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Trascrizione nozze gay. Mirabelli, Cesana e Belletti: «Alfano ha fatto bene a intervenire»

ottobre 8, 2014 Redazione

L’ex presidente della Corte Costituzionale, il presidente del Policlinico e quello del Forum delle famiglie si schierano col ministro degli Interni

I sindaci che nei loro Comuni hanno avviato la trascrizione delle unioni omosessuali contratte all’estero si sono ribellati al ministro degli Interno Angelino Alfano che, ieri, con una circolare ai prefetti (qui il testo) aveva chiesto di far rispettare le norme. «Queste trascrizioni fatte da alcuni sindaci non sono conformi alle leggi italiane», ha detto Alfano. I primi cittadini, però, hanno risposto, in sostanza, che a loro importa poco della richiesta del ministro, dichiarando essere loro intenzione proseguire in questa loro battaglia, anche se solo simbolica. Numerose, soprattutto nel Pd, le prese di posizione contro Alfano secondo il solito armamentario di luoghi comuni. Per questi ultimi si vede che la Costituzione più bella del mondo è tale solo quando coincide con le loro convinzioni ideologiche.

MIRABELLI. Oggi sia sul Messaggero sia sul Giornale di Sicilia appaiono due interventi del professor Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale e docente alla facoltà di Giurisprudenza di Tor Vergata a Roma. In entrambi i casi, Mirabelli si schiera con Alfano difendendo la legittimità del suo richiamo. «Il sindaco – dice Mirabelli – tiene il registro di stato civile in un Comune non in quanto ente locale, ma in quanto ufficiale del governo». Se si vuole intervenire, a farlo deve essere il Parlamento con una legge. Quelle dei sindaci, prosegue l’ex presidente, sono «fughe in avanti».

CESANA. Anche il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha dichiarato essere sua intenzione riconoscere questi tipi di unioni. Su Repubblica Milano, a tal proposito viene intervistato il presidente del Policlinico Giancarlo Cesana che è molto netto nel definire quello del sindaco un «atto di disobbedienza». «Alfano – dice Cesana – ha fatto bene a intervenire perché altrimenti qui si rischia il far west. E se Pisapia si oppone, il suo è un atto di disobbedienza. La gente non può fare quello che vuole. Esistono delle leggi da rispettare. In Italia i matrimoni sono consentiti solo tra persone di sesso diverso. E finché c’è questa legge va rispettata». Secondo il presidente del Policlinico poi «è vero che in molti Paesi stranieri queste unioni sono consentite e regolarizzate sotto ogni punto di vista. Ma bisognerebbe saper guardare anche dietro le quinte di queste realtà. Se si avesse il coraggio di farlo si scoprirebbe che queste unioni sono anche molto discusse. Ma questo non emerge mai».

BELLETTI. Nella polemica è intervenuto anche Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari: «Ma in che Paese viviamo? – si è chiesto -. Il ministro dell’Interno ricorda ai sindaci che avevano tentato ideologiche fughe in avanti che la legge e la Costituzione riconoscono il matrimonio solo quando unisce un uomo ed una donna. Un atto semplicemente doveroso e sacrosanto privo di intenti discriminatori. Eppure i sindaci, invece di riconoscere la forzatura e adeguarsi al richiamo alle norme vigenti, alzano il tiro e minacciano una ribellione di massa. Cosa dovrebbe succedere a questo punto? A rigor di coerenza i sindaci ribelli dovrebbero incatenarsi alla porta dei loro municipi ed il ministro dovrebbe mandare i carabinieri a sistemare le cose».
«Una riflessione pacata ed approfondita non ha bisogno delle alzate di ingegno di un gruppo di Primi cittadini dai quali ci si aspetterebbe un rispetto della legalità senza sé e senza ma, e che invece sono occupati a mettere i bastoni tra le ruote al governo, con obiettivi di visibilità personale e magari di “protezione” per qualche gruppo di interesse, che ha contribuito alla loro elezione, e che oggi “presenta il conto”».

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27 Commenti

  1. Nino scrive:

    Dunque, Mirabelli sostiene che :

    “Gli atti stranieri in contrasto con la normativa nazionale non possono essere recepiti, per motivi di ordine pubblico, quando si pongono in contrasto coi valori fondamentali del nostro ordinamento”.

    Ma in realtà anche al corte costituzionale nella sua sentenza del 2010 ha escluso i motivi di ordine pubblico e ha respinto il ricorso della coppia solo perché la trascrizione non aveva effetti pratici.

    Alfano inoltre dovrebbe sapere che una volta che un atto è trascritto, solo l’autorità giudiziaria può pronunciarsi sulla sua cancellazione, non certo il Prefetto o tantomeno il Ministro dell’Interno.

    Insomma, il solito pasticcio all’italiana colpa di un parlamento che sull’argomento, seppur più volte sollecitato, si ostina a non prendere una posizione chiara

    P.S. Mirabelli, Cesana e Belletti sono tutti un po’ “di parte”, è normale (e anche giusto) che loro accolgano con favore l’iniziativa di Alfano

    • Toni scrive:

      Caro Nino
      Nell’altra discussione ammettevi di non capirci nulla ed ora ti scopro un fine giurista che tira le orecchie ad un presidente emerito della Corte Costituzionale e professore a Tor Vergata …. mi sento mancare da tutta questa scienza che ti ha investito in un colpo!!!

      “Alfano dovrebbe sapere….” mizzica …… lo hai spaccato all’ Angelino mio. Ma onestamente credo che ti sbagli perché quell’atto non doveva esistere, nullo, acompetenza …… è un errore da correggere allora ti presento il DPR m.396/2000 art. 98 secondo il quale si può correggere dando informazione al prefetto ed al Procuratore della Repubblica della circoscrizione dove è avvenuta la trascrizione (che intendiamoci può prendere iniziative… se è gaio …. poi … figurati).

      Hai avuto una dimenticanza nel PS., te lo completo io:

      P.S. Mirabelli, Cesana e Belletti sono tutti un po’ “di parte”, è normale (e anche giusto) che loro accolgano con favore l’iniziativa di Alfano …. mentre io Nino…NO!!! sono imparziale!!!

    • Andrea UDT scrive:

      Nino:

      Le unioni civili in Italia NON esistono, punto.

      Che razza di discorso è “ora trascrivo, quindi tu sbrigati a legiferare?”
      Perchè è di questo che si tratta.
      Ed è vergognoso che certi sindaci facciano perdere tempo ai tribunali con queste diatribe.

      Era logico che il ricorso contro il sindaco contro le trascrizioni sarebbe stato accolto. Non ci vuole un fior di giurista per fare 2 + 2.

      Altrimenti vado in qualche buco di stato islamico, mi prendo 4 mogli, e poi “faccio trascrivere”.

      Oppure vado da un Imam, faccio pubblico ripudio di quella che fra le 4 mogli mi sta + sulle scatole, e che i tribunali trascrivano, che diamine!!!.

      Non serve una laurea per capire che “un atto è trascritto, solo l’autorità giudiziaria può pronunciarsi sulla sua cancellazione” vale per atti LEGITTIMI.

      Allora, sulle unioni civili si può pensarla in tanti modi.

      Ma sul fatto che Alfano questa volta abbia fatto la cosa giusta no.

      P.S: il parlamento NON E’ OBBLIGATO a fare una legge su questa specifica materia. Dire che è OBBLIGATO è come implicitamene affermare che deve necessariamente concedere le unioni civili.

      Ma dove c@cchi@ sta scritta una scemenza simile?

      • Nino scrive:

        @Andrea UDT: io mi aspetterei dal parlamento (ma in questo so di essere un ottimista) una posizione chiara. La trascrizione, ai soli fini pubblicistici, è lecita o non è lecita? Visto che ci sono dei dubbi, visto che ci sono sentenze che dicono di tutto ed il contrario di tutto, non pensi che sarebbe giusto fare una legge che dica “chiaramente” ciò che è permesso e ciò che non è permesso?

        Nota bene, io non sto dicendo cosa dovrebbe stabilire la legge (ho le mie idee, ovviamente, ma sono le mie idee ed io non faccio le leggi), sto solo auspicando che il parlamento legiferi in merito.

        E comunque la trascrizione e l’attribuzione di una serie di diritti civili alle coppie omosessuali (anche sollecitata dalla corte costituzionale) sono due cose distinte, la prima è una cosa formale, su cui c’è uno scontro secondo me puerile anche da parte delle coppie omosessuali (che comunque, rispetto al nulla, cercano di ottenere anche qualcosa di simbolico), l’altra invece, può essere sostanziale

        • Toni scrive:

          Nino, devo dire che il ragionamento che Andrea ti ha fatto, non fa una piega e tu non sei entrato nel merito di ciò che ti ha scritto.
          Poi non capisco perché devi dare un effetto “pubblicistico” ad una cosa che non produce, parole tue, effetti giuridici. Propaganda?
          In ogni caso non dribblare,… ipotesi astratta: in Europa, civilissima, in varie nazioni si accoglie (per tolleranza multiculturale) il matrimonio poligamico (qualcosina in Inghilterra c’è). In Italia non è riconosciuto, ma siccome il trattato europeo ha un caposaldo nella libera circolazione dei cittadini e delle merci un sindaco creativo li registra. Glia argomenti ci stanno tutti: in Italia continua ad essere vietato…. ma chi viene in Italia da fuori ed ha 4 mogli (con ciò che implica …. perché in quel matrimonio non c’è l’uguaglianza tra coniugi). Non noti che percorrere certe strade (magari per simpatia ai gaio) amministrative poi si apre il fianco a “legittimazioni” (a questo punto è ovvio) che fortunatamente ci avevamo lasciato alle spalle ?

