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Seth, sei anni, voleva a tutti i costi essere femmina. E il dottore «non aveva altro consiglio da dare alla famiglia se non “lasciate che sia”»

agosto 26, 2014 Benedetta Frigerio

I genitori hanno deciso di vestirlo di rosa e di rinominarlo Skyler «perché gli piaceva». La storia di un bambino “gender variant” australiano, trattato come una bambina dalla famiglia e dalla scuola. Su consiglio dei medici

Skyler BurnsSeth all’età di due anni cominciò a giocare con le bambole e con il passare del tempo a volersi vestire come una femmina. Per questo mamma Summer (45 anni) e papà Brett (30) ora hanno deciso di chiamarlo Skyler e di crescerlo come una bambina. A soli sei anni di età.

GENDER VARIANT. È la triste vicenda raccontata dalla coppia australiana all’edizione locale del Daily Mail. Seth piangeva – spiegano al quotidiano i genitori – perché voleva essere libero di indossare abiti rosa. I due inizialmente hanno provato a resistere, poi però hanno deciso di assecondare il volere del loro figlio più piccolo, anche perché, informa il Daily Mail, «i dottori del Royal Childrens’ Hospital di Brisbane confermano che nella sostanza è una femmina, benché sia geneticamente un maschio, e quest’anno hanno scritto una lettera alla scuola per sostenere la decisione dei genitori di lasciare che viva come una femmina». Stephen Strathis, direttore del reparto salute mentale infantile dell’istituto, è convinto che Seth-Skyler esibisca «marcati atteggiamenti “gender variant”» fin dall’età di due anni e che mostrava gravi «problemi comportamentali» quando i suoi genitori lo obbligavano a vestire da maschio. Sarebbe dunque, secondo il dottor Strathis, «nel suo migliore interesse vivere a scuola come una femmina».

«LASCIATE CHE SIA». L’istituto elementare ha quindi obbedito al medico, non solo lasciando al bambino la possibilità di utilizzare il bagno delle femmine, ma dichiarando di voler far pressione sul dipartimento dell’istruzione affinché inserisca per gli alunni diverse «preferenze di genere» nei documenti di iscrizione alle scuole. Anche il padre, che all’inizio invitava il fratello e i tre fratellastri maggiori di Seth a trattare il piccolo per quello che è, ha quindi cambiato idea, persuaso dalla diagnosi di disforia di genere prodotta dal dottor Strathis, il quale «non aveva altro consiglio da dare alla famiglia oltre a dire “lasciate che sia”». Così, sebbene il figlio sia biologicamente un maschio a tutti gli effetti, Summer e Brett hanno voluto rinominarlo Skyler «perché gli piaceva».

«MI MANCA ANCORA». La madre racconta che il bambino era sempre in lacrime, ma una volta presa la decisione «i pianti sono finiti e ora quando si veste è una bambina così felice». Se crescendo il desiderio di Seth rimanesse quello di diventare Skyler, i genitori gli daranno la possibilità di prendere ormoni femminili e farmaci per bloccare quelli maschili. Al Daily Mail Summer precisa poi che «non è stata una decisione facile, ma il genere di Seth non combaciava. Ora è esattamente ciò che vuole essere. Siamo contenti di vivere sulla Golden Coast in una comunità tollerante e aperta di mente». Continua la donna: «Come madre ti incolpi (…). Mi manca ancora Seth e ogni tanto faccio una prova con Skyler e chiedo a lui se lo fa anche lei, e lei mi risponde ogni volta: “Mamma, lasciamo Sethy nella gabbia a cui lei appartiene”. Mi spezza il cuore ogni volta». Mentre Brett ammette che «sì, attraverserà momenti duri, saranno duri. Ma le cose stanno così». Ecco perché, invece che provare a comprendere da dove venga il disagio del figlio, la coppia ha deciso di parlare al quotidiano britannico «per educare la gente all’accettazione». E se da grande Seth-Skyler si troverà a soffrire sarà tutta colpa della società: «Se questi bambini non saranno trattati per ciò che sono – prevede il padre – il risultato sarà qualcosa a cui non voglio neppure pensare».

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31 Commenti

  1. filomena scrive:

    Ci sono un sacco di bambini che da piccoli si comportano in modo diverso dagli stereotipi di genere a cui la società fa aderire i ragazzi, poi quando crescono cambiano nella maggior parte dei casi, in altri no. Ma in tutto ciò non ci vero nulla di male e la cosa peggiore da fare sarebbe imporre comportamenti non coerenti con la personalità. Tutti ancora ricordano quando si cercava di correggere i mancini, perché la sinistra era la mano del diavolo e il risultato era che forzatamente imparavano ad usare la mano destra ma di fatto continuavano manche a saper adoperare la sinistra.

    • Cisco scrive:

      @Filomena
      Non ti rendi neanche conto che questo caso smentisce proprio le cosiddette “teorie del genere”, perché a questo bambino e’ stato affibbiato il “genere femminile” perché giocava con le bambole e voleva vestirsi “da femminuccia”, cioè esattamente lo stereotipo per il genere femminile. E’ la prova inconfutabile che la mascolinità e la femminilità esistono, e sono profondamente legate alla psiche di una persona.

      • rameto scrive:

        Egregio Cisco buonasera. Sarebbe interessante sapere cosa avrebbe fatto lei in questo caso immedesimandosi nei genitori.

        • giovanna scrive:

          Provo a rispondere, Rameto.
          Magari indagare sul perché un maschietto si voglia vestire come una femmina, come suggerito dalla giornalista ?
          Indagare sulle dinamiche che intercorrono in famiglia, con alcuni punti critici, quali una consistente differenza d’età tra i genitori e la presenza di fratellastri.
          Certo, indagare le problematiche familiari non è mai semplice, spessissimo doloroso per tutti, per cui la strada più semplice è quella di assecondare il bambino nel manifestare il suo disagio, senza approfondirne le ragioni, far contenti medici superficiali e l’opinione corrente, avere il momento di fama che in questi casi non si nega a nessuno…
          L’unica cosa che mi lascia ben sperare è che la mamma continui ad interrogarsi e magari non ceda del tutto a certi medici interessati e incompetenti.
          Poi, sono d’accordo con Cisco , che questi episodi dimostrano che l’identità femminile e maschile esistono e sono potenti , tanto che un disagio si esprime attraverso il loro rifiuto, comunque abbinando certi comportamenti ad un sesso preciso.

          • rameto scrive:

            Sera, grazie per la risposta, solo che l’articolo parla di medici, quindi si può desumere, che gli stessi abbiano visitato il bambino, effettuate analisi cliniche e indagato anche sui rapporti con la famiglia (l’articolo non spiega se i medici sono psichiatri o che, si potrebbe supporre di si dato il caso, quindi sicuramente avranno fatto tutte le indagini del caso anche sulla famiglia), senza però trovare nulla di anomalo.

          • filomema scrive:

            @Giovanna
            Non mi sembra che la differenza di età tra i genitori sia mai stata un problema quando si tratta dell’uomo più grande, come neppure se quest’ultimo avesse dei figli da una precedente relazione
            Coda ti fa pensare che in questo caso dove è la donna ad essere più grande questo possa essere un problema? Saranno mica giusto un po’ di pregiudizi?

        • mike scrive:

          scusi se mi intrometto ma fossi stato uno dei genitori avrei fatto una indagine genetica. oggi il dna è stato mappato. mi spiego: anni fa si parlava si di trans e per carità anche da bambini saranno stati così. l’impressione è che però oggi ne siano di più, dato che se ne sente parlare di più. non può dirsi che tipo 20 anni fa non se ne parlava infatti è proprio da 20 anni circa che la propaganfa gender è più aggressiva. se bambini così c’erano ne avrebbero parlato eccome. io ritengo quindi che oggi ce ne siano di più. e alla fine uno si chiede quali siano le cause, che so o l’inquinamento o … che cavolo mangiano o bevono i bambini? cioè che cavolo ci sono negli omogeneizzati o nelle merendine? uno può chiederselo? visto che come dicevo sopra il dna è stato mappato non è assurdo che sappiano anche come modoficarlo. o magari si tratta solo di alterare gli ormoni che ci sono nell’organismo.
          prima di essere trattato da scemo invito a riflettere su una cosa recente: la secchiata d’acqua contro la sla. la sla è una di quelle cose che negli ultimi anni è cresciuta molto. pare probabile che l’origine sia negli integratori infatti colpisce sportivi o chi fa attività sportiva. secondo me, allargando anche lo sguardo oltre la transessualità, occorre voler sapere che cavolo ci danno da mangiare. ho il sospetto che ci stiano usando, prendendo per i fondelli per i loro scopi.
          NB: a me le teorie del complotto non piacciono, ma se qualcosa non mi torna voglio capirci qualcosa.

  2. Valentina scrive:

    Credo che il medico abbia dato il consiglio più giusto: lasciare che ognuno sia quello che è. La natura non accetta forzature o repressioni e, se viene contrastata, prima o poi si manifesta con forza e si riprende ciò che le è stato negato. Approvo pienamente il consiglio del medico e il comportamento dei genitori, tutte persone intelligenti e sensibili, che hanno insegnato al bambino ad accettarsi per quello che è, invece di creargli inutili problemi. E naturalmente auguro tanta serenità a questo bambino.

