Google+

Siria. «L’America non può prevedere se chi succederà a Bashar al Assad sarà peggio di lui»

agosto 28, 2013 Redazione

Secondo i sondaggi la popolazione americana vorrebbe rimanere fuori dal “pantano siriano”. Ma politica e media premono per l’intervento. Repubblicani divisi. I dubbi di Colin Powell

Firma l’appello contro l’intervento militare in Siria

Mentre arriva una prima conferma dell’Onu sul ritrovamento di “agenti chimici” nei quartieri controllati dai ribelli a est di Damasco, Barack Obama sta ancora valutando quale azione militare intraprendere in Siria, in rappresaglia del presunto attacco con armi chimiche da parte delle forze governative di Bashar al Assad. Le ipotesi sono un attacco missilistico dal mar Mediterraneo e – opzione meno probabile, dicono gli esperti – un bombardamento aereo.

LA LINEA ROSSA. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos della settimana scorsa, soltanto il 9 per cento degli americani è favorevole a un’azione militare del proprio paese contro il regime di Bashar al Assad. E soltanto il 26 per cento concorderebbe sull’intervento statunitense nel “pantano siriano”, se fosse dimostrato l’uso di armi non convenzionali contro i ribelli da parte delle forze di Assad.
Per la maggior parte dei media americani, però, l’azione militare non può essere rimandata. È in gioco «la credibilità dell’America», spiegavano ieri il Washington Post e il Wall Street Journal. Se l’attacco chimico fosse confermato, se dunque la linea rossa che aveva tracciato il presidente Obama qualche mese fa, fosse stata davvero oltrepassata, l’America sarebbe costretta a intervenire.

I PROBLEMI DELL’INTERVENTO. Quanto durerà l’intervento armato? Sarà risolutivo? Chi vincerà sarà meglio di Assad? Questi sono alcuni delle domande senza risposta che si pone l’opinione pubblica americana. Li ha ricordati domenica alla Cbs il generale Colin Powell, ex segretario di Stato di George W. Bush. «L’America – ha detto Powell – non può prevedere se chi succederà a Bashar al Assad sarà peggio di lui». Gli Stati Uniti, ha proseguito Powell «non possono continuare ad andare in giro pensando di poter effettivamente cambiare le cose.
Possiamo influire e possiamo essere pronti ad aiutare la gente quando i problemi saranno stati risolti o una delle parti avrà sconfitta l’altra». Una posizione condivisa con molti degli esponenti repubblicani vicini ai Tea Party, favorevoli a una politica estera più isolazionista.

LE DIVISIONI DEI REPUBBLICANI. Mentre il Partito Democratico aspetta la decisione del Presidente Obama, i repubblicani si dividono tra chi approva l’intervento, a patto che sia più consistente di un «esercizio velleitario» di stile e un «cannoneggiamento a salve» (Wall Street Journal), e chi propone di stare fuori dal conflitto o portare la questione al Congresso.
Del primo gruppo fanno parte i vecchi falchi repubblicani, capeggiati da John McCain, che chiedono da tempo un intervento in Siria. Recentemente hanno sottoscritto un appello affinché il Presidente Obama «intraprenda azioni militari limitate in Siria in grado cambiare l’equilibrio delle forze sul terreno e creare le condizioni per una fine negoziata del conflitto e la fine al governo di Assad».
Del secondo gruppo, che per ora non appoggia l’ intervento fanno parte repubblicani di primo piano, come il senatore repubblicano del Texas, Ted Cruz, che lunedì ha spiegato che gli Stati Uniti non possono comportarsi da «poliziotto del mondo». E in appello, sottoscritto da 33 repubblicani e 6 democratici guidati dal deputato conservatore Scott Rigell, chiedono che Obama, prima di intervenire in Siria, chieda l’autorizzazione al Congresso.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

L’abito non fa il monaco. Mai affermazione fu più vera, specie nel caso della concept Infiniti Prototype 9, presentata in occasione del Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, e forte di una linea ispirata alle monoposto degli Anni ’30 e ’40. L’aspetto, come accennato, non deve però trarre in inganno: il “cuore” è decisamente […]

L'articolo Infiniti Prototype 9: sotto mentite spoglie proviene da RED Live.

Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

L'articolo BMW Z4 Concept: una linea da urlo proviene da RED Live.

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana