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Terroristi islamici distruggono il patrimonio dell’umanità di Timbuctu

luglio 2, 2012 Leone Grotti

Dopo il colpo di Stato con cui i tuareg hanno preso ad aprile possesso del nord del Mali e dopo essere stati cacciati dagli jihadisti, il patrimonio dell’umanità che si trova a Timbuctu è in pericolo.

Mentre il 6 aprile scorso i miliziani tuareg del Mlna (Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad) dichiaravano l’indipendenza dell’Azawad, il Mali settentrionale, una regione grande quanto la Francia, sui pennoni delle tre città principali del nord conquistate, tra cui Timbuctu, venivano issate le bandiere nere dei gruppi armati jihadisti. Un fatto che avrebbe dovuto preoccupare molto la comunità internazionale, che ora si stupisce se la scorsa settimana il Mlna è stato cacciato dalle città di Gao e Timbuctu dai qaedisti e se il gruppo armato tuareg Ansar Eddine, legato ad Al Qaeda, sta distruggendo luoghi sacri musulmani dichiarati dall’Unesco siti di interesse mondiale minacciati di distruzione.

Ieri un gruppo di uomini armati e con il volto coperto dai turbanti ha distrutto la ”porta sacra” di una delle tre moschee più antiche della città di Timbuctu, considerata la Regina del deserto. La moschea Sidi Yahya (nella foto) risale al XV secolo, la “porta sacra” della moschea era rimasta chiusa per secoli, a causa delle credenze popolari che considerano la sua apertura fonte di sciagure. Ora è stata rovinata a colpi di piccone, probabilmente dai ribelli di Ansar Eddine (difensori della Fede), che ritengono che i luoghi di culto siano passibili di idolatria e hanno minacciato di distruggere tutte le moschee che ospitano i resti dei santi. Sabato era stato profanato il mausoleo di un santo del XV secolo, Sidi Mahmoud, la cui tomba era già stata violata lo scorso maggio da un gruppo appartenente ad Al Qaeda.

I miliziani Tuareg che hanno imbracciato le armi e che in tre giorni ad aprile hanno ottenuto quello che i loro padri non avevano conseguito in 50 anni, grazie all’aiuto dei gruppi armati jihadisti della regione, ora chiedono aiuto «per sconfiggere le formazioni terroriste che hanno preso il comando delle città del nord». L’Mlna aveva intimato a più riprese ai jihadisti stranieri di sgombrare il campo e ammonito Ansar Eddine a non mettere in pericolo la causa tuareg con l’assurda pretesa di continuare a combattere finché in tutto il Mali non sarà imposta la legge islamica.

Parole rimaste inascoltate e ora che sono stati spodestati dai jihadisti, sarà dura per loro riconquistare i territori perduti, attraversati da scorribande di terroristi. Questi, ricordando quanto fecero i talebani con i buddha giganti della valle di Bamiyan in Afghanistan nel 2001, hanno cominciato a colpire gli obiettivi sacri dopo che l’Unesco ha inserito Timbuctu nella lista dei siti di interesse mondiale minacciati di distruzione. In un’intervista con l’AFP, il procuratore della Corte Penale Internazionale, Fatou Bensouda, ha detto che queste distruzioni possono essere classificate e perseguite come crimini di guerra.

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1 Commenti

  1. Mappo says:

    Proviamo a pensare a cosa sarebbero in grado di fare al nostro patrimonio artistico se questi selvaggi arrivassero anche in Italia. Scenario irrealizzabile? Forse sì, ma sono convinto che fra gli immigrati mussulmani residenti in Italia, anche fra quelli di seconda o terza generazione – anzi soprattutto fra questi – non siano in pochi a pensarla come i qaedisti, disprezzando tutto di noi compresa la nostra arte.

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