Google+

«Se l’Europa si accorda con il governo fascista della Turchia, annegherà insieme ai migranti»

gennaio 19, 2016 Leone Grotti

Parla così dal carcere Can Dündar, giornalista incarcerato dal presidente Erdogan per aver svelato che la Turchia invia armi ai jihadisti in Siria

«Abbiamo sempre visto l’Unione Europea come un’ancora, un modello per migliorare lo standard di democrazia in Turchia e non come una leva per la dittatura». Parla così dal carcere al Guardian Can Dündar, il direttore del giornale turco Cumhuriyet, autore di uno scoop internazionale sulle armi inviate dalla Turchia ai jihadisti in Siria, per questo sotto processo per spionaggio e terrorismo.

«DITTATORE DA DUE SOLDI». La libertà di espressione e di stampa non è mai stata così bistrattata come in questo momento in Turchia. Ieri è stato messo sotto indagine per «insulto al presidente» Kemal Kılıçdaroğlu, il leader del principale partito di opposizione ad Erdogan (Chp), per aver definito l’uomo forte del paese un «dittatore da due soldi». Il commento era stato fatto dopo che è stata aperta un’indagine su 1.200 professori universitari di 90 diverse università, colpevoli di aver invocato la pace e criticato Erdogan per l’offensiva militare contro i curdi nel sudest del paese. Di questi, 19 sono stati arrestati (15 già rilasciati). Rischiano fino a cinque anni di carcere.

IL TRADIMENTO DELL’EUROPA. Nel 2015 in Turchia c’erano ancora 14 giornalisti in carcere. Ecco perché Can Dündar ha criticato l’Ue per aver raggiunto un accordo con Ankara, che prevede che gli Stati membri forniscano alla Turchia «tre miliardi iniziali» per gestire l’emergenza dei migranti. «Ora», spiega Dundar, «se l’Ue per fermare l’afflusso di rifugiati, trasformando la nostra terra in un grande campo di concentramento, accetta di chiudere un occhio mentre Erdogan si fa beffe della democrazia, dei diritti umani, della libertà di stampa e dello stato di diritto, significa che l’Unione Europea sta tradendo i suoi principi basilari per difendere interessi a breve termine».

«UNO IN CARCERE, 100 IN SILENZIO». Arrestato in novembre, il direttore di Cumhuriyet ha passato 40 giorni in isolamento in carcere, mentre ora è stato trasferito in una cella normale, e ancora le accuse contro di lui non sono state formalizzate. «L’unica prova che hanno contro di me è un articolo di giornale, pubblico. E per questo mi accusano di spionaggio! I giornalisti vengono imprigionati per intimidire tutti gli altri: imprigionarne uno per zittirne cento. Il problema è che Erdogan considera ogni critica come un insulto e così denuncia tutti coloro che lo criticano. Non c’è un solo giornalista che faccia bene il suo lavoro, denunciando scandali, che la passi liscia».

«L’OCCIDENTE ANNEGHERÀ». Se l’Occidente, conclude Dundar, «per chiudere la porta a chi cerca di scappare dall’incendio che [l’Occidente stesso] ha in parte appiccato, chiude un occhio su un governo fascista annegherà insieme ai rifugiati, ai suoi valori, ai suoi principi e a coloro che credono in essi».

Foto Ansa


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

4 Commenti

  1. Raider scrive:

    Tutto giusto, tutto vero e si può discutere di tutto per capirne di più, ma una cosa piacerebbe fosse fuori discussione: amici sinceri, vicini rispettosi, special-relationship, ma
    la Turchia nell’Ue MAI!

  2. ROLLI SUSANNA scrive:

    Ogni tanto succede un miracolo…

  3. Ernesto August scrive:

    La questione dell’ingresso della Turchia nella UE perché non è democratica, dovrebbe far riflettere sul tipo di unione che abbiamo di fronte… Quanta democrazia c’è in Italia, non abbiamo votato mai per ratificare alcun trattato, dando per scontato che gli italiani fossero europeisti convinti… Subiamo i diktat della Germania,della Francia, degli USA con un’opinione pubblica in dottrinata dai sacri testi di Repubblica e Corriere o da RAISET e ci preoccupiamo dei turchi, almeno quel dittatore dice e.fa ciò che pensa senza le nostre ipocrisie

    • Raider scrive:

      Un momento, non facciamo finta che la Turchia non va ammesa nell’Ue per colpa dei peccati di ipocrisia del’Ue: la Turchia non è Europa, solo meno del 10% della Turchia fa parte dell’Ue e solo perché, nel 1916, gli inglesi, per evitare le reazioni del jihadismo islamico nel proprio impero e per non compromettere la stentata alleanza con alcune tribù arabe in lotta, come avveniva da secoli, contro i Turchi, chiesero allo zar di fermare le truppe russe, che sfondato in Bessarabia (che, attenti, in turco vuol dire “terra dei Padri”: che sarebbe l’Ucraina? Ma, dico!) che stavano puntanto su Costantinopoli – non la chiamerò mai Istanbul. I Turchi, punta dell’avanzata califfale islamica, hanno sempre voluto sottomettere l’Europa: e Erdogan è stato fin troppo chiaro, al riguardo. In ogni caso, l’identità europea non ha nulla a che spartire né con l’imperon Ottomano – ve l’immaginate, se l’impero ottomano fosse ancora vivo e vegeto, L’Europa si allargherebbe fino alla Penisola Arabica! – né con l’Islam: sono gli eurocrati che legittimano l’invasione migratoria e mirano a distruggere l’identità dei popoli a volecci convincere del conrtrario con tutti i mezzi di controllo e pilotaggio della pubblica opinione di cui dispongono. Impediamoglielo!
      NO ALLA TURCHIA IN EUROPA!

La rassegna stampa di Tempi
Pellegrinaggio iStoria-Tempi in Terra Santa

Tempi Motori – a cura di Red Live

Debutta il 2.0 turbo benzina MultiAir da 200 cv dedicato alla berlina di Arese, disponibile solo in abbinamento alla trazione posteriore e al cambio automatico a 8 rapporti. Affianca in gamma il V6 2.9 biturbo da 510 cv e il 2.2 td da 150 o 180 cv. Prezzi da 40.500 euro.

È la versione più potente ed estrema mai realizzata della berlina bavarese. Il V8 4.4 biturbo eroga 600 cv anziché gli originari 560 cv, mentre le sospensioni beneficiano di una taratura decisamente hard. Sarà realizzata in solo 200 esemplari.

Il concept presentato a EICMA lo scorso anno pare proprio destinato a diventare realtà. Honda ne anticipa l’arrivo con un teaser che non svela molto ma che dice tutto

Quello elettrico si somma a quello umano, per garantire orizzonti più ampi e divertimento prolungato. Moterra sarà proposta in due versioni, di cui una con ruote 27+, dedicate a Trail ed Enduro.

Dopo il lancio del Disc Brake Project, nel 2016, ecco prendere forma la prima ruota specifica per freno a disco. Reattività, leggerezza e affidabilità sono gli obiettivi del r&d Campy.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana