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Stefania Craxi: «Sono atea, ma combatto coi cattolici contro la dittatura relativista che lo Stato vuole imporre ai nostri figli»

febbraio 12, 2014 Benedetta Frigerio

«Siamo giunti alla negazione dell’ultimo limite umano, quello corporeo, in cui ciascuno deve essere riconosciuto per quel che sente, non importa se la realtà dice l’opposto». Intervista

«Sono una socialista riformista, sono atea, ma mi definisco cristiana. Oggi più che mai. Perché il cristianesimo non rappresenta solo il seme che ha fatto fiorire la nostra civiltà, ma l’ultimo baluardo della difesa dell’uomo». Stefania Craxi, presidente del movimento Riformisti Italiani, è convinta che occorra ingaggiare «una battaglia comune a laici e cattolici, per proteggere il cammino necessario alla realizzazione di ogni persona». Craxi, che da suo padre Bettino imparò a combattere in favore di uno Stato laico ma capace di rispettare l’identità del suo popolo, condanna «il laicismo che la cultura sessantottina impose al tessuto sociale con un’invasività senza precedenti».

Cosa pensa degli opuscoli dell’Unar?
I programmi scolastici propagandati dallo Stato e volti ad insegnare che non esiste l’uomo o la donna, le pubblicità, i programmi a favore dell’ideologia “gender”, rappresentano solo la fine della parabola del Sessantotto che dipinse la libertà come assenza da ogni legame: siamo giunti alla negazione dell’ultimo limite umano, quello corporeo, in cui ciascuno deve essere riconosciuto per quel che sente, non importa se la realtà dice l’opposto. Purtroppo accettare questo è accettare di incrementare l’infelicità che già ci affligge.

In che senso?
Se non rispettiamo i vincoli, come quelli naturali dell’essere uomini e donne, non ci realizziamo. La natura è uno strumento necessario all’uomo per svilupparsi. Si è madri o padri, non sono ruoli intercambiabili. Le altre sedicenti famiglie sono un artificio che per esistere deve ricorrere a terzi, mediante tecniche di laboratorio e uteri in affitto. Se lo Stato decide di privare il bambino di una delle due figure compie un’aberrazione: si devono rispetto e diritti a ogni persona, ma una democrazia reale deve domandare responsabilità, ossia tutela del diritto altrui, in questo caso quello dei bambini ad avere un padre e una madre. Altrimenti sposiamo un’ideologia. Non è giusto imporre a tutti i desideri dei più forti che contrastano con i diritti degli indifesi. In questo modo lo Stato rende l’egoismo, cioè la solitudine, legge. Da socialista riformista dico che un’istituzione che si voglia dire laica deve mettere la persona al centro. È una cosa che ho imparato da mio padre.

Suo padre disse che lo Stato laico doveva rispettare la cultura del suo popolo, cioè la religione cristiana.
E che doveva essere insegnata nelle scuole perché da lì è nata l’Italia. E questo non significa imporre nulla, se mai difendere i valori umani protetti dalla Chiesa.

Bettino Craxi si era battuto anche contro lo spaccio della droga. Un proibizionista?
Un liberale. Sa perché? Lui, prima di decidere, studiò e incontrò tantissime persone legate al dramma della droga, scoprendo che, pesante o leggera che sia, rappresenta una via verso l’infelicità. Un inganno da combattere per il bene di ogni essere umano e quindi di tutta la società. Ecco, questo è esattamente il contrario di quello che accede oggi: si parte dalle idee partorite dalla nostra fantasia, come quella di una famiglia senza vincoli, e le si sperimenta sulle persone, in questo caso i bambini, come fossero delle cavie. Vede, io penso che occorra difendere il diritto naturale. La Chiesa fa una cosa molto semplice, illumina la struttura della realtà. Ogni persona che usi la ragione, credente o non credente, capisce che, senza rispetto della natura, senza responsabilità nei rapporti, senza dipendenza dalla realtà, senza capacità di sacrificio, non si costruisce nulla di buono. Non si ottengono felicità, amore, rapporti veri né opere durature senza fatica.

Laici e cattolici riformisti cosa possono fare insieme?
È necessario respingere la dittatura relativista che lo Stato sta imponendo ai nostri figli, non si può più rimandare. Dobbiamo manifestare, parlare, scrivere e, sopratutto, educare all’importanza della responsabilità, al rapporto con l’autorità, al sacrificio. Per farlo occorre rimettersi davanti: sono necessari adulti che vivano quello che insegnano, perché i giovani oggi rischiano di pagare cara la nostra assenza.

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30 Commenti

  1. filomena scrive:

    Ma quali domande?

    • filomena scrive:

      Ma che strano…ora non solo non ci sono più le domande ma neanche il post in cui si chiedevano le risposte

    • Shiva101 scrive:

      Ma se è atea relativismo relativo a che cosa?

      Solo in certi ambienti ostili ad ogni “questione morale” una persona cosi può continuare a parlare.

  2. beppe scrive:

    fa piacere sentire dalla voce di stefania craxi queste parole limpide e di semplice buon senso. vorrei saper cosa ne pensano i vari galan, bondi, cecchi paone e compagnia sculettante che tra qualche mese ci troveremo nelle liste bloccate del nuovo e vecchio centrodestra. speroo che usino la ragione almeno quanto il loro nobile deretano.

    • francesco taddei scrive:

      con le liste aperte la gente non vota per chi lavora per il “bene pubblico” ma per chi lo assume nella pubblica amministrazione.

    • Antonio scrive:

      ciò farebbe di loro le menti più illuminate di tutti i tempi.

  3. Daniele Ridolfi scrive:

    Apprezzo il fatto che vi siano persone dichiaratamente atee (come Stefania Craxi, Giuliano Ferrara, ecc…) ma che, tuttavia, si riconoscono nei temi cari ai cattolici, soprattutto quelli inerenti la vita umana e la famiglia tradizionale: ciò testimonia che le istanze che i cattolici pongono nel dibattito politico non sono istanze “confessionali” (cioè tipiche ed esclusive dei cattolici), ma sono istanze condivisibili da tutti, anche da chi non crede.
    Mi viene da fare il confronto, però, con quei “cattolici adult(er)i”, cioè con coloro che si dicono cattolici ma, poi, su tante questioni la pensano in maniera contraria al Magistero ed alla Dottrina Sociale della Chiesa: allora è proprio vero ciò che il Signore disse, cioè che “Vi sono ultimi che saranno primi, e primi che saranno ultimi”.
    Penso ai cattolici del PD, i quali o non muovono un dito o, addirittura, sono d’accordo con le politiche socialiste. Ma penso anche, ad esempio, al fatto che sono rimasto deluso dopo che ho sentito che Salvini (Lega Nord) ha dichiarato che tra i punti programmatici della Lega c’è l’abrogazione della Legge “Merlin” e la conseguente riapertura delle “case chiuse”: la prostituzione, così come la tossicodipendenza, non la si combatte legalizzandola, ma la si combatte sul piano culturale-educativo e sul piano giudiziario (colpendo, in primis, clienti e protettori).
    Con quale faccia può Salvini uscirsene con la trovata della riapertura delle “case chiuse” (luoghi in cui la dignità della donna, così come quella del “cliente”, è considerata meno di zero ed il corpo viene mercificato) nemmeno una settimana dopo aver votato contro il Rapporto “Lunacek” (un rapporto che prevede la “pansessualizzazione” dei bambini sin dall’asilo)!? Come fa la Lega a dirsi dalla parte della famiglia naturale fondata sul matrimonio e poi volere la legalizzazione della prostituzione!? Qualcuno spieghi a Salvini che la legalizzazione della prostituzione fa a pugni con la difesa della famiglia.

    • Antonio scrive:

      Concordo al 100%. Ma i partiti “ragionano” così, qualsiasi schifo che porti voti e popolarità è da sostenere. Attualmente la maggior parte degli italiani rozzi, beceri e amorali, è pro-droga/pro-case chiuse. La chiamano libertà, quando è schiavitù bestiale ai peggiori vizi. Per queste masse balorde infettate da relativismo sessantottino e laicismo basta pagarci su le tasse e tutto diventa bello e sostenibile (chissà se nelle case chiuse loro manderebbero a lavorare le proprie compagne,mogli,figlie,sorelle…pagando le tasse,ovviamente). Poi se la cosa va contro la Chiesa meglio ancora,visto il clima di anticristianesimo che va tanto di moda. E i politicanti si adeguano.

      • filomena scrive:

        Antonio,
        io sono una persona che si può definire agnostica e per questo faccio molta difficoltà a comprendere comportamenti di tipo dogmatico. Mi piace però il confronto e il rispetto reciproco delle opinioni. Condivido che la prostituzione come modalità per guadagnarsi da vivere può non essere il massimo della vita e condanno in modo assoluto lo sfruttamento della prostituzione. Provocatoriamente però ti stimolo a ragionare sul fatto che se questa attività può essere degradante per qualsiasi persona oltre ad rsporla a dei rischi per la salute, ci sono diverse attività lavorative considerate dignitose e legittime che sono altrettanto dannose per la salute psicofisica e aggiungerei alienanti. Prova a pensare di lavorare otto ore alla catena di montaggio per una paga da fame o lavare scale con la gente che ti cammina sopra a dove hai appena pulito. Per converso ho spesso sentito dire da brave madri di famiglia “se mio marito mi compra quel gioiello che ho visto in vetrina stasera mi faccio passare il mal di testa”. Ecco, dove sta la differenza nello sfruttare il corpo? In fondo la sessualità è una funzione del corpo e anche una necessità fisiologica come le altre. O la si considera sporca solo perché non è finalizzata alla procreazione?

        • Antonio scrive:

          capisco il tuo punto di vista da agnostica,ma non concordo. Il fatto che esistano sfruttamento e alienazione nelle fabbriche o altrove non giustifica secondo me, la cosa. Le paghe dovrebbero essere dignitose, come lo è il lavoro in catena di montaggio o per fare le pulizie… puntare il dito su tante donne oneste, pulite, dignitose che spingono la carretta nella moralità (si lo so per te non significa niente) e nella decenza e sui problemi economici o di alienzazione che possono affrontare è benaltrismo puro. Affittare il corpo come si affitta una bestia da soma a me fa schifo, così come a tanti credenti e anche non credenti che ho conosciuto, franchezza per franchezza. Ovviamente per te la sessualità è un mero accoppiamento animalesco, vuoto di significato, mercificabile ed etichettabile come “necessità fisiologica”, ma per me e tanti credenti è molto di più. Quindi il confronto ed il rispetto reciproco non ci possono proprio essere, partendo da posizioni così diverse, altro che balle. Per te la morale è una burletta, per me no. Però continuo a chiedermi se chi considera accettabile l’umiliante mercificazione del corpo manderebbe la propria figlia, moglie, sorella a prostituirsi in vista di un miglior guadagno, invece che in fabbrica o altro lavoro dignitoso.

        • Alberto II scrive:

          “se mio marito mi compra quel gioiello che ho visto in vetrina stasera mi faccio passare il mal di testa”
          Ammappete Filome’ quanto sei caruccia!
          Eeeeh certo! Meglio fare la mignotta che le pulizie o la catena di montaggio!
          Uah uah uah! Se tu sei una donna io sono la brunetta dei ricchi e poveri!

  4. Cisco scrive:

    , la sessualità non è una funzione fisiologica come altre: questa è la genitalita’, una minima parte della sessualità. La sessualità ha un valore molto più grande, perché identifica il carattere e le relazioni tra persone. Ha un forte potere unitivo, oltre che procreativo, ed è per questo che in tutte le culture la si è voluta proteggere e valorizzare all’interno di una relazione stabile di coppia.

  5. filomena scrive:

    Il fatto che la sessualità sia una funzione fisiologica non esclude che nella maggior parte dei casi rappresenti anche un forte legame affettivo. D’altra parte nella premessa ho detto di essere volutamente provocatoria. Resta il fatto però che lo sfruttamento del corpo non può essere accettabile se non riguarda la sfera sessuale mentre viceversa diventa disonesto e immorale. Questa permettetemi è sessuofobia. Ben venga se si svolge all’interno di una relazione basata sull’amore ma questa è un’altra cosa. Come pure non si può dire che nel caso della signora col mal di testa va tutto bene per si tratta del marito che di fatto comunque la mantiene. Scusate ma almeno io sono sincera e coerente. I rapporti tra uomo e donna possono essere belli o brutti ma il matrimonio non li rende per definizione morali e migliori. Poi questo è il mio pensiero può piacere ed anche essere criticabile, come ho fatto io parlando di sessuofobia o di moralismo, altra cosa è il rispetto per le persone anche molto diverse da noi

    • Antonio scrive:

      il matrimonio non li rende morali e migliori,ma la prostituzione (a prescindere dalla religione) li imbruttisce e degrada, miss supponente “almeno io sono sincera e coerente”. Certo che se poi coerenti sono i cattolici, allora si etichettano come integralisti, bigotti ecc ecc. La tua comunque è sessuomania becera condita da quegli stupidi luoghi comuni relativisti che hanno devastato tutto ciò che di buono (non dico perfetto) c’era. Inutile dialogare con scarti del dna come voi, fautori della discarica idoelogica in cui ci troviamo.

      • Paolo scrive:

        L’unica discarica ideologica è quella che vorrebbe negare diritti a persone e che vorrebbe far passare il normale e naturale orientamento omosessuale per qualcosa di sbagliato…coraggio se ne faccia una ragione

        • Alberto II scrive:

          “normale e naturale orientamento omosessuale”
          Ahò, ma che stai a di’?!?
          Ma tu manco cor navigatore satellitare lo ritrovi, l’orientamento!

          • Paolo scrive:

            La semplice e lampante verità….che le piaccia o no è un proiblema squisitamente suo e della sua ideologia.

            • Alberto II scrive:

              Boh?! A me me pare invece che il problema sia tutto tuo, e manco tanto “squisitamente”!
              Infatti, quando due persone dello stesso sesso andranno a letto insieme e genereranno naturalmente un figlio, allora potrai parlare a ragion veduta di “lampante verità” riguardo alla boiata dell’orientamento omosessuale “normale e naturale”, fino ad allora ti toccherà far finta di crederci come fai ora.
              E lascia perdere l’ideologia, che di questa roba se tu ne hai colmo il cranio, io ne ho piene le palle!

