Google+

Sempre meno bambini, sempre più vecchi. L’Occidente sta diventando un ospizio

dicembre 3, 2012 Benedetta Frigerio

Sul Foglio Giulio Meotti riporta i dati del calo demografico nel Nord del mondo. Italia, Spagna, Usa e Giappone. E anche la Germania, che pure vuole invertire il trend, rimane “una terra senza figli”

Nel 2011 Luigi Campiglio, docente di politica economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, aveva presentato una relazione poco ottimista sul futuro economico e sociale dell’Italia, descrivendola come il paese con il più alto tasso di denatalità insieme al Giappone. «Denatalità – chiariva Campiglio – che influirà negativamente sulla forza lavoro e quindi sulla produttività e sulla crescita economica». Fatto a cui nemmeno gli immigrati, «costretti a ripensare ai propri stili di vita e a mettere al mondo meno figli», potranno porre rimedio.

PIU’ MORTI CHE NATI. Sabato sul Foglio Giulio Meotti ha scritto un articolo che conferma la tesi del professore, estendendola però a tutto il Nord del mondo, ossia ai paesi industrializzati. Se la crisi demografica aggrava quella economica emerge, però, che la prima non è riconducibile alla seconda. Per quanto riguarda l’Italia viene preso in considerazione Sviluppo e declino demografico in Europa e nel Mondo, saggio dell’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, in cui si legge che, se non ci saranno aumenti dell’indice di natalità nei prossimi decenni, nel corso di due generazioni il numero degli italiani sarà dimezzato. Mentre James Vaupel, direttore del Max Planck Institute, nel suo studio A generation of Centenarius, conclude che «se i tassi di crescita restano bassi, la popolazione italiana potrebbe essere di 10 milioni alla fine del XXI secolo».

TASSO DI FECONDITA’. Meotti passa poi alla Spagna, il cui inverno demografico è descritto nel saggio appena pubblicato di Alejandro Macarrón Larumbe, intitolato El suicidio demográfico de España, per cui «dagli attuali 47 milioni di abitanti la Spagna è destinata a passare a 35 milioni in trent’anni». Nel paese iberico in ventuno province su cinquanta ci sono più morti che nati. Numero che salirebbe a quaranta se non ci fossero i figli degli immigrati.
Ma è l’Unione Europea in generale, spiega Meotti, «la regione del mondo che presenta il più basso tasso di fecondità (1,47 figli per donna) e la più alta percentuale di popolazione ultra-sessantaquattrenne (16,4 per cento degli abitanti dell’Europa dei dodici)». Qui coloro che hanno superato i 64 anni sono più numerosi dei bambini (i minori di 14 anni sono solo il 16,2 per cento della popolazione). Ma questo fenomeno, oltre a toccare anche il Giappone e il Nord America (paese comunque ancora in vantaggio rispetto all’Europa per via della maggiore immigrazione), è ascrivibile anche alla Russia e ai paesi dell’Est, dove il tasso di natalità oscilla tra l’1/1,3.
Mettendo insieme tutti i numeri dall’articolo emerge che «la spaventosa crisi demografica» è propria solo delle «società più ricche, avanzate e libere del mondo». Il Nord Africa e il Medio Oriente, ad esempio, hanno una media di 3,4 figli per donna, con solo il 3,6 per cento di anziani e il 37,8 per cento di bambini.

I RICCHI NON I POVERI. Ma il dato più interessante riguarda la Germania dove, rispetto a 100 anni fa, la popolazione è diminuita del 25 per cento. A guardare quanto sta accadendo nel gigante d’Europa, in cui il panorama «è persino peggio di quello della Spagna, tanto che il settimanale tedesco Spiegel ha titolato un lungo servizio “Una terra senza figli”», ci si accorge che nulla cambia anche se ci sono «gli incentivi del governo a ribaltare il trend in quella che è la più fiorente economia». A ulteriore conferma della tesi secondo cui il problema della denatalità non è riconducibile alla mera crisi economica.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Il Paradiso andata e ritorno - Di Giovanni Fighera

Tempi Motori – a cura di Red Live

Assieme ad ABS ed ESP, il sistema di controllo elettronico della trazione è un cardine dei sistemi di sicurezza montati sulla vostra auto. Nel caso non lo sappiate, è un dispositivo elettronico in grado di rendervi le cose più semplici quando la strada è scivolosa. Scopriamolo assieme

L'articolo ASR, cos’è e come funziona il controllo di trazione delle auto proviene da RED Live.

400 cv, 855 kg e 2G di accelerazione laterale. La prima Dallara omologata per circolare su strada vanta prestazioni da capogiro. Disponibile in configurazione barchetta, targa o coupé scatta da 0 a 100 km/h in 3,25 secondi. E noi ci abbiamo fatto un giro

L'articolo Dallara Stradale, siamo saliti sulla barchetta dei record proviene da RED Live.

Nata anche da un'imbeccata di Stefano Accorsi, questa 308 al Nandrolone trasferisce su strada il meglio della versione Cup

L'articolo Peugeot 308 by Arduini Corse, one off su base GTi proviene da RED Live.

In 100.000 hanno raggiunto Praga da tutto il mondo per celebrare i 115 anni di un marchio più arzillo che mai. Una buona occasione per parlare del futuro di Harley-Davidson (che sarà anche elettrico) ma non solo

L'articolo Harley-Davidson, 115 di questi anni proviene da RED Live.

Arriva una serie speciale frutto della collaborazione con la rivista femminile Elle. Materiali e colori inediti si accompagnano a un rinforzo di tecnologia a bordo. Prezzi a partire da 13.250 euro

L'articolo Citroën C1 Elle Special Edition proviene da RED Live.