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Torino, piazza San Carlo. «Errori grossolani. Appendino totalmente inadeguata»

giugno 6, 2017 Francesca Parodi

Accuse bipartisan al sindaco grillino. A tempi.it parlano Lo Russo (Pd) e Ricca (Lega Nord): «Un bilancio di 1.527 feriti è da bollettino di guerra. Solo per caso non si è consumata una tragedia più grave»

«Un bilancio di 1527 feriti è da bollettino di guerra», commenta a tempi.it Stefano Lo Russo, capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Torino, in merito al grave incidente in piazza San Carlo. «È evidente che ci sono stati errori grossolani nella macchina organizzativa ed è stato solo per pura fortuna che non si è consumata una tragedia più grave. La situazione era evidentemente fuori controllo». La procura ha aperto un’inchiesta per individuare le responsabilità di questo grave incidente in cui, durante la trasmissione della finale di Champions League, la folla presa dal panico per un falso allarme attentato si è spinta convulsamente verso la via d’uscita, provocando così tanti feriti, tra cui due donne e un bambino gravi. Come reso noto dalle cronache, sembra che a provocare il panico sia stato un ragazzo che ha fatto scoppiare dei petardi. Lo Russo però sottolinea che «il ragazzo è solo un capro espiatorio della giunta Appendino nell’imbarazzante tentativo di giustificarsi. In un evento sportivo di tale portata lo scoppio di un petardo è un’eventualità che va prevista».

I COCCI DI VETRO E LA CALCA. Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega Nord nel Consiglio comunale, ci spiega cosa non ha funzionato nella notte di sabato 3 giugno: «Piazza San Carlo presenta solo due ingressi e la folla era tutta stipata all’interno. Il maxi schermo su cui seguire la partita però era troppo piccolo, così si è formata una concentrazione eccessiva di persone proprio lì sotto. Tra gli errori più gravi c’è il fatto che questo maxi schermo fosse posizionato proprio davanti ad uno dei due ingressi, così, quando è scoppiato il panico, rimaneva solamente una via di fuga. La gente si è precipitata verso l’unica uscita, schiacciando le persone che cadevano. In più, la piazza era disseminata di bottiglie di vetro, che per il regolamento di Polizia urbana non dovrebbero essere vendute in occasioni come queste, e la conseguenza è che le persone ricoverate presentano numerose ferite da taglio. Sono stati proprio i cocci e la calca a provocare tanti feriti».

TERRORISMO E CONTROLLI. Nel comunicato emesso dal Comune si sostiene che Turismo Torino, il soggetto organizzatore, ha adottato gli stessi sistemi di sicurezza messi in atto in occasione della finale calcistica del 2015. «Non è vero», obietta Lo Russo, «perché nel 2015 erano stati posizionati due maxi schermi, uno all’inizio e uno a metà della piazza per distribuire meglio le persone. Ed entrambe le vie di fuga erano libere». Ma anche ammesso che fosse vero, «sarebbe ancora più grave perché significherebbe che in questi anni i protocolli di sicurezza non sono stati aggiornati. Eppure oggi dobbiamo affrontare la minaccia del terrorismo e ci servono controlli più stringenti ed efficaci». In questo caso invece, sostiene Lo Russo, dalle sei di sera la folla è stata fatta entrare in piazza senza alcun controllo, come risulta evidente dalla presenza di bottiglie di vetro.

«APPENDINO TOTALMENTE INADEGUATA». Questo incidente incrina l’immagine di Chiara Appendino come “volto più presentabile e preparato” del M5S. Per Lo Russo ha svelato la debolezza del sindaco, rimasta fino ad ora nascosta. «Appendino ha riscosso successo perché finora non ha dovuto affrontare nessuna criticità», sostiene il capogruppo Pd. «Rispetto a Roma, Torino è una città più gestibile perché più piccola e anche meglio amministrata dalle giunte precedenti. Appendino partiva quindi avvantaggiata rispetto a Virginia Raggi. Ma ora, alla prova dei fatti, alla prima occasione in cui avrebbe dovuto mostrare lucidità, fermezza e presenza, in un comunicato scarica la colpa su Turismo Torino, dimostrando così di essere totalmente inadeguata».

SINDACO SI DIFENDE. Queste critiche sono state condivise da tutti nel Consiglio comunale di ieri, dove il sindaco Appendino si è presentata per commentare e fornire spiegazioni sulla drammatica vicenda di San Carlo. Come le hanno rinfacciato in molti, le sue difese sono state molto deboli e vaghe. Appendino ha letto il rapporto del comandante dei vigili urbani sui controlli effettuati sui venditori ambulanti di birre in bottiglie di vetro, nelle aree limitrofe e interne alla piazza. Ha sostenuto che fossero stati effettuati tutti i controlli necessari, compresi quelli sull’accessibilità alle vie di fuga, secondo una «prassi consolidata». L’unica debolezza che il sindaco ha riconosciuto è stata la sorveglianza, evidentemente non abbastanza stringente, sulla presenza delle bottiglie, promettendo di valutare il rafforzamento di misure di prevenzione e sanzionatorie. Non si è però assunta direttamente la piena responsabilità dell’incidente, additando invece, come poi le hanno rimproverato i consiglieri, Turismo Torino e uno sconosciuto che ha diffuso il panico.

CRITICHE IN CONSIGLIO. I consiglieri di Pd e Lega sono concordi nel sostenere che il grave errore in questo episodio sia stata la mancanza di prevenzione e l’assenza di organizzazione. È stato evidenziato che la piazza fosse inadeguata per ospitare un numero così alto di persone (lo stadio di Torino sarebbe forse stato più indicato), e che i protocolli di sicurezza devono essere aggiornati alla nuova percezione del rischio di questi ultimi anni. Fassino ha criticato il basso numero di agenti dispiegati (per via della Giornata ecologica organizzata il giorno successivo alla partita) e il consigliere Magliano ha fatto notare che mancavano controlli ai parcheggi sotto la piazza, per cui ci sarebbe effettivamente potuto essere il rischio di un attentato con gli esplosivi. Se la richiesta di dimissioni di Appendino non è condivisa da tutti, molti consiglieri si sono però detti favorevoli alla proposta di Magliano: individuare un assessore all’interno della Giunta comunale a cui assegnare una delega specifica sulla sicurezza, perché in questi anni il tema è ormai diventato centrale e non lo si può più sottovalutare.

Foto Ansa

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