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The Imposter, la vera storia di un inquietante ladro d’identità

febbraio 18, 2013 Paola D'Antuono

Non uscirà in Italia ma è un film imperdibile che ha entusiasmato la critica. Al centro della storia Nicholas Barclay, tredicenne texano che ritorna a casa a tre anni dalla sua scomparsa

I recentissimi BAFTA Awards, gli Oscar inglesi, hanno visto il trionfo di Bart Layton e Dimitri Doganis nella categoria “Debutto di uno sceneggiatore, regista e produttore inglese”. I due vincitori sono rispettivamente regista e produttore di The Imposter, documentario presentato lo scorso anno al Sundance Film Festival che racconta una storia tanto vera quanto assurda. E lo fa benissimo.

SCOMPARSO. Nel 1994 Nicholas Barclay, ragazzino tredicenne, scompare dalla casa di famiglia in Texas, a San Antonio. Di lui si perdono completamente le tracce fino al 1997, quando viene ritrovato vivo in Spagna. È impaurito e spaventato e ai suoi soccorritori racconta di aver subito ignobili torture da parte dei suoi rapitori e di essere riuscito fortunosamente a liberarsi e fuggire. Nicholas fa ritorno dalla sua famiglia, che lo accoglie a braccia aperte nonostante alcune evidenti differenze. Come ha fatto Nicholas, biondo e con gli occhi azzurri, a trasformarsi in un ragazzino con la pelle e gli occhi scuri? E perché ha uno strano accento francese? Un investigatore privato e un agente dell’Fbi decidono di indagare su questo misterioso ritorno e scoprono una sorprendente verità.

STORIA VERA. Il riconoscimento assegnato ai BAFTA Awards è solo l’ultimo di una serie di premi vinti da questo film in bilico costante tra il documentario e il thriller. La storia di Nicholas è una storia vera, praticamente sconosciuta in Italia, legata a doppio filo a quella di Frédéric Bourdin, l’impostore del titolo conosciuto come Il camaleonte. Nato in Francia nel 1974, Bourdin fu allevato dai nonni e non conobbe mai il suo vero padre che, secondo la madre, era un immigrato algerino. Nel 1997 assume l’identità di Nicholas Barclay, ragazzino scomparso in Texas. Per cinque mesi, fino al 6 marzo 1998, Bourdin vive con la famiglia Barclay convinta, nonostante le evidenti differenze comportamentali e fisiche, di trovarsi davanti al figlio perduto. Ma un’indagine dell’Fbi smaschera la frode, grazie alle impronte digitali e al Dna prelevato a Bourdin, che viene condannato a sei anni di carcere.

DUBBI. Ma la sua smania di assumere identità lo porta a spacciarsi pere altri tre ragazzi scomparsi tra la Francia e la Spagna e fino al 2005. Cosa ha spinto Bourdin ad assumere quattro identità diverse di adolescenti scomparse? Il Camaleonte ha spiegato di sentire il bisogno di amore, quello che non aveva mai ricevuto dalla sua famiglia d’origine. Il film, girato come un documentario e accattivante come un thriller, analizza la sua personalità evidentemente disturbata in contrapposizione alla famiglia Barclay, altro protagonista della storia che solleva numerosi dubbi. Perché i genitori di Nicholas hanno fatto finta di non vedere le evidenti differenze tra il figlio scomparso e l’impostore? Forse per disperazione, forse per speranza o forse per allontanare sulla famiglia i sospetti di un coinvolgimento nella scomparsa del tredicenne. The Imposter, muovendosi sul filo tesissimo della suspense, prova a rispondere alle domande che si moltiplicano nel corso della visione. Il film purtroppo non ha una distribuzione italiana (il dvd è acquistabile liberamente in Rete) ma meriterebbe davvero un passaggio in sala perché, come hanno scritto le più autorevoli testate internazionali, è uno dei film più intensi e coinvolgenti del 2012.

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