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Sochi 2014. Il teatrino sui diritti gay in Russia durerà almeno i venti giorni che si meritò il Tibet?

gennaio 26, 2014 Fred Perri

L’Occidente, con la sua tradizionale ipocrisia, cerca in continuazione di lavarsi la coscienza con proclami di grande effetto mediatico ma di scarso impatto pratico

Lo so, voi vorreste che mi esibissi sul caso Guarin-Vucinic. Troppo fresco, troppo facile. Magari la prossima volta. Adesso voglio tornare sulla vicenda di Mario Pescante, il membro italiano del Cio (Comitato olimpico internazionale) che ha attaccato Obama reo di mandare «quattro lesbiche» all’Olimpiade di Sochi.

A parte che a Obama “je rimbalza”, Pescante, avendo toccato, con un fraseggio non particolarmente politically correct, una delle più forti lobby del momento, è stato sotterrato di insulti dalla rete (mi viene male a usare questa espressione). Così si è perso di vista il cuore del problema.

E cioè che l’Occidente, con la sua tradizionale ipocrisia, cerca in continuazione di lavarsi la coscienza con proclami di grande effetto mediatico ma di scarso impatto pratico. Mi spiego: in Russia le libertà civili, non solo quelle dei gay, sono alquanto inesistenti. Lo erano prima dell’Olimpiade, però, e lo saranno dopo. Solo che, passato il circo di atleti, tv e immagini in mondovisione, spariranno anche Obama e tutti gli altri. Come sono scomparsi i libertari di Pechino, quelli che si accorsero, alla vigilia dell’Olimpiade del 2008, che il Tibet era stato occupato dalla Cina nel 1950.
E, a sipario calato, venti giorni dopo, se lo sono dimenticato. L’Occidente dei politicamente corretti è futile come un tweet, 140 caratteri che scalano verso il basso e vengono inghiottiti dal nulla.

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3 Commenti

  1. luca scrive:

    punto primo il titolo che avete scelto dice tutto riguardo le vostre idee.
    punto secondo, se queste cose come voi dite non funzionano cosa funziona? il nulla che fate voi?
    è vero in russia sono molti i diritti umani calpestati ma i gay sono i più duramente colpiti e anche io se fossi un atleta sarei molto incerto se partecipare ad una competizione che arricchirà un paese che odia chi è come me. anche io come atleta userei la mia visibilità per dire la mia.
    sentir parlare voi di ipocrisia è veramente surreale

  2. Marco scrive:

    Alle passate olimpiadi di Pechino ricordo l’intervista ad un atleta italiano a cui veniva chiesto se fosse giusto boicottare le olimpiadi e se lui lo avesse fatto visto che Pechino occupava il Tibet.
    L’atleta molto lucido disse: “Ma cosa mi volete chiedere a me che ho lavorato 4 anni per arrivare a partecipare a questa olimpiade di non andare? E che pensate che vi risponda? E credete che se io partecipo ai giochi allora sono a favore dell’occulazione del Tibet? Io ho fatto il mio lavoro in questi anni. I politici devono fare il loro per cui non è giusto che a me venga detto di buttare quattro anni di lavoro per le loro battaglie. Troppo facile fare i boicottaggi con il lavoro degli altri! Andate voi a protestare (rivolgendo i al giornalista) io faccio la mia gara. A questo punto invito le associazioni LGBT ad andare a protestare a La Mecca contro le persecuzioni gay. Il biglietto lo offro io. Non mi fate i discorsi. Voglio i nomi di chi parte e i carrello i che indosseranno di fronte alla moschea. Dopo le foto e i servizi sui giornali rimborso tutto.

  3. Remo scrive:

    “Mi spiego: in Russia le libertà civili, non solo quelle dei gay, sono alquanto inesistenti. ” O_O ma come?! Putin non era il nuovo “faro dell’Occidente”? Il nuovo uomo della Provvidenza? e adesso mi dite che in Russia i diritti e le libertà civili son carta, manco fosse l’ultimo dei dittatori.

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