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Tarquinio (Avvenire) le suona a Augias (Repubblica): «La disinformazione è peccato. Anche per i laici»

marzo 29, 2014 Redazione

Il direttore del quotidiano cattolico rovescia una clamorosa panzana inventata dal collega “laico” per giustificare l’ennesima predica anti-Chiesa

chiesa-augias-repubblica-tarquinioIl direttore di Avvenire Marco Tarquinio (foto in basso) nella rubrica delle lettere di oggi le suona di santa ragione a Corrado Augias – che è a sua volta tenutario di uno spazio dedicato ai lettori, ma su Repubblica – ricordandogli che «la disinformazione è peccato, anche laico».

LA STORIELLA ANONIMA. Tarquinio risponde alle segnalazioni di due lettori, che si dicono entrambi interdetti per i contenuti faziosi del botta e risposta tra una signora romana coperta da anonimato e il succitato Augias, pubblicato su Repubblica giovedì 27 marzo, nel giorno in cui il quotidiano di De Benedetti inaugurava il proprio restyling grafico. Nello scambio in questione, l’ignota signora racconta di aver detto al suo parroco di avere subìto l’asportazione dell’utero e che quello le avrebbe risposto: «Eh, adesso non potrai più crearti una famiglia, né sposarti». La cosa ovviamente è poco probabile, visto che per la Chiesa – osserva il lettore di Avvenire Corrado Marucci – «la sterilità sia dell’uomo sia della donna non costituisce impedimento per le nozze, come esplicitamente dichiara il canone 1084 par. 3 del vigente Diritto canonico».

IL PRECETTO BUFALA. Numero del canone a parte, Marucci ricorda una cosa che sanno tutti. O meglio, tutti tranne Augias. Il quale su Repubblica invece accredita la ricostruzione della donna e ne approfitta per criticare un inesistente «precetto» cattolico in basa al quale «l’atto sessuale è consentito solo se destinato alla procreazione». Precetto (inventato) che agli occhi del laico intellettuale appare «parecchio logoro se posso giudicare dagli atteggiamenti notturni dei giovani papa-boys (and girls) ai tempi dei grandi raduni sui prati con i sacchi a pelo». Ma perché mai uno come Augias dovrebbe perdere tempo a immaginare fantasiosi precetti cattolici che non stanno né in cielo né in terra? Ma è ovvio: per potersela prendere con quella «parte di clero che resiste» al progresso repubblicone, per esempio «il capo dei vescovi italiani Angelo Bagnasco che si scaglia contro l’educazione anti-omofobica nella scuola».

«OSTILE E GROSSOLANO». Augias, nota con amarezza Tarquinio, «un è collega esperto, colto e raffinato, ma sulle questioni “cattoliche” alterna ormai da tempo una interessante e acuta curiosità a una ben più frequente e tenace propensione all’affondo ostile e al luogo comune denigratorio e persino grossolano». Il direttore di Avvenire la chiama esplicitamente «disinformazione», e in sostanza è bel mix di «inconsistenza – diciamo così – “legale”» e di malizia. In effetti si fa «davvero fatica a immaginare un parroco che (…) in un colpo solo riesce a contrastare radicalmente non solo con la gentilezza umana e l’amore cristiano, ma proprio con le “regole” della Chiesa». E oltre a essere «un “quadretto” troppo brutto» per sembrare vero a Tarquinio, sembra anche troppo bello per le tesi di Augias, ispirato come appare essere alle solite «tristi caricature di un sacerdote ignorante e insensibile e di vescovi-giudici feroci, caricature che capovolgono totalmente ciò che la Chiesa è e fa ogni giorno tra la gente e per la gente».

MA CHE BEL «NUOVO INIZIO». È un peccato, commenta il direttore di Avvenire, «che Augias non si limiti a dare una propria libera e legittima opinione» ma piuttosto «scelga di costruire il suo ragionamento sulla base di una palese falsità», oltretutto sfruttata per costruire una «mirata polemica» contro Bagnasco. Infine Tarquinio aggiunge «un’ultima cosa: è curioso che questa sciatta intemerata anti-cattolica sia riapparsa su Repubblica nel giorno – uso la bella immagine scelta dal suo direttore Ezio Mauro – di un “nuovo inizio” grafico e contenutistico. Quelle pagine hanno visto, anche di recente, ben altri dialoghi, tra credenti e non credenti. Ma, evidentemente, Augias su certi temi preferisce ascoltare soprattutto se stesso, preferendo capire, spiegare e far circolare soltanto ciò che gli fa comodo. E questo, anche per un laico, è un vero peccato».

 

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22 Commenti

  1. Cisco says:

    Come già avevo sostenuto, Augias e’ un fenomeno da baraccone. Tarquinio e’ fin troppo buono a definirlo “esperto, colto e raffinato”, quando l’ignoranza raggiunge vette del tipo “l’atto sessuale è consentito solo se destinato alla procreazione”. Anche volendo, come si fa secondo logica a essere sicuri che un atto sessuale sia procreativo? Ridicolo.

  2. gionni says:

    Cisco, non mi sembri molto brillante. E’ ovvio che nessuno, mentre copula, può sapere cosa poi succederà. La questione è semmai se sia lecito fare all’ amore senza dover necessariamente sperare nel concepimento.

    Suggerirei a Tempi di titolare meglio l’ articolo. “La disinformazione è peccato anche per i Cattolici”.

    • Cisco says:

      Gionni infatti la mia era una provocazione, e infatti ho sottolineato l’ignoranza e la disinformazione di Augias al proposito, come ha già ben fatto Tarquinio. Per il resto la disinformazione e’ un peccato per tutti anche quelli come te, talmente poco brillanti da non aver colto che, proprio nel titolo criticato, si dice “anche” per i laici. Quindi “anche” per i cattolici.

    • Lela says:

      Certo che è lecito. Sostenere il contrario è ignoranza o malafede.

    • Informatevi says:

      Il punto non è sperare nel concepimento: la Chiesa non condanna la gioiosa intimità dei coniugi.
      Il punto è non escludere il concepimento a priori.
      E se proprio lo vuoi escludere la Chiesa ti dice di farti il conto e di escludere i rapporti sessuali nei giorni fertili.

  3. Fael says:

    Per chi vuole schiarirsi l’ idee consiglio la lettura di questo articolo e sopra tutto i commenti.
    http://www.uccronline.it/2013/12/12/i-miti-e-la-realta-sulla-regolamentazione-naturale-della-fertilita/

  4. domenico b. says:

    E’ curioso anche che un cretino dica delle falsità e trovi tanta gente pronta a bere tutto quello che dice senza usare un minimo di cervello, come stanno dimostrando alcuni nostri amici, Filomena, riequilibrio, ecc.

  5. gianluca s. says:

    Restyling di Repubblica? Il lupo perde il pelo, non il vizio..
    Vizio, disposizione sistematica – come nel caso di Augias – a contar fandonie.
    Che cosa pretendiamo, visto l’illustre maestro, il fondatore, capace di affermare in un editoriale che ” Papa Francesco ha abolito il peccato”? il quel caso, Ezio Mauro avrebbe dovuto pietosamente relegare l’articolo di Scalfari nelle pagine interne.
    Augias e’ in linea; perche’ perder tempo a documentarsi sulla dottrina cattolica? Quanto durerebbe, un Augias nelle pagine di economia, con questa professionalità?

    • Controcorrente says:

      Ferrara le suona al Papa
      Oggi l’elefantino sul Foglio ( un giornale non fazioso) ha paragonato Papa Francesco dopo il discorso di due giorni fa ai politici a Lutero e nessuno a scritto nulla.

      Forse si sta preparando un’ altra raccolta di firme?

      • filomena says:

        Il foglio sarebbe un giornale non fazioso? Con Ferrara che si è presentato alle elezioni con una lista contro l’aborto e raccoglieva firme sulla moratoria contro l’aborto?
        Ma avete mai letto i suoi editoriali contro la Bonino? Una vergogna

        • Fran'cesco says:

          Non li ho letti, ma lamentarsi degli editoriali su una delinquente (rea “confessa”) mai condannata…

          • Controcorrente says:

            Il mio non fazioso era ironico.
            Ferrara da ex comunista deve trovare un nemico per poter scrivere qualcosa adesso è il Papa ( che piace troppo ).
            Sulla Bonino io ho una idea ben precisa. E’ per la MORTE (aborto eutanasia ) pur facendo le battaglie contro la pena di morte.

        • Grillo Parlante says:

          Una “vergogna” è praticare aborti con la pompa della bicicletta!

    • beppe says:

      se il lupo perde il pelo, è possibile anche che abbia preso l’aids.

  6. leo aletti says:

    anche per il direttore di Avvenire la disinformazione è peccato. Ho scritto talvolta al direttore del quotidiano cattolico, sono sempre stato censurato.

    • leo aletti says:

      Tutti i giornali sono di parte soprattutto quelli che si dicono indipendenti.

      • Fran'cesco says:

        Scegliere di pubblicare solo una su mille lettere ricevute la chiami disinformazione?
        Avvenire e’ sicuramente di parte ma non fa disinformazione. Quali giornali parlano di argomenti scomodi che nessun’altro tira fuori? Chi ha denunciato la terra dei fuochi? Chi ci ricorda ogni giorno dei massacri nel mondo che passano sotto silenzio da Repubblica/Corriere etc?

  7. Marta says:

    Certo se la signora avesse avuto un reale problema di fede e fosse esistita secondo voi sarebbe ricorsa a “padre augias”? Ma per favore!

  8. Marta says:

    Certo se la signora avesse avuto un reale problema di fede e fosse esistita secondo voi sarebbe ricorsa a “padre augias”?

  9. Gerry says:

    Repubblica da molti anni è diventato ormai l’organo di informazione del PD (scavalcando L’Unità), quindi nessuno si sorprenda per la lotta alla Chiesa che quotidianamente mette in atto.

  10. moreno says:

    Togiatti, il matrimonio viene riconosciuto non valido se uno dei coniugi,pur non essendo sterile,non desidera avere figli.Ma l’essere sterili non é motivo valido per avere il cosidetto annullamento.

  11. VivalItalia says:

    Che “Filomena” ogni tanto fosse n’uomo sera capito già da mo… che de cognome facesse Augias l’abbiamo scoperto con sto articolo. .

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