    • giovanna scrive:

      Il bambino è un maschio, lasciarlo essere quello che è , vuol dire aiutarlo ad essere un maschio.
      Non credo che se tuo figlio avesse problemi di identità la prenderesti così alla leggera, lo imbottiresti di ormoni ( gli ormoni fanno malissimo ! ), lo sottoporresti a mutilazioni e operazioni chirurgiche che comunque non lo renderanno mai una femmina.
      Diventerebbe un fenomeno da baraccone, buono per qualche fotogallery che attizzi la morbosità altrui, come succede anche in Italia.
      No, come minimo fareste una bella psicoterapia familiare, cosa di cui nell’articolo non c’è traccia, mentre si vede benissimo la superficialità di un medico che ha trovato l’occasione della vita per farsi un bel po’ di pubblicità, in ossequio alla moda corrente.

      • Nino scrive:

        Premesso che qui stiamo parlando di un caso limite, non mi pare che nè i familiari nè i dottori siano stati superficiali.

        Da quello che leggo il dottor Strathis è tutto eccetto che “un medico che ha trovato l’occasione della vita per farsi un bel po’ di pubblicità, in ossequio alla moda corrente”. Medico, pediatra e psichiatra forense, professore associato all’università di Queensland, Psichiatra per bambini ed adolescenti presso il Royal Children’s Hospital di Brisbane (Ospedale che si occupa unicamente di bambini ed adolescenti, da 0 a 14 anni, ed è il più grande ospedale di questo tipo nel Queensland) da oltre 10 anni, da più di 5 direttore medico dell’unità di terapia per bambini e famiglia dello stesso ospedale, impegnato anche in attività a supporto dei minori detenuti e dei minori con problemi di dipendenza da alcool ed altre droghe.

        Quando una equipe di medici specializzati attesta che il bambino mostra “marcati comportamenti di variazione di genere” dall’età di due anni ed ha “problemi comportamentali autodistruttivi” quando i genitori lo obbligano a vestirsi da maschietto, e diagnosticano una disforia di genere, non mi sembra che debbano essere presi alla leggera nè che questo sia stato fatto.

        Tra l’altro nessuno sta imbottendo seth/skyler di ormoni nè lo/la sta sottoponendo ad operazioni chirurgiche, ma si sta solo interfacciandosi con lui/lei nel modo che la fa sentire se stessa. Il problema si porrà quando arriverà in età puberale, e solo allora si potrà valutare l’inizio di cure ormonali che, come tutte le cure mediche, hanno le loro brave controindicazioni ma a volte sono inevitabili.

        E per fortuna skyler oggi è vista come una bambina normale dalla comunità in cui vive, e non come un fenomeno da baraccone e mi auguro non lo sarà domani qualunque sia la decisione che lei prenderà

        • Valentina scrive:

          Condivido pienamente l’ottimo intervento del Signor Nino.

        • giovanna scrive:

          Caro Nino, e anche Valentina che si accoda, mi dispiace, ma non avete smentito di un millesimo l’affermazione che non si sia proposto un cammino adeguato a questo bambino e alla sua famiglia.
          Tutta l’affannosa ricerca in rete ha prodotto solo una sequenza di titoli che casomai confermano la ricerca di visibilità, ma non c’è traccia di un tentativo minimo di lavoro sul disagio evidente di questo bambino, che è un maschio e vuole essere una femmina . Nino, hai solo scritto di una constatazione di questa disforia, bella scoperta, non della proposta, tantomeno dell’attuazione di un lavoro psicoterapeutico familiare, quindi confermi in pieno l’assunto del’larticolo, che il medico se n’è impipato.
          Ovvio, dunque, che tutto il grande lavoro di questa famosa equipe specializzata è solo una vostra illazione o magari una vostra speranza, come se fosse il primo caso in cui i medici non ci azzeccano affatto.
          Comunque, a me colpisce sempre, questa enorme fiducia in qualsiasi medico, quando un uomo, in quanto uomo, può capire benissimo da solo che un bambino , un maschio, che non viene aiutato ad essere se stesso, va incontro ad una vita difficilissima.
          Salvo poi non accettare il responso della scienza ufficiale, non di qualsiasi medico in cerca di pubblicità, che stabilisce inequivocabilmente e senza ombra di dubbio che l’ovulo fecondato è un essere umano.
          Infine, questo bambino è già oggi un fenomeno da baraccone, esposto alla curiosità altrui, sfruttato come caso da strumentalizzare, ignorato nel suo grido di dolore. E la situazione non potrà che peggiorare con le pesantissime cure ormonali e mutilazioni cui verrà sottoposto se i genitori non prenderanno una strada diversa.

          • Beatrice scrive:

            Cara Giovanna il punto di partenza discriminante è il fatto che voi non credete nella “disforia di genere”. E’ vero è una malattia psichica, infatti a differenza della omosessualità la transessualità è ancora considerata una malattia dall’OMS. Se partiamo dal presupposto che è una malattia bisogna trovare la cura più adatta.Una creatura si sente nella sua anima di appartenere all’altro sesso. La cura sarebbe forzarlo a crescere cmq nel genere genetico di nascita? Secondo molti studi questa non è la soluzione, perchè costringi uno a fare una cosa che non vuole e non si sente. E’ sbagliato anche permettere di provare ad essere quello che è interiormente? Fra le due preferirei la seconda, anche perchè inizialmente ci sarebbe più benefici e serenità. Sicuramente sono situazioni da monitorare costantemente nell’andare degli anni a livello psicologico. Il punto di non ritorno sono le operazioni di riconversione sessuale ma quelle sappiamo che arrivano non prima della maggiore età dopo un lungo cammino psicologico. Il vostro presupposto invece parte che uno nasce o maschio o femmina punto. Non può esistere disforia. Chi lo dice è un pazzo che va curato e riportato immediatamente alla ragione. Io non riesco a capire come su una base di dogma cattolico si possa dire che una malattia uno stato di malessere non può esistere perchè se no questo sarebbe la dimostrazione che Dio ha sbagliato? Provate a ragionare ogni tanto.

            • Su Connottu scrive:

              Beatrice il suo intervento parte elegante ma si chiude con una patente contraddizione. Proprio perché nasciamo maschio o femmina (non è un presupposto, è un dato), casi come questo vengono definiti disforia, cioè disturbo.
              Lei pone in alternativa paritetica la rimozione del disturbo e il suo assecondarlo, dando la preferenza a quest’ultimo. E se l’osservazione della realtà suggerisce, anzi urla, che un maschio è un maschio e una femmina è una femmina, tanto peggio per la realtà.
              Molto meglio chiudersi in un ragionamento, perché la realtà, in questi ultimi tempi, è diventata un po’ troppo cattolica :-)

            • Toni scrive:

              @ Beatrice
              Anch’io trovo parte del suo intervento elegante , ma nel contempo sento particolarmente disturbante la chiusura (“Io non riesco a capire come su una base di dogma cattolico si possa dire che una malattia uno stato di malessere non può esistere perchè se no questo sarebbe la dimostrazione che Dio ha sbagliato? Provate a ragionare ogni tanto.”). Dimostra la solita “non conoscenza” sprezzante sulle ragioni dell’interlocutore … tranne che lei renda edotti da quale sistema teologico ha desunto che una “malattia”… “non può esistere”…. perché dimostra l’imperfezione di Dio.

              Detto questo trovo che le ragioni di Giovanna sono più che fondate. Il sospetto è legittimo dato che in altre discussioni, su tema pressoché analogo, si capisce che “la “cura” proposta è subito la preferita. Sembra una questione di gusto. Di contro pensare le famiglie, l’alterazione nei ruoli dei genitori (al punto che spesso la causa sull’identità dei figli sono proprio loro a causarla) indagare altre ragioni profonde, se esistono, l’occhio attento alle cose… si avvertano come molesti (del resto, atteggiamento comprensibile se troviamo allegri e gustosi i 60 modi gender di facebook) per cui si cede volentieri la preferenza alla moda “clinica” del momento.

              Questi sono “sospetti” ed io aggiungo (consapevole di non essere medico e non avendo fiducia, come Nino l’ottimista, con in più l’aggravante cattolica) che non comprendo il perché il cercare una cura più “adatta” deve escludere, in linea di principio, un approccio anche “forte”. Volendo ogni cura ad una malattia grave pretende una soluzione forte (per la cirrosi epatica usi l’interferone , non le mentine per la gola). Un malato con la compulsione al gioco d’azzardo, non ti porta a chiedere se è giusto o meno il “tentare” (sul costringere neanche io sono d’accordo) di condurlo a fare una cosa “che non vuole e non si sente” .

            • giovanna scrive:

              Beatrice, non aggiungo altro a ciò che hanno scritto Su Connottu e Toni : lo condivido pienamente.
              Solo, sottolineo di nuovo che chi vuole negare che la disforia sia un disturbo o una malattia , non sono certo io e quindi la tua ultima frase non sta in piedi in nessun modo.
              Poi ti voglio dire : ho la presunzione che la posizione che non camuffa la realtà sia di molto più aiuto a persone con disturbi così gravi, piuttosto che seguire le sirene di chi è pronto a strumentalizzarli e farne carne da macello.
              Le mie critiche non sono rivolte a chi soffre e soffre tanto, ma alle facili quanto devastanti ” cure” proposte e anche a chi si approfitta della situazione per ideologia o
              per fama, contando sulla debolezza umana e culturale di queste povere famiglie.

            • mike scrive:

              veramente giovanna dice di credere che ci possa essere la disforia di genere. solo afferma che si nasce maschio e femmina.
              aggiungo che l’oms conviene lasciarla stare. se malattia è solo essere trans come affermerebbe l’oms siamo di fronte ad un assurdo. infatti la differenza tra omosex e trans è che i primi provano attrazione verso persone del loro sesso, sottinteso che si sentono del sesso opposto anche se la cosa in loro non emerge. i trans tale ultima cosa ce l’hanno più forte infatti vogliono cambiare sesso. la differenza pare notevole ma a pensarci non lo è. l’oms allora o dichiara malattia e l’omosessualità e la transessualità insieme o nessuna. è un controsenso la sua posizione ufficiale. la spiegazione è che prima ha cercato di sdoganare l’omosessualità poi la transessualità. in effetti dagli anni ’90 la pubblicità è stata fatta in primis per gli omosessuali. così almeno ricordo. è tutta propaganda, poi si può certo discutere su come considerare certe tendenze che comunque secondo natura non sembrano essere.
              su Dio, che è la cosa che tenevo di più a dire, stai tranquilla che lui non sbaglia mai. casomai è l’uomo che sbaglia. leggi Mc 13, 14-17. per comprendere leggi pure 1 Cor 6, 19. ho un sospetto e pure le scritture sembrano confermarmelo.

              • giovanna scrive:

                Ciao Mike !
                Ti volevo solo salutare !
                A volte sei un po’ surreale , non in questo intervento, ma si capisce che sei una persona buona !

                • mike scrive:

                  beh, ciao!
                  la surrealità la avverto anche io leggendo articoli e commenti, qui e non solo.
                  nei non cattolici però noto più rigore logico, anche se partono da premesse sbagliate e arrivano a conclusioni sbagliate. nei cattolici non è sempre così. cioè a parte difendere i valori cristiani il resto mi sconcerta. è ipocrisia. non è solo l’argomento di qui. per far capire faccio un esempio: si difende l’idea di un solo cognome, criticando dove (=spagna) ce ne sono due. la spagna è molto meno cristiana? la figura del padre è quasi scomparsa? si, solo che tutto ciò mi pare accaduto maggiormente nei paesi del centro nord europa dove il cognome è solo quello paterno. uno o due cognomi non fa alcuna differenza far essere un paese cristiano o no. ma questo non è evidente a tutti. il cattolicesimo si fissa su certe cose su cui potrebbe benissimo sorvolare. tornando agli lgbt, la mia impressione è che nel cattolicesimo c’è nostalgia di una volta quando dovevano vivere in castità e (e neanche poco) li si stimolava a consacrarsi. in pratica mai si è sentito il dovere di esser loro d’aiuto. faceva comodo lasciare tutto come era. per me se si critica la non eterosessualità si dovrebbe scoprirne le cause, tutte, cosicché quelle persone diventino etero. e, se hanno la vocazione, si consacrano. mi pare più onesto, caritatevole, cristiano.

              • Nino scrive:

                secondo me Mike fai un po’ di confusione, omosessualità e transessualità (laddove si intenda disforia di genere) sono due cose molto diverse.

                Un omosessuale è una persona che è un uomo in un corpo da uomo (o una donna in un corpo da donna, ovviamente) e che invece di essere attratto da persone dell’altro sesso è attratto da persone del proprio sesso. E’ una caratteristica personale, come quelli a cui piace l’insalata ma non piace la cioccolata, e non è una malattia.

                La disfunzione di genere riguarda una persona che è un uomo ma in un corpo di donna (o viceversa) quindi in cui mente e corpo non sono in sintonia per quanto riguarda il genere sessuale, ed è una malattia

                • giovanna scrive:

                  Che bella lezioncina , Nino, vedo che hai studiato le tesi gay a memoria !
                  Vaglielo a dire a qualunque genitore al mondo che avere un figlio maschio che si innamora di un altro maschio è come uno cui piaccia la cioccolato invece che l’insalata !

                  Ma anche un vero omosessuale mai si sognerebbe di sostenere una stupidaggine simile, di una superficialità simile, di una cecità simile.

                  Occorre essere imbottiti ben bene di menzogna e presentarsi per quello che non si è.

                  • giovanni scrive:

                    ha perfettamente ragione Nino. Io sono omosessuale e non desidero ASSOLUTAMENTE essere donna. Sono attratto da persone del mio stesso sesso. L’esempio del cioccolato e dell’insalata è perfetto.

                • mike scrive:

                  a te, forse fai finta e non saprei dire perchè, sfugge un dettaglio. ad esempio un gay è si un uomo ma se gli piacciono gli uomini scusa ma sotto sotto si sente donna. solo che la cosa non emerge, non sente cioè di voler essere donna anche a livello fisico. un trans uomo è uno che oltre a piacergli gli uomini vuole pure essere donna a livello fisico. non occorre essere geni: se ti piace il tuo stesso sesso tanto sotto sotto ti senti del sesso opposto. dopo o ti accontenti del sesso con cui sei nato (gay, lesbiche) o non te ne accontenti (trans). credo non occorra andarci a scuola per capirlo. cioè la differenza tra omosessuali e transessuali è solo sull’accontentarsi o no del proprio sesso biologico. l’oms ancora giudica malattia l’essere trans perché i trans credo siamo meno accettati a livello sociale, a differenza degli omosessuali. come saranno accettati socialmente l’oms depennerà anche sui trans. per ora l’oms non vuole tirare troppo la corda.

