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Spinelli accetta candidatura Europee. Polemiche a sinistra: «Ma non avevamo detto “prima le persone”»?

giugno 10, 2014 Caterina Cazzaniga

Non convincono le spiegazioni date dalla giornalista di Repubblica. Il garante Guido Viale: «Vuole decidere da sola, in modo unilaterale»

L’8 giugno Barbara Spinelli ha replicato alle accuse che le sono state mosse negli ultimi giorni con una mail scritta per il vertici della sua lista “L’altra Europa con Tsipras”. L’editorialista di Repubblica, ha così spiegato la scelta di entrare in parlamento a Bruxelles: «Non è vero che ho preso la mia decisione in solitudine come molti suppongono e come è stato scritto. L’ultimissimo segmento della decisione è stato solitario, è vero, ma lo spazio di tempo fra il 26 maggio e la giornata di ieri non è stata affatto vuota. Non è stato un tempo in cui mi sono chiusa in una sorta di torre d’avorio. È stato uno spazio fitto di consultazioni, di contatti, di discussioni fra garanti, di pressioni contrastanti, e anche di attacchi personali violenti e ingiusti alla mia persona, alla mia coerenza». Spinelli ha sempre avuto l’appoggio di Alexis Tsipras e ora avrebbe anche il sostegno di molti parlamentari del Confederal Group of the European United Left/Nordic Green Left (Gue) e non solo.

«CARNE DA MACELLO». Entra in parlamento insieme a Spinelli anche Eleonora Forenza di Rifondazione Comunista. Questo fatto non aiuta ad allentare la tensione emersa ultimamente: Sel, una cui parte degli esponenti già si era mostrata scettica nei confronti della lista di Tsipras, ha visto escluso il suo candidato Marco Furfaro candidato per la circoscrizione di Centro. L’ipotesi è che il partito di Nichi Vendola abbandoni questo progetto unitario per appoggiarne uno nuovo, magari con la collaborazione del Pd di Matteo Renzi.
La mail della giornalista risponde a critiche come quelle del coordinatore Sel Nicola Fratoianni. Egli ha espresso forte disappunto per i metodo adottati da Spinelli in questi giorni: «Il suo ripensamento è avvenuto con una modalità che ha il sapore di un sequestro proprietario di un percorso collettivo, una scelta fatta nella completa solitudine di chi è incapace di misurarsi e confrontarsi».
Lo stesso Furfaro in una lettera pubblicata su L’Huffington Post ha denunciato il comportamento scorretto della capolista: «Siamo stati trattati come carne da macello in questi giorni. Senza nessuna cura per le persone in una lista che recitava “prima le persone”».

FEDELTA’ ALLA LISTA. La situazione è diventata molto tesa nella serata del 7 giungo quando Spinelli ha deciso di rompere un silenzio di giorni con una lettera che annunciava la sua decisione definitiva. Nella missiva la giornalista ha illustrato le ragioni della sua “sofferta” decisione respingendo le accuse di tradimento: in primo luogo le avrebbero fatto cambiare idea la gran quantità delle preferenze espresse in suo favore (ben 37.056) il 25 maggio, preferenze che devono essere rispettate, come Spinelli stessa ha dichiarato: «Mi sono resa conto, il giorno in cui abbiamo conosciuto i risultati, che sono veramente molti coloro che mi hanno scelto neppure sapendo quel che avevo annunciato: anche loro si sentirebbero traditi se non tenessi conto della loro volontà». Altra motivazione fornita dalla giornalista è che «la situazione politico-elettorale stava precipitosamente cambiando»; avrebbe dunque accettato l’incarico di europarlamentare per fedeltà alla lista di cui è garante e al progetto di una nuova Unione Europea. Questo progetto, secondo Spinelli, sarebbe stato messo a rischio da interessi di parte emersi dopo le elezioni e contrari alla lista.
Già prima della dichiarazione ufficiale del 7 giugno Spinelli era stata criticata da esponenti di Tsipras come Guido Viale, uno dei garanti. Egli infatti nel corso della assemblea della mattina del 7 giugno a Roma aveva dichiarato che «Spinelli vuole decidere da sola, in modo unilaterale». L’assemblea stessa aveva prodotto un documento condiviso contro la candidata: «Chiediamo che le scelte e le responsabilità – anche quelle in apparenza più personali come l’accettazione o meno di un seggio – vengano prese nella consapevolezza del fatto che sono parte di un processo collettivo».

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