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Tradire il coniuge per essere più felici?

maggio 5, 2014 Marcella Manghi

Le ipotesi sono due: o il matrimonio è un fiacco compromesso di soddisfazione, o è il mezzo per raggiungere il proprio compimento e quindi la maggior felicità possibile.

Capita che a volte le convinzioni crollino d’un tratto. Così, a tradimento. È quel che mi è successo apprendendo dal report americano National Marriage Project che il 56 per cento degli uomini e il 34 per cento delle donne aventi relazioni extra-coniugali si dice “felice” o “molto felice” del proprio matrimonio; non solo: non hanno alcuna intenzione di lasciare il partner. E io che fino a ieri immaginavo che a tradire fossero solo persone frustrate, scontente, divenute inappetenti rispetto al solito minestrone nel piatto.

Invece adesso mi dicono che non solo chi è infelice tradisce. E allora, perché mai essere infedeli? Oggi si è infedeli per essere più felici. Non si rinnega un compagno/a di vita per sentirsi di nuovo attraenti e desiderati, ma per sentirsi più attraenti e più desiderati. Insomma: si può essere soddisfatti del proprio matrimonio, ma – intuendo di poter ambire a qualcosa di ancor meglio – non ci si vuole accontentare di quello. Ora, su di un punto concordo: accontentarsi non piace a nessuno. “Non siamo stati voluti per le cose piccole, ma per le grandi” sono parole di un peccatore non qualunque: un Papa.
Il dilemma si insinua allora come ghiaccio che si scioglie fra l’intercapedine dei miei desideri più profondi. Starò mica sorseggiando una birra tiepida, quando magari potrei averne un’altra gelata? Se dopo quindici anni di matrimonio sono ancora fedele a mio marito, sarà mica che mi sto accontentando? Francamente, ho già le mie certezze, ma capisco anche che a tanti il dubbio possa stringere come una fede al dito dopo anni di una vita insieme ben pasciuta. Le ipotesi dunque sono due: o il matrimonio è un fiacco compromesso di soddisfazione, o è il mezzo per raggiungere il proprio compimento e quindi la maggior felicità possibile.

Del resto, se credessi anche io alla prima ipotesi, perché non fare un pensierino su un’improvvisa virata fuoripista? Forse basterebbe indossare un tacco dieci, sfoderare un rossetto da trenta euro, più qualche altro simpatico trucco da tariffario di strada. Del resto, nonostante i miei quasi “anta”, sono quasi certa di trovare qualcuno che mi offra una Tennent’s di frigo, mi metta in mano una rosa comperata dal peruviano di turno e mi invitati ad ammirare la sua originalissima collezione di farfalle.

Tuttavia, sto riponendo la mia fiducia nel secondo caso: per questo alle nove di sera, sono sul divano di casa mia, con in mano il quotidiano gratis rifilatomi al semaforo dall’albanese di turno, mentre aspetto che torni anche oggi mio marito. Un uomo che mi desiderava per come ero – ai tempi delle farfalle nello stomaco –  per come sono e (si spera) per come sarò – anche più sfiorita di una rosa da cinque euro. Un uomo che ti scrive: “Niente di noi andrà perduto, per tutta l’eternità. Sei troppo bella tu per andare perduta. Per tutta l’eternità” sfida la mia libertà dalle radici, fino ai confini del tempo. Ecco: se io decidessi di cercar fortuna altrove, sarebbe come sradicare un albero a tutta forza dal terreno. Allora, ritrovare mio marito a casa in una sera qualunque e guardarlo dritto negli occhi – consapevole di aver strappato quelle radici – non sarebbe mai più la stessa cosa.

Può essere che io sia una povera illusa a credere di realizzarmi seguendo una strada, il cui Disegno è tracciato con un tratto profondo che non è solo una strisciata di labile rossetto.
Ma adesso, se qualcuno pensa che questo sia un accontentarsi, per piacere me lo dica.

