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Stamina, le iene e l’olio di serpente

febbraio 2, 2015 Emanuele Boffi

A loro, ai Robin Hood da strapazzo, agli sputasentenze da quattro soldi, ai mentecatti senza vergogna nessuno andrà a rimproverare nulla

Comunque vada a concludersi in tribunale la vicenda Stamina, essa rimane uno dei migliori esempi recenti dell’ottusa balordaggine italiana. In essa si sono concentrati tutti gli elementi del solito circo informativo nostrano: un venditore che promette cure miracolistiche avversate dagli esperti e dalle perfide case farmaceutiche (perché lui “cura gratis”, mentre quelli fanno i soldi “sulla pelle dei malati”); un manipolo di integerrimi Robin Hood che, telecamera in spalla, pongono domande “scomode” mostrando guarigioni portentose al ritmo di jingle lacrimevoli e patetici; magistrati di ogni latitudine e grado che bocciano a più riprese sentenze di esperti che paragonano le pseudo cure all’«olio di serpente»; pavidi politici e ministri che, pur di sottrarsi al bailamme, mettono a disposizione, in tempi di crisi, finanziamenti per milioni di euro.

Aggiungici Celentano, Fiorello, qualche grillino senza zucca, la campagna Twitter e Facebook e il gioco è fatto. E la farsa è andata avanti per mesi, ormai anni, finché Beatrice Lorenzin – ministro con gli attributi – ha silenziato la cagnara. Ciò che colpisce è che a pagare è solo lo stregone e non quelli che fino a ieri stavano sul palcoscenico a interpretare la sceneggiata e ora si son trasferiti in platea a fischiare. A loro, ai Robin Hood da strapazzo, agli sputasentenze da quattro soldi, ai mentecatti senza vergogna nessuno andrà a rimproverare nulla. Anzi, Le iene sono state riconfermate in prima serata.

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12 Commenti

  1. assunta says:

    Relativamente al “circo mediatico” si rifletta anche sulle testimonianze dei genitori dei piccoli ammalati ,il cui interesse a favore dei figli e’ fuori discussione .Si rifletta sulla liberta’ di cura e ricerca in Italia in ordine alla vicenda Vannoni ma anche ad altre vicende per chiederci le ragioni per le quali la sperimentazione di terapie non convenzionali in campo medico sia fortemente ostacolata Si rifletta infine sugli interessi economici delle potenti multinazionali alle cui logiche sono spesso piegati gli interessi nazionali
    Non e’ certo che il caso Vannoni si chiuda con la vicenda giudiziaria ; e’ tuttavia certo che in altri paesi la ricerca sulle cellule staminali continua nella certezza che si possa giungere alla cura delle numerose malattie oggi trattate con farmaci che creano la dipedenza a vita dell’ammalato senza assicurarne la guarigione.

  2. luca says:

    Un articolo come tanti altri basati sul nulla. Se lei si ritiene un bravo giornalista vada a casa delle famiglie e senta cosa hanno da dire. Non scriva articoli basati su ciò che altri hanno già scritto, non aggiunge nulla alla verità. A mio parere, scritto così non ha nessuna rilevanza se non quella di farla sentire importante per mezza giornata. Ci vorrebbero più Robin Hood in questo paese, altro che..

    • Lillo says:

      Ci vorrebbero veri Robin Hood non le brutte copie citate nell’articolo.
      Anzi più che Robin Hood servono nuovi William Wallace. Perché è facile mettersi a capo di una massa senza una profonda implicazione nel merito della questione, ben più difficile è generare una coscienza di popolo con la quale far prendere coscienza della realtà a tutti.

      Mentre lo sciamano vendeva a povere vittime delle cure compassionevoli, migliaia di ricercatori facevano il loro lavoro. Sono lontanissimi da una terapia, perché la ricerca va fatta un passo alla volta, cercano di contribuire stringendo la cinghia (vista la crisi) con un mattoncino di conoscenza che probabilmente non li porterà a comparire nei libri di scienza (capaci di mostrare solo la punta dell’iceberg).

      Oggi non accettiamo più un lavoro lento, vogliamo la consolatoria e finta risposta dell’inganno alla faticosa strada della verità; a pagare sono principalmente i pazienti e i loro familiari, a seguire i contribuenti e tutta la società coinvolta nella questione in maniera superficiale dando lo stesso spazio mediatico a cantanti e ricercatori.

    • claudio says:

      Caro Luca, se preferisci farti curare da un ciarlatano come Vannoni, prego.
      Da parte mia preferisco essere curato da un medico ricercatore serio da Nobel come il prof. (in medicina non in letteratura) Silvio Garattini.
      Ripensaci.
      Ciao

  3. Giovanna says:

    Io spero che sempre più persone smettano di guardare il programma Le Iene et simili (forse è la volta buona che non vadano più in onda) e smettano di dar credito ai signori Celentano, Fiorello & C., che a ben guardare avrebbero pure una certa responsbilità e danno invece giudizi superficiali senza alcuna base scientifica.

    E brava la ministra Lorenzin che ha invece approfondito e dato retta a medici corretti, senza sudditanza venso giudici incompetenti che hanno consentito tutta la cagnara: ma questi non devono pagare per il male fatto e i finanziamenti (soldi di tutti noi) buttati?
    Giovanna

  4. Valentina Ciocconi says:

    Vergognati

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