Google+

La strage di Viareggio e il rischio dell’automatismo sulla “responsabilità oggettiva”

febbraio 2, 2017 Emanuele Boffi

L’attenzione mediatica si è concentrata sulla condanna dell’ad Moretti. Ma vi sono alcuni aspetti della sentenza che vanno messi un po’ in luce

strage-viareggio-motivazione-condanna-moretti-fatto-quotidiano

AGGIORNAMENTO DEL 3 AGOSTO 2017 – Mercoledì 2 agosto sono state rese note le motivazioni della condanna in primo grado all’ex amministratore delegato di Rfi Mauro Moretti (insieme ad altre 22 persone) per il disastro ferroviario che il 29 giugno 2009 causò 32 morti nella stazione di Viareggio. Sono oltre mille pagine che consentono al Fatto quotidiano di titolare questa mattina “‘Moretti era il capo di Rfi’. La strage di Viareggio è sua”. Tuttavia, dalla lettura delle cronache, restano irrisolte le perplessità espresse da Tempi nel commento che segue in merito all’interpretazione data dai giudici al concetto di “responsabilità oggettiva”. 

* * *

Ci sarà tempo e modo per leggere le motivazioni della sentenza con cui il tribunale di Lucca ha condannato in primo grado 23 persone e 8 società per la strage di Viareggio. Fra tre mesi avremo le idee più chiare e potremo capire quali siano stati i ragionamenti con cui i giudici hanno deciso di punire i responsabili del deragliamento del treno che il 29 giugno 2009 causò la morte di 32 persone.

Fatto salvo il dolore dei parenti delle vittime, che legittimamente e comprensibilmente chiedono giustizia, bisogna però anche domandarsi in base a quali fatti i giudici abbiano determinato le responsabilità specifiche dei condannati. Leggendo ieri i quotidiani questo aspetto non sembrava, se non a sprazzi, messo in luce.

Il processo aveva 41 imputati (33 persone singole e 8 società) che erano sotto accusa, a vario titolo, per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, incendio e lesioni colpose. Come detto, vi sono state condanne per 23 di essi e 10 assoluzioni. La procura aveva chiesto pene per un totale di 260 anni di reclusione e ne sono stati inflitti 168. Il processo è durato più di sette anni e sono state necessarie 140 udienze. Solo in base a questi semplici dati si può notare come non sia stato così semplice arrivare a sentenza e come le cose, a differenza di quanto fanno intendere gli strepiti grillini sulla «strage di Stato», non siano poi così facili da appurare.

Il nome su cui si è concentrata l’attenzione mediatica è quello di Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie dello Stato, ora ad di Leonardo (Finmeccanica). Per lui erano stati chiesti 16 anni, mentre la condanna è di 7 e riguarda solo il suo incarico di ad in Rfi (Rete ferroviaria italiana) e non il suo ruolo in Fs.

Nel dispositivo della sentenza si fa riferimento alla sua “responsabilità oggettiva” nel disastro. Ma va fatto notare – e questa sarà un’arma nelle mani della difesa nel processo d’appello – che Moretti si dimise da ad di Rfi tre anni prima del disastro. Il problema, dunque, sta tutto nell’interpretazione che si dà alla “responsabilità oggettiva”.

Ieri sul Corriere della Sera l’avvocato Giulia Bongiorno ha fatto notare che «la legge 231 introdotta nel 2001 e applicata dalle procure a macchia di leopardo, è una forma di responsabilità che ricade sulle società per le condotte assunte dai vertici. C’è chi la considera oggettiva perché la società deve dimostrare che i modelli organizzativi erano idonei», ma è anche vero che «di assoluzioni dopo le accuse ne abbiamo viste tante».

Lo stesso avvocato di Moretti, Armando D’Apote, di cui ieri tutti i quotidiani hanno riportato le parole sul processo «scandaloso» e intriso di «populismo», ha, in verità, fatto una dichiarazione più interessante quando ha notato che la sentenza ha «completamente ribaltato l’impianto accusatorio» che indicava in Moretti il dominus incontrastato del gruppo.

L’automatismo secondo cui un disastro in un’azienda indica necessariamente una “responsabilità oggettiva” del suo vertice apicale è, appunto, un automatismo. Che può essere fuorviante se non si circostanziano esattamente le inadempienze personali dell’accusato. Il rischio è di individuare un capro espiatorio, ma di non fare giustizia, innanzitutto per le vittime e i loro cari.

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Opel torna nel segmento delle SUV medie. E lo fa sbattendo la porta con tanta forza da far tremare i vetri. La nuova Grandland X, terzo atto della saga X dopo Mokka X e Crossland X, è una vettura concreta, spaziosa, confortevole e ben rifinita. Oltretutto forte di un design piacevole. Caratteristiche che, di per […]

L'articolo Prova Opel Grandland X proviene da RED Live.

L’ingresso di Fiat nel segmento dei Pick-up avviene grazie a una importante e strategica collaborazione con Mitsubishi di cui il Fullback è “figlio legittimo”. Stringendo una intelligente partnership con chi è stato ritenuto il miglior interprete di questa filosofia, Fiat ha infatti potuto entrare sul mercato dalla porta principale con un mezzo che, già in […]

L'articolo Prova Fiat Fullback LX 180 CV, buona la prima proviene da RED Live.

Pirelli ci riprova. Dopo il lancio degli pneumatici da bici P Zero Velo riparte dal ciclismo il progetto Pirelli Design, avviato dall’azienda per valorizzare il suo bacino di conoscenze in fatto di tecnologia. Procede dunque in questa direzione la nuova capsule collection con la collaborazione di Castelli, azienda italiana con più di quarant’anni di storia vissuta […]

L'articolo Pirelli Design e Castelli insieme per una collezione speciale proviene da RED Live.

Le due rappresentanti heritage della Casa di Iwata si tingono di nuovi colori e richiamano ancora di più il passato: sono le Yamaha XSR700 e XSR900 2018

L'articolo Yamaha XSR700 e XSR900 2018 proviene da RED Live.

“All for freedom, freedom for all”. La prova della nuova gamma Softail comincia così, all’insegna di un motto indiscutibilmente americano. Oltre alle suggestioni culturali, però, c’è altro: otto modelli del tutto inediti, progettati ex novo per essere attuali oggi e soprattutto domani. Nel futuro di Harley-Davidson, infatti, ci saranno 100 nuovi modelli in 10 anni. […]

L'articolo Prova Harley-Davidson gamma Softail 2018 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana