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Suor Cristina Acquistapace al convegno nazionale per la vita

aprile 26, 2014 Benedetta Frigerio

Storia di una religiosa con un cromosoma in più e che non ha timore di dire: «Se nascevo nel 2000 l’amniocentesi mi fregava»

Il 3 maggio si svolgerà a Roma un convegno (“Dai una chance ad ogni vita”) in preparazione alla Marcia nazionale per la vita

Fra le persone che parleranno al grande convegno nazionale per la vita del 3 maggio 2014, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, a Roma, c’è anche Cristina. Cristina è una che a sentir dire che i bambini malati andrebbero abortiti risponde che «la gente spesso parla solo perché ha la bocca, medici compresi». Non è l’unica a sostenerlo, ma le sue parole hanno una forza incomparabile perché Cristina è affetta dalla sindrome di Down.

Se poi le racconti che proprio il giorno prima hai sentito qualcuno dare del nazista a chi sostiene che i malati sono un costo sociale ride, perché «quando ci vuole ci vuole, bisogna dire le cose come stanno». Anche se poi ti danno dell’integralista? «Mi pare di aver sentito dire che talebani sono quelli che uccidono le persone, non quelli che le difendono». Elementare. Ma poi la ragazza taglia corto, «perché quanti parlano in questo modo sono dei poveretti». Cristina, però, vuole dire la sua anche a chi è convinto che le donne devono essere libere di scegliere: «Libere di farsi del male? Questo è lasciarle sole! Risponderanno! Perciò non le giudico io, ma prego molto per loro, per quanto soffriranno e per il dono che si perdono». È così che Cristina ha messo al tappeto platee di giovani e persino di sacerdoti raccontando la sua storia in giro per l’Italia.

Cristina ha 41 anni, ma il cuore è quello di una bambina. A farla diventar famosa, però, fu un’altra delle sue caratteristiche: l’astuzia intelligente con cui colpì al centro l’olocausto moderno: l’aborto. «Se nascevo nel 2000 l’amniocentesi mi fregava», disse intervistata dalla trasmissione televisiva “A sua immagine”. Cristina è una che la vita potrebbe difenderla solo perché c’è. La forza contagiosa di questa donna, che ha scelto di offrire la sua vita a Cristo come suora laica, la si comprenderebbe solo standole vicini. Ma lei ha deciso che non bastava dire la bellezza della vita solo a chi le viveva accanto e invitata ha accettato di cominciare a girare l’Italia per «contagiare», come dice lei «i giovani già vecchi e le persone stanche».

Eppure la sua esistenza, sostenuta da una famiglia tenace, non è mai stata facile. Da bimba ha subìto discriminazioni, ha poi assaggiato l’incomprensione e ora soffre anche fisicamente. Eppure quando parla i suoi occhi sono pieni di stupore. E sa spiegare anche perché. Per Cristina la sofferenza è parte incancellabile, anzi utile, della vita. «È questo che molti non capiscono», come ripete spesso nelle sue testimonianze. «Troppi vivono anestetizzati per non sentirla, ma così non si permette nemmeno alla gioia di entrare». Questa è la ragione per cui, secondo Cristina, nel mondo d’oggi mancano veri adulti, madri e padri: «Se si evita continuamente il dolore si rimane eterni adolescenti, anziché fortificarsi», disse durante una testimonianza.

Ma questa giovane suora non parla soltanto, fa di più «educo come mia madre ha sempre fatto con me, non risparmiandomi mai nulla». Così scelse di lavorare in un asilo, mentre ora che la salute è più cagionevole aiuta tanti giovani che la cercano per chiederle consigli. Due di questi sono come figli acquisiti che la famiglia della ragazza ha accolto con sé. Per questo Cristina ha detto anche di sentirsi come una vera madre, «anche se non biologica: sono una donna realizzata a cui non è mai mancato nulla».

da Notizie pro vita

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12 Commenti

  1. filomena scrive:

    Per una volta potreste pubblicare qualche articolo meno mortificante. La vita non può essere fatta solo di lacrime e dolore che secondo voi dovremmo trasformare in una pseudo gioia finalizzata a diventare adulti (frustrati) perché allora forse non vale la pena di vivere se questo significa solo soffrire.

    • Sulla sofferenza scrive:

      La vita è fatta di gioie e dolori.
      Ma se non ti capita mai di attraversare difficoltà, non potrai mai andare alla radice delle cose, non potrai mai dare agli altri la possibilità di mostrarti tutto il loro sostegno e non potrai mai capire la difficoltà degli altri ed essere loro vicina.
      Nessuno desidera soffrire, ma è quando soffri che certe volte cresci e riscopri ciò che è veramente importante e riconosci chi ti è veramente amico.
      Certo, si può sempre decidere di fuggire, odiare, far le vittime e non ricambiare mai con un po’ di “grazie” il bene ricevuto.

    • domenico b. scrive:

      Filomena, per una volta potresti usare un pò di buon senso ed evitare di buttare fango sulla vita di una persona? Che tra l’altro si sente felice nonostante le tue stupide e schifose ideologie? Quelli come te l’avrebbero ammazzata…Ti dispiace, vero, che invece sia nata e dia una testimonianza forte e vera?
      Ti dispiace che ci siano delle persone che vogliono bene a questa suora e la ringraziano per le sue parole?
      Mi dispiace, Filomena, le tue parole finiranno nel cesso.
      Le parole di suor Cristina porteranno sempre buoni frutti.

      • filomena scrive:

        Le mie parole non erano dirette alla suora che merita rispetto come ogni altra persona. Io mi riferivo al tenore degli articoli in generale e al messaggio che a prescindere dall’argomento trasmettono. E’ vero che le situazioni difficili fanno maturare ma se incontri solo dolori diventerai anche prima adulto ma un adulto frustrato. Per quanto riguarda gli insulti gratuiti che sembrano essere la tua unica modalità di espressione non ci sono commenti. Se questo significa diventare buoni cattolici maturi è meglio non crescere mai. E bada bene questo con la protagonista dell’articolo non c’entra nulla perché sono sicura che non si esprimerebbe mai come fai abitualmente tu.

        • domenico b. scrive:

          anche le mie parole, cara filomena, non sono dirette a te, ma alle tue ideologie, tra le quali quelle che vogliono impedire alle persone di nascere e vivere la propria vita.
          Le parole che esprimono tale ideologia finiranno nel cesso, perchè la Vita è più forte della morte, e visto che tu ti ispiri a questa ideologia, quando parli cerca poi di tirare l’acqua, perchè la puzza si sente lontano.
          P.S. se a leggere questi articoli pensi di diventare un adulto frustrato dalla sofferenza, basta che non li leggi, o te l’ha ordinato il medico?

    • giovanni scrive:

      Cara filomena , sullo schermo in alto a destra se guardi attentamente, c’è un rettangolino rosso con al centro una X bianca, sposta il cursore sul rettangolino e fai clik, come per magia gli articoli mortificanti di Tempi spariranno!!! Cosi potrai godere senza ombre la tua vita di gioia e gayezza!!

    • beppe scrive:

      cara filomena, ti ricordo che ci sono anche gli psichiatri della mutua, gratis ( o quasi).

  2. filomena scrive:

    Discutere della felicità che si può cercare nella vita, in questa vita visto che é l’unica di cui si ha certezza, forse potrebbe essere più positivo invece di parlare di morte e bambini mai nati. Era questo il messaggio che evidentemente non é stato percepito.

    • giovanni scrive:

      Si dai , adesso facciamo una bella discussione su come e dove cercare la felicità, ma che ce frega dei morti e dei bambini mai nati! Sono certo che se ci pensiamo tanto tanto, ma veramente tanto, riusciremo ha trovare la felicità!!…….Un par de balle, che cercare la felicità, è una caccia al tesoro?

    • domenico b. scrive:

      Sì, filomena, discutiamo pure della felicità di cui possiamo godere in questa vita, l’unica di cui abbiamo certezza noi e tutti quelli ai quali abbiamo impedito di nascere ( avevano solo questa possibilità, sai?), e intanto che discutiamo mettiamo un paio di bambini abortiti sul fuoco per scaldarci, visto che oggi piove, magari abortiti solo perchè erano femmine, o solo perchè avevano qualche piccolissima malformazione.
      Evitiamo di parlare della morte causata a questi bambini anche dal modo in cui noi diffondiamo le nostre idee, perchè questo ci fa diventare adulti tristi e frustrati… Per essere felici basta chiudere porte e finestre e dedicarci solo alle cose che ci fanno godere, se qualcuno suona alla porta basta far finta di non essere in casa e non aprire, e aggiungere un altro paio di feti sul caminetto…
      Il messaggio che tu hai percepito benissimo è il mio schifo per queste ideologie e per quelli che le portano avanti, non certo per te, che sei solo un’anima gentile che cerca la felicità

  3. Antonio scrive:

    Condivido in parte le osservazioni di Filomena e non ritengo che meriti le accuse che le son state rivolte.
    Sul fatto che le persone non debbano essere discriminate a cominciare dal risoetto del diritto alla vita sulla base del corredo cromosomico non ci piove. Tuttavia se un giorno fosse possibile correggere questa sindrome non credo che equivarrebbe a privarsi della gioia o interferire con un misterioso disegno di sofferenza salvifica.

    • giovanna scrive:

      Scusa, Antonio, te la suoni e te la canti: chi ha mai detto le assurdità che dici tu? Forse c’è traccia in tutto l’articolo di una ricerca della sofferenza fine a se stessa ? Anzi il cristiano è quello che più si impegna nell’alleviarla, con il duro lavoro , con l’accoglienza, con la partecipazione emotiva e concreta e anche con la ricerca scientifica.
      Ma comunque il dolore c’è e negarlo, come vorrebbe Filomena e anche tu, se ti dichiari d’accordo , è inutile, foriero di dolore maggiore e disumanità assortite.
      Nel caso di questa splendida creatura, che dà gioia agli altri e vive serena la sua condizione, che si sarebbe dovuto fare per negare il dolore, se non eliminarla ? O rinchiuderla, per non mostrarne i limiti alle anime belle che inseguono il godimento nella vita ?
      La cosa più evidente in tutto questo, è che le persone che accettano la sofferenza alla fine sono incomparabilmente più felici ,e realizzate umanamente ,rispetto a chi la fugge, o , meglio, teorizza di fuggirla a tutti i costi, a spese altrui poi.
      Comunque, aggiungo che l’unico bagliore di umanità, in tutti i ciclostilati con cui ci inonda, in Filomena si avverte proprio quando si trova davanti alla ricerca della felicità. Tema che magari per lei, nel suo ambito, è tabù. Intendo la vera felicità, che comprende anche la sofferenza.

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