ha voluto inoltre che la solidarietà concreta di migliaia di pellegrini, diventasse anche un «fiore di carità» nelle mani di Papa Francesco che sarà a Torino il 21 e 22 giugno. Per questo tutte le offerte raccolte durante l’ostensione verranno consegnate a Papa Francesco quando sarà con noi a Torino il 21 giugno. Potrà usarle destinandole a un’opera, un progetto di sostegno per i poveri o i bisognosi. Ci farebbe molto piacere, è ovvio, se tale opera potesse ricordare la Sindone, il Santo Volto del Signore e dunque anche Torino.

Foto Ansa

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