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Te Deum laudamus perché mi hai risparmiato i cinesi

gennaio 3, 2017 Roberto Perrone

Gente che si occupa di calcio a distanza e fa trattative che paiono soap opera. Come la moviola in campo: resta un flop intercettatorio anche se pretende di farsi chiamare “Var”

Questo articolo è tratto dal numero di Tempi in edicola a partire dal 29 dicembre (vai alla pagina degli abbonamenti) e secondo tradizione è dedicato ai “Te Deum”, i ringraziamenti per l’anno appena trascorso. Nel “Te Deum” 2016 Tempi ospita i contributi di Benedict Nivakoff, Alex Schwazer, Rone al-Sabty, Ilda Casati, Luigi Amicone, Siobhan Nash-Marshall, Tiziana Peritore, Therese Kang Mi-jin, Anba Macarius, Roberto Perrone, Pier Giacomo Ghirardini, Farhad Bitani, Maurizio Bezzi, Renato Farina, Pippo Corigliano, padre Aldo Trento, Mauro Grimoldi. Il prossimo numero di Tempi sarà in edicola da giovedì 12 gennaio 2017.

Te Deum laudamus perché un altro anno è passato e sono ancora qua. E questa è la cosa più importante considerando che tutti, a cominciare da mia moglie e dai miei figli, cercano in ogni modo di farmi venire l’ulcera. E recentemente ce l’hanno pure fatta. Te Deum laudamus anche se ci sono troppi cinesi in giro, parlo del calcio ovviamente. Il problema non è la razza, ma la lontananza. Un altro tipo di commercio lo puoi gestire anche lontano decine di migliaia di miglia, ma il calcio no, il calcio lo devi soffiare sul collo dei tuoi dipendenti. Ogni giorno.

Te Deum laudamus perché sono in pensione e vale il Laudamus del 2015, questo è un mestiere immalinconito, intristito, mal sopportato, disamorato. Ma soprattutto perché, come tanti colleghi (poveracci), non mi sono dovuto occupare, a proposito di cinesi, della vendita del Milan a qualche orientale che slitta sempre di un mese, due mesi, tre mesi. Una soap opera, come quelle delle reti del Berlusca.

Te Deum laudamus perché anche questa volta non ho votato come quelli che da anni non sopporto, a differenza di altri (so chi siete e vi curo). Te Deum laudumus anche se pensavo che la Sampdoria facesse un campionato del piffero e invece sta andando meglio delle aspettative. Te Deum laudamus perché con Tempi abbiamo vinto il premio Reporter del Gusto, così ho portato tutti a cena da Enrico Bartolini. (Io ero a dieta, mentre Amicone si scofanava anche i piatti).

Te Deum laudamus ma qualcuno può fare qualcosa per fermare la Juventus che altrimenti non c’è più divertimento (almeno per chi non è juventino)? Napoli, Roma, dai, su. Te Deum laudamus perché mi hai mandato i Five Stars. Prima di loro ero un ragazzo di provincia con un orizzonte limitato e pensavo di passare tutta la mia vita qua. Adesso, gioco al Superenalotto, mi sono iscritto a eurobet.it e spero che il mio prossimo libro faccia il botto. Voglio andare a vivere a Londra. (Ma anche Parigi non è male).

Te Deum laudamus perché il Genoa, mentre scrivo, non è messo male in classifica e forse anche quest’anno la sfanghiamo. Uno si accontenta di poco, ma che ci volete fare? (E visto che sono stato umile mi hai ripagato: 1-0 alla Fiorentina nel recupero. Evvai). Te Deum laudamus e spero che mi assolverai quando metterò le mani addosso a quelli che dicono che non c’è lavoro. Poco fa è venuto il tecnico a cambiarmi il contatore del gas. Era polacco.

Te Deum laudamus per la nazionale di Antonio Conte: era da anni che non mi appassionavo così per la maglia azzurra. La differenza, ahimè, si è subito vista quando se n’è andato. Te Deum laudamus ma guardaci dagli ipocriti, dai moralisti, da quelli che quando muore un personaggio famoso (da Casaleggio a Fidel Castro) si commuovono e non riescono, accanto alla nobiltà, a raccontare anche le piccole/grandi miserie. Te Deum laudamus per le Olimpiadi. Malgrado il doping, gli imbrogli, le scorrettezze e la disorganizzazione rimangono lo spettacolo sportivo più grande del mondo. L’unico per cui provi veramente nostalgia.

Te Deum laudamus per il mio nuovo contatore del gas, quello montato dall’efficiente tecnico polacco. Lo producono in Romania. Non ho mai capito una cippa di economia e mai la capirò. Qualcuno mi spiega il senso di tutto questo? Te Deum laudamus perché il primo esperimento con la Var (anche la moviola è come la “freccia” delle auto che pretende di farsi chiamare “apparato di segnalazione” in ossequio al politically correct) è stato fallimentare. Durante il campionato del mondo per club la decisione su un gol di Ronaldo è stata ribaltata tre volte. La moviola in campo è come l’intercettazione. Non è un dio supremo (ci sei solo Tu, in questo senso), ma un oggetto che ha bisogno di umanità.

Te Deum laudamus sempre, ma di più se fai chiudere i talk show, annichilisci chi li conduce e chi vi partecipa. Tutti finti, tutti sempre i soliti, Madonna c’è ancora Sgarbi che insulta il prossimo, ci sono quelli che parlano di tutto dagli Ogm a Trump, da papa Francesco all’Isis. Scampaci dai tuttologi. Te Deum laudamus per Calciomercato, l’unica trasmissione divertente e istruttiva sul football in Italia. Il segreto è sempre quello, non prendersi troppo sul serio, trattare gli argomenti con leggerezza che non significa approssimazione.

Te Deum laudamus se fai chiudere i programmi sul calcio con le belle gnocche che discettano di pallone. Ma delle ciofeche che discettano, mai? C’ha ragione Mihajlovic. Te Deum laudamus perché so che mi illuminerai quando arriveremo alle elezioni. Questa volta non c’è un partito che mi convinca, non c’è un politico che mi susciti più di una minima sopportazione. E mi dispiace per il Berlusca, ma non lo voto più. Te Deum laudamus ma migliora i tifosi italiani, sono i peggiori del mondo. Tutti soloni, tutti convinti di capire di calcio, tutti cattivi.

Te Deum laudamus perché non sono come quei mediocri che intasano la rete con i loro pensieri piccoli, con i loro insulti, con le piccole vigliaccherie. Te Deum laudamus perché non mi indigno, come questa massa di coglioni, per l’aereo privato della famiglia Icardi, per Morandi che va a fare la spesa la domenica o per il maglioncino dell’ex first sciura Renzi. Che moralismo d’accatto. Te Deum laudamus, perché non mi hai fatto spendere una parola sull’Inter, così nessuno s’è offeso e passiamo sereni le feste di fine anno.

Te Deum laudamus, proteggi tutti noi, sostieni questo foglio dove scrivo da tanti anni e i ragazzi (e meno ragazzi) che ci lavorano. Certo, ogni tanto prendono delle cantonate (vedi referendum) ma non sono cattivi. Se sopportano me e quel vecchio bastardo di Fred Perri (più lui) si meritano un po’ di bene. Amen.

Foto Ansa/Ap

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