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Stop Vivisection? Se l’alternativa agli animali sono i test su cavie umane ed embrioni, stiamo freschi

ottobre 17, 2013 Emmanuele Michela

Continua a raccogliere consensi la petizione per vietare in Europa la sperimentazione dei farmaci sugli animali. Anche se non esistono altre strade percorribili per la ricerca

Mancano due settimane alla chiusura della raccolta firme di Stop Vivisection e la petizione corre verso il milione di sottoscrizioni: lo sbarramento fissato è stato superato in otto paesi del Vecchio Continente, e ora mancano poco più di un decimo delle adesioni necessarie per poter presentare alla Commissione europea il sollecito all’abrogazione della direttiva sulla sperimentazione sugli animali e a presentare un nuovo testo che la vieti del tutto. Il seguito non manca quindi alla raccolta, supportata pure dal blog di Beppe Grillo, ma ciò che continua a sollevare perplessità in ambito scientifico è la mancanza di alternative efficaci a quel tipo di sperimentazione.

LE OBIEZIONI DEGLI SCIENZIATI. L’iniziativa si prefigge di abolire l’uso delle cavie nei laboratori per rendere obbligatorio il ricorso a «dati specifici per la specie umana», si legge sito internet di Stop Vivisection. Difficile però per molti ricercatori capire cosa significhi questa formula. Nei laboratori i test farmacologici sugli animali sono attualmente fondamentali per passare dall’analisi in vitro a quella in vivo. Esistono, è vero, alternative sperimentali di sistemi in vitro, basate su cellule umane: bioreattori, organ-on-a-chip, eccetera. «Il problema è che, seppur avanzati, questi sistemi sono allo stadio assolutamente iniziale», è la spiegazione di Dario Padovan, biologo e coordinatore del comitato scientifico di Pro-Test Italia. «Forse tra 20 anni riusciremo a ridurre attraverso di essi l’uso di animali in laboratorio, ma in vitro riusciremo solo a sperimentare la tossicità di un farmaco, che è lo scopo per cui si usa poco più del 10 per cento delle cavie. Rimarrebbero “scoperti” tanti altri fini per cui un farmaco si testa sugli animali: capire i meccanismi patologici, come funziona un organismo, testare una protesi, un impianto cocleare…».

TESTARE SUBITO SULL’UOMO? Molti scienziati osservano che fermare totalmente la sperimentazione sugli animani rischia di rappresentare un danno per la salute delle persone. Perché significa eliminare nei test farmacologici tutti i passaggi precedenti alla sperimentazione sull’uomo, che è solo l’ultimo step di una lunga catena sperimentale che parte dagli organismi più semplici per arrivare a quelli superiori. Che fare allora in alternativa? Passare direttamente ai test sull’uomo? Al di là delle proposte estremiste avanzate su alcuni siti e blog animalisti, ossia sfruttare carcerati, stupratori o pedofili, sussistono non pochi problemi nell’affidarsi a cavie umane, a partire dalla non riproducibilità degli esperimenti, dovuta alla mancanza di un campionario omogeneo di individui (le cavie da laboratorio invece provengono da una progenie ampia e simile, ottenuta attraverso incroci). Inoltre si alzerebbe il livello di pericolosità dei test (oggi diminuito grazie al passaggio del farmaco attraverso vari step con diverse specie animali coinvolte), per ognuno dei quali, per di più, il numero di “cavie umane” a disposizione sarebbe alquanto basso. Un altro problema sarebbe la mancanza di individui “germ free”, impossibili da trovare tra persone che vivono a contatto con ambienti esterni.

SPERIMENTARE SUGLI EMBRIONI. Incontrano non pochi dubbi pure i progetti di sperimentazione su embrioni umani, come Esnats, programma che dal 2010 riceve fondi europei: a parte le obiezioni di natura etica, anche per questo tipo di test il numero di “cavie” a disposizione è basso, e soprattutto le cellule in vitro non sono poi così vicine a un organismo umano sviluppato. Nonostante gli animalisti sostengano con tutte le loro forze lo sviluppo di questi metodi alternativi, la verità arriva dai laboratori: a offrire la maggiore attendibilità ai ricercatori sono i test sugli animali. Contrariamente a quanto affermano gli slogan pubblicitari anti-vivisezione, dalle cavie si riesce ad arrivare a modelli biologicamente rilevanti per l’uomo, basati su una similarità dovuta ai caratteri conservativi che permangono negli individui durante l’evoluzione.

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44 Commenti

  1. angelo scrive:

    Ovviamente nessuno si preoccupa della VIVISEZIONE UMANA. Sto parlando dell’ aborto, che ha fatto 6 milioni di morti solo in Italia. Peggio della Shoa!
    Comunque c’ è un comitato di coraggiosi che intende promuovere un referendum abrogativo della legge 194. Invito tutti ad adereire
    (www.no194.org).

    • Andrea scrive:

      Quindi Angelo se tua figlia venisse stuprata e restasse incinta dovrebbe per forza tenere il frutto di un crimine e soprattutto concepito senza la volontà di alcuno dei genitori biologici?

      Complimenti…

      • Su Connottu scrive:

        Quindi se un padre non riconosce il proprio figlio e una madre non ha volontà e mezzi per mantenerlo,
        tu lo uccideresti? Complimenti doppi e suono di fanfara!

    • Simone scrive:

      tornatene nel medioevo.

      • Su Connottu scrive:

        Simone,
        che il medioevo abbia espresso un livello di civiltà e socialità nettamente superiore a quella degli ultimi 50 anni rientra in un bagaglio di conoscenze da seconda media.
        Inizi a studiarlo davvero, il medioevo. Rimarrà basito.

    • Mirko scrive:

      Tu non puoi decidere cosa una madre deve fare o non fare del proprio feto. Non abbiamo il supporto necessario per poter permettere alle ragazze madri di tenere i figli, è semplicemente bigotto e anacronistico impedire l’aborto per legge. Tu obbligheresti una 14enne stuprata a tenere un figlio nato dalla violenza per rovinarle ulteriormente la vita? Non diciamo cavolate, per favore, e limitiamo il buonismo. Preparate prima i giovani ad usare i metodi contraccettivi, limitate le violenze sessuali e investite sulla ricerca sugli anticoncezionali, poi possiamo cominciare a limitare l’aborto e alimentare il perbenismo che sempre più dilaga.
      Cordiali saluti

      • Valeria scrive:

        In primo luogo nessuno obbliga una ragazza madre a tenere un figlio, c’è sempre la strada dell’adozione e comunque i mezzi per aiutare le ragazze che vorrebbero tenere i figli ma non hanno i soldi per farlo ci sono eccome, basta ricorrere ai centri di aiuto alla vita. Per quanto riguarda le violenze sessuali, tenere un figlio così concepito richiede un’enorme forza, non lo nego, ma il bambino non ha colpa di come è stato concepito, farlo nascere e darlo in adozione è un grande gesto d’amore per dare anche a lui una possibilità.

    • Debora scrive:

      Il “vivisezionato” in questione sarebbe la madre, che è consenziente però.
      La differenza sta tutta nella diversa opinione di cosa sia una vita. Personalmente, non ritengo che un “mucchietto di cellule che potrebbe diventare un bambino” sia un essere umano pensante, ancora. Pensante invece è una donna che decide, con tutti gli oneri del caso, di evitare di mettere al mondo un bambino che non avrebbe altro che sofferenze (per una svariata serie di possibili ragioni del tutto diverso di caso in caso).
      Se lei ha una diversa opinione, è del tutto libero di non abortire.

      • Piero scrive:

        Mi spiegherebbe quando un “mucchietto di cellule che potrebbe diventare un bambino” avrebbe il diritto al rispetto che si dovrebbe avere per ogni essere umano ? Per essere chiari : dopo i 3 mesi dal concepimento?, dopo i 6 mesi dal concepimento ?

        • Edo scrive:

          Caro Piero, non senti anche tu un silenzio assordante?

          • piero scrive:

            Eh si, perchè se dicessero, ad esempio, dopo i 60 giorni dal concepimento, dovrebbero spiegarci cosa succede nell’attimo in cui si passa dalle 23:59:59 del 60° giorno alle 00:00:01 del 61° giorno. Cosa mai succederà in quell’attimo da trasformare un “mucchietto di cellule che potrebbe diventare un bambino” in un essere pensante ?
            Comunque è tutto molto scientifico……………………!!!!!

      • beppe scrive:

        cara deborah ( ah ) per fortuna sua madre era un essere poco pensante e molto amante. la ringrazi ( noi un po meno )

      • Picchus scrive:

        Cara Debora, da ciò che scrive direi che neppure lei sia un essere umano pensante. Che dice, questo mi autorizza ad ucciderla? Perché di scuse come quelle accampate da lei per uccidere un altro essere umano se ne trovano a centinaia.

  2. Clemente scrive:

    Ammettiamo che uno abbia il figlio o la madre che stanno morendo, e ci fosse anche solo una speranza che ammazzando mille topi, si trova la cura per la persona malata, forse si dovrebbe sacrificare la speranza di vita dell’ essere umano per salvare i topi?
    Invito gli animalisti ad andare da quella persona moribonda e digli: “guarda i topi sono più importanti di te; per salvare loro ti facciamo crepare”. Vadano a dirlo soprattutto al loro figlio o alla loro madre.
    Calci s puti alla tomba di Priebke?
    Sarebbero da indirizzare alle associazioni animaliste, che sono peggio dei nazisti.
    Questi egoisti per giustificarsi, tirano fuori gli slogan e i dogmi, dicendo “gli esperimenti sugli animali non servono”.
    La storia putrioppo è piena di “verità politiche” imposte dai regimi. E il regime eco-animalista è forse il peggiore della storia.
    Sarebbe bene che qualcuno cominciasse a contare i morti generati dagli ambientalisti (dall’ ostracismo al DDT, che impedirebbe la malaria, agli OGM che hanno vitamine per salvare i bambini malnutriti, alle politiche per il global-warming, che impoveriscono soprattutto i poveri – e onc ertio il principe Carlo, al blocco della sperimentazione animale, ecc. ecc.)

  3. Su Connottu scrive:

    Sostengo la libertà degli animalisti, e direi anzi il preciso dovere morale e magari normativo, di astenersi dall’uso, su di sé, di tutte le cure provenienti dalla sperimentazione su cavie animali.
    Sarebbe un fulgido esempio di coerenza da non imitare.
    Per compensazione, io rinuncerei volentieri a curarmi con farmaci provenienti dalla sperimentazione su animalisti volontari. Anche per me la coerenza non è acqua sporca.

    • Elia scrive:

      Sono d’accordo, quella di rinunciare per una propria scelta etica di usare prodotti che arrivino dall’uso di animali è una scelta comprensibile, ma è per l’appunto è bene che rimanga una scelta individuale, non una imposizione, un divieto che influenzerebbe le vite e la salute soprattutto di molte persone che non hanno voluto fare la stessa scelta.

      • Devon scrive:

        Certo, ma la scelta agli animali non viene chiesta…
        Sentiamo se gatti, cani, scimmie e altri mammiferi sono d’accordo… ah già non possono esprimersi in merito… comodo no.
        Non si tratta di scelta personale, si tratta di abolire una sperimentazione che incrementa solo il profitto delle case farmaceutiche e dei ricercatori sponsorizzati da essi.
        Lo sapete che sul 70% e oltre delle cavie vengono testati prodotti cosmetici e non medicinali, ma certo la messa in piega delle vostre madri, compagne o sorelle vale la vita di un topp

        • Su Connottu scrive:

          Lei intanto torni a casa, si procuri i documenti con cui può certificare che le pecore che hanno fornito la lana dei suoi vestiti erano d’accordo a farsi tosare e ritorni qui, dove pazientemente continueremo a leggere le sue sciocchezze.

        • Picchus scrive:

          Non diciamo idiozie, oltre il 90% degli animali sono topi e non cani o gatti e sono usati esclusivamente ad uso medico essendo ogni altro utilizzo, giustamente, proibito.

      • Devon scrive:

        Certo, ma la scelta agli animali non viene chiesta…
        Sentiamo se gatti, cani, scimmie e altri mammiferi sono d’accordo… ah già non possono esprimersi in merito… comodo no.
        Non si tratta di scelta personale, si tratta di abolire una sperimentazione che incrementa solo il profitto delle case farmaceutiche e dei ricercatori sponsorizzati da essi.
        Lo sapete che sul 70% e oltre delle cavie vengono testati prodotti cosmetici e non medicinali, ma certo la messa in piega delle vostre madri, compagne o sorelle vale la vita di un topo.
        Alcuni esimi professori, non che deputati, non che baroni della medicina dal triplo doppio stipendio, sperimentano cellule tumurali sui labrador… chissà cosa si aspettano che succeda… che i cani cominciano a volare?!
        La sperimentazione, come viene fatta oggi, non è regolamentata e spesso serve solo a soddisfare curiosità scientifiche dei ricercatori senza nessun risultato apprezzabile.
        Ma almeno informiamoci, invece di ripetere come pappagalli quello che dicono le lobbie farmaceutiche e o ricercatori che sono al loro soldo!

  4. N. scrive:

    Bel pezzo di satira. Se non fosse che il giornalismo è un’altra cosa, verrebbe quasi da farvi i complimenti.

    (Tra parentesi, segnalo che la raccolta firme ha da poco toccato quota 900.000. Non rosicate troppo, mi raccomando).

    • Su Connottu scrive:

      Gran bella pisciatina la sua, caro N.
      Se non fosse per la totale mancanza di argomenti, le farei ulteriori complimenti.
      Senza parentesi, le segnalo che il più noto antivivisezionesta degli ultimi cento anni, Adolf Hitler, ha dovuto comunque raccogliere un po’ più di 900.000 suffragi per poter realizzare le sue politiche.
      Immagini che soddisfazione deve aver provato il furer dopo aver salvato cani e gatti da certe torture mentre al loro posto c’era ben altre cavie “liberamente” disposte a immolarsi per la causa…

      • Devon scrive:

        Che bassezza, bravo, prima dici del Sig. N.
        E poi te ne esci con Hitler… complimenti paragonare i vivisezionisti ai nazisti e i comunisti che mangiano i bambini, ne volgiamo parlare? Visto che ci siamo.

        • Su Connottu scrive:

          Beh, visto che ci siamo,
          cerchi lei stesso documentazione sulla “Tierschutgesetz” comparsa sulla gazzetta ufficiale del Terzo Reich già nel 1933. Oppure sull’altra legge per la limitazione della caccia. D’altronde, a proposito di coerenza, Hitler era un vegetariano stretto, con buona pace di tutti i simpaticissimi vegani che negli anni hanno cercato di negarlo, ma inutilmente. Quando si dice la coda di paglia…
          Sul fatto che i comunisti mangiassero i bambini non ho notizie e non mi risulta che accadesse. Se lei ne ha notizie in merito, perchè non ce ne mette a parte?

          • Devon scrive:

            L’ironia è completamente estranea alla sua natura, vero?
            Comunque, giusto e per farle sapere, non ho maglioni di lana e nessun indumento fatto di quel materiale. E il discorso su Hitler mi sembra puerile e polemico, io volevo sdrammatizzare. Il fatto che un assassino e genocida sia stato amante degli animali non mi sembra sufficiente a giustificare un sillogismo aristotelico (sì, sembra strano, sono animalista e studio e mi informo) da cui si deduce che tutti gli animalisti sono assassini e genocidi. Era solo questo il concetto. Comunque se vuole le prove dell’inutilità e crudeltà della sperimentazione animale, posso fornirle link con documentazione scientifica. Spero che lei faccia altrettanto, andando oltre la mera propaganda e terrrorismo delle lobby farmaceutiche. Comunque per dire che rispetto le opinioni altrui, le cito una frase famosa “Non condivido quello che dici, ma darei la vita perchè tu possa dirlo”. Forse i blog hanno il difetto di essere troppo sintetici, mi scuso se posso averla offesa, comunque le assicuro, che cerco di essere coerente con quello che penso, ma ammetto che non essendo vegetariano forse anch’io pecco da parte mia. Comunque il fatto che mangio prodotti animali, che sappiamo in che modo vengono trattati, non credo che mi esima da essere contro la vivisezione. Molta gente è contro la guerra, ma non si preoccupa da dove vengano le risorse energetiche su cui campiamo, ma il loro essere contrari alla guerra non è da biasimare. Viviamo comunque in una società che ci impone certe scelte obbligatoriamente, e quando si presenta la possibilità come STOP VIVISECTION, torvo stupido non approfittare per far valere le proprie ragioni, nonostante tutte le incongruenze nelle scelte etiche della nostra vita quotidiana.
            E comunque molti esponenti del mondo scientifico di tutto il mondo, ricercatori illustri, hanno dimostrato la fallacità della sperimentazione animale, persino quelli che da queste ricerche traggono utili economici… non da da pensare, questo?

          • Orazio Pecci scrive:

            Su Connuttu, a proposito di cannibalismo e limitandomi solo a due casi in unione sovietica, da una fonte che lei troverà attendibile
            http://it.wikipedia.org/wiki/Holodomor
            http://it.wikipedia.org/wiki/Affare_Nazino

            Poi la invito a farsi una gita in Corea del Nord

    • viccrep scrive:

      chi ha firmato dovrebbe offrirsi per le sperimentazioni al posto degli animali.
      Condanniamo pure chi esagera chi abusa per nulla degli animali, ma la sperimentazione è indispensabile.
      Se domani uscisse la notizia che in europa sis sono fatti abortire 4000 cuccioli di cane, si solleverebbe un polverone indescrivibile.
      Questo è il numero di aborti (bambini uccisi) che si fanno ogni giorno in europa.
      Chi è cosi animalista ha perso molto della sua identità umana

      • Devon scrive:

        Non ti sembra di esagerare, addirittura animalisti che rinnegano la loro natura umana?
        Perchè usare toni così violenti per esprimere cosa si pensa.
        Ti assicuro che è dimostrato (nonostante Hitler) che in realtà gli animalisti hanno una grossa sensibilità e molti animalisti sono anche attivisti di associazioni umanitarie.
        Invece di inveire, e parlo anche di quelli che hanno scritto contro la vivisezione, facciamo una discussione civile. Io posso fornire prove di quello che sostengo a favore della fallacità di questa sperimentazione che provengono dal mondo scientifico che è critico contro la pratica della vivisezione, scambiamoci le fonti e discutiamone pacificamente.
        Io non metto la vita umana a confronto con quella di un animale, perchè lo ritengo futile.
        Io rispetto la vita di tutti gli esseri senzienti, animali e umani che siano, soprattutto se sono sottoposti a torture inutili.
        Finora non ho trovato nessuna prova della necessità imprescendibile della vivisezione, ma solo spauracchi su impossibilità di curare molte malattie se non si sperimenta su animali. In realtà ci sono studi documentati che dicono che gli organismi dei vari mammiferi sono diversi tra loro e la metabolizzazione delle medicine avviene in maniera diversa. Si parla di organismi semplici su cui testare i farmaci prima della sperimentazione sull’uomo. Ma gli organismi degli altri mammiferi non sono affatto semplici, sono complessi quanto quello dell’uomo, ma molto diversi sotto molti aspetti.
        Volete un esempio stupido, per gli umani il cioccolato da un senso di benessere, per gli altri mammiferi è veleno perchè non hanno gli enzimi per metabolizzarlo. Allora se sostanze alimentari così comuni non vengono metabolizzate dagli animali nella stessa maniera, come possono delle sostanze chimiche essere metabolizzate alla stessa maniera?
        Potrebbe sembrare un discorso fatto solo per analogie, ma esistono studi in merito e documentati. Ricordiamoci che poi esprimere opinioni contro la società scientifica non è sempre facile, soprattutto se lavori al suo interno e devi campare una famiglia con i soldi che ti danno. Io, e molti animalisti con me, non siamo contro i ricercatori, siamo contro un sistema di ricerca che riteniamo inutile e crudele. Ma dappertutto ci sono estremisti ed esagitati, ma questo non significa che tutti i ricercatori siano dei moderni Menghele contro gli animali; ne che tutti gli animalisti siano degli esagitati che gridano assassini a chinunque lavori nel campo della ricerca.
        E a riprova dell’umanità degli animlaisti, e chi porta come esempio Hitler, io posso portarvi esempi come Gandhi, Margherita Hack… non credo che di loro si possa dire che avevano perso la loro identità umana. E come loro, ce ne sono molti, anche medici e ricercatori che si prodigano per le associazioni umanitarie e che sono comunque animalisti.

    • Antonio scrive:

      rosicare? Mah, gli psicopatici animalisti sono tanti, non è una novità. Gentaglia che si farebbe ammazzare per un sacco di pulci, poi se vede una persona in difficoltà o in pericolo magari tira dritto.

  5. Daniele87 scrive:

    Scusate ma per toglierci ogni dubbio, non sarebbe il caso di verificare quanti scienziati sono d’accordo alla sperimentazione animale e quanti no? Lo sapranno quelli del settore se è indispensabile o meno. Bè è stato fatto un sondaggio dalla rivista “Nature” (scusate se è poco), e pare che il 91.7% dei ricercatori sia d’accordo in quanto la ritengono indispensabile, circa il 3.3% non sia d’accordo e il 5% non abbia un opinione precisa. Vi rimando al link http://www.nature.com/news/2011/110223/full/470452a/box/1.html . Quindi mi pare sia abbastanza chiaro. E poi basta con sta storia che ci guadagnano solo le multinazionali le lobby bla bla bla… Queste cavolate complottistiche lasciamole ai programmi tv scadenti, o ai giornali o blogger di poca inventiva, l’informazione scientifica è un’altra cosa, e sarebbe bello che ogni tanto gli italiani ascoltassero la voce degli scienziati non della solita voce fuori dal coro. Magari si renderebbero conto che dietro la ricerca c’è grande sacrificio, grande impegno e che dietro quelle mascherine e quei camici bianchi ci sono persone normalissime come noi che lavorano per far star meglio i nostri bambini i nostri nipoti, di oggi e di domani e che non si divertono affatto a sperimentare sugli animali ma si rendono conto della necessità di farlo e loro lo sanno meglio di chiunque altro. Che ipocrisia è mangiare carne e poi essere contro la SA? Della carne possiamo anche farne a meno invece fermare la SA significa eliminare dal mercato farmaci importantissimi. Nel ‘900 morivano 2 milioni e mezzo di persone l’anno per il morbillo tra cui molti bambini, oggi sono 150.000! Tutto ciò e stato possibile grazie alla sperimentazione animale con il quale si sono potuti sviluppare i vaccini. Ma vi rendete conto delle implicazioni?!

    • Devon scrive:

      Nella storia, i cambiamenti nella medicina sono sempre stati supportati da pochi.
      In Austria il Dottor Semmelweis ametà dell’ 1800 fu screditato e licenziato solo perchè impose che ci si lavasse le mani con un particolare preparato dopo un’autopsia e prima di avere a che fare con partorienti.
      La maggior parte dei medici erano erano contrari alla sua teoria e ai suoi metodi, eppure lo stesso Pasterur dimostrò anni dopo che aveva ragione. Non sempre l’opinione della maggioranza è quella più autorevole, anche se un solo ricercatore dimostrasse con certezza che la vivisezione fosse assolutamente necessaria lo starei comunque ad ascoltare, ma se mi portasse prove scientifiche certe e inconfutabili. La scienza ha nuovi metodi di ricerca, in via di sviluppo certo, ma esistono e si possono sviluppare. La pratica della vivisezione risale ai primi dell’800, e duecento anni dopo non esistono altri modi? Mi sembra strano, soprattutto visto che il metodo vogliate almeno concedermi che solleva dubbi seri, visto che come già detto in precedenza il metabolismo e l’organismo degli altri mammiferi è molto diverso dal nostro

      • Su Connottu scrive:

        Devon,
        ma che rottura di palle!!!!
        Nemmeno sul 18-0 ti arrendi! Magari avessi un briciolo, dico briciolo, di ironia.
        E sul fatto che non usi la lana non ci crede nessuno, era più credibile se scrivevi se avevi l’autocertificazione della pecora 😉

      • Daniele87 scrive:

        No Devon non sono d’accordo. Nella scienza l’opinione che conta è quella della maggioranza. Se ci fosse qualcuno che dimostrasse che la SA fosse veramente fallace e che si potrebbero ottenere gli stessi risultati con altri metodi, allora la comunità scientifica non avrebbe problemi ad accettarlo. Ma chi si proponesse un’impresa del genere dovrebbe anche rendere conto di tutte le evidenze per le quali la SA ha prodotto grandi risultati e si è dimostrata indispensabile. Nella scienza l’opinione della maggioranza è quella che rispecchia i fatti (permettimi di dire che nell’ottocento le cose erano un po’ diverse da oggi). Chi vuole screditare la teoria dell’evoluzione ad esempio (e ancora oggi c’è chi lo fa) punta sempre sulla “credibilità” degli scienziati e della scienza sostenendo che c’è disaccordo anche tra di loro, e questa è un’autentica boiata! Quando è stata pubblicata la teoria dell’evoluzione, questa è stata quasi subito accettata dalla maggior parte degli scienziati, perché era una teoria elegante, brillante e originale e soprattutto era confutata dai fatti in quanto spiegava una vasta gamma di fenomeni legati alla biologia. I pochi che erano contrari avevano pregiudizi. Lord Kelvin e altri, ad esempio, hanno tentato il tutto per tutto per screditare la teoria dell’evoluzione, mossi da pregiudizi di tipo religioso, ma alla fine hanno perso. Sempre Kelvin nel 1900 pronunciò una frase famosa “la fisica non ha ormai nulla di nuovo da scoprire”. Peccato che cinque anni dopo un impiegato dell’ufficio brevetti di Berna ha completamente rivoluzionato tutto. Chi era contro la teoria della relatività in questo caso era mosso da altri tipi di pregiudizi, ovvero l’antisemitismo, infatti Einstein era ebreo. Ma anche la relatività è stata subito accetta. E questi sono grandi cambiamenti portati da pochi. Ma ci sono altri grandi cambiamenti, che però passano in sordina, e avvengono più lentamente e sono quelli della medicina moderna che richiedono l’impegno di tutta la comunità scientifica anche di chi è contro certe pratiche. Nella scienza ogni esperimento è utile, anche quelli che falliscono, in quanto, se non si è riusciti a sostenere una determinata ipotesi allora si è dimostrato il suo contrario e si può proseguire la ricerca su un’altra strada. Ma se si continua imperterriti a seguire sempre la stessa strada nonostante i fatti, allora diventa una perdita di tempo. Ci si dovrebbe concentrare piuttosto sui nuovi metodi, che come dici tu sono in via di sviluppo, e magari tra quarant’anni potremo arrivare a fare a meno della sperimentazione animale ma, ad oggi (purtroppo) ciò non è possibile e bisogna metterselo in testa.
        Permettimi di dirti una cosa (dal basso dei miei 26 anni), la coerenza è saper cambiare idea quando cambiano i fatti, se si continua a pensarla allo stesso modo nonostante i fatti dicano altro non è più coerenza ma “cocciutaggine” (scusa la frecciata)! :-)

        • Devon scrive:

          Come dicevo, prima, rispetto la tua opinione e sono contento della tua risposta esaustiva.
          E questo che mi aspettavo da una discussione seria, e le frecciate sono giustificate.
          Per quanto io continui ad essere convinto che la vivisezione non sia indispensabile e sia crudele, soprattutto perchè la dimostrazione di mancanza di etica da parte delle società ricercatrici, non i ricercatori che ribadisco rispetto tantissimo, molto spesso hanno confermato quello che penso (ribadisco che il mio atteggiamento deriva da documentazioni accertate e ufficiali).
          Io vorrei solo che mi dessero una dimostrazione chiara e scientifica, e non lunghi discorsi teorici, sull’indispensabilità di questa pratica crudele. Che sia necessaria possiamo essere anche in dubbio, ma che comunque sia crudele potete concedermelo.
          Comunque grazie per la risposta esauriente e ser posso permettermi (Dall’alto dei miei quarantanni), l’età non è sempre sinonimo di saggezza e nessun problema per le frecciate 😉

          • fabrizio scrive:

            le sperimentazioni dovremmo farle sui politici “italiani” (SICUIRAMENTE IL GENERE UMANO SAREBBE GIà ESTINTO

          • Giuli scrive:

            Ciao a tutti. Mi intrometto nella vostra discussione (trovata per caso in rete cercando qualche informazione in merito agli argomenti di cui state parlando).
            Complimenti perchè è raro trovare due persone con idee diverse in questi campi, che riescano a discutere nel modo civile, aperto e logico in cui state facendo voi (devon e daniele87).
            Se tutti gli animalisti non fossero estremisti come sono spesso e non ragionassero per luoghi comuni (cosa che fanno anche molti a favore della sperimentazione animale, per quanto-penso- in misura minore)ne uscirebbero sicuramente dei discorsi più ricchi ed esaustivi, o comunque un utile scambio di opinioni e informazioni.
            Concordo con questo pensiero espresso da devon: “ammetto che non essendo vegetariano forse anch’io pecco da parte mia. Comunque il fatto che mangio prodotti animali, che sappiamo in che modo vengono trattati, non credo che mi esima da essere contro la vivisezione. Molta gente è contro la guerra, ma non si preoccupa da dove vengano le risorse energetiche su cui campiamo, ma il loro essere contrari alla guerra non è da biasimare.” Insomma, è umano, ma è effettivamente un po’ ipocrita come atteggiamento essere contro la SA e poi mangiare carne; comunque non lo è + più di quanto possa esserlo il fatto di usare energia ottenuta anche per mezzo della guerra (nel primo caso è solo + facilmente osservabile l’ipocrisia che nel secondo non è così lampante, ma ugualmente presente).
            Ultimo pensiero: io studio veterinaria, ma ancora non ho sufficienti competenze x avere un’idea certa e sicura a riguardo, insomma, sono a favore della sperimentazione animale, ma potrei sbagliarmi, quindi mi sto ancora informando. Se dovesse emergere che una piccolissima percentuale di scienziati fornisce prove x cui la sperimentazione animale non è necessaria, mentre oltre il 90% ne fornisce di contrarie (non sono dati reali è un’ipotesi, ma credo si avvicini alla realtà), non avendo le competenze per discernere, credo che sarebbe giusto affidarsi alle competenze di quell’oltre 90%.
            Ad ogni modo la penso in modo simile a daniele87 per quanto ho letto fin’ora, ma mi interessa molto andare a leggere i link di cui parla devon, e da cui deriva la sua posizione. Ti spiacerebbe linkarli qui?
            Giulia

            • Daniele87 scrive:

              Ciao Giulia, innanzi tutto fa piacere a me sapere che ci sono persone ancora disposte ad ascoltare. Penso che l’unico modo per trarre qualcosa di buono da certe discussioni sia parlare, argomentando la propria tesi in modo informato e rispondere facendo altrettanto, poi a me sembra scontato comportarsi così ma in effetti nel web capita spesso di incappare in discussioni piuttosto accese e che finiscono con tanto fumo e niente arrosto.
              Comunque il dato reale è 91.7% a favore della sperimentazione animale, il sondaggio (come ho scritto sopra in cui ho riportato il link) è stato effettuato dalla rivista Nature su un campione di 980 ricercatori in tutto il mondo. Non so quali siano il link di cui parla devon però posso consigliartene un altro http://www.pro-test.it/ oppure meglio ancora, li trovi su facebook o twitter scrivendo “Pro-Test Italia”. Guardavo poco fa su facebook un loro post in cui parlavano di un premio il 3Rs, che è un premio riguardo allo sviluppo di un metodo che riduca l’uso degli animali nella ricerca biomedica. Sono un gruppo di ricercatori ma non solo, e fanno un’informazione, a mio parere, davvero ben fatta, onesta ed esaustiva. Se vuoi verificare la mia buona fede vai su fb e dacci un’occhiata! 😉 Scherzi a parte troverai davvero un sacco di informazioni utili!
              Concludendo, io ho studiato per qualche anno fisica poi per vari motivi ho dovuto abbandonare, quindi diciamo che anche non essendo un medico qualcosina di metodo scientifico ne capisco :-) e questo mi da gli strumenti per poter giudicare, e credimi che nonostante legga e mi informi tutti i giorni faccio fatica a stare dietro a tutti i progressi della ricerca. Fa piacere vedere persone come te che hanno voglia di informarsi e di sapere e penso che sia così che ci si debba comportare, lasciando da parte i pregiudizi e affrontando i discorsi a mente aperta anche se infondo è ciò che fai che ti richiede di comportarti così, per questo credo che una conoscenza del metodo scientifico sarebbe una cosa buona e giusta all’interno di una società, chissà che per una volta non si sarebbe tutti un po’ più d’accordo! :-)

  6. fabrizio scrive:

    le sperimentazioni dovremmo farle sui politici “italiani” (SICUIRAMENTE IL GENERE UMANO SAREBBE GIà ESTINTO

  7. manu scrive:

    Vi siete scoradti questi scienziati:
    Alan Oliff, ex direttore esecutivo per la ricerca sul cancro a Merck Research Laboratories nel West Point, Pennsylvania, USA, nel 1997 ha dichiarato: “Il problema fondamentale nella scoperta del farmaco per il cancro è che le i modelli [animali] non sono assolutamente predittivi” .
    • nel 2006, l’allora Segretario della Sanità e Servizi Umani Mike Leavitt ha dichiarato: “Attualmente, nove farmaci sperimentali su dieci falliscono perché non possiamo prevedere come si comporteranno nelle persone sulla base degli studi di laboratorio su animali” .
    • L’NCI ha dichiarato che la società potrebbe aver perso cure per il cancro a causa del modello animale .
    • FDA statunitense sulla tossicologia ha affermato nel 1998 che “La maggior parte dei test sugli animali che accettiamo non sono mai stati validati.
    • Salsburg ha commentato: “Così il tempo impiegato a condurre uno studio in topi e ratti sembra avere meno di un 50% di probabilità di trovare sull’uomo sostanze cancerogene note. Sulla base della teoria della probabilità, avremmo fatto meglio a lanciare una moneta .
    • ”COME FAR CARRIERA SCEGLIENDO IL TOPO GIUSTO”, INTERVISTA AL PROF. CLAUDE REISS, biologo molecolare direttore per 35 anni del CNRS di Parigi ed attuale direttore emerito dello stesso, l’istituto di ricerca francese più importante , autore di centinaia di papers scientifici pubblicati sulle maggiori riviste di settore, consulente scientifico della commissione U.E D Prof. Reiss, sta dicendo che grazie ai test sugli animali si può provare una cosa ed anche il suo contrario?R Esattamente.
    • Sausville, allora direttore associato della divisione del trattamento del cancro e la diagnosi per il programma di sviluppo terapeutica presso l’NCI ha dichiarato: “Avevamo praticamente scoperto composti che erano buoni farmaci per topi piuttosto che buoni farmaci per l’uomo”.
    • In un articolo pubblicato su Fortune nel 2004, il Prof. Robert Weinberg, Professore di biologia al ”MIT” – Massachusetts Institute of Technology – una delle più importanti università di ricerca del mondo, con sede a Cambridge, nel Massachusetts, U.S.A. , vincitore della Medaglia Nazionale per la Scienza grazie alla sua scoperta del primo oncogene umano e del primo gene soppressore del tumore, dichiarò ufficialmente :”Uno dei modelli sperimentali del cancro umano più frequentemente usato è prendere cellule tumorali umane che vengono messe in coltura ,metterle in un topo immunocompromesso, x formare un tumore, e quindi esporre lo xenotrapianto che ne risulta a vari tipi di medicinali che potrebbero essere utili nella cura delle persone. Ed è ben noto forse da vent’anni, che molti di questi modelli preclinici del cancro umano hanno pochissimo potere predittivo in termini della risposta degli esseri umani, cioè dei veri tumori umani nei pazienti. Malgrado le somiglianze genetiche e del sistema degli organi tra un topo e un uomo, le due specie hanno differenze chiave in fisiologia, architettura dei tessuti, tempi del metabolismo, funzione del sistema immunitario, sistema di segnalazione molecolare ecc. Quindi i tumori che sorgono in ognuno, sono vastamente diversi. Un problema fondamentale che dev’essere risolto nell’intero sforzo della ricerca sul cancro, in termini di terapie, è che i modelli preclinici del cancro umano, in gran parte, sono del tutto inadeguati. Sebbene le industrie farmaceutiche riconoscano con chiarezza il problema, non vi hanno però rimediato. E sarebbe meglio che lo facessero, se non altro perché ogni anno le industrie farmaceutiche sprecano centinaia di milioni di dollari usando questi modelli ”.
    • Dr. Homer Pearce, ex direttore di ricerca e di indagine clinica presso il noto colosso farmaceutico ”Eli Lilly” ed attuale consulente di ricerca della stessa azienda:”I modelli murini sono dolorosamente inadeguati. Se considerate i milioni e milioni e milioni di topi che siamo riusciti a curare, e li confrontate con il successo relativo, o meglio l’insuccesso, che abbiamo ottenuto a livello clinico nel trattamento del cancro metastatico…capirete che per forza ci dev’essere qualcosa di sbagliato con quei modelli ”,
    • Dr. Richard Klausner, ex direttore dell’US National Cancer Institute:” Abbiamo curato topi malati di cancro per decenni e semplicemente non ha funzionato negli esseri umani ”.
    • articolo pubblicato su Plos Medicine dal Dr. JJ Pippin, fondatore e direttore della medicina cardiovascolare e ”medical imaging” presso la ”Cooper Clinic”, autore e co-autore di oltre 60 articoli e abstract che sono stati pubblicati sulle principali riviste mediche, è stato anche portavoce e relatore presso la ”American College of Cardiology” e la ”Society of Nuclear Medicine, U.S.A.”, attuale consulente scientifico presso il Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM) degli U.S.A,:”Le uniche persone che non sanno, nel 2005, che la ricerca sugli animali è irrilevante per le malattie umane sono quelli che non lo capiscono o coloro che ne beneficiano. Come medico, ricercatore clinico, ed ex ricercatore animale, so che benchè siano i nostri parenti genetici più stretti, i primati hanno fallito come modelli di ricerca praticamente ogni volta che sono stati utilizzati a tale scopo. Si lamentava: “Abbiamo curato topi malati di cancro per decenni, e semplicemente non ha funzionato negli esseri umani”,l’Aids è un altro: mentre almeno 80 vaccini sono stati testati sugli animali, tutte e 80 hanno fallito il trial in pazienti umani. Allo stesso modo, ognuno degli oltre 150 trattamenti di ictus trattati con successo negli animali non hanno avuto i medesimi risultati nei test umani.
    • «abbiamo avuto un sacco di modelli che non erano predittivi, che erano [infatti] gravemente fuorvianti”, dice Marks del NCI, consorzio di tumori Umani .
    • Neancy Andreasen, psichiatra americana tra i massimi esperti mondiali sulla schizofrenia, dice “Non è possibile avere modelli animali per i disturbi del pensiero formale..Anche i modelli animali utilizzati dalle case farmaceutiche per testare l’efficacia terapeutica degli antipsicotici non sono validi.
    • Kathy Archibald, scienziata genetista britannica già ricercatrice farmacologica, autrice di numerosi articoli scientifici e direttrice di Safer Medicines, concorda nel ricondurre ai modelli animali gli attuali problemi legati allo sviluppo di farmaci sicuri ed efficaci per il consumo umano:”La mia risposta alla domanda ‘se un trattamento funziona su roditori,ci curerà?’ è ‘probabilmente no, basata sul peso delle prove raccolte finora’.
    • Khanna e Scott (2011) a proposito di sistema immunitario e ricerca sui modelli murini: “per quanto tempo possiamo andare avanti ad investire denaro pubblico per effettuare studi che non porteranno mai a risultati concreti in termini di applicazioni cliniche? “
    • Hartung (2009) nel suo articolo pubblicato sulla rivista Nature “Tossicologia per il XXI secolo” che il modello animale è del tutto inadeguato per la valutazione del rischio tossicologico e che urge un cambio di direzione verso l’impiego di metodologie avanzate in vitro ed in silico, che potrebbero attualmente fornire risultati più sicuri ed affidabili.
    • A seguito di 20 anni di ricerca sull’ipertensione usando animali geneticamente modificati che non hanno portato a nulla, Stingl, Völkel e Lindl hanno affermato:“Perciò, anche se questi approcci sono ritenuti senza eccezione “molto promettenti” in letteratura, non ci si può aspettare che la ricerca sugli Organismi Geneticamente Modificati rechi alcun contributo ad una nuova strategia terapeutica.

  8. marmanu scrive:

    L’NCI ha dichiarato che la società potrebbe aver perso cure per il cancro a causa del modello animale …
    articolo pubblicato su Plos Medicine dal Dr. JJ Pippin, fondatore e direttore della medicina cardiovascolare e ”medical imaging” presso la ”Cooper Clinic”, autore e co-autore di oltre 60 articoli e abstract che sono stati pubblicati sulle principali riviste mediche, è stato anche portavoce e relatore presso la ”American College of Cardiology” e la ”Society of Nuclear Medicine, U.S.A.”, attuale consulente scientifico presso il Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM) degli U.S.A,:”Le uniche persone che non sanno, nel 2005, che la ricerca sugli animali è irrilevante per le malattie umane sono quelli che non lo capiscono o coloro che ne beneficiano. Come medico, ricercatore clinico, ed ex ricercatore animale, so che benchè siano i nostri parenti genetici più stretti, i primati hanno fallito come modelli di ricerca praticamente ogni volta che sono stati utilizzati a tale scopo. Si lamentava: “Abbiamo curato topi malati di cancro per decenni, e semplicemente non ha funzionato negli esseri umani”,l’Aids è un altro: mentre almeno 80 vaccini sono stati testati sugli animali, tutte e 80 hanno fallito il trial in pazienti umani. Allo stesso modo, ognuno degli oltre 150 trattamenti di ictus trattati con successo negli animali non hanno avuto i medesimi risultati nei test umani.
    Ci sono innumerevoli fonti del genere e c’è ancora chi prova a raggirare il prossimo dicendo che la sperimentazione animale serve a salvare l’uomo..ma per favore.. bastaaaaaaaaaa..siamo nel 2014!!non nel 1814!!!

  9. Andrea scrive:

    Per cominciare, l’affermazione contenuta nell’articolo: “proposte estremiste avanzate su alcuni siti e blog animalisti, ossia sfruttare carcerati, stupratori o pedofili” è un falso ideologico. Infatti l’animalismo consiste nell’estensione del ragionamento morale ANCHE alle altre specie animali. Se pertanto un singolo avesse avanzato una simile razzista proposta, essa sarebbe incompatibile con l’animalismo quanto lo sarebbe con la linea editoriale di Tempi la proposta di un lettore di rendere illegale il cattolicesimo.

    Venendo al quid, l’errore di Emmanuele Michela è ancora più grave. Infatti le ragioni per le quali la parte civilizzata della popolazione europea è contraria alla vivisezione sono essenzialmente etiche. Per essi non ha assolutamente importanza se torturare ed uccidere 300 milioni di individui all’anno potrebbe potenzialmente arrecare dei vantaggi ad altri individui. L’azione in sé è moralmente sbagliata e quindi inaccettabile; così come lo è il rapimento legato al furto di organi nei paesi del terzo mondo perché qui le liste di attesa sono lunghe, o come lo è la rapina in villa perché non ci sono alternative che garantiscano un altrettanto veloce arricchimento.
    Non capire, o peggio ignorare il fatto che esistono ragioni morali sovraordinate alle questioni di utilità e comodità, per un settimanale di ispirazione confessionale, è come minimo poco professionale.

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