  2. lucillo scrive:

    Tralascio Cesana e Belletti, per l’inconsistenza ed ancor più la ridicolaggine del loro argomentare.

    Mirabelli.
    – Il sindaco è scelto dalla comunità locale per fare TUTTE le cose che spettano al suo compito. La comunità locale, fra l’altro, lo incarica di prendere anche le decisioni in ambiguità legislativa (in questo caso delle fonti) o in assenza di leggi – e qui si va a
    – Mirabelli becca bene il punto: che il parlamento faccia una legge! Ma la farebbe senza quelle che lui chiama “fughe in avanti”? Una ragione in più per i sindaci, perché è ovvio che la legge non può essere fatta a capocchia o secondo i dettami della conferenza episcopale… abbiamo già un precedete e si vede cosa sta succedendo.

    • Toni scrive:

      @ Lucillo

      “Il sindaco è scelto dalla comunità locale per fare TUTTE le cose che spettano al suo compito.” fino a qui ci siamo, ci mancherebbe che gli dessero il compito di altre amministrazioni” …ma dove lo deduci che “La comunità locale, fra l’altro, lo incarica di prendere anche le decisioni in ambiguità legislativa (in questo caso delle fonti) o in assenza di leggi – e qui si va a”…. io onestamente questa cosa mi pare abnorme… mi sono riletto le competenze del Sindaco, e di questa cosa non c’è traccia. Ma del resto tu sei preciso, e sei uno che rifletti (a detta tua), e quindi hai sicuramente preso cognizione da qualche parte dove scaturisce il “mandato” della comunità a coprire i vuoti legislativi. Non penso che lo ritieni solo tu solo perché reputi che sia un bel gesto , cercare vuoti legislativi… e spararsi un bella posa (la trascrizione) … a detta vostra inutile (ma io non lo penso del tutto) … per captare simpatie in certi ambienti.
      Me lo dici?

      • lucillo scrive:

        OK, sarò più preciso.
        Il sindaco (in questo caso, ma vale per ogni figura apicale) prende decisioni sulle strutture sottoposte a sua responsabilità sempre nel rispetto delle leggi e, in mancanza o contraddittorietà, opera creativamente evitando di non infrangere altre leggi.
        Nel caso specifico certamente non c’è univocità “sicura” di norme e, limitandosi a quelle italiane, c’è per lo meno una parziale vacatio. Qui entra la discrezionalità. Chi elegge il sindaco gli da – implicitamente ma inevitabilmente – mandato per esercitare tale discrezionalità.

        • Toni scrive:

          Ok , ma non mi sorprende la risposta (che trovo pure evasiva)
          Lavoro spesso con Sindaci, e nell’amministrazione pubblica la “discrezionalità” che conosco è solo quella tecnica che ha una definizione precisa … (amministrativamente)
          Ti posso anche dire che nelle amministrazioni pubbliche locali …. quelle più vicini ai cittadini, esistono tali problemi, che impongono decisioni discrezionali, nel senso sopra, per rispondere ad esigenze reali …. delle persone, e certo non finalizzati a bei gesti … senza effetti giuridici (no?), ma che impegnano personale (poco o molto è secondario), consulenze legali (poco o molto è secondario), e creando procedimenti, ricorsi ecc. Attività che si sottraggono … ad altre attività. Tutte cose che hanno un costo non solo in termini economici.
          Ma vado oltre , credo che la tua sia una arguta, quanto improbabile, supercazzola, presenta punti deboli evidenti …. tipo la “vacatio” . Non voglio approfondire, ma l’ordinamento le vacatio le colma in altri modi… non per iniziativa dei sindaci gingillo . La realtà è un’altra ed è la manifesta debolezza del vostro senso delle istituzioni (sì … proprio quello che voi rimproverate al B) perché sarebbe evidente alla ragione che se un sindaco riceve da un prefetto o da un ministro un ordine che reputa illegittimo, può provvedere a fare rimostranza nei giusti modi ma, poi, adempie in caso di circolare (ha valore dispositivo… è rispetto di una norma) e, poi, impugna nelle sedi opportune l’atto che ritiene illegittimo. Invece che …. lo sputo disubbidiente magari pensando che nel governo, uno della sua corrente politica può rivalersi sul ministro per vendetta ecc.

