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Tavolazzi: «Chi mi attacca dal blog di Grillo indebolisce il Movimento»

maggio 25, 2012 Chiara Sirianni

Intervista a Valentino Tavolazzi, consigliere a Ferrara già “epurato” dal M5S ma contattato dal neosindaco di Parma per fare il direttore generale: «Svolgerò due ruoli». In barba allo statuto grillino.

Dopo aver conquistato il Comune di Parma, Beppe Grillo sembrava galvanizzato: «Dopo Stalingrado ora ci aspetta Berlino!» A stretto giro, però, sono seguiti gli attriti col neosindaco grillino, Federico Pizzarotti. Una tensione esplosa nel giro di pochi giorni, con un post sul blog del comico genovese: «Ho saputo soltanto ieri sera dell’auto-candidatura (appoggiata da un consigliere del M5S dell’Emilia Romagna) di Valentino Tavolazzi di Progetto per Ferrara a cui è stato inibito l’uso congiunto del suo simbolo con quello del M5S qualche mese fa. Ovviamente è una scelta impossibile, incompatibile e ingestibile politicamente. Mi meraviglio che Tavolazzi si ripresenti ancora sulla scena per spaccare il M5S e che trovi pure il consenso di un consigliere». Tavolazzi era stato espulso mesi fa per avere partecipato a un meeting a Rimini in cui si auspicava una maggiore trasparenza nel M5S. Pizzarotti, però, non ha ceduto. Ha smentito l’auto-candidatura e ha spiegato di avere offerto il posto di direttore generale a Tavolazzi, in quanto «persona di provata capacità e assoluta fiducia. Il Comune di Parma ha bisogno di poter contate su persone che abbiano già dato prova di grande professionalità in ambito amministrativo». Se Pizzarotti dovesse procedere in questa direzione, Beppe Grillo finirebbe per levare il simbolo del Movimento a Parma, come è già accaduto per Cento? Insomma, il Movimento Cinque Stelle è alle prese con le prime prove di democrazia interna. E non sembra uscirne particolarmente bene.

Tavolazzi, Perché tanto astio nei suoi confronti?
Probabilmente per giustificare la scelta, sbagliata, che è stata fatta su Ferrara. Su di me si dicono falsità. Non ho organizzato il convegno di Rimini, mi sono limitato a partecipare. Non facevo parte della chat di consiglieri, che è finita sul blog di Beppe Grillo suscitando tanto scandalo. Non mi sono auto-candidato ad alcun incarico a Parma. Semplicemente, Federico mi ha chiesto se ero disponibile al ruolo di direttore generale. E io ho risposto di sì.

Lei è già consigliere comunale a Ferrara e secondo gli ideali del M5S non può occupare due cariche contemporaneamente. Cosa dice il “non statuto”? 
Si tratta di un falso problema, perché si tratterebbe di un ruolo tecnico, e non politico. Inoltre, nell’ipotesi in cui i due ruoli non potessero essere svolti contemporaneamente, lascerei la posizione di consigliere.

I suoi rapporti con Beppe Grillo non si erano distesi?
Mi ha chiamato qualche mese fa, per confermarmi la sua amicizia. E difatti non riconosco Beppe in quel post bugiardo.

Però la testata recita “Il Blog di Beppe Grillo”. 
Ma non tutti i post li scrive lui. Io posso dire che dallo stile, da come è impostato, dubito fortemente che sia farina del suo sacco. Inoltre c’è un’azione di delegittimazione, oltre che nei miei confronti, di Federico Pizzarotti. Che è sindaco, e ha tutti i diritti di prendere decisioni in autonomia.

E chi li scrive allora?
Lo staff, da cui provengono spinte incomprensibili, che spesso non riesco a capire, e non sono il solo. Il dissenso interno è sacrosanto, ma lo si può esprimere in molti modi. Non c’è bisogno di farlo pubblicamente, su un blog popolare. Perché a quel punto diventa un problema mediaticamente. Io, Progetto per Ferrara e il gruppo M5S di Cento fino a prova contraria facciamo parte del Movimento. E nessun post di nessun blog può modificare questa realtà.

Dire “Staff” è piuttosto generico: di chi si tratta?
Rispondo ricordando che il Movimento non è un simbolo. È carne e ossa, cervello e impegno di chi ci crede e di chi ci lavora con spirito di servizio. Non è proprietà di nessuno. Nemmeno della Casaleggio Associati.

In molti pensano che Gianroberto Casaleggio sia il vero “uomo ombra” del Movimento.
Io voglio solo dire che i post come questi ci danneggiano. Indeboliscono la nostra credibilità. Sminuiscono la vittoria di Parma, e tutti quelli che hanno lavorato sodo per contribuire al successo del M5S e di queste elezioni.

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