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Senato, il governo pone la fiducia sul dl Poletti. Il voto dalle 16.30

maggio 7, 2014 Chiara Rizzo

Il testo sarà quello modificato dalla commissione Lavoro di Palazzo Madama, dopo la “trattativa” con Ncd. Per Fi, «La fiducia per evitare la palude della sinistra conservatrice». L’M5s: «Verrà buttato nel wc il lavoro dei nostri al Senato»

Dalle 16.30 in Senato si voterà il decreto legge Poletti, su cui stamattina il governo, tramite il ministro ai Rapporti con il parlamento Maria Elena Boschi, ha comunicato che porrà la fiducia. I lavori in aula in mattinata sono stati sospesi proprio per consentire all’esecutivo l’elaborazione di un maxiemendamento. La seduta a Palazzo Madama è ripresa alle 13, e dalle 15 sono iniziate le dichiarazioni di voto dei vari gruppi.

IL NUOVO TESTO. Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia, ha comunicato che i tempi in Aula potrebbero essere anche più rapidi, perché la maggioranza avrebbe rinunciato alle dichiarazioni di voto per accellerare i lavori. Il testo su cui sarà dato il voto, sarà quello uscito dalla commissione Lavoro che, tra le altre modifiche rispetto al testo approvato dalla Camera, vede la cancellazione dell’obbligo per le imprese di assumere la quota di lavoratori precari eccedente il 20 per cento (le aziende, nel nuovo testo, se assumeranno oltre un quinto dei loro dipendenti con contratti a termine dovranno pagare dal 20 al 50 per cento della retribuzione, come sanzione). Il punto è stato introdotto dopo una lunga “trattativa” tra il governo e Ncd di Angelino Alfano.

FORZA ITALIA: «EMERGONO I PROBLEMI INTERNI AL PD». La senatrice Fi Manuela Repetti ha commentato la decisione del voto di fiducia del governo evidenziando che «mette in rilievo ancora una volta i problemi interni al Pd, con una frangia da sempre rappresentativa dei sindacati, che non accetta un cambiamento reale che possa finalmente riattivare un mercato del lavoro reso immobile da anni di dominio sindacale». Repetti ha poi aggiunto che «Il dl andava nella direzione giusta, ma la Cgil vorrebbe di più. Ecco quindi l’ennesima fiducia per evitare la palude e le insidie della sinistra conservatrice». Per la collega di partito Anna Maria Bernini, inoltre, «Nel testo finale c’è più Fornero che Biagi, non c’è flessibilità in entrata. C’è, insomma, tutta l’impotenza di un presidente del Consiglio che pretende di governare a colpi di slogan e slide».

IL M5S: «ALTRO CHE JOBS ACT, È IL “PRECARI ACT”». Sdegnata la reazione del Movimento 5 stelle alla notizia del voto di fiducia. Per il senatore grillino Maurizio Buccarella «Il ministro arriva inaspettatamente in aula in Senato per presentare, in barba a tutto il lavoro svolto in commissione e in Parlamento, un maxi emendamento su cui il Governo chiederà la fiducia sul Jobs Act, rinominato “Precari Act”. Significa che il lavoro fatto da tutti i nostri portavoce in Senato verrà buttato nel “wc” come se nulla fosse. Ancora una volta il Parlamento viene espropriato di ogni funzione, per la sesta volta il Governo Renzi violenta le istituzioni e la democrazia in questo Paese».

PUPPATO (PD): «QUESTO È SOLO IL PREAMBOLO DEL JOBS ACT». Sulle barricate in difesa dell’esecutivo è salita la senatrice Pd Laura Puppato, secondo la quale «il decreto lavoro non è il Jobs Act, ma ne rappresenta il preambolo ed è un segnale preciso al Paese: che per questo governo e per questa maggioranza il problema dell’occupazione è una priorità assoluta. Noi intendiamo provocare uno choc nel sistema del lavoro in Italia».

POLETTI: «IL TESTO SARA’ CONVERTITO IN TEMPI UTILI». Da Rimini, dove si trova al congresso della Cgil, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha invece espresso fiducia nella conversione rapida in legge del dl: «Abbiamo ancora un nucleo forte di emendamenti che sono stati ripresentati sistematicamente, ma c’è l’esigenza di stare dentro i tempi. Credo che se oggi il Senato chiuderà la discussione, la prossima settimana la Camera potrà calendarizzarlo e quindi siamo tranquillamente dentro i tempi di conversione»

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