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20 Commenti

  1. Caterina scrive:

    La fedeltà è una cosa rara, ed io credo che in un rapporto (ovviamente faccio un discorso che prescinde dal credo cattolico, per cui una volta che si è scelto un compagno questi è per la vita) la fedeltà non debba essere un obbligo. Si è fedeli non per scelta, ma semplicemente perchè non si ha bisogno di altro, qui di potrei dire che la fedeltà, per quanto mi riguarda, semplicemente capita!

    E non si tratta di accontentarsi o meno, ogni strada va bene se percorsa con correttezza nei confronti del proprio partner

    • Engy scrive:

      beh adesso, non facciamo gli extraterrestri angelicati.
      Non si ha bisogno di altro, si è fedeli non per scelta.
      Ma dove?
      Certo che si è fedeli per scelta, non vedo cosa ci sia di sminuente in questa cosa, che a volte comporta fatica dato che, evidentemente, siamo persone e non macchine.

      • filomena scrive:

        Eh no se sei fedele lo sei perché semplicemente non ti interessa altro. Nel momento in cui fai fatica ad esserlo significa che qualcosa non va e il rapporto non è più quello che vuoi veramente.

        • Claudio scrive:

          veramente la fedelta’ si manifesta solo come rinuncia a qualcosa che si potrebbe avere, altrimenti e’ solo mancanza di occasione, o d’interesse.

        • Brava Filomena! scrive:

          Quoto! Solo vorrei aggiungere un piccola riflessione.
          Nel film ” La finestra di fronte” la protagonista era tremendamente insoddisfatta della propria vita, in particolare del proprio lavoro (in una fabbrica di polli), irritabile e ogni tanto un po’ rude pure con le amate figlie, stava quasi per tradire il marito con l’affascinante vicino di casa Raul Bova.
          Finchè giusto prima di consumare il tradimento lui lei dice ” non ti fermi mai”, allora lei si ferma e guarda la finestra di fronte, che è quella di casa sua, ci sono suo marito, le sue figlie…la sua vita.
          Si rende conto che ama loro. Manda in bianco Raul.
          Poi parlerà col marito per chiedergli di aiutarla a cambiare lavoro, la prenderanno in una pasticceria, anche se avrà una paga inizialmente bassa.
          Si vede il marito in cucina da solo che preoccupato fa i conti e pensa a questi soldi che non bastano, ma ha appoggiato la moglie anche se ciò ha un costo per tutta la famiglia.

          Poi si vede lei con le sue figlie, è rilassata e serena, affettuosa.
          Le bimbe le chiedono ” Ma allora ci vuoi bene?”.

          L’insoddisfazione, la frustrazione non era nel rapporto fra i coniugi, alle volte è dentro di noi.

        • Engy scrive:

          tutti/e noi – sono convinta – abbiamo avuto “occasioni” nella nostra vita e ci siamo sentiti/e attratti da persone diverse dal nostro o dalla nostra partner e magari siamo andati in crisi…. Se così non fosse non saremmo neanche “normali”, non vedo cosa ci sia di opinabile nel dato di fatto di essere attratti gli uni dagli altri e di potersi sentire molto in sintonia con altre persone oltrechè con il nostro partner, A volte qualcuno capitola, altre volte no. Quindi la fedeltà E’ una scelta.

  2. Giovanni scrive:

    Mah! A me pare che semplicemente la vita non si faccia rinchiudere dentro un “si fa” o un “non si fa”.
    La dialettica tra fedeltà ed infedeltà è una dialettica tra realtà, anche meravigliosa realtà a cui non rinunceremmo mai, e sogno, scoperta, avventura. Sogno che a volte si rivela ben misera cosa e a volte si conferma sublime.

    In questa commedia io ho recitato tutte le parti, ricavandone ansie, sensi di colpa, dolore, rabbia, felicità, tenerezza e passione. Facendo un bilancio va bene così. L’unica cosa che sconsiglierei è tradire per paura del giudizio sociale , per timore di accontentarsi. Sarebbe moralismo

    PS Nel caso, Marcella, ho una collezione di antiche cartine dell’Africa :-) :-) :-)

    • Engy scrive:

      Bello questo commento.
      Però mi spieghi meglio l’ultima frase dove sconsigli di tradire per paura del giudizio sociale?

