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Stamina. Vannoni rinviato a giudizio per tentata truffa

febbraio 7, 2014 Chiara Rizzo

Va a processo il fondatore di Stamina per un’inchiesta relativa ad un finanziamento da 500 mila euro che la giunta Bresso aveva prima concesso poi revocato, per un “laboratorio di staminali”. La difesa: «Non patteggeremo, reati in prescrizione»

Il gup di Torino Luca Del Colle ha rinviato stamattina a giudizio il presidente e fondatore di Stamina (che da qualche giorno non è più nemmeno una onlus, per le irregolarità riscontrate). Le imputazioni in quest’inchiesta sono quelle relative alla tentata truffa alla Regione Piemonte per un finanziamento di 500 mila euro per un laboratorio sulle staminali, che la giunta (allora guidata dalla piddina Mercedes Bresso) aveva prima concesso a Stamina e che poi ha revocato. Il processo inizierà il 3 aprile e la giunta della Regione dovrà decidere se costituirsi parte civile.

SOLO UNA DELLE INDAGINI. Questa inchiesta, condotta dal pubblico ministero Giancarlo Avenati Bassi, è però solo una di quelle che coinvolgono Vannoni o il dottor Marino Andolina (l’ex direttore del dipartimento trapianti dell’Ospedale Burlo di Trieste): la più scottante resta quella condotta dal pubblico ministero di Torino Raffaele Guariniello e avviata sin dal 2009. In quest’ultima inchiesta, giunta in fase di chiusura lo scorso 19 gennaio di quest’anno e che deve ancora passare al vaglio del gup, Vannoni e altre 12 persone sono indagate per associazione a delinquere e truffa, anche in relazione alle denunce presentati da 56 ex pazienti, per le manipolazioni e le trasfusioni di staminali in condizioni prive della minima sicurezza. L’inchiesta ha raccolto, tra l’altro, le testimonianze di pazienti che hanno avuto malori dopo le trasfusioni di staminali, e addirittura di parenti di persone decedute che mettono in relazione le morti alle “cure”.

IL DIFENSORE: «REATI PRESCRITTI». Oggi Vannoni non era presente in aula, ma il suo avvocato Roberto Piacentino ha anticipato ai giornalisti le strategie della difesa: «Non patteggeremo e non chiederemo il rito abbreviato. Riteniamo che sia già intervenuta la prescrizione e in ogni caso che non è stato consumato alcun tentativo di truffa. Vannoni non è venuto perché si tratta di un’udienza di carattere procedurale, in cui non è strettamente necessaria la sua presenza».

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1 Commenti

  1. Tobi says:

    toc toc toc!! C’è nessuno? Toc toc toc!! Non è che tra i giornalisti c’è qualcun altro, oltre a parlare del fuoco di diffamazione scatenato contro Vannoni (presunta truffa, andar in ospedale con il camice bianco, rapporti dei NAS su non ben specificati campioni, etc.), provi anche a far luce sul perché diversi pazienti, dopo le infusioni di stamina, hanno avuto dei miglioramenti impossibili per le loro patologie con le cure ufficiali, così come certificato da specialisti? C’è qualche altro giornalista che abbia il coraggio di approfondire questo tema, oppure sono tutti allineati nella campagna di diffamazione scatenata contro Vannoni? Per carità, la magistratura dovrà anche affrontare gli eventuali illeciti di Vannoni, ma i giornali tralasciano quello che è il centro della questione. Come mai diversi pazienti hanno ricevuto miglioramenti altrimenti impossibili dalla medicina ufficiale? Poi, se si vuol perseguire chi entra illecitamente con camice bianco in ospedale non penso faccia peggio di tutti quelli che con camici verdi (da sala operatoria) escono fuori dagli ospedali e vanno a prendersi il caffè ai bar, e poi rientrano nelle sale operatorie con quei camici verdi portandosi dietro agenti infettivi vari. Questi camici verdi da bar passano osservati? La priorità ora è solo colpire il camice bianco di Vannoni? Cosa deve pensare uno? Che lo si vuol mettere a tacere in tutti i modi possibili. Guai invece a parlare dei malati che hanno subito miglioramenti e cercare di capire come abbia funzionato in loro l’infusione stamina. E’ possibile fare una sperimentazione seria del metodo, oppure si vogliono solo fare giochi sporchi? Resto dei giornalisti, toc toc toc!!

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