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Socci: «I cattolici di questo governo riusciranno a salvare il paese?»

maggio 1, 2013 Redazione

Qual è stato (ed è) il compito dei cristiani nell’organizzazione politica? Chi può pacificare questa terra? Si può scommettere sui cattolici? Antonio Socci scrive al Foglio

«Qual è stato (ed è ancora) il compito principale dei cristiani nell’organizzazione politica del mondo?». Lo domanda Antonio Socci attraverso un articolo inviato a Giuliano Ferrara e pubblicato sul Foglio di oggi, intitolato “Vedo in opera una pacificazione storica italiana guidata provvidenzialmente da giovani leader cristiani”. Una domanda che c’entra, naturalmente, anche con la nascita del governo Letta e con il ruolo che in esso hanno i cattolici.
La risposta se la dà lo stesso Socci, ed è sorprendente: il loro compito è stato «la desacralizzazione del mondo. La sua laicizzazione». Una missione iniziata addirittura dal popolo d’Israele. «Come Ratzinger spiegò in un memorabile discorso a Parigi, la prima conseguenza della rivelazione biblica è la liberazione dalle superstizioni. Anche da quelle politiche. La desacralizzazione del mondo compiuta dai cristiani ha riguardato pure il potere che tutte le religioni pagane sacralizzavano». «In questo modo Dio ha creato lo spazio della libera coscienza individuale (e quanti martiri!), ha portato alla demolizione di assolutismi e teocrazie e in seguito alla svolta costantiniana, che è anzitutto la desacralizzazione dello Stato e l’inizio della vera laicità e della libertà di coscienza (…)».

LA SVOLTA PROVVIDENZIALE. «Con l’inizio della modernità gli Stati sono tornati all’assolutismo e ancora una volta la Chiesa si è trovata a combattere contro tutti questi fenomeni che erano una forma di risacralizzazione pagana del potere. (…) Nella vita del nostro paese è andata in scena una guerra civile permanente. Ebbene, provvidenzialmente, nelle ultime settimane qualcosa è accaduto. Sembra affacciarsi una pacificazione storica e non è un caso che a guidare questa laicizzazione della politica siano tre giovani cattolici (Letta, Alfano, Mauro). Anche nel Dopoguerra era stata una classe dirigente cattolica a salvarci dalle pericolose forme mitologiche della politica».

A conclusione, Socci pone un’altra domanda: «Basta un governo per realizzare una svolta simile? Chi può pacificare e sminare questa terra? Proprio i cattolici – facendo tesoro del magistero di Ratzinger e dell’evangelica predicazione di papa Francesco – potrebbero e dovrebbero far dilagare nella società l’antivirus che neutralizza l’odio: il riconoscimento dell’altro, il dialogo, il desiderio di costruzione comune, con la gratuità e il realismo. Si può scommettere sui cattolici?».

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10 Commenti

  1. francesco taddei scrive:

    le monarchie assolutiste facevano fondamento del loro potere sull’alleanza con la chiesa. Letta si ispira alle linee guida Bilderberg per sua ammissione, Mauro è un apolide e Lupi…..lasciamo stare. spero che le risorse della chiesa siano altre.

  2. Giulio Dante Guerra scrive:

    Come diceva un vecchio detto, “se son rose fioriranno”. Qui invece voglio aggiungere una cosa a al discorso sulla “desacralizzazione della politica”, ossia quella, anch’essa conseguenza dell’avvento del Cristianesimo, della natura. Fin che i campi e le selve erano “popolati” da fauni, ninfe e satiri (nel mondo mediterraneo), o da elfi, coboldi e folletti (nel mondo centro-nord europeo), e rispettabilissimi filosofi ritenevano che ci fosse “qualcosa di divino” nelle “sfere celesti” (le orbite di sole, luna e pianeti, nei sitemi geocentrici), non poteva nascere una vera scienza. Si veda, a questo proposito, la per noi ridicola conclusione “sacrale” del dialogo “Del volto nel cerchio della luna” di Plutarco, che pure contiene anche cose che ispirarono Copernico e Newton.

  3. paolo scrive:

    il problema è un altro. I cattolici di questo paese riusciranno a non farsi fottere per l’ennesima e definitiva volta, ho dei seri dubbi. Perchè il prezzo umano e culturale che si pagherà per uscire da questa crisi sarà salatissmo. I cattolici riusciranno a non essere gli utili idioti di un laicismo imperante? Chi vivrà vedrà.

  4. Enrico scrive:

    Non ci avevo pensato ma sarebbe una gran bella cosa questa disintossicazione. Spero solo che se ne rendano conto anche gli interessati.

  5. francesco taddei scrive:

    i cattolici in italia vengono cercati per prendere voti alle elezioni in cambio di finanziamenti per le proprie associazioni ma nella visione della società e nella costruzione di essa vengono snobbati e additati come nemici. aivoglia a scherzare sui commenti. avere due o tre politici che vanno a messa la domenica non ne fanno una maggioranza di popolo, quello italiano di cui si prospetta una nuova evangelizzazione, perchè secolarizzato da almeno quarant’anni.

  6. Cristian M scrive:

    Sedicenti cattolici come Mauro stanno già rivendicando la necessità di confermare gli investimenti sugli F35.
    Da uomo di destra e credente mi vergogno profondamente che personaggi del genere vengano considerati rappresentanti di chi crede.
    Comunione e Fatturazione è un epiteto coniato a ragione, e i sinistri (come il dotto e saggio Formiga li chiama penosamente) in questo caso mi sa che non c’entrano nulla.
    Caro Socci, i cattolici salveranno il Paese quando rimetteranno in fila i propri valori. Non ora.

  7. giuliano scrive:

    dal fatidico ’68 sono nate e cresciute generazioni allevate a scioperi e odio. Il risultato è una nazione dove la legge regolamenta anche i passi da fare al cesso, e dove se chiami un muratore per aggiustare un muro di casa e non avvisi il comune e paghi la tassa relativa rischi la multa e anche il carcere. Qualche buontempone si scandalizza del mondo medioevale perché il contadino pagava al principe una tassa sotto forma di 2 forme di formaggio all’anno

    • Giulio Dante Guerra scrive:

      Ma che si spera da uno stato che confisca la tua casa dove abiti, e poi ti ci fa pagare un canone d’affitto? Perché è questa la sostanza dell’IMU sulla prima casa!
      Quanto alle tasse “medievali”, posso citarne un’altra, in realtà rinascimentale, riguardante l’uso esclusivo, da parte degli abitanti d’un paese della Garfagnana, d’un pascolo demaniale: dovevano, ogni anno, a Natale, portare a Modena un orso – a quell’epoca ne vivevano ancora, sui nostri monti, non erano relegati nel Parco d’Abruzzo – da far ballare innanzi al Duca ed ai suoi commensali, durante il pranzo natalizio. Data la difficoltà, ed anche la pericolosità, di svegliare un orso dal letargo, i montanari ottennero di sostituire l’orso prima con un cinghiale, e infine con un porco domestico “d’otto pesi” (ignoro a quanti Kg corrispondesse quest’antica misura locale). Ed eravamo già nel Rinascimento, ai tempi, per intenderci, di Niccolò Machiavelli! Chi è più esperto di me in questioni economiche, faccia il conto di quanti erbivori si potevano allevare in un buon pascolo di montagna, e quanto meno poteva costare un porco, sia pure ben ingrassato, ma in gran parte nutrito con gli avanzi del cibo di casa, ed in parte con la ripulitura del sottobosco.

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