Google+

Sterilizzate a loro insaputa perché affette da virus Hiv: cinque donne denunciano il governo del Kenya

dicembre 13, 2014 Benedetta Frigerio

Secondo l’avvocato delle donne, in alcuni casi sono state anche minacciate e ricattate. Denunciate anche le ong Medici senza frontiere e Marie Stopes International

Un gruppo di cinque donne sieropositive ha denunciato il governo del Kenya per averle sterilizzate a loro insaputa presso strutture pubbliche dove operavano le ong Medici senza frontiere e Marie Stopes International. Il loro caso si aggiunge così a quello che vede coinvolta la Chiesa keniota e i medici cattolici, che hanno accusato governo, Oms e Unicef di voler sterilizzare le donne più povere del paese tramite un programma di vaccinazione antitetanica.

«NON COINVOLTA». Benta Agola, intervistata dalla Bbc, ricorda ancora quando scoprì di aver contratto l’Hiv: «Non fu semplice ma il dottore mi disse che qualunque cosa fosse accaduta, [mio figlio] avrebbe potuto curarsi, prendere le medicine e sopravvivere». A tre anni il piccolo risultò negativo al test. Dopo aver scoperto che i figli delle donne con Hiv possono nascere sani, o guarire se curati sin da piccoli, Angolo ebbe altri due bambini ma al sesto parto «i medici decisero che era il tempo di dire basta» e le legarono le tube. La donna fu sterilizzata a sua insaputa: «I medici parlarono fra loro… io non venni coinvolta… io avevo sei figli ma le altre donne, mi domando?».

DOPO IL PRIMO FIGLIO. È proprio il caso di un’altra delle cinque donne, Teresia Otieno, che ha dichiarato sempre alla Bbc: «Sono arrivata in ospedale per operarmi e partorire il mio primo figlio [con parto cesareo]. Quando sono uscita dalla sala operatoria il dottore mi ha detto che ero stata sterilizzata».

POVERI SENZA DIRITTI. Allan Maleche, avvocato delle cinque donne, ha spiegato al Guardian che in alcuni casi le pazienti vengono anche ricattate e minacciate con il taglio dei sussidi alimentari o del latte per i bambini. Già nel 2012, un importante rapporto stilato da African Gender & Media Initiative ha denunciato le stesse pratiche attraverso la testimonianza di 40 donne sieropositive, sterilizzate a loro insaputa o con la forza dai primi anni Novanta fino al 2010. Fra loro c’è Selina, abbandonata a 23 anni dal marito perché non più fertile: «La sterilizzazione mi ha rovinato la vita», spiega.
Anche Lucy nel 1996 è stata abbandonata dal marito alla stessa età: «È davvero doloroso perché ho visto donne positive al test dell’Hiv con bambini sani». Peris invece ricorda quando nel 2002 «un medico bianco» la operò e le disse che era stata salvata da una gravidanza extrauterina. La mattina dopo la donna sentì i medici dire che era stata sterilizzata. A quel tempo Peris non conosceva i suoi diritti e non replicò nulla. Perché è noto, «nelle strutture sanitarie rurali della zona i medici sanno che le donne più povere, come me, non hanno diritti».

IL PRECEDENTE. Nonostante i precedenti, il governo keniota non ha risposto alle nuove accuse. Medici senza frontiere e Marie Stopes International invece, che non sono stati accusati di sterilizzare direttamente le donne ma di indirizzarle negli ospedali dove poi la sterilizzazione è avvenuta, hanno dichiarato che «se i fatti saranno provati, sono completamente contrari ai nostri princìpi di volontariato, scelta e consenso informato».
Come riportato sempre dalla Bbc, nel 2012 anche in Namibia alcuni operatori sanitari furono coinvolti in uno scandalo identico negando ogni responsabilità. Il tribunale accertò che tre donne affette da Hiv erano state sterilizzate senza il loro consenso dopo aver scelto il parto cesareo per ridurre i rischi di passare il virus ai figli.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

8 Commenti

  1. filomena scrive:

    Purtroppo qui è il contesto sociale ad essere malato. Finché le donne (magari diventate sieropositive perché contagiate dal marito che si sente autorizzato a tradirlo), saranno totalmente dipendenti dal coniuge che si aspetta da loro unicamente che mettano al mondo i suoi figli, non penseranno mai prioritariamente a curarsi, perché agli occhi della società la loro unica dote è quella di partorire figli. Persa questa capacità non valgono nulla e possono essere ripudiate. Se veramente avessero il diritto di decidere per se stesse, probabilmente una volta adeguatamente informate, avrebbero ringraziato i medici che volevano sterilizzarle e per averle fatto capire che prima di tutto devono pensare alla loro salute e poi a fare figli.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Ma guarda! Ora il pensiero femminista carampanoide contempla pure la sterilizzazione della donna a sua insaputa (così pensa alla salute!).
      Quando si dice l’evoluzione delle idee (a bischero).

  2. Filomena... scrive:

    @Giannino
    Se veramente avessero il diritto di decidere per se stesse, probabilmente una volta adeguatamente informate, avrebbero ringraziato i medici.
    SAI LEGGERE?

    • Giannino Stoppani scrive:

      Sì, ho capito.
      Andavano informate prima, così avrebbero ringraziato i medici per averle sterilizzate a loro insaputa.
      Non fa una grinza.

  3. Chiara scrive:

    Se avessero il diritto di decidere per loro stesse, non credo che ringrazierebbero i medici ma sceglierebbero di essere madri.

  4. Nino scrive:

    se avessero potuto scegliere avrebbero scelto secondo la loro personale cosciena cosa fare di se stesse

  5. Lela scrive:

    Non c’entra la cultura, non c’entra la “riduzione” della donna a madre (unico “mestiere” di cui TUTTI sul pianeta abbiamo beneficiato, per qualsiasi altro mestiere esisterà sempre qualcuno che lo potrà ritenere inutile alla sua vita. Smettiamo di denigrare un “mestiere” al cui confronto quello di qualsiasi CEO impallidisce. E una donna, udite udite, può addirittura essere felice di essere madre). In Africa non c’è una società opulenta in cui i figli te li devi mantenere in tutto fino ai 30 anni! C’è una società rurale, sono contadini, sono poveri, I FIGLI A LORO SERVONO, E PURE TANTI! Chi li coltiverà i loro campi, chi alleverà il bestiame, chi progetterà le irrigazioni? Chi farà l’operaio, l’ingegnere, il dirigente, nelle loro industrie? Chi farà il medico, e tutti gli altri mestieri di servizio? L’Africa non è l’Europa, bisognerebbe smetterla di trattarla come tale. Noi siamo quel che siamo perché le nostre bisnonne hanno avuto 13 figli a testa, se ne avessero fatto solo uno a quest’ora staremmo freschi.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

Nel bel mezzo di Agosto, la Casa di Iwata lancia un criptico video teaser che anticipa quanto verrà svelato il 6 settembre alle 17:00: la Yamaha T7

L'articolo Yamaha T7, il video teaser proviene da RED Live.

Si chiama Nolan N90-2 ed è l’apribile entry level di Nolan. Adatto sia all’utilizzo in città sia per un lungo viaggio, costa 269,99 euro

L'articolo Nolan N90-2, apribile entry level proviene da RED Live.

I fiori mai sbocciati dell’automobilismo mondiale No, loro non ce l’hanno fatta. Non sono riuscite ad arrivare in produzione, perse nei meandri delle logiche commerciali, del marketing, degli eventi globali o, semplicemente, dell’indecisione dei costruttori. Sono quelle centinaia di concept car – o prototipi che dir si voglia – realizzati in piccolissimi numeri, quando non […]

L'articolo Le auto che non sono mai nate proviene da RED Live.

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana