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Simeone: «Prima o poi allenerò l’Inter». E se il Cholo tornasse davvero?

febbraio 14, 2013 Emmanuele Michela

È uno dei tecnici più promettenti d’Europa, con l’Atletico Madrid continua a vincere e ora è pure secondo nella Liga. E a Sky Sport rivela che non gli dispiacerebbe tornare in nerazzurro. Cosa dirà Moratti?

«Prima o poi allenerò l’Inter». La battuta di Diego Pablo Simeone a Sky Sport forse pesa solo quanto una chiacchiera detta a febbraio, quando il mercato è un miraggio nascosto tra gli impegni in campionato e in Europa. Magari è la semplice confessione di un sogno come ce ne possono essere tanti, spiegato senza alcuna malizia, ma con la pura e utopica speranza che un domani si realizzi la fantasia più desiderata da ragazzino. Oppure è la promessa di uno tra i migliori allenatori emergenti in Europa, che strizza l’occhio a un club mai dimenticato per quei due anni vittoriosi trascorsi a Milano. Club che, guarda caso, proprio ora s’interroga sul suo futuro, investendo su nuovi giovani e cercando di capire se Andrea Stramaccioni è davvero la persona adatta per sedere in panchina.

STRAMACCIONI ANCHE IL PROSSIMO ANNO? Il tecnico romano si gioca tutto nelle prossime settimane, tra la corsa al terzo posto e il cammino in Europa League. Certo è che il campionato nerazzurro non ha brillato particolarmente, con una squadra troppo incostante, e un tecnico tante volte sotto i riflettori, a maggior ragione dopo la pesante sconfitta di Siena. Così la battuta del Cholo assume tutt’altro peso e apre a un suggestivo ritorno del centrocampista argentino a San Siro.

LA COPPA UEFA CON L’INTER. Era il 1999 quando Diego Pablo Simeone lasciava Milano: due anni meravigliosi i suoi in nerazzurro. Erano i tempi in cui Moratti non si faceva problemi ad aprire il portafoglio, e per avere la caparbietà dell’argentino in mezzo al campo tirò fuori 13 miliardi di lire, in un’estate che aveva visto anche l’arrivo di Ronaldo, Recoba, West… Attori destinati a spingere in alto il biscione di Milano, in campionato come in Europa. Agli ordini di Gigi Simoni, la grinta del Cholo era lievito per una squadra ricca di talento, che affiancava in attacco ai numeri del Fenomeno le inzuccate di Ivan Zamorano e la regia di Youri Djorkaeff. In Coppa Uefa fu una cavalcata emozionante, conclusasi solo al Parco dei Principi, con il trofeo nelle mani dei nerazzurri dopo il sonoro 3-0 sulla Lazio. In campionato le cose andarono peggio, il campo premiò la Juve, sebbene lo scontro diretto offrì il famoso contatto Ronaldo-Iuliano che ancora oggi suscita dubbi infiniti. Ma il Cholo era lì, a inseguire avversari in mezzo al campo e recuperare palloni, spingersi in avanti sui corner e tentare qualche inserimento fortunato in area di rigore.

LAZIO: SCUDETTO E 5 MAGGIO. L’anno dopo le cose andarono peggio, l’Inter perse il brio dell’anno prima e più di una volta anche i gol di Ronaldo, in panchina si alternarono ben 4 allenatori e, fattosi giugno, alcune ruggini interne lo spinsero alla Lazio. Storia d’amore al capolinea, fatta di tante presenze e 11 gol in due anni. Una relazione però mai dimenticata, come testimonia il gol siglato il 5 maggio 2002 con la maglia biancoceleste: doveva essere il giorno dello scudetto nerazzurro, ma il 4-2 dei laziali condannò l’Inter alla vergogna, ma Simeone proprio non se la sentì di sbeffeggiare i suoi ex-tifosi ed esultare per il suo gol. Da lì poi tornò a chiudere la carriera europea nel club che lo aveva consacrato in terra spagnola, l’Atletico Madrid, per poi proseguire il viaggio verso l’Argentina e da lì iniziare la sua carriera da tecnico.

DI NUOVO ALL’ATLETICO MADRID, DI NUOVO COPPA UEFA. Raramente ha fallito il Cholo in questi anni da allenatore, e l’ironia del calcio ha voluto che il Vicente Calderon di Madrid fosse il teatro della sua ascesa anche da tecnico: qui arrivava a Natale del 2011 quando i colchoneros arrancavano a metà classifica. A fine stagione il piazzamento era decisamente migliore, quinti, ma soprattutto riuscirono ad alzare l’Europa League, vincendo in finale sul Athletic Bilbao, per poi arrivare addirittura a battere il Chelsea in Supercoppa Europea. Insomma, grazie alle reti di Falcao Simeone è riuscito a dare continuità di risultati ad una squadra giovane e poco esperta, tanto da arrivare ora ad essere la vera anti-Barça in Spagna, seconda in classifica a quattro punti di vantaggio sui concittadini del Real. Che sia l’uomo giusto per l’Inter? Il suo curriculum parla chiaro, il gioco frizzante dell’Atletico è un’altra garanzia e la frase detta ai microfoni di Sky Sport suona come una promessa d’amore che aspetta solo la risposta giusta di Moratti. Dopo il ko di Siena il presidente ha confermato la sua fiducia in Stramaccioni. Sarà così anche a giugno?

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