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Siria. Per uscire dall’incubo della guerra «si deve parlare con Assad. I musulmani hanno bisogno dei cristiani»

maggio 6, 2015 Redazione

Il cardinale Rai, patriarca dei maroniti, è preoccupato per il Libano: «Abbiamo 1,5 milioni di rifugiati siriani quasi tutti sunniti. Sono una bomba a orologeria»

«I capi politici dell’Occidente devono capire che la guerra in Siria deve fermarsi. La comunità internazionale deve smettere di fomentare la guerra, anche con il traffico di armi». È questo per il cardinale libanese Bechara Boutros Rai, patriarca della Chiesa cattolica maronita, l’unico modo per porre fine alle atrocità che avvengono in Siria e che rischiano di far esplodere anche il Libano.

MORTE OVUNQUE. Ieri Amnesty International ha pubblicato un rapporto (“Morte ovunque”) dove viene descritta la situazione drammatica di Aleppo, emblematica di tutta la Siria. Qui l’anno scorso gli attacchi governativi e dei ribelli, che hanno entrambi commesso «crimini di guerra», hanno fatto quasi 4.000 vittime tra attacchi con barili bomba, mortai, esplosivi e ordigni a gas.

«BISOGNA PARLARE CON ASSAD». Per fermare la guerra in Siria, secondo Rai, «ci vuole un accordo politico» ma per ottenerlo «bisogna parlare con Assad. Se Assad, al contrario di Mubarak in Egitto e Ben Alì in Tunisia, non è caduto, è perché la popolazione sta dalla sua parte», spiega il cardinale ad Aide à l’Église en détresse. «Il dialogo tra governo e opposizione è decisivo. In Francia però mi hanno detto che i politici non vogliono discutere con Assad. Ma allora con chi vogliono parlare per risolvere questo conflitto?».

PERICOLO PER IL LIBANO. La crisi siriana ha cambiato anche la vita del Libano. Il paese è abitato da circa quattro milioni e mezzo di abitanti, ai quali negli ultimi anni si sono aggiunti un milione e mezzo di siriani rifugiati. «Aiutarli è un obbligo umanitario e la Chiesa fa molto per loro. Ma sono in maggioranza sunniti e sul piano politico e religioso potrebbero essere sfruttati dai sunniti libanesi».

«BOMBA A OROLOGERIA». Il rischio è che si spezzi il fragile equilibrio tra sunniti, sciiti e cristiani. «Abbiamo già fatto un’esperienza simile con i palestinesi», ricorda il patriarca. «Negli anni Settanta sono stati loro a provocare la guerra civile contro i libanesi e l’esercito. Oggi questo potrebbe ripetersi. È una bomba a orologeria, che solo la fine della guerra può disinnescare».

CRISTIANI IN MEDIO ORIENTE. Se questo non avverrà, il Medio Oriente rischia di perdere i suoi cristiani e con loro i valori del Vangelo. «Di che cosa sentono parlare oggi i musulmani del Medio Oriente?», prosegue il cardinale Rai. «Di guerra, odio, persecuzione, assassinii, fondamentalismo. Ma è necessario che sentano parlare di pace, giustizia, diritti dell’uomo, rispetto della vita, fraternità, libertà e rispetto dell’altro. Hanno bisogno dell’antidoto al veleno, hanno bisogno del Vangelo di Gesù Cristo. Devono poter ascoltare un altro linguaggio, perché qui si parla solo di guerra e odio». Ben venga dunque il Giubileo della misericordia indetto da papa Francesco: «Il mondo dei nostri giorni ha bisogno di misericordia. Preghiamo perché i nostri cristiani possano essere eroi e apostoli della misericordia».

Foto Ansa


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7 Commenti

  1. Filippo81 scrive:

    Il coraggioso e drammatico appello del Cardinale Rai cadrà probabilmente nel vuoto, le classi dominanti occidentali considerano l’isis, al qaeda e tutto il fondamentalismo islamico un problema secondario. I veri nemici per loro sono il “tiranno” Assad e il suo alleato il “nazicomunista” Putin!

  2. Raider scrive:

    Assad, tiranno o no? Putin, buono o cattivo? Chissà. Certo, le cose, in Siria e in Medio Oriente, possono cambiare: gli equilibri, in quell’area come altrove, possono mutare, come può piacere o meno: e i governi Occidentali possono cambiare atteggiamento, intese, alleanze. Anche negli U.S.A. governi e politica estera, strategie, interessi, possono evolvere in un senso o nell’altro.
    In Europa si sono stabiliti, nel corso degli ultimi trentanni, una ventina di milioni di islamici, a parte svariati milioni di altri immigrati. Non se ne andranno più: anzi, altri ne stanno arrivando. Questo, con la prospettiva di una cancellazione dell’identità civile, culturale, giuridica dell’Europa e dei popoli europei, con la prospettiva sempre più prossima di Eurabia, non potrà più cambiare.
    Se occorre prendersela con l’Ue, gli U.S.A., l’O.N.U., lo si faccia per questo, perché hanno venduto l’Europa con tutti gli europei agli islamici.

    • Filippo81 scrive:

      Ma infatti, gentile Raider, è ovvio che in tanti ce la prendiamo con l’ue, con la nato e con l’onu, per il fatto di essere tra i primi promotori dell’attuale invasione del nostro Continente.

      • Raider scrive:

        Chiaro, Filippo81: certe cose non potranno più cambiare. Neanch’io, però. E di Ue, U.S.A., O.N.U., Putin possiamo appassionarci, crederci e ricrederci: ma non mi aspetto che facciano nulla, per noi: hanno già fatto più che abbastanza, tutti quanti, contro di noi.

        • Filippo81 scrive:

          In particolare i primi 3 che tu citi, Raider .

          • Filippo81 scrive:

            Comunque concordo sul fatto che se cambiamenti positivi significativi ci saranno , verranno dal basso, non certo dalla finanza speculativa dominante , dalla politica ad essa totalmente asservita o dalla varie istituzioni internazionali (onu, nato ,ue, bce,fmi ,ecc) ridotti ormai a schifosi comitati d’affari legati al Potere.

            • Raider scrive:

              Ho sempre amato la Russia, malgrado i 70 anni di dittatura sovietica: e l’ho sempre difesa dai tentativi di dividerla o indebolirla o impossessarsi delle sue risorse energetiche con la scusa della difesa delle minoranze, quelle sessuali, in mancanza di quelle politiche o etncihe o religiose, benché qualche problemino ci sia anche da questi versanti. Assurdo, poi, accusare la Russia putiniana di opprimere i gay solo perché si oppone all’agenda gay e non permette al genderismo di tracimare sui media e nelle scuole.
              Detto questo, va detto che la Russia i suoi affari e affarucci se li fa come tutti gli altri: e senza tanti riguardi per gli altri. Pugno di ferro contro i jihadisti: ma l’Iran è sostenuto, trecnologicamente, militarmente, diplomaticamente, dalla Russia. Centrali nucleari e missili intercontinentali agli ayatollah di Teheran li fornisce Mosca, insieme a altri, certo: e Teheran minaccia chiunque dovesse frapporsi fra islamici e Israele. e un domani, a chiunque dovesse porre ostacoli alla politica iranaiane agli interessi islamici, non solo in Medio Oriente. Non sono migliori dei sauditi, ma questi, perlomeno, non dispigano armamenti contro di noi: dispiegano l’immigrazione e il ricatto petrolifero e monetario, non meno temibili: ma, appunto, si tratta di questo: che, come europei e cristiani, siamo presi in mezzo fra chi ci vende – non solo gli U.S.A., anche e soprattutto gli eurocrati: e non da oggi – e chi ci compra.
              Inoltre, la Russia non attua alcun contenimento, politico o burocratico (per intenderci: niente cittadinanza agli immigrati, permessi di lavoro a scadenza e poi, a casa) dell’espansionismo migratorio e demografico islamico: la stessa “natura” imperiale e le dimensioni continentali della Russia non la mettono in condizione di potere fare da antemurale al melting pot imposto all’Europa.
              In conclusione, Filippo81: possiamo discutere se siano meglio o peggio gli uni o gli altri: ma resto dell’idea che, per quanto riguarda ciò di cui discutiamo, il meglio per gli altri è il peggio per noi.

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