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Strage di Bologna, la procura chiede l’archiviazione della “pista palestinese”

luglio 31, 2014 Chiara Rizzo

L’ipotesi alternativa al coinvolgimento di Mambro e Fioravanti (già condannati in via definitiva) era che la strage fosse stata un gesto di intimidazione palestinese. Ma non sono state trovate prove che supportassero quest’ipotesi

La procura di Bologna ha chiesto l’archiviazione per la “pista palestinese” come causa della Strage alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980 (per la quale sono già stati condannati in via definitiva i terroristi di estrema destra Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Ciavardini): l’archiviazione è stata richiesta per i due principali sospetti del “nuovo” filone investigativo, che si era aperto nell’estate del 2011, il terrorista dell’estrema sinistra tedesca Thomas Kram e Christa Fröhlich. Secondo le accuse, i due tedeschi erano il canale di collegamento con il super terrorista francese Carlos “lo Sciacallo”.

LA PISTA PALESTINESE. Quest’ultimo filone di inchiesta si è aperto dopo i lavori della commissione Mitrokhin, sull’attività del Kgb e della Stasi in Italia, durante la quale erano emersi indizi che collocavano sullo scenario della strage Kram e la Fröhlich. Sebbene nella relazione di maggioranza e in quella di minoranza della commissione d’inchiesta l’ipotesi della pista palestinese come causa della strage fosse stata respinta, nel tempo vari indizi erano stati considerati degni di un approfondimento. Con il termine “pista palestinese” si ipotizzava che la strage non fosse stata opera dei Nar di Fioravanti e Mambro, ma fosse stata la ritorsione per l’arresto, a Venezia pochi mesi prima della strage di uno studente palestinese, Abu Anzeh Saleh, arrestato per traffico d’armi in Italia (armi probabilmente destinate ad un attentato). Secondo i documenti della Stasi rinvenuti dalla commissione d’inchiesta, e in questo caso specifico ritenuti inattendibili dalla stessa commissione, l’Organizzazione (terroristica) dei rivoluzionari internazionali, che faceva capo al venezuelano Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos lo Sciacallo, si sarebbe messa a disposizione del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, cui apparteneva Saleh, per compiere un gesto di intimazione che portasse alla liberazione dello studente. Per altri reati terroristici Ramirez Sanchez attualmente sconta l’ergastolo in Francia, mentre Kram a sua volta è stato condannato in via definitiva in Germania in quanto membro dell’organizzazione terroristica di sinistra Revolutionäre Zellen: questi elementi, insieme al fatto che era stata individuata la presenza di Kram e della donna a Bologna, avevano rafforzato la presunta attendibilità della pista palestinese.

LE PROVE MANCANTI. La richiesta di archiviazione della procura di Bologna in 80 pagine dà conto delle indagini condotte in questi ultimi anni, che però non hanno portato a nessuna prova certa. Kram è stato interrogato dai magistrati il 25 luglio 2013, quando ha accettato di rilasciare alcune dichiarazioni spontanee per difendersi. Spiegando come mai si trovasse a Bologna, Kram ha sostanzialmente dichiarato «Mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato». Per i magistrati però questa ingiustificata presenza a Bologna «non è tuttavia sufficiente in assenza di altri elementi per ipotizzare una partecipazione del Kram alla strage di Bologna». Non sono emerse prove concrete inoltre di collegamenti tra Kram e Fröhlich con il terrorista Carlos, e persino la presenza di Fröhlich a Bologna non è mai stata accertata.

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