          • Nino scrive:

            Cara Giovanna, io ovviamente non ho informazioni che non siano pubbliche, e per quanto riguarda il medico in questione, devo assumere che se è al posto in cui è, salvo prova contraria, sia competente più di me che sono un banale uomo della strada. E non c’è nessuna evidenza che il medico sia stato superficiale e non abbia valutato accuratamente il quadro clinico prima di suggerire la strategia che viene messa in atto. Inoltre, avendo in cura la bambina, è facile ipotizzare che una qualche terapia familiare sia in atto, ma non per convincere una bambina di 6 anni che il suo sentire è sbagliato e “forzarla” ad accettare una condizione che lei non sente naturale, ma per far si che la famiglia e la comunità siano accoglienti e non la facciano sentire esclusa o “sbagliata”, che è poi quello che si dovrebbe fare in molti altri casi, invece di emarginare o tentare di far “guarire” le persone con la forza (tanto per dire, non molto anni fa si tentava di “curare” l’omosessualità con l’elettroshock).

            Dopodichè ti invito nuovamente a non fare più accenno a cure ormonali e mutilazioni, che non sono citate nell’articolo e che ad oggi non sono previste. E mi pare che il grido di dolore di quella bambina sia stato recepito invece di essere soffocato, il che a mio avviso è un bene

            Per quanto riguarda l’ovulo fecondato, che con l’argomento in essere non ci azzecca niente, io ritengo che l’ovulo fecondato non sia un essere umano, e per quanto ne so la scienza su questo argomento non è in grado di dare una risposta. O, se vuoi, forse l’ha data nel momento in cui ha definito (anche in italia) la cosiddetta pillola del giorno dopo un anticoncezionale e non un medicinale abortivo. Possiamo cercare risposte nell’etica e nella filosofia, ma sono risposte personali che non si possono, a mio avviso, imporre come verità assolute.

            • giovanna scrive:

              Per la terza o quarta volta ti posto cosa dice la scienza ufficiale a riguardo

              GILBERT ,Developmental Biology, Sinauer 2000:

              LA FECONDAZIONE: INIZIO DI UN NUOVO ORGANISMO
              – La fecondazione è il processo per cui due cellule germinali si fondono insieme per
              creare un nuovo individuo con potenziali genetici derivati da entrambi i genitori.

              La classificazione tradizionale cataloga gli animali secondo la loro struttura da adulti. …
              Quando noi consideriamo un cane, per esempio, noi di solito ci raffiguriamo un adulto.
              Ma il cane è un cane sin dal momento della
              fecondazione di una cellula uovo di cane da parte di uno spermatozoo di cane. Rimane un cane anche quando è un bracco vecchio e morente.
              Quindi, il cane è in realtà l’intero ciclo vitale dell’individuo, dalla fecondazione alla morte.

              Alberts et al. Molecular biology of the cell
              Fecondazione
              – Una volta rilasciati, la cellula uovo e lo
              spermatozoo sono destinati a morire in pochi
              minuti o ore, a meno che si trovino l’un l’altro e si fondano nel processo di fecondazione .
              – Mediante la fecondazione, la cellula uovo e lo spermatozoo sono conservati: l’uovo viene attivato per iniziare il suo programma di sviluppo,e i nuclei aploidi dei due gameti concorrono a formare il genoma di un NUOVO organismo diploide.

              Non ho tempo di postare anche il testo dell’Ale, ma dice la stessa cosa: che si chiami ovulo fecondato, che si chiami embrione, che si chiami ragazzo o vecchio, parliamo di un essere umano , unico ed irripetibile !

              Ne ho riparlato, perché, curiosamente, quando la SCIENZA ufficiale ( non agenzie governative sottoposte a pressioni ) dichiara chiaro e tondo che quell’ovulo fecondato è un essere umano unico ed irripetibile ,che ora c’è e prima non c’era, diciamo che non si possono imporre verità scientifiche o trarne conseguenze etiche, mentre quando siamo davanti al sopruso di un medico nei confronti di un bambino in difficoltà , allora la posizione del medico diventa una verità assoluta.

              Poi, purtroppo per il bambino, le cure ormonali e le mutilazioni che danno col pacco di quell’ideologia sono citate espressamente dai genitori : negarlo sarebbe comico, se non ci fosse da piangere.

              E comunque, complimenti per il solito tono salottiero, con cui discuti di questioni gravissime, ma che sembrano per te solo puro pretesto per affermare ideologie mortifere, senza nessun vero interesse per chi vive questi drammi o tantomeno compassione delle vittime. Naturalmente si tratta di una impressione, ma per una passionale come me leggere i tuoi discorsi fumosi e inconsistenti e trallalà sulla pelle altrui, è una coltellata al cuore.

              Ma veramente, veramente, se è vero che hai figli, se capitasse una disgrazia simile ad un tuo figlio, ti affideresti tranquillo a medici del genere e lo getteresti in pasto alla curiosità altrui e alle cure ormonali devastanti il fisico e la mente che probabilmente lo aspettano ? Non tenteresti nemmeno una psicoterapia che approfondisca e affronti le dinamiche familiari ?
              Io non ci credo, anche se per affermare una ideologia se ne fanno di tutti i colori, come dimostrano le tristi storie di tanti, che solo pochi pubblicano.

              • giovanna scrive:

                Scusa, non avevo notato la castroneria che hai scritto : chiamare “scienza ” un’agenzia governativa fatta da burocrati è grossa un bel po’ !
                Tra l’altro questo cambio di definizione, avvenuto su pressione della casa farmaceutica che non vende abbastanza sulla pelle delle giovani donne e dei bambini, non si basa su alcuna novità di ricerca scientifica . E non potrebbe essere altrimenti !
                Comunque ti assicuro per la millesima volta , e tu per la millesima volta sarai sparito, che la SCIENZA non ha il minimo dubbio che l’ovulo fecondato sia il primo stadio di vita dell’essere umano !
                Questa affermazione, corredata di figure, la trovi sia nei libri delle medie , che nei testi universitari: sarai pure così “stupidotto” come ti mostri, ma un libro delle medie penso sia alla portata di chiunque !
                Anzi, ti do uno scoop. gli stessi mortiferi medici-opinion leaders che tengono in bassissima considerazione la vita umana, la denigrano nei loro testi divulgativi, ma si guardano bene dallo scrivere qualcosa di diverso ,sulla consistenza di essere umano dell’ovulo fecondato, sui testi di studio.
                Ne uscirebbero spernacchiati.

              • Nino scrive:

                Cara Giovanna, ti rispondo a rate per evitare di mischiare due argomenti distinti. Che la scienza ufficiale (qualunque cosa essa sia) dica che l’ovulo fecondato ma non ancora impiantato sia un essere umano non è vero. Esistono illustri scienziati che la pensano così, ed altri che la pensano in maniera opposta. Sono opinioni, rispettabilissime tutte, ma opinioni. D’altronde, proprio Scott Gilbert, lo scienziato (biologo) che tu hai citato per primo per avvalorare la tua tesi ha dichiarato, in un intervento presso il pontificio ateneo “regina apostolorum”:

                “la stampa cattolica è sempre pronta a ripetere come un fatto acquisito l’idea che gli scienziati sono d’accordo che la vita inizi con la fertilizzazione (dell’ovulo). In realtà, una delle poche affermazioni che possono essere fatte senza esitazione è che non c’è uniformità di vedute tra gli scienziati su quando la vita umana abbia inizio”

                A livello italiano posso citarti, per esempio, la seguente dichiarazione firmata da tra l’altro da Rita Levi-Montalcini ed Umberto Veronesi. Che comunque anche loro esprimono solo una opinione, anzi una loro “convinzione”, perchè dal punto di vista scientifico non esiste una risposta certa.

                “Noi diciamo umilmente che non sappiamo quando inizi la persona, ma siamo convinti che essa non abbia inizio al concepimento. La continuità del genoma dall’ovocita fecondato all’adulto non implica che, per una sorta di irradiazione retroattiva, tale dignità dell’ individuo adulto riverberi all’ovocita fecondato di origine. Noi chiediamo che, pur nella diversità di vedute e di convinzioni etiche e religiose, si arrivi comunque anche nel nostro Paese ad una regolamentazione legislativa sulla procreazione medicalmente assistita che consenta ai ricercatori italiani di partecipare, nel rispetto più rigoroso dell’ etica e della legge, all’impegno internazionale per cogliere le grandi opportunità applicative, comprese nuove cure per gravi malattie, che gli studi in questo campo lasciano intravedere.”

                • giovanna scrive:

                  Caro Nino, non avevo finito di specificare che quello che gli scienziati scrivono nei loro testi ufficiali a livello universitari, che ti ho citato pari pari, copiandolo dal libro, lo negano poi nella divulgazione per il popolino, per motivi ideologici o magari economici, o semplicemente per il conformismo degli intellettuali, vattelapesca, e tu me ne dai una grande conferma !

                  Non so dove hai tratto le considerazioni che attribuisci a Gilbert, nel suo libro di embriologia, in uso attuale nelle facoltà di medicina italiane, come in quelle di tutto il mondo, anzi il testo di Gilbert viene chiamato la bibbia dell’embriologia !, c’è scritto quello che ho riportato e non vedo , allo stato attuale delle conoscenze, come potrebbe essere altrimenti.
                  Lo stesso contenuto, d’altronde, di un altro testo riportato dall’Ale, non cambia di una virgola e non vedo come potrebbe !

                  Veronesi, poi, in questi giochetti è un maestro assoluto !
                  Infatti le sue elucubrazioni non hanno nulla di scientifico, parliamo di essere umano, umano, non vegetale, non animale, non minerale, un nuovo essere umano, unico ed irripetibile, che prima della fecondazione non c’era e ora c’è, e nella storia purtroppo non è una novità che si dia un valore diverso agli esseri umani, in base all’etnia, all’ età, all’efficienza, al comodo del più forte.
                  Dire se un uomo sia persona o meno, è francamente un divertissement ideologico, l’uomo è l’uomo, a qualsiasi età, di qualsiasi efficienza, anche un secondo prima di morire.
                  Dunque arrampicarsi sugli specchi per negare dignità all’essere umano in base alla volontà di manipolazione e di dominio su di esso, non lo vedo così indispensabile.
                  Ma l’essere umano comincia con l’ovulo fecondato, è acclarato dalla scienza in tutto il mondo !
                  Non che questo tolga la possibilità di eliminare esseri umani per qualsiasi motivo in tutto il mondo, anche legalmente, ma almeno riconosciamo la dignità dell’uomo dal primo istante fino all’ultimo.

                  Non è questione di cattolico o non cattolico, ma di scienza, anzi di SCIENZA !

                  Ma non ho alcuno dubbio che questo ti scivolerà addosso come acqua fresca e alla prossima discussione ripeterai che tu sei un uomo della strada, , ti fidi della scienza e non terrai minimamente conto della dimostrazione inattaccabile di ciò che la scienza ufficiale dice, pur di dare addosso alla Chiesa e alla sua accettazione della realtà e difesa dell’uomo.
                  Ma la vita umana dell’uomo ha inizio nel momento della fecondazione( prima quell’uomo non c’era e nemmeno ne nasceranno altri come lui in tutta la storia del mondo) tutte le più strampalate teorie su quale uomo abbia diritto o no di vivere, non intaccheranno minimamente questa verità SCIENTIFICA !

                  • Nino scrive:

                    La citazione di Gilbert, come ho scritto, è tratta dal suo intervento del novembre 2007 nell’ambito della conferenza “Ontogenia e vita umana” organizzata presso la Pontificia Università “Regina Apostolorum”.

                    E su questo argomento, visto che tu sostieni che chi ha idee diverse dalle tue (Montalcini, Veronesi) è un incompetente in cattiva fede bè … direi che il confronto è terminato. Rispetto la tua verità ma non posso accettare come assioma che sia “la verità”. Tra l’altro, mi ripeto, è una verità etica e filosofica, non certo scientifica.

                    • Giovanna scrive:

                      Però, eri stato tu a scrivere, più volte, un sacco di volte, nero su bianco, che l’ovulo fecondato , scientificamente, non era un essere umano, semmai la Chiesa lo considerava un essere umano, sbagliando, non la scienza.
                      Quindi, direi, che a questo giro mi posso ritenere soddisfatta di aver corretto una tua affermazione rivelatasi quantomeno inesatta.

                      Sia mai che tu lo riconoscessi, ma stavolta, manco i giri pindarici cui sei abituato hanno raggiunto lo scopo di confondere le acque.

                      Poi, ti ho dimostrato che ci sono scienziati che nei loro testi universitari sostengono una tesi scientifica ben precisa, mentre riservano una tesi
                      “etica e filosofica” in aperta contraddizione con la scienza, quando temono che la verità scientifica possa in qualche modo limitare la loro onnipotenza sull’uomo.

                      Per cui, non avendo affatto detto che Montalcini o Veronesi siano incompetenti, semmai corroborato la tua tesi che un conto è la scienza ufficiale, un conto l’ideologia o la verità etica che dir si voglia (?), ma avendoti dimostrato che molti usano due pesi e due misure a seconda dell’interlocutore, rispedisco al mittente l’accusa più o meno velata di non saper reggere il confronto.
                      A questo proposito avresti molto, ma molto, ma molto da imparare.
                      Saluti.

                      p.s : non ho trovato nulla in rete delle affermazioni che tu riporti di Gilbert, semmai ho trovato che proprio il suo non essere cattolico e stabilire come scienziato che la vita inizi dall’ovulo fecondato , abbia avuto un effetto persuasivo straordinario.
                      Riusciresti a darmi un link ? Sai, fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio e di manipolazioni di pensieri altrui certi siti sono pieni !

                    • giovanna scrive:

                      E vabbè, come al solito Nino s’è involato !

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