          Caro Lucillo, facciamo inoltre un piccolo esercizio: immagina che il sindaco invece di trovare nel vacatio una cosa che tanto ti aggrada avesse trovato una cosa che tanto di disgusta (qualcosa di religioso su cui la legge non c’è…. ) cosa avresti detto? Avresti speso tutte queste energie per dirmi quanto è bravo?

          • Toni scrive:

            Ho fatto una marea di errori, ma spero… che comunque si capisce cosa intendo.

          • lucillo scrive:

            Ho capito il tuo ragionamento, ed in parte lo condivido, ma secondo me non centri il punto fondamentale che è alla base di questa discussione.
            Il sindaco è insieme figura politica ed amministrativa. Se non fosse così non si eleggerebbero i consigli comunali ma basterebbe il prefetto o un commissario ministeriale; questa cosa succede in casi eccezionali proprio per reggere l’ordinaria amministrazione, ma si va al più presto ad elezioni.
            Detto in alto modo: la delega ad amministrare la comunità locale è data per via politica, non per via gerarchica, ed il lavoro del sindaco non è quello del funzionario che si limita ad applicare le leggi, ma include un livello di discrezionalità da esercitarci ovviamente secondo legge.
            Sul tema il punto è proprio questo. Alcuni sindaci ritengono che la trascrizione in anagrafe comunale di alcuni matrimoni avvenuti all’estero con modalità non previste in Italia sia materia su cui si esercita la discrezionalità dell’amministrazione comunale, organismo politico eletto dalla comunità locale. Alfano dice che no, e che quindi compirà atto d’imperio gerarchico per invalidare. Ancora una volta deciderà la magistratura.

            • lucillo scrive:

              PS e se la magistratura darà ragione ai sindaci sarà un passo in più verso i matrimoni omosessuali, se darà torto non fermerà la battaglia politica.
              Aveste evitato la battaglia contro i pacs…

              • Toni scrive:

                Io vorrei solo segnalarti due aspetti:

                Il primo, più importante, di fronte ad una circolare, ovvero un atto normativo che dispone nei confronti di del Sindaco un fare o un non fare, ritengo che proprio per una questione di rispetto delle istituzioni, del ruolo di tutti, ed aggiungo pure, in un epoca di sostanziale anarchia civile, per essere “esempio”, non si deve risponde con un atteggiamento da SPACCONE come hanno fatto i sindaci. Vede la circolare illegittima? Adempie al dispositivo ed impugna l’atto nelle sedi di competenza.
                In questo ambito (stato civile) ti ripeto il sindaco QUALE Ufficiale di Governo (quindi organo periferico statale) RISPONDE GERARCHICAMENTE al prefetto ed attraverso questi al ministro. Ad ulteriore prova ti ricordo che contro gli atti del sindaco i cittadini possono ricorrere GERARCHICAMENTE al prefetto.

                Il secondo: gli aspiranti sindaci, durante le elezioni, depositano con un atto formale il loro programma “politico”. Per raggiungere l’obbiettivo politico hanno gli strumenti amministrativi che sono tali per le forme previste dalla legge. Tu mi insisti con fasi creative? Non ci posso fare niente getto in maniera ignominiosa la spugna.

                Con l’ultima flebile energia ti chiedo se tu, che come altri sei estimatore dei civilissimi mondi oltre alpe, sai se esistono lì esempi analoghi con i quali, per raggiungere “diritti civili ” (ma io vedo esclusivamente propaganda) passano per pagliacciate simili a quelle italiche.

                • lucillo scrive:

                  Non ti so rispondere.
                  Certamente gli atti finali sono dell’organo legislativo, come ci siano arrivati non lo so. Fra l’altro sappiamo che il modo con cui si arriva a legge sono diversi, basti pensare, proprio sul tema matrimoni omosessuali, alla recente sentenza della corte suprema americana che, se ho ben capito, obbliga 5 stati a riconoscerle.
                  Rispetto a quelle che tu chiami pagliacciate a mio giudizio il punto grave è che ci si trovi nella condizione di doverle fare. Comunque la si giri il tema è presente ed ineluttabile, per evoluzione culturale e per l’ampiamento delle fonti di diritto. Continuare a mettere la testa sotto la sabbia, con precisi soggetti sociali culturali e politici – a partire dai cattolici – che un po’ fan gli struzzi, un po’ portano vagonate di terra, un po’ minacciano i partiti, evidentemente non funziona; piaccia o no il tema c’è, ed è all’ordine del giorno. Di conseguenza i cittadini si rivolgono ai giudici, e i sindaci esercitano discrezionalità, Alfano si oppone e si andrà ancora in magistratura, ecc.

  3. Sebastiano scrive:

    Caspita, avevamo fra noi due giuristi e non lo sapevamo. Supponendo che abbiate letto la circolare di Alfano, che è piuttosto circostanziata, potreste dirci per cortesia dove è sbagliata?

    • Nino scrive:

      Per quanto ne so (ma non sono un giurista) una volta che un atto è trascritto il sindaco non può cancellarlo, nè tantomeno lo può fare un prefetto, ci vuole un atto del tribunale, quindi il prefetto deve fare ricorso per chiedere l’annullamento, ma poichè la trascrizione ai fini pubblcistici non infrange nessuna legge, l’unico motivo potrebbe essere che la trascrizione dell’atto è contrario all’ordine pubblico, cosa che è stata esclusa dalla sentenza della corte Costituzionale del 2010 che ha invece affermato che non era una violazione dei diritti della coppia gay il non trascrivere l’atto (ma non che era vietato) in quanto inutile (giustamente) ai fini civilistici.

      Sia chiaro, la trascrizione dell’atto in sè non ha nessuna valenza concreta, non ha nessun effetto e non equivale a rendere valido il matrimonio in italia. La trascrizione è una semplice presa d’atto che all’estero la coppia ha contratto un matrimonio secondo le leggi di quello stato

      • Sebastiano scrive:

        Dunque il sindaco può scrivere qualunque fregnaccia sul registro, e per toglierla ci vuole il tribunale, pensa te.
        Caspita, quindi se qualche poligamo contrae quattro o cinque matrimoni, in uno stato dove è consentito, noi allora…
        Beh, potevate dirlo subito.

        • lucillo scrive:

          No.
          La poligamia è esplicitamente proibita dalle leggi italiane, ne esistono norme europee che la prevedano. Sono situazioni totalmente diverse.

          • Toni scrive:

            @ Lucillo,
            mi hanno bannato un post con un collegamento ad un sito verso il quale tu hai (credo) qualche simpatia. L’articolo inizia cosi: “In Gran Bretagna, lo sdoganamento del comunitarismo di stampo confessionale comporta anche il riconoscimento di matrimoni poligami contratti all’estero. Molti uomini di religione islamica quindi sono privilegiati, potendo sposare più mogli nei paesi d’origine come il Pakistan, sebbene in Inghilterra ciò non sia possibile.”
            Qualcosa si muove anche verso la poligamia … abbi fede … si arriverà. Le leggi si cambiano!

            • lucillo scrive:

              Non so.
              Non ho mai pubblicato nessun link.
              Non ho presente l’articolo che hai citato e quindi neanche il sito.

              Qui invece si parla di poliamore. C’entra poco con la poligamia, almeno quella islamica, e non mi risulta che ad oggi nessuno ne stia richiedendo riconoscimenti giuridici.

              • Toni scrive:

                @ Lucillo

                Il sito è quello degli ate i … se prendi un pezzo della citazione che ho riportato , metti le virgolette, le piazzi su un motore di ricerca arrivi al sito .

                Se lo fai vedi i primi “riconoscimenti giuridici” … è l’inizio.

  4. Paolo scrive:

    Ahhhh bhe se lo dice il presidente dell’associazione “forum delle associazioni familiari”…a proposito di posizioni ideologiche

    • Toni scrive:

      Ahhhh bhe …Ahhhh bhe .. Se lo dicevi tu con i tuoi amici invece … gli inserivate gli incontrovertibili gaio-studi … tu ricordavi la “fatina dei denti”……………. e tutto diventava autorevole!

      • Giannino Stoppani scrive:

        Toni, se anche te ti metti a fare il verso della pecorella…

        • Toni scrive:

          Non è bee per la pecorella? … leggere Paolo comunque mi porta istintivamente, e all’istante, alla tastiera ….. non è sempre cosa buona

  5. Leo Aletti scrive:

    Non ha fatto bene ad itervenire il Viminale, ha tatto BENISSIMO…..

  6. lucillo scrive:

    Leggo in un comunicato curiale di Milano che “è auspicabile che si possa ottenere presto una legislazione adeguata in materia di famiglia”. Ottimo. La curia di Milano, vescovo Scola, riconosce che quella attuale adeguata non lo è.

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