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Come si salva un pianeta sovraffollato? Facendo figli. Così la storia ha smentito i profeti della “bomba demografica”

giugno 1, 2014 Benedetta Frigerio

Una studiosa americana ribalta il pregiudizio antinatalista: sono proprio le famiglie con bambini a prendersi maggiormente cura dell’ambiente e delle sue risorse

Quante volte abbiamo sentito ripetere che la sovrappopolazione sta soffocando la Terra, che presto le risorse finiranno e che l’unica soluzione è una rigida politica di controllo delle nascite, soprattutto nel Terzo mondo? Da decenni ormai scienziati e intellettuali più o meno rispettati vanno ripetendo che le «coppie con figli sono egoiste, narcisiste e irresponsabili», una vera sciagura per chi ama l’ambiente. Peccato che le loro fosche teorie e predizioni catastrofiche, rinforzate dall’allarme per il riscaldamento globale e dalla moda ecologista dilagante, non si siano mai avverate. Per tutti costoro dunque, ha scritto su The Atlantic la dottoressa Sheril Kirshenbaum, direttrice dell’Energy Poll dell’Università del Texas (Austin), già consulente del Senato americano sui temi di politica energetica e climatica, è venuto il tempo di rassegnarsi all’idea che molto probabilmente “Fare figli non distruggerà il pianeta”. Anzi.
«Molti miei amici e colleghi accademici – scrive Kirshenbaum – annunciano di non voler fare figli per “salvare il pianeta”. Per loro i numeri della popolazione sono una semplice equazione input-output nella quale più persone creano più problemi». Fortunatamente però, obietta la ricercatrice, «non basta la matematica per capire i meccanismi che spostano l’equilibrio della vita sulla Terra», e la storia ha dimostrato che «un pianeta affollato non è necessariamente condannato». A patto che le persone siano disposte a cambiare «il modo in cui scelgono di vivere».

PREVISIONI ROVESCIATE. Kirshenbaum intende rovesciare i miti intellettuali affermatisi grazie al successo di teorie come quella di Malthus o quella di Paul Ehrlich, il professore di Standford autore nel 1968 del best seller The Population Bomb (La bomba demografica). Quel libro, ricorda la scienziata, scatenò il panico convincendo moltissimi che «nei successivi decenni non ci sarebbe stato abbastanza cibo per sfamare l’umanità». Così «la sovrappopolazione cominciò ad apparire come la crisi ambientale preminente della nostra epoca» e rinunciare ai figli divenne una virtù.
Tuttavia, «cinque decenni dopo», le «tremende previsioni» di Ehrlich e dei malthusiani non si sono ancora avverate. Al contrario, osserva Kirshenbaum, la popolazione mondiale sta tutt’ora crescendo, e soprattutto è migliorata la qualità della vita anche nelle regioni povere e sovraffollate dell’Africa e dell’Asia. E paradossalmente, se è vero che «nel 2050 la popolazione umana raggiungerà un picco di 10 miliardi di persone per poi decadere per la prima volta nella storia moderna», e se è vero che il tasso di fertilità globale è crollato dai 5 figli per donna degli anni Sessanta ai 2,5 di oggi, è proprio a causa dei progressi che hanno abbattuto i tassi di mortalità infantile in tutto il mondo.

UN PROBLEMA DI SPRECO. Infatti se ancora adesso «un miliardo di persone al mondo soffrono di fame cronica» non è perché manchino le risorse, ma «perché il cibo non le raggiunge», scrive Kirchenbaum. Il problema, cioè, è di spreco e di distribuzione. Perciò «il modo che abbiamo per esercitare un impatto immediato è semplicemente quello di contenere lo spreco del cibo, che negli Stati Uniti è di circa la metà di quanto ne produciamo. (…) Trentuno milioni di tonnellate di cibo prodotto ogni anno non vengono consumate». E la questione riguarda anche l’energia, perché «sprecare cibo è sprecare energia» impiegata per la sua produzione. Ma il vantaggio della “Green Revolution”, spiega la studiosa americana, è proprio che «ha reso possibile coltivare più cibo», tanto è vero che oggi «quando e dove si verificano carestie, esse sono in larga parte dovute più a deficit distribuitivi che a mancanza di risorse».

MEGLIO MOLTIPLICARSI. Insomma il futuro del mondo, secondo Kirchenbaum, dipende proprio dall’uomo e dalle sue scelte, cioè proprio da quello che «molti miei colleghi combattono». Scrive la ricercatrice: «Presso l’Università del Texas, ad Austin, esamino gli atteggiamenti nazionali in materia di energia e ambiente. Negli ultimi anni ho iniziato a notare che le persone con i bambini tendono ad essere più preoccupate per l’ambiente rispetto alla popolazione generale e più interessate a cambiare il loro comportamento per essere consumatori intelligenti. Ad esempio, i genitori sono sempre più propensi ad ammettere che il cambiamento climatico sta avvenendo. Esprimono anche più interesse per l’acquisto di auto ad alta efficienza energetica e di installazione di pannelli solari». Così, paradossalmente, quando le coppie benestanti delle nazioni sviluppate «scelgono di non avere figli per “il bene del pianeta” possono anche essere mossi da buone intenzioni», ma in realtà i dati evidenziano che «non stanno facendo investimenti nel lungo periodo». E se prima si poteva solo «intuire che i genitori sentono di avere una responsabilità più grande per il futuro e che vogliono il meglio per le loro famiglie, ora abbiamo i dati che dimostrano che è vero».

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24 Commenti

  1. Jens scrive:

    Completamente in disaccordo. Non so quanto tempo sono destinate a durare le risorse per sopravvivere, posto che debbano durare. Ma la realtà nuda e cruda che Tempi si ostina a voler negare è che la temperatura media della Terra negli ultimi 250 anni è aumentata di 2.5 °C. Lo volete capire sì o no che un aumento di temperatura così repentino non si è mai visto sulla faccia della Terra?
    E’ chiaro a qualunque scienziato che se si aumenta la concentrazione di CO2, la temperatura media terrestre può solo aumentare. Pensateci bene: fino a 250 anni fa eravamo meno di un miliardo. Ora su questo pianeta siamo 7 miliardi e nel 2050 verosimilmente 9 miliardi.
    Avete idea di cosa significa questo? Significa che la concentrazione di CO2 aumenta a dismisura per forza di cose. Non c’è da stupirsi che nel giro di 250 anni la concentrazione di CO2 è passata da 280 ppm a 390 ppm: l’uomo per vivere emette CO2.

    Non so se si troverà una soluzione per i problemi di sopravvivenza (cibo e acqua). Di certo c’è che l’aumento di temperatura porta alla fusione delle calotte polari con conseguente innalzamento del livello medio del mare (previsti 80 cm nel giro di 100 anni). Questo problema è già all’ordine del giorno in alcuni arcipelaghi dell’oceania e in alcune zone del Sudest Asiatico, dove la popolazione è costretta a migrare verso l’interno a causa dell’aumento del livello del mare.

    Una volta le guerre, la fame, le carestie e le epidemie mantenevano “salda” la popolazione mondiale, evitando aumenti repentini. Oggi tutto questo c’è in misura molto più ridotta. Ogni ulteriore commento è superfluo.

    • beppe scrive:

      jens, perchè deve essere superfluo il prossimo commento e imperdibile il tuo?

    • Carlo scrive:

      Sei un bravo discepolo del catastrofista Sartori.
      Non ti viene in mente che molte delle cose che ti hanno detto sono autentiche bufale?

    • martino scrive:

      Caro jens, vai su google earth e guarda il deserto del sahara. Se solo 1% di quel territorio fosse sottratto alla desertificazione (es. scavando pozzi) di quanto si ridurrebbe la temperatura della terra?
      Ma a troppi quel deserto conviene.

    • Luca_P scrive:

      Sinceramente non so dove abbia studiato, ma relativamente al rapporto vita CO2, le cose stanno all’opposto di ciò che hai scritto, l’uomo per vivere mangia CO2, anzi più in generale la CO2 è il cibo della vita.
      Senza CO2 non esiste la vita.
      Spero sia chiaro il concetto.

      • Jens scrive:

        A tutti quelli che mi hanno risposto.

        Beppe: il prossimo commento è superfluo, perché potrei dire tante altre cose. Ma evito di dilungarmi su cose che esulano dall’argomento

        Carlo e Luca_P: io mi occupo di clima, pertanto so di cosa sto parlando quando esprimo certi pareri. Se ciò che si dice sul clima fosse una bufala, allora bisognerebbe spiegare perché la CO2 è aumentata di 100 ppm negli ultimi 250 anni e perché la temperatura media globale è aumentata di 2.5 °C nello stesso periodo. Sarà anche vero che la Terra ha vissuto periodi più caldi o più freddi di quello attuale (differenze di 5-10 °C rispetto ad oggi), ma è anche vero che il cambiamento di temperatura è avvenuto su scale di tempo molto più lunghe (millenni).
        Si consideri poi che la Terra non ha mai avuto una popolazione di 7 miliardi di persone e che il nostro pianeta ha i suoi tempi (molto lunghi) per rispondere: in altre parole, se anche fermassimo la crescita della popolazione in questo preciso istante, la temperatura media globale continuerebbe ad aumentare ancora per qualche decennio (di qualche grado o decimo di grado), prima di arrestarsi.
        Certo che senza CO2 non esiste la vita, come anche senza l’effetto serra non esiste la vita: non è dannoso il fatto che esistano (anzi, quello è di vitale importanza!), piuttosto è dannoso il loro incremento.

        Martino: i deserti sono un caso particolare e meritano una discussione a parte. Ti basti sapere che il bilancio radiativo annuale netto sui deserti è negativo (sic! anche sul Sahara!), nonostante il fatto che siano spesso dannatamente caldi. Hanno a che fare con il global warming ma sono un effetto “secondario”.

        • Luca_P scrive:

          Guarda io ho scritto una cosa precisa, la CO2 è il cibo della vita.
          Ossia l’alimento principale del mondo vegetale è la CO2, il mondo vegetale trasforma la CO2 in tante cose tra cui, l’erba che alimenta il bestiame e la frutta e la verdura che mangiamo direttamente noi.
          Quando mangi una mela stai mangiando un sacco di CO2, il che è un pò diverso da ciò che hai scritto: “l’uomo per vivere emette CO2″; la realtà è l’uomo per vivere mangia CO2.
          Quella che emette non è per vivere, ma per condurre una vita moderna, ciò che non va non è fare figli, ma lo stile di vita.
          Altrimenti si continua con le balle astronomiche tipo quella che un bovino inquina più di un suv, per caso ti risultà che un bovino emette sostanze cancerogene come il suv, oppure che il suv emette deiezioni che puoi usare come ottimo fertilazzante naturale nei terreni?
          Se t’interessi di clima allora dovresti sapere che sino a 5 o 6 anni (fonte FAO) la deforestazione al netto dell’afforestazione era di 73.000 Kmq all’anno, +- 3 Sicilie, il che significa circa 40 milioni di tonnellate annue di CO2 non consumata. Chissà perchè di questo problema non se ne parla mai, forse tale problema nell’ultimo lustro è stato risolto? Non conosco i dati recenti ma ci credo poco.
          A meno che tu non pensi che siccome non sarebbe possibile ritornare ad uno stile di vita più consono allo natura, la soluzione è quella della decrescita felice, ma la felicità a mio avviso non la fa la quantità ma la qualità.
          Non si possono analizzare questioni così complesse, trattandole a comparti stagni. Tutto è interdipendente tra loro.
          Non puoi trattare la CO2 senza considerare che se ne emetti un pò durante la respirazione, ne consumi molto di più mangiandola attraverso il cibo.
          Sono d’accordo che la CO2 è aumentata, ma le cause sono essenzialmente due, la deforestazione ed il consumo di combustibili fossili, è necessario cambiare drasticamente stile di vita, il numero di abitanti della terra influisce relativamente, gli USA il 5% della popolazione utilizzano il 25% dei combustili fossili.

          • Jens scrive:

            Non mi fanno rispondere. Grazie per la libertà di espressione…

          • Jens scrive:

            Finalmente mi fanno rispondere.
            Rispondo punto per punto.

            1) CO2: aumento popolazione mondiale o postumi da rivoluzione industriale?
            Forse sono stato troppo drastico nel mio precedente intervento.
            Il dato di fatto è che la temperatura media globale ha iniziato ad aumentare quando è iniziata la rivoluzione industriale e con essa il consumo di carburanti fossili.
            Quale dei due, tra aumento della popolazione e consumo dei carburanti fossili, sia la maggiore fonte di riscaldamento globale è ad oggi un dilemma non risolto. Di certo c’è che ultimamente diversi climatologi sono preoccupati dall’aumento della popolazione e solo in parte dal continuo aumento dell’uso dei carburanti fossili.
            Sono comunque d’accordo con te che occorre cambiare lo stile di vita per poter vivere in maniera egregia. Altrimenti si rischia di andare incontro a conseguenze potenzialmente pericolose.

            2) CO2: cibo per l’uomo?
            Ammetto di non essere un medico, ma a quanto mi risulta l’uomo espelle la CO2. Se la mangiasse non la espellerebbe. Dunque per vivere emette CO2.
            L’uomo si nutre di organismi che consumano la CO2 per il loro fabbisogno quotidiano. Ma da qui a dire che l’uomo si nutre di CO2 ne passa: è un po’ come dire che l’uomo si nutre di escrementi perché fertilizzano la terra da cui nascono le piante…

            3) Un bovino inquina più di un suv?
            E’ ovvio che un bovino non emette le sostanze cancerogene che emette un suv.
            I bovini piuttosto emettono CH4, che è un gas serra 20000 volte più potente del vapore acqueo, che rimane il principale gas serra atmosferico (e 1000 volte più potente della CO2).
            Si stima che il 10% dell’effetto serra totale sia dovuto a flatulenze bovine (in altre parole: eliminando il 50% dei bovini la temperatura media scenderebbe di 1.5 °C)
            Scherzando, ho più volte avanzato la proposta di sopprimere 4 bovini ogni 10 e tenere solo per noi europei occidentali i restanti bovini: tanto la popolazione europea è stabile e senza bovini altrove la popolazione non può aumentare…

        • Lela scrive:

          Sarò ignorante io, ma veramente esistono dati scientificamente accurati (e paragonabili a quelli attualmente registrati) sulla temperatura media del pianeta e sulla composizione molecolare dell’atmosfera terrestre risalenti al 1750??? Prima che Lavoisier facesse la prima analisi dell’aria in assoluto? Una media di dati provenienti da tutto il globo? Mi sembra un po’ strano, potresti citare qualche fonte?

          • Jens scrive:

            Di dati “esatti” sulla temperatura globale prima del 1600 non ce n’è. Tuttavia si può ricostruire l’andamento della temperatura media globale attraverso proxy data quali: sedimentazione, tronchi degli alberi, reperti storici particolari…
            Per andare indietro di migliaia di anni si fa uso del cosidetto delta O18 ( http://it.wikipedia.org/wiki/Delta-O-18 ): in pratica è una misura di quanto l’atmosfera in un determinato periodo storico fosse in grado di trattenere l’isotopo 18 dell’ossigeno. Per una spiegazione più completa basta cliccare su google “delta O 18″: compare tanta roba.
            Per risalire ancora più indietro nel tempo si guardano i sedimenti marini in qualche modo ricongiungibili al campo magnetico terrestre e/o al livello del mare.

          • Jens scrive:

            Scusa, sono stato impreciso. Il delta O18 misura quanto O18 è presente nell’atmosfera in un determinato periodo: se ce n’è molto, allora vuol dire che l’evaporazione dell’acqua oceanica è “forte”, dunque si tratta di un periodo caldo. Viceversa, se di O18 in atmosfera ce n’è poco, allora vuol dire che è tutto concentrato nell’oceano, dunque si tratta di un periodo freddo (l’O18 è un isotopo più pesante dell’ossigeno “classico” O16).

            • Lela scrive:

              Grazie della spiegazione, è molto interessante questa cosa, non la conoscevo! Personalmente ritengo che la causa di tutto ciò sia lo stile di vita degli esseri umani, soprattutto i paesi in neo-sviluppo industriale come la Cina, dove non si fanno i problemi di emissioni che si fanno giustamente in occidente. Con una migliore gestione dell’energia e delle risorse questo pianeta potrebbe sostentare tutti noi e i nostri figli in futuro, senza contare che senza figli non avremmo più nuove idee e conseguenti evoluzioni tecnologiche per risolvere questi problemi!

  2. Sandro scrive:

    ma usare il cervello no? Eh!

  3. leo aletti scrive:

    Grazie Benedetta Frigerio sono d’accordo. Denatalirà ai minimi storici in Italia con aumento impressionante della povertà.

  4. augusto scrive:

    Le elites nostrane per decenni ci hanno angosciato con la storia della “bomba demografica”, per cui si esaltavano aborti, contraccettivi,famiglie ristrette, ecc. Adesso a causa della denatalità, le stesse elites hanno costretto le autorità politiche a spalancare le porte all’immigrazione ,senza limiti, per compensare tale decrescita demografica, una coincidenza ?

    • Antonio scrive:

      secondo me no. L’immigrazione, tra i tantissimi danni che provoca, è studiata per questo. E’in atto un piano per sostituire i popoli con cozzaglie straccione e meticce senza identità, senza valore, senza cultura e valori solidi di riferimento. Un branco di pezzenti imbastarditi con le peggiori etnìe del pianeta pronti a lavorare come animali per un tozzo di pane. Gente che rinnega valori come patria, religione, ordine, morale… il sogno della feccia internazionalista,buonista, pro-immigrati e progressista, utile idiota per realizzare questo scempio. L’invasione è in atto: gentaccia a orde ovunque, città irriconoscibili, degrado ovunque.

  5. blues188 scrive:

    Il concetto di ‘pianeta sovraffollato’ è un enorme errore. Se Dio l’ha creato com’è (e Dio non può sbagliare), cerchiamo di capire che non esiste sovrapopolazione, una cosa sciocca e senza nessuna prova. Le risorse ci sono e ci sono per tutti. Non va dato ascolto ai soliti catastrofisti di sinistra. Qualcuno ricorda quando tempo addietro i comunisti affermavano che non bisognava più far figli? Bene, qualcuno ha abboccato e al massimo ne ha fatto uno. Risultato: siamo un popolo di vecchi, stanchi di meravigliarci per il Creato, stiamo riempiendo il nostro mondo di capelli bianchi che, però, mancano di saggezza. Infatti arriva un come Jens e anche lui, spaventato chissà da chi, si mette a scrivere certe sciocchezze come quelle scritte.

    • Jens scrive:

      Io mica sono spaventato. E poi prima di dire che scrivo sciocchezze informati e capisci se ciò che scrivo ha valore scientifico o no. Fino a prova contraria la scienza ci dice certe cose. Se ci vuoi credere, bene, se non ci vuoi credere, affari tuoi. Ma non dire poi che nessuno ti aveva avvertito.

    • filomena scrive:

      Il problema é quel “se”. Parti da un presupposto non provato e che nessuno può provare: Dio ha creato il pianeta e non può sbagliare. Il resto del post é una conseguenza di ciò.

  6. giovanni scrive:

    Sono d’accordo che un pianeta più affollato, non è un pianeta condannato, è innegabile comunque, che le risorse non sono infinite, e quindi bisogna ridistribuirle meglio, l ‘unica via percorribile allora, è quella di cambiare il nostro modo di vivere………… Voglio vedere quanti ( me compreso) sono disposti a cambiare

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