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Il Sinodo visto da un patriarca del Medio Oriente. «Noi non abbiamo i problemi dell’Europa, dove non ci sono più limiti»

ottobre 18, 2014 Redazione

Il cardinale libanese Béchara Raï: «Da noi religione e Stato sono separati ma lo Stato non fa leggi contrarie alla legge divina. I nostri problemi sono le famiglie povere, la guerra, il gran numero di rifugiati e l’emigrazione»

«Noi non abbiamo i problemi dell’Europa». Così il cardinale libanese Béchara Raï, patriarca cattolico di Antiochia dei maroniti, sintetizza il suo disagio nel vedere il Sinodo speciale sulla famiglia monopolizzato da problemi che non riguardano «né il Libano né il Medio Oriente» né l’Asia. Parlando alla redazione francese di Radio Vaticana, il patriarca che sta partecipando al Sinodo esprime qualche perplessità.

«DA VOI NESSUN LIMITE». «Il nostro contesto – afferma – è del tutto differente. [In Libano e Medio Oriente] non abbiamo i problemi dell’Europa. Perché in Europa ci sono questi problemi? (…) In Occidente lo Stato legifera senza alcuna considerazione della legge divina, si tratti della legge rivelata o di quella naturale. Ecco perché tutto è aperto, non ci sono limiti».

SEPARAZIONE STATO-DIO. Continua il Patriarca: «Da noi religione e Stato sono separati ma non c’è una separazione tra Stato e Dio. (…) Lo Stato non fa leggi contrarie alla legge divina o concernenti il matrimonio e i suoi effetti civili. Questo ci protegge. Noi abbiamo altri problemi. Non abbiamo il problema delle unioni libere, perché non ci sono. Non abbiamo il problema dei divorziati risposati, perché non ci sono tra i cattolici né tra i musulmani. Noi non abbiamo neanche omosessuali e il Parlamento non legifera sull’aborto».

PROBLEMA DELLA GUERRA. I temi che il cardinale Raï vorrebbe vedere discussi sono anche quelli «economici delle famiglie povere. Il nostro grande problema è la guerra, sono i conflitti, il gran numero di rifugiati e l’emigrazione», con tutto quello che comportano.

VERITÀ E MISERICORDIA. Per quanto riguarda il rapporto tra verità e misericordia, il cardinale libanese risponde: «Ne abbiamo discusso molto. Tutti sono arrivati a dire che bisogna sempre tenere insieme verità e misericordia, giustizia e riconciliazione, dottrina e pratica. (…) Prendiamo ad esempio la parabola del figliol prodigo. Suo padre gli lascia la libertà di andarsene. E lui se ne va. Ma quando torna, viene trattato con misericordia. Qualcuno diceva: “Come si può parlare di compassione per le persone che non ritornano?”. È necessario che ritornino perché noi possiamo agire con compassione e misericordia».

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22 Commenti

  1. Alberto scrive:

    “Noi non abbiamo neanche omosessuali” Già questa frase qualifica da sola il personaggio e la sua intelligenza…

    • Cisco scrive:

      @Alberto
      Immagino che il cardinale si riferisse agli omosessuali organizzati in lobby che pretendono di poter sposare una persona dello stesso sesso…

  2. Shiva101 scrive:

    .. e vestito come uno dei Tre Moschettieri…

    tra l’altro con la mente molto confusa

    “Da noi religione e Stato sono separati ma non c’è una separazione tra Stato e Dio. (…) Lo Stato non fa leggi contrarie alla legge divina”

    poveraccio è proprio ridotto male…

    Questo non sta su un binario morto.. è gia morto di suo.

    • Menelik scrive:

      …sempre meglio dei pagliacci multicolori a chiappe di fuori e delle drag queen dei carri del gay pride.
      In quanto al binario morto, se non investiamo negli F35 e nei proiettili all’uranio impoverito, i daesh ce lo fanno vedere loro chi è su un binario morto !!!!!

    • Toni scrive:

      Shiva 101,

      :-)

      sempre con il binario morto?

      Sempre a pensare che gli altri sono ridotti male?

      Basta leggerti per capire che hai bisogno di aiuto.

  3. gianni scrive:

    Oppure qualifica la tua ignoranza, o magari l’esistenza di una great omosex and roll swindle…
    Domanda: ma tu ci mai stato a Beirut? Hai visto ricchioni in giro? Sulla base di cosa, di quale conoscenza o esperienza personale contesti?
    Ammoccammamata

    • lucillo scrive:

      Vero.
      Li i ricchioni li mandano direttamente nello stato teocratico dell’iran, e poi ci pensano loro. Trovo estremante ingiusta questa pratica, dovremmo ammazzarli anche noi, creare un libero mercato dell’ammazzamento dei ricchioni, e far diminuire i costi per il Libano. Fra l’altro non mi pare corretto che se patriarca cristiano scova qualche ricchione per risolvere il problema sia costretto a rivolgersi agli islamici.

      • Toni scrive:

        Noi ammazziamo già abbastanza, anche se non ha giuridicamente rilievo . Forse i vostri amici non vengono ammazzati, ma stanno a casa a fare le loro cose.
        In ogni caso, conoscendo i miei polli, se ammazzano cristiani a tanti …ex sinistrosi naturalmente, non si scaldano neanche un poco. Siete buoni a senso unico.

        • paraskevi scrive:

          nel progetto di Dio l’uomo evidentemente è venuto MALE …
          ci vuole tempo e tanta volontà per ”educarlo” verso la strada giusta essendo un ibrido strano nella sua specie …..

    • Alberto scrive:

      Dimmi caro, ma sentito parlare di Mika ?

  4. Giovanni Cativo scrive:

    Io penso che girando per gli innumerevoli locali notturni di Beirut Il Cardinal Aramis troverebbe facilmente qualche “ricchione”, parecchi divorziati risposati e moltissime unioni libere

  5. Valentina scrive:

    Io preferisco la situazione dell’Occidente e del nostro Paese, dove le leggi dello Stato sono laiche e non legate a una religione che non è condivisa da tutti. La situazione del Libano e del Medio Oriente non mi sembra per niente invidiabile. Cosa significa che in quei Paesi “lo Stato non fa leggi contrarie alla legge divina”? Di quale “legge divina” si tratta? E chi si riconosce in un’altra fede (o in nessuna) deve sottostare a questa fantomatica “legge divina” che forse può valere per alcuni, ma non per tutti? Mi sembra la stessa situazione dei Paesi islamici o comunque molto simile. No, molto meglio l’Occidente con le sue leggi laiche, non con leggi legate a una fede nella quale non tutti si riconoscono.

    • recarlos79 scrive:

      lo sai che vuol dire? che i cristiani si sentono uniti, a differenza nostra. e hanno una visione della società, a differenza nostra. le leggi laiche dell’occidente hanno portato al mercato degli uteri e all’eutanasia infantile. all’abolizione del più debole.

  6. Assaad scrive:

    Per essere un po tolleranti con il patriarca diciamo che intendeva che le problematiche del medio oriente in questo momento in ordine di priorita sono diverse da quelle europee.
    Per quanto riguarda le leggi, l’esperienza del libano resta un esperienza interessante ma da sviluppare.
    Matrimoni e divorzi sono di competenza di ogni comunita religiosa. Ce ne stanno diciotto. Si puo decidere di sposarsi all’estero come in italia, e la legge italiana diventa quella applicabile.

  7. Gazz.34487 scrive:

    Beh… le perplessità del cardinale libanese Béchara Raï sono anche comprensibili e forse vogliono solo “denunciare” la “morbidezza di fede” dei cristiani italiani (più volte rimarcata anche da Papa Francesco).
    In Italia su 60 milioni di abitanti i cattolici-battesimati sono l’86%. (il 96,7% secondo il dato diffuso dalle gerarchie ecclesiastiche) O gli uni o gli altri sono cattolici più per tradizione che non credenti dichiarati. Solo il 37% (22,2 mil.) sono praticanti. E solo il 25% si reca a messa. Ma anche qui i conti non tornano. Solo il 42% nell’8 per mille irpef, ha «votato» a favore della Chiesa cattolica. E’ questo un “peccato veniale”. Ma come la mettiamo con il “mortale”? “Scegliere deliberatamente, cioè sapendolo e volendolo, una cosa gravemente contraria alla Legge divina e al fine ultimo dell’uomo è commettere un peccato mortale”.
    Infatti:
    Il 65 % degli italiani ha votato per il divorzio, il 68% per l’aborto.
    Il 27 % dei matrimoni attuali è celebrato civilmente (a Milano il 41%).
    Il 77,2% dei giovani italiani tra i 15 e i 24 anni (anche se battezzati) ritiene ammissibile avere rapporti sessuali prematrimoniali.
    E se i battesimati sono l’86% degli italiani (51,6 mil.) di questi, più della metà, il 54% (27,8 mil.) è scettico sui miracoli, il 55% non crede all’esistenza di Satana, il 44 % non crede all’inferno. Il 61 % considera i testi religiosi piuttosto ingenui e arcaici e…gradirebbe una religione basate su poche credenze fondamentali.
    Si calcola inoltre che il 10% degli italiani (ca. 6 mil.) crede in altre religioni. Mentre gli atei italiani contano ca. 4 milioni di adepti.

    • Toni scrive:

      Qualcuno ci ha lavorato e si è impegnato per ottenere i risultati che dici tu,( perché che non è credibile che queste cose sono venute da soli), diciamo che gli ha tolto delle “cose”, come dici tu è gli ha dato altre cose. Non so se in questo gioco gli italiani ci hanno guadagnato.
      A te che ho capito piace il %, sai, (perché io non lo so precisamente) quanto è specularmente è aumentato il consumo della droga, di alcolici, di psicofarmaci, la violenza, nelle svariate forme…intendo su donne, su bambini, da singoli ed in gruppo? Non pensi che c’è relazione tra le cose?
      Io, onestamente, ci metterei pure altre “conquiste”per allungare la lista di porcherie fatte e che contribuiscono a fare una vita di inutile, ma non li scrivo perché sono rispettoso che per qualcuno sono cose che “buone”.

      • Toni scrive:

        Scusa gli errori, ma non ho riletto. Ma tu capisci cosa intendo, sono sicuro.

      • lucillo scrive:

        I cambiamenti ci sono sempre stati, a volte più veloci a volte più lenti. In questo periodo piuttosto veloci.
        Sempre si lascia qualcosa e si costruisce qualcosa di nuovo, e sempre anche quello che sembra poco o per nulla toccato in realtà si modifica, se non altro per ragioni di sistema.
        Sempre qualcuno ci lavora, che è diverso da attività di togliere e mettere.
        Poi nel giudicare i singoli fenomeni ognuno si fa un po’ il suo elenco di inclusione ed esclusione, di evidenziazione e di dimenticanza; e fa le sue correlazioni, e le cose vecchie sono perse piuttosto che lasciate, e le cose nuove sono conquiste piuttosto che porcherie.
        Rimane che una cosa è la normalità della storia e dell’evoluzione culturale e civile, altra è la capacità di stare nel presente.

        • Toni scrive:

          Questi cambiamenti includono che quelli che prima andavano in chiesa … oggi vanno da maghi, fattucchiere, taroccari, ecc. Le cose cambiano, ma mantengono sempre un nucleo. Le cose oggi cambiano in questo modo per …degrado (non tutto è per forza progresso ).

          • paraskevi scrive:

            Xkè stiamo andando o forse vogliono portarci verso la confusione .. e come scrivi tu sopra ci danno una cosa e tolgono un altra in questo caso i valori della vita … oggi tutto si “quota in birsa”… la società del prezzario…

            • paraskevi scrive:

              È sempre un togliere e mettere … e’ matematica ..
              oggi tt abbiamo un iphon x famiglia e pero’ non abbiamo il lavoro – cos’è questo non è un “togliere e mettere” … non ci sarà mai una società giusta dove tutti son liberi si rispettano e convivono in pace e gioia xkè l’essere umano è conflittuale di natura ….

  8. Gazz.34487 scrive:

    Forse …“queste cose non sono venute da sole”…ma a riguardo (pur non essendo io un buon cattolico) mi viene alla mente la storia che un nonno (casualmente di bianco vestito) raccontò ai nipoti oggi adulti: «Figli miei, la battaglia nel nostro cuore è combattuta da due lupi. Un lupo è maligno: è collera, gelosia, tristezza, rammarico, avidità, arroganza, autocommiserazione, colpa, risentimento, inferiorità, falso orgoglio, superiorità; è l’ego. L’altro è buono: è gioia, pace, amore, speranza, serenità, umiltà, gentilezza, benevolenza, immedesimazione, generosità, verità, compassione e fede».
    I nipoti, dopo averci pensato per qualche minuto, chiesero al nonno: «Quale dei due lupi vince?».
    Il vecchio rispose semplicemente: «Quello che voi nutrite».

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