Google+

Slovacchia. È morto padre Anton Srholec, perseguitato dai comunisti, era il “padre dei poveri”

gennaio 10, 2016 Leone Grotti

Il sacerdote cattolico si è spento giovedì all’età di 86 anni. Nel 2013 scrisse: «Dio ci consente sempre di realizzare i nostri sogni, ma in maniera diversa da come ce l’immaginiamo»

È morto giovedì all’età di 86 anni il popolare sacerdote cattolico slovacco Anton Srholec. Salesiano, è stato perseguitato dalle autorità comuniste perché voleva diventare prete, condannato nel 1950 a scontare 12 anni di carcere nelle terribili miniere di uranio di Jachymov. Rinomato per le sue opere caritative e per l’impegno in favore dei diritti umani, da un anno gli era stato diagnosticato un tumore ai polmoni.

L’EDUCAZIONE. Nato il 12 giugno 1929 a Skalica da una famiglia di piccoli agricoltori, è stato educato insieme ai suoi sei fratelli «ad onorare Dio, ad avere reciproca responsabilità e a lavorare con onestà». Come ha scritto nel 2013, «l’educazione religiosa era contemplata in ogni dettaglio della nostra vita quotidiana» e quando si fece strada in lui il desiderio di diventare sacerdote, «siccome mi impegnavo i miei genitori mi iscrissero dai Salesiani nella cittadina di Šaštín, dove frequentai il liceo, poi il noviziato e infine divenni un religioso».

POTERE COMUNISTA. Disposto «ad offrire la vita», Srholec voleva diventare missionario, anche se si ritrovò a seguire questa particolare vocazione in modo diverso da come si era immaginato. Come scrisse, «Dio ci consente sempre di realizzare i nostri sogni, ma in maniera spesso diversa da come noi ce l’immaginiamo». Nel 1948 infatti i comunisti presero il potere, la Cecoslovacchia passò sotto l’ala dell’Unione Sovietica e tutti gli istituti degli ordini religiosi vennero liquidati.

RIEDUCAZIONE E ARRESTO. Nel 1950, come tutti gli altri religiosi, anche Srholec a 21 anni fu «deportato presso la Diga della gioventù dove cercarono di riformarci politicamente per farci diventare edificatori del socialismo. In cambio del voltafaccia e dell’adesione al comunismo invece del Regno di Dio ci promettevano vantaggi e privilegi». Ma poiché il giovane voleva studiare teologia, cercò di scappare dal paese. Alla frontiera venne scoperto e condannato a 12 anni di reclusione: ne scontò “solo” dieci, nelle miniere di uranio di Jachymov.

MISSIONARIO IN MINIERA. Quel periodo di vita «dura e crudele» è stato raccontato dal sacerdote nel libro Una luce dagli abissi. In quel mondo pieno di «detenuti politici, molti finiti in galera per infrazioni di carattere morale» seppe trovare «una società cucita su misura proprio per l’operato di un missionario». Srholec riuscì a vivere «nell’amore e senza odio, prendendo su di me il fardello degli amici che lottano per la pura sopravvivenza» e dopo essere uscito vivo dal campo di lavoro, nel 1969, ottenne il permesso di studiare teologia in Italia, dove nel 1970 fu ordinato sacerdote a Roma da papa Paolo VI.

PADRE DEI POVERI. Dopo la Primavera di Praga si dedicò alla pastorale dei giovani, entrando in conflitto sia con il governo comunista che con la Chiesa ufficiale. Venne trasferito più volte e gli fu anche vietato di dire Messa in via temporanea. Anche dopo il crollo del regime nel 1989, Srholec continuò a battersi per far luce sul periodo totalitario nel suo paese, chiedendo giustizia per le vittime in qualità di presidente della Confederazione dei prigionieri politici della Slovacchia. Nel 1992 fondò Resoty, un progetto sociale a Bratislava per i clochard, per il quale gli fu attribuito il soprannome di “Padre dei senzatetto e dei poveri”.
Nel maggio del 2015 è stato anche insignito dell’importante premio austriaco Leopold Kunschak, conferito in precedenza a personaggi come Joseph Ratzinger e Lech Walesa. Tutti i politici slovacchi hanno commentato la scomparsa del sacerdote. Il presidente Andrej Kiska ha espresso il suo cordoglio dichiarando che «Srholec ha reso la Slovacchia un luogo migliore e più bello».

«GESÙ HA UN RUOLO CHIAVE». Ma il sacerdote non si è mai attribuito il merito di tutto ciò che ha fatto. Sempre nel 2013 scriveva: «Alla fine la fede è un dono. La grazia. Il coraggio di sviluppare i propri talenti, il tempo, lo spazio è un dono per cui gioire; soprattutto in se stessi e poi anche con tutti coloro che fanno parte della nostra vita. Quel che è religioso diventa profondamente umano; quel che in me v’è di più bello, più veritiero e più autentico diventa religioso. Qui Gesù ha un ruolo chiave; senza di lui tutti i miei sforzi sarebbero vani e inutili».

Foto Ansa


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

1 Commenti

  1. SUSANNA ROLLI scrive:

    Giaculatoria: “Signore, manda SANTI SACERDOTI e ferventi religiosi alla tu aChiesa”.

La rassegna stampa di Tempi
Sulle tracce di Cristo - Viaggio in Terrasanta con don Luigi Giussani

Tempi Motori – a cura di Red Live

Quando un’azienda si permette di dire che la sua forza risiede nell’inventare quello che non esiste ancora e riconsiderare e ridefinire quello che esiste già, i casi sono due: o se la tira o fa molto sul serio e, oggi che la specializzazione nel mondo della MTB è massima, quando un brand mette in campo […]

L'articolo Le nuove gomme Michelin per XC e All Mountain proviene da RED Live.

“Quelle foto lì le facevo alla Bellucci”. Così, spuntando dal nulla, si è rivolto a noi uno strano personaggio sulla settantina, capello mosso bianco e lungo, stile Maurizio Vandelli, nell’incantevole borgo di San Leo, mentre lo staff di RED riprendeva le nostre imponenti americane nel bel mezzo della piazza principale. Non siamo nemmeno riusciti a […]

L'articolo Harley-Davidson, in viaggio lungo la Linea Gotica proviene da RED Live.

Come sarà l’auto del futuro? Davanti a questa domanda non tutti hanno le idee ugualmente chiare ma quelli di Mercedes sono pronti a rispondere senza la minima esitazione, neanche sapessero fare l’oroscopo al mondo automotive osservando proprio la Stella a tre punte. La loro visione ha quattro capisaldi, sintetizzati dalla sigla C.A.S.E.: secondo i vertici […]

L'articolo Mercedes CASE: il futuro parte dalla connettività proviene da RED Live.

Quello di Bridgestone nel mondo olimpico è un viaggio lungo un decennio. La sua partnership con il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), annunciata a Tokyo 2014, si prolungherà infatti fino ai Giochi del 2014, passando per le Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018, i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, le Olimpiadi invernali a Pechino 2022. Un percorso che il marchio nipponico, produttore […]

L'articolo Bridgestone sogna insieme agli atleti olimpici proviene da RED Live.

È una ribelle per tradizione. In un mondo dove tutto viene racchiuso e catalogato entro rigidi schemi, la nuova Suzuki Swift non tradisce lo spirito del precedente modello e scardina, ancora una volta, l’esistente. Non è infatti una city car, dato che con una lunghezza di 3,84 metri risulta più grande rispetto a una Fiat […]

L'articolo Prova Suzuki Swift 1.0 BoosterJet SHVS proviene da RED Live.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana