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Terra dei fuochi. L’indagine del ministero: «A rischio solo il 2 per cento dei territori» (chi lo dice a Saviano?)

marzo 11, 2014 Chiara Rizzo

Dopo le aspre campagne mediatiche, arriva oggi l’esito dell’indagine del ministero delle Politiche agricole su 1076 km quadrati scandagliati in Campania: «Le aree sospette sono in 21,5 km quadri. Di questi solo 9,2 Km destinati all’agricoltura»

Secondo il ministero delle Politiche agricole nella Terra dei fuochi (al centro delle polemiche, per mesi, per le discariche illegali di rifiuti tossici della camorra) «su un totale di 1.076 km quadrati di terreni mappati in 57 comuni, le aree ritenute sospette rappresentano soltanto il 2%, per un totale di 21,5 km quadrati». Questo dato, che ridimensionerebbe di molto l’allarmante campagna mediatica passata, è emerso nell’indagine disposta dal ministro dopo l’approvazione del decreto legge nel 2013 per fronteggiare l’emergenza ambientale in Campania. Dei 21,5 km quadrati sospetti, 9,2 sono quelli destinati all’agricoltura, su un totale di 1076 km quadrati scandagliati.

51 SITI. Nel corso dell’indagine sono stati individuati 51 siti a rischio, per i quali è necessario prendere immediate misure di salvaguardia e sicurezza della popolazione e della produzione agroalimentare della zona (diffusa su 64 ettari di suolo agricolo). Il decreto interministeriale, in questi casi, prevede che sia vietata la vendita dei prodotti dei terreni classificati a rischio. A comunicare queste informazioni è stata il ministro della Salute Beatrice Lorenzin (che ha aggiunto che il divieto è operativo «da subito»), insieme ai ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dell’Ambiente Gianluca Galletti, oltre al governatore campano Stefano Caldoro. Sono diverse le testate che nel commentare la notizia hanno fatto un clamoroso dietrofront, dopo le campagne allarmistiche e le proteste di piazza scaturitene. Il Sole24ore, per esempio, parla di “dati clamorosi e inattesi nel sentire comune”. Repubblica invece ricorda che il termine Terra dei fuochi è apparso per la prima volta in un rapporto di Legambiente di 11 anni fa, “oggi comunemente utilizzato per indicare un’area fortemente contaminata dall’inquinamento causato da rifiuti prodotti da industrie di diverse parti d’Italia e smaltiti illegalmente”

SCREENING. Il ministro Lorenzin ha spiegato che «già stato approvato uno screening di massa su questi territori per dare sicurezza alla popolazione con 50 milioni di euro stanziati» e il governo «affrontando a tutto tondo il tema della salute di quella popolazione. Senza però scoraggiare l’uso dei prodotti campani che sono una gamma di altissima qualità e valore per l’Italia e per l’Italia nel mondo. Il sistema di sicurezza lavora in sinergia mettendo in atto un grande lavoro».

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