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Svizzera, referendum sul reddito di base “incondizionato” da 2 mila euro lordi per tutti. Una sola condizione: essere vivi

novembre 12, 2013 Leone Grotti

Il voto si terrà nel 2015 o 2016. E sancisce il «diritto al non lavoro» o, detto altrimenti, «all’esistenza in dignità indipendentemente dall’attivista svolta o non svolta»

Il “reddito di cittadinanza” proposta dai grillini in Italia impallidisce di fronte alla proposta su cui i cittadini svizzeri dovranno pronunciarsi con un referendum propositivo: un reddito pagato dallo Stato a ogni cittadino tutti i mesi a prescindere sia dalle sue condizioni economiche sia dalla sua situazione lavorativa. Un reddito minimo “incondizionato” a vita, insomma, che il New York Times ha commentato così: «La proposta svizzera di pagare le persone per il fatto di essere vive».

«DIRITTO AL NON LAVORO». Gli organizzatori dell’iniziativa popolare, denominata “Per un reddito di base incondizionato”, hanno raccolto 126 mila firme valide, più delle 100 mila necessarie per convalidare la proposta, e secondo quanto riportato da TMNews la popolazione si dovrà esprimere in materia nel 2015 0 2016. Se passerà, l’Assemblea federale svizzera sarà costretto a legiferare. Secondo uno degli organizzatori, il professore di scienze politiche all’Università di Zurigo e deputato del Partito socialista svizzero Nenad Stojanovic, «mentre spesso si parla di diritto al lavoro, qui invece si stabilirebbe il diritto al non lavoro: il diritto all’esistenza in dignità indipendentemente dall’attivista svolta o non svolta».
La proposta è quella di fissare il reddito, che percepirebbero tutti gli svizzeri maggiori di 18 anni, a una somma pari a 2.500 franchi al mese, circa 2 mila euro lordi. Una cifra non stratosferica se paragonata al costo della vita in Svizzera, dove la retta mensile di un asilo nido pubblico costa mille euro, e al salario medio che è pari a 6 mila euro lordi.

220 MILIARDI DI EURO L’ANNO. Il reddito minimo incondizionato, una sorta di diritto economico fondamentale, sarebbe per Stojanovic «una vera rivoluzione». Ma a quale prezzo? Se la proposta degli organizzatori passasse così com’è, ogni anno lo Stato dovrebbe sborsare 220 miliardi di euro, quasi la metà del Pil della Svizzera, che ammonta a 471 miliardi. La proposta potrebbe però non essere così assurda perché il reddito di base andrebbe a sostituirsi a tutti gli altri redditi.
Scrive TMNews: «Ad esempio chi percepisce un salario dalla sua impresa di 6.000 euro lordi al mese continuerebbe a ricevere quella cifra, ma l’azienda ne verserebbe solo 3.500 euro. Chi ha una pensione da 4.000 euro otterrebbe solo 1.500 euro. Il resto dalle casse della Confederazione. Ovviamente se uno dovesse perdere il lavoro continuerebbe a percepire i 2.500 franchi di base, secondo la proposta dei promotori».

SCETTICISMO. Secondo i promotori, dal momento che questo reddito andrebbe a sostituire anche tutte le forme di sovvenzioni, assistenza sociale o pensioni, la Confederazione ridurrebbe la spesa pubblica in modo drastico a circa 10 miliardi, 30 al massimo. Nel testo del referendum, però, non sarà indicata la cifra del reddito minimo, che in caso di approvazione sarà stabilita dal Parlamento. Contrariamente a quanto si possa pensare, sono in molti ad essersi schierati contro la proposta, sindacati compresi: si teme infatti che il lavoro possa essere disincentivato e le pensioni abolite.

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4 Commenti

  1. Mappo scrive:

    Io voterò sicuramente contro questa proposta assurda che fa il paio con quella altrettanto assurda e periodicamente riproposta di abolire l’esercito.

  2. The Gabs scrive:

    Mah….Speriamo che gli Svizzeri non si rincitrulliscano del tutto. Io non verserei un ghello per pagare il diritto al non-lavoro. Anzi…

  3. Antonio scrive:

    il reddito di cittadinanza è un’aberrazione come poche altre. Si pensi a creare lavoro invece di stanziare soldi per regalare salari e stipendi per…non lavorare! Senza contare le orde di immigrati di infimo livello e qualifiche e valore nullo che si precipiterebbero nei Paesi dove tale scelleratezza dovesse venire approvata solo per pretendere tale benefit. Sarebbe invasione peggio di adesso.

  4. ILITHYA scrive:

    Sembra una proposta assurda. Ma non lo è, perché nelle attuali condizioni tecnologiche il lavoro umano non qualificato è sempre meno necessario. Molte persone in futuro dovranno avere un reddito per il solo fatto di esistere, a prescindere dalla prestazione di una attività lavorativa, perché esistono molti più esseri umani di quanti ne siano necessari per svolgere le funzioni lavorative richieste dall’organizzazione economica. E poi non siete voi a sostenere che la vita è un dovere supremo, sottratto ad ogni libertà di scelta? Pertanto una indennità di funzione non ci starebbe male. Con tutto il denaro che si butta via in elemosine e beneficenza, sia con le donazioni fatte dai ricchi alle istituzioni di carità (se li destinassero invece ad un apposito fondo pubblico), sia con il denaro dei contribuenti versato alla Chiesa con l’8% si potrebbe benissimo finanziare un reddito di cittadinanza. In modo che le persone più svantaggiate invece di andare ad elemosinare pasti e beni in natura, abbiano un piccolo reddito da gestirsi in maniera autonoma, con maggiore dignità e indipendenza individuale.

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