      • Giovanni scrive:

        Mi riferivo alla preoccupazione di Marcella di essere una povera illusa, di “accontentarsi”di quello che ha senza cercare di meglio. O di essere considerata tale. Tra tutti i motivi che avrebbe per tradire un rapporto che funziona, un albero con profonde radici, questo sarebbe il peggiore e il più moralistico.

    • lella scrive:

      a volte nn occorre andare sfoderando chissa’ che, si guarda negli occhi qualcun altro e ci si innamora. poi nn si lascia il.partner perche’ e’ troppo difficile o impossibile e il.giudizio pesa e allora ci si inventa una coscienza. la prima fedelta’ e’ nella testa e se manca c’e’ qualcosa che nn va. se mio marito avesse detto tu nn puoi andare perduta mi sarei buttata nel.fuoco, invece ha voluto mi.perdersi a luo nn importava. in aggiunta un altra persona

  3. giovanni scrive:

    Permettimi un commento un po’ ironico, la tua più che una strada, sono due binari senza nessun scambio.

  4. Caterina scrive:

    che poi, non esiste solo il tradire o la monogamia. Si possono frequentare altre persone in pieno accordo con il proprio partner

    • Giovanni scrive:

      Scusate avete notato che uno dei pochi articoli intelligenti, briosi e interessanti di questo sito non viene per nulla commentato dai cattotalebani che lo frequentano?

  5. AndreaB scrive:

    Buonasera Giovanni, non ho capito chiaramente se per lei tradire sia giusto o sbagliato.
    Io credo che l’Amore includa anche il perfetto contrario del tradimento… L’amore pero’, non si puo’ definire banalmente come qualcosa che c’e’ o che non c’e’, ma credo sia qualcosa che si puo’ costruire o distruggere giorno per giorno, in base al nostro modo di essere e di valorizzare o disprezzare la persona che abbiamo vicino. A volte e’ necessario essere molto pragmatici… L’amore vero e’ fatto di una grandissima gioia, ma anche di fatica e rinuncia… Un po’ come un bravo strumentista che prova e riprova per il grande concerto, che fatica, ma, poi, che soddisfazione riuscire a volare sulla tastiera di un pianoforte, provando emozioni favolose che possono essere trasmesse anche agli altri. Come tutte le cose di grande valore, anche il vero amore costa qualcosina.

    • Giovanni scrive:

      Difficile dirlo. Tu hai ragione, assolutamente ragione e difatti di solito tutti ci comportiamo così, almeno finchè c’è amore o siamo riuscitia conservarlo, con fatica e rinuncia. Ma a volte, a volte tra due persone, che pur vivono un buon rapporto di coppia con altri per cui provano uno di quei sentimenti con radici profonde come dice Marcella, scoppia qualcosa di forte, una sintonia speciale, una chimica potente. Nella maggior parte dei casi uno lascia perdere, magari preferendo con pragmatismo non mettere a rischio la cosa bella che si ha per sempre (almeno nelle intenzioni) per quella sublime che si potrebbe avere per un momento. A volte però si capitola, come dice Engy e non sono del tutto sicuro che sia davvero un’ingiustizia.

      • Caterina scrive:

        Mi ripeto, esiste anche una terza via, che è quella non di tradire ma di vivere altre emozioni e sentimenti in piena libertà e visibilità, rispettandosi reciprocamente e restando “fedeli” ma non chiudendosi a nuove freuqentazioni

      • Claudio scrive:

        Nell’ottica di qualcosa che si puo’ costruire rappresenta un tassello piu’ prezioso di altri.
        Di converso, pentimento e perdono sono altrettanto preziosi e rappresentano il vero senso di quest’articolo.

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