tempi.speciale meeting Martedì 16 Marzo 2010 
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Cavallini selvaggi

Dove vanno i bambini mentre i loro genitori visitano la fiera? E soprattutto: chi li fermerà?

di Fred Perri
 Dove vanno i bambini? E ancora: chi li fermerà? Nessuno, neanche se volesse farlo, per un qualsivoglia, assurdo motivo. Perché il senso del Meeting attraversa anche e soprattutto questi ragazzini che saltano da una parte all’altra della fiera, mai accaldati, mai domi, talvolta accompagnati dai genitori, ma spesso allo stato brado, cavalli selvaggi, ma non (o non solo, perché può succedere che siano un po’ selvaggi, siamo/sono esseri umani, come noi, solo più piccoli e con meno inibizioni di noi) nel senso di liberi, anzi due volte nel senso di liberi. Spesso liberi dai genitori che sono a seguire qualche incontro, che corrono da uno stand all’altro alla caccia di un’immagine, di un relatore, di una mostra, ma anche di una piadina o di un piatto di pasta. Ma sono anche liberi, della libertà di chi si sente a casa, di chi capisce che è in un posto “amico”, di chi si sente parte di un tutto dove c’è posto non solo per i grandi ma soprattutto per i più piccoli, perché al Meeting non sono un sovrappiù da parcheggiare da qualche parte. Sono protagonisti. Io sono stato al Meeting con due figli, con tre figli, con figli appena nati, con figli bambini, ragazzini, quasi adulti. I bambini al Meeting partecipano, a qualsiasi età, i bambini corrono, vanno. A un occhio disattento o superficiale potrebbero sembrare pacchi da parcheggiare perché i genitori hanno altro da fare, potrebbero apparire dispersi, ma non è mai così.
I bambini al Meeting sanno di cosa si tratta, sanno di cosa si parla, conoscono i suoi sentieri meglio degli adulti, perché i bambini sentono quello che succede, hanno antenne satellitari, hanno radar. Dove stanno correndo? Dove c’è qualcosa da imparare, ma anche da insegnare, perché è così che funziona qui, è una scuola dove si viene volentieri e quando suona la campanella perché bisogna andare via, al contrario di quello che succede nelle scuole italiane, tutti sono tristi e vorrebbero rimanere ancora. Perché si gioca, ma anche si apprende. Poesie, disegni, libri, incastri, amicizie, lavori, divertimento, attenzione, concentrazione. Vita. I bambini sanno che al Meeting non si butta via nulla, che ogni attimo è una piccola sorpresa, qualcosa di speciale. I bambini al Meeting vanno in un punto ben preciso. Hanno una destinazione. Un destino.

 

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