            • LawFirstpope scrive:

              Due persone dello stesso sesso non possono neanche fare sesso in senso propriamente detto.
              Sto discriminando qualcuno o è la verità?

              • David scrive:

                Nessuna discrimazione anche perché se fai domande del genere non sai neanche cos’è il sesso quindi il problema non si pone.
                Basta pugnette.

                • Grillo Parlante scrive:

                  Beh, caro David, non che LawFistpope abbia bisogno delle mie chiose, ma mi sembra di capire che “fare sesso” propriamente detto significhi semplicemente dedicarsi all’attività riproduttiva della specie.
                  Dunque in base a tale definizione due uomini o due donne non possono mai e poi mai fare del “sesso propriamente detto”, ma al massimo possono aspirare a dedicarsi al reciproco “intrattenimento”, il quale, detto tra noi, si differenzia dalle semplici “pugnette” solo per il numero di partecipanti.

                  • LawFirstpope scrive:

                    L’ultima frase coglie l’essenza di quello che avrei voluto dire come neanche io avrei saputo fare…

        • Paolo scrive:

          Le giro il suo invito…vedrà andrà meglio!

          • Alberto II scrive:

            Che fai t’offendi?
            Mica dovresti sai?
            Sennò chi legge può dedurre dar via il deretano non sia “normale e naturale”!
            E non replicare che non ti sei offeso tanto non ci crede nessuno!

    • Cisco scrive:

      Infatti Filomena il corpo non deve mai essere sfruttato (ne’ per il proprio piacere ne’ per il proprio utile) perché l’uomo è un fine e non un mezzo.

  6. filomena scrive:

    Complimenti per il rispetto che dimostri pergli altri. Scarto di DNA lo dirai a qualcun altro

    • Alberto II scrive:

      Da che pulpito!
      Come uno che interra autobotti di rifiuti tossici e poi si indigna per il cagnolino che fa la pupì ai giardinetti!

  7. Leo d'Alessandro (ex abbonato) scrive:

    In relazione all’articolo su Stefania Craxi. Se ne lamentano tutti i genitori che mandano i loro figli nelle scuole superiori di Lanciano: gli alunni cattolici (pochi) e quelli bravi moralmente, ma anche gli alunni bravi nello studio (che risultano essere antipatici ai professori raccomandati-incapaci) sono i perseguitati politici dei professori, i quali li minacciano (talvolta in 6 contro 1, art. 416 del CP) perché così piace a quei pervertiti dei politici dai quali ottengono i favori per le loro mogli e i loro figli perché hanno perseguitato gli alunni cattolici e i bravi alunni sul piano morale e sul piano scolastico. La logica delle persecuzioni che ho descritto, emerge anche nella parabola del servo infedele (Luca 16, 1-ss) ma non succede solo nell’ambiente scolastico. Succede ovunque ci sono degli incapaci (che qui a Lancano sono tantissimi) che usano lo stesso metodo persecutorio nei confronti degli invalidi civili (ignari di essere oìperseguitati) in pieno centro sotto gli occhi dei carabinieri e dei poliziotti che chiudono tutti gli occhi e guardano per terra quando succede (cioè sempre a tutte le ore del giorno) e lo fanno per ottenere un posto di lavoro nel settore pubblico per andarlo a togliere ad una persona capace (e ci riescono sempre!) dove non sono in grado di svolgere il loro lavoro perché non sanno fare un bel niente. Qui a Lanciano ci sono dei professori che non sanno spiegare le loro materie perché non le hanno capite e ci sono dei medici ospedalieri che non solo non sono in grado di mettere un cerotto, ma non sanno neanche portare la barella. L’unica cosa che sanno fare è stare seduti mettendo a disagio le infermiere, i colleghi e l’ospedale nel quale lavorano. La gente lo sa e si presenta da lui per farsi fare una diagnosi e poi (siccome la diagnosi è sbagliata) lo va a denunciare fino a quando l’assicurazione e l’ospedale paga i danni che provoca. Tutto questo perché questi “sapientoni” di abruzzesi non vogliono andare a pasolare le capre, ma pretendono di farsi raccomandare dai politici perché vogliono fare i primari ospedalieri, i professori del liceo e molto altro con i più sentiti ringraziamenti ai compianti onorevoli abruzzesi e a quelli che sono ancora viventi. Un arrivederci a presto. Il vostro ex abbonato Leo. Continuate così.

  8. Toni scrive:

    Ha definitivamente bruciato la sua carriera politica.
    Strano che non l’hanno ancora ricoperta di insulti!

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