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Sylvester Stallone, un attore duro a morire

maggio 3, 2012 Paola D'Antuono

Il brivido dell’azione per alcuni attori è una questione genetica. Non puoi farci niente, nonostante le cicatrici, gli acciacchi dell’età, l’avanzare di aiutanti promesse del cinema pieni di muscoli e dalla bellezza statuaria: un attore di action movie sarà sempre un duro pronto a fare qualsiasi cosa davanti alla macchina da presa. Per informazioni leggere […]

Il brivido dell’azione per alcuni attori è una questione genetica. Non puoi farci niente, nonostante le cicatrici, gli acciacchi dell’età, l’avanzare di aiutanti promesse del cinema pieni di muscoli e dalla bellezza statuaria: un attore di action movie sarà sempre un duro pronto a fare qualsiasi cosa davanti alla macchina da presa. Per informazioni leggere alla voce Sylvester Stallone. L’italo-americano non ha nessuna intenzione di fare la fine di un vecchio attore gagliardo ripiegato su stupide commedie americane o improbabili thriller di serie Z. Se B-movie dev’essere, che almeno sia con un personaggio cult, che ha segnato la storia del glorioso cinema d’azione degli anni 80-90, e che possibilmente mostri agli spettatori paganti che a 65 anni suonati il meglio deve ancora venire.

E così, nonostante il giuramento (“Non vestirò più i panni di Rambo”), dopo l’ultimo episodio girato nel 2008 (John Rambo), il buon Sly non ha resistito alla tentazione ed è pronto a indossare nuovamente i panni dell’ex berretto verde reduce dalla guerra del Vietnam. «Ci sarà un tripudio di gloria con un finale eroico», ha detto l’attore di origini italiane, che sta già lavorando al soggetto per l’episodio numero 5 della saga. E pensare che il plasticoso Stallone ha appena finito di girare il sequel del fortunato The Expandables – I mercenari, sparatutto togli fiato con i grandi attori del cinema action di ieri e di oggi. Nel primo, di cui era regista e sceneggiatore, era riuscito nell’impresa di riunire Jason Statham, Dolph Lundgren, Jet Li, Mickey Rourke, Bruce Willis ed Eric Roberts sotto lo stesso film. Il sequel, che nasce sempre da un suo soggetto, vedrà, tra gli altri, tre autentici mostri sacri affiancare l’inossidabile Stallone: Chuck Norris, Arnold Schwarzenegger e Jean-Claude Van Damme. Tutti uomini possenti, cattivi e muscolosi che non hanno nessuna intenzione di passare per pensionati ansiosi di svernare nella calda Florida.

Stessa cosa deve aver pensato Tom Cruise, che da un po’ di anni vedeva la sua fama in clamorosa picchiata. Al bell’attore è bastato rivestire i panni dello spericolato agente Ethan Hunt per tornare definitivamente in auge. Mission Impossible – Protocollo fantasma, ha fatto registrare ottimi incassi nei botteghini di tutto il mondo e ha restituito al suo cinquantenne protagonista tutto il suo fascino, peraltro rimasto intatto. Il signor Cruise, per dimostrare al mondo di essere ancora paurosamente in forma, ha rifiutato controfigure e stuntman di ogni tipo e ha affrontato ogni scena senza sprezzo del pericolo, esaltando i suoi vecchi fan e facendo innamorare dei suoi invidiabili muscoli persino le ragazzine amanti degli addominali disegnati del vampiro Edward Cullen. Ne hai di strada da fare, Robert Pattinson.

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