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Stamina, al via i lavori della nuova commissione di esperti

giugno 10, 2014 Chiara Rizzo

Si sono riuniti in teleconferenza gli ematologi e i ricercatori di staminali italiani e stranieri. Dovranno esprimere un verdetto definitivo sul controverso metodo di Vannoni e Andolina

Lo scorso 7 giugno il vicepresidente di Stamina Marino Andolina (indagato per associazione a delinquere, truffa e somministrazione di farmaci pericolosi dalla procura di Torino, ma nominato dal tribunale di Pesaro commissario ad acta, autorizzato ad eseguire le trasfusioni di staminali per un bambino marchigiano) ha effettuato la prima iniezione al piccolo Federico agli Spedali civili di Brescia, scatenando una vera e propria rivoluzione. Il direttore generale dell’Agenzia del farmaco, infatti, ha minacciato le dimissioni in quest’occasione, e l’ordine nazionale dei medici ha denunciato gli «incredibili paradossi di una magistratura civile che nomina, quali propri ausiliari, soggetti già inquisiti per la stessa questione dalla magistratura penale». Oggi hanno iniziato i lavori i membri della seconda commissione di esperti nominata dal ministero della Salute, per indagare su cosa effettivamente faccia Stamina agli Spedali civili.

GLI ESPERTI. Il nuovo gruppo di esperti è stato incaricato di dare l’ultima parola, il parere definitivo, sul controverso metodo Stamina. È guidato da Michele Baccarani, ematologo di Brescia, e con lui collaboreranno altri due celebri ematologi italiani, Mario Boccadoro dell’università di Torino, e Giuseppe Leoni della Cattolica di Roma. Con loro ci sono poi anche specialisti internazionali: Ana Cumano dell’Istituto Pasteur di Parigi, il tossicologo statunitense Curt Freed, Moustapha Kassem dell’Università di Odense e la staminalista Sally Templer del Rensselaer center di New York. Il primo incontro si è svolto infatti in teleconferenza per garantire la partecipazione di tutti questi esperti.

CATTANEO: «REITERATO UN REATO». Intanto è polemica sulla prima “trafusione” a Federico: cosa sia stato iniettato al bambino pesarese, così come agli altri pazienti, per il momento è noto solo a Stamina. La senatrice Elena Cattaneo, un lungo curriculum come ricercatrice nel campo delle staminali, ha duramente attaccato la decisione del tribunale marchigiano: «A me sembra che sia stato reiterato un reato, oltre ad essere stata colpita nel più profondo qualsiasi deontologia medica». Le ha replicato l’avvocato difensore della famiglia di Federico, Tiziana Cucco: «I giudici di Pesaro hanno agito secondo la legge, e il tribunale si è scrupolosamente attenuto alla copiosa documentazione prodotta nei numerosi giudizi, oltre che alla legge 57 del 2013, che ha consentito a tutti coloro che avevano già iniziato il trattamento di proseguirlo».

LETTERA DEI GENITORI. Oggi i genitori dei pazienti che hanno ricevuto le infusioni con il metodo Stamina, e i sostenitori di Vannoni, hanno scrtitto una lettera aperta al presidente della commissione Baccarani: «Abbiamo appreso che la commissione Stamina, da lei presieduta, comincerà presto a lavorare e ci auguriamo che facciate in fretta, considerato che molti pazienti gravemente malati ripongono attualmente la loro speranza di sopravvivenza unicamente nella terapia Stamina». Alcune di queste persone hanno inoltre formato un comitato e avviato una petizione popolare, che si rivolge direttamente al Consiglio superiore della magistratura, perché difenda i giudici che hanno dato il via libera alle somministrazioni agli Spedali civili di Brescia. Intanto il fondatore di Stamina, Davide Vannoni, ha tuonato: «Il comitato non può bocciare Stamina, ma deve solo disegnare una sperimentazione clinica su una patologia individuata da Stamina e mettere le metodica in un laboratorio Gmp (Good manufacturing practices) senza modificarla e confrontandosi con Stamina per i criteri di valutazione sulla sicurezza adottati».

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