Google+

Se la sconfitta non è mai colpa mia (o di Gervinho) ma del solito Complotto

ottobre 11, 2014 Fred Perri

Se pensassi che c’è il grande vecchio che decide o che gli arbitri faranno vincere la Juventus che senso avrebbe stare qui a parlare di calcio?

L’ultima giornata di campionato ci ha riportato indietro nel tempo, compagni, amici e bastardi d’ogni ordine e grado. Improvvisamente un ottobre fa: Juventus, Roma, gli arbitri, i centimetri, i rigori, i fuorigioco, le polemiche. I romanisti hanno rispolverato l’arsenico e i vecchi merlettati discorsi di un tempo, adombrando come al solito la supervisione bianconera sugli arbitri. Non solo loro, ovviamente. Mentre guardavo la partita continuavo a ricevere sms degli interisti che, in attesa di venire spappolati a Firenze, si univano al coro anti juventino, chiedendo il mio illuminato e cinico parere. Fratelli, sapete come la penso. Sono, nel football, eretico e seguace della gnosi. Tutto s’arrotola su se stesso e alla fine ritorna da dove è cominciato. Insomma, alla fine tutto si riequilibra e chi merita di vincere, vince.

Del resto, se la pensassi diversamente, per quale motivo pagherei un abbonamento di Sky o peggio, come molti di voi fessi, farei chilometri per andare a sudare o a prendere pioggia, vento e gelo in uno stadio? Se pensassi che c’è il grande vecchio che decide o che gli arbitri faranno vincere la Juventus che senso avrebbe stare qui a parlare di calcio? Se stiamo retrocedendo, in ogni settore, è anche per questo nostro modo di vedere la vita, per cui ogni volta che perdiamo non è per causa dei nostri sbagli o di quelli di Gervinho e Renzi, ma per un Complotto.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

21 Commenti

  1. Giannino Stoppani scrive:

    Regola aurea degli arbitri italiani: “in dubio pro Juve”.
    Se si sbaglia ai danni del Sassuolo, il martedì la pubblica opinione, compresa la clientela del bar sport di Sassuolo, sta già parlando delle coppe, se si sbaglia ai danni della gobba l’onta non sarai mai (mediaticamente parlando) dimenticata e la carriera arbitrale, di conseguenza, stroncata.
    Non pochi ritengono che la regola suddetta in realtà si applichi a tutte le squadre blasonate, esclusa la Fiorentina, naturalmente.

    • ery scrive:

      26 novembre 2004 intercettazione telefonica tra Franco Carraro, presidente federale, e Paolo Bergamo, uno dei due designatori arbitrali:
      Carraro: “…che faccia la partita onesta per carità, ma che non faccia “errori” a favore della Juventus per carità”

      partita in questione è Roma-Juventus terminata 1-2 il 5 marzo 2005:
      In questa occasione c’è un rigore per la Juventus DUBBIO a velocità normale (era al limite dell’area) MA GIUDICATO POI REGOLARE in moviola:
      Carraro:“…se c’è un dubbio per carità che che che che il dubbio non sia a co… a favore della Juventus…”

      INFORMARSI PRIMA DI PARLARE!!!! GRAZIE!!!!

      • Giannino Stoppani scrive:

        Amico, io pur essendo un tiepidissimo sostenitore della Fiorentina, sulle rapine subite dalla mia squadra ad opera della juve e delle altre varie squadre “blasonate” di cui sopra ti ci potrei tenere una conferenza di sei ore, altro che una miserabile intercettazione di Carraro.

  2. Martino scrive:

    Infatti… che ne parli a fare? io nemmeno chiederei, se avessi il numero di telefono, il tuo illuminato e cinico parere.

    • jason mac lane scrive:

      Che ne parla a fare??
      Si chiama “coda di paglia”.
      Da queste parti per altri contesti giustamente si insiste che una bugia ripetuta all’infinito viene fatta diventare verita’. E poi ospitano uno che adotta lo stesso identico sistema. Che vergogna.

  3. Giulio25 scrive:

    pure tempi é juventino… Che peccato

  4. GIORGIO scrive:

    PRIMA DI GUARDARE LA PARTITA TOGLIERSI IL PROSCIUTTO CHE IMPEDISCE DI VEDERE: Ci sono partite che, qualsiasi decisione tu prenderai, non metterà mai d’accordo nessuno. Sbagli e ti danno addosso. Puoi fare bene e ti danno lo stesso addosso. L’arbitro Gianluca Rocchi della sezione di Firenze, ma originario della vicina Sant’Angelo a Lecore, è oggi sul banco degli imputati per la sua direzione di Juventus-Roma a Torino. C’è chi immagina complotti, soprattutto su alcuni giornali, chi invoca la moviola in campo, anche se i moviolisti a tutt’oggi non riescono a mettersi d’accordo, c’è chi fa il gesto del violino come a mimare i mafiosi del Padrino, c’è chi usa parole di fuoco, chi addirittura presenta interrogazioni parlamentari come se i mali dell’Italia risiedessero nel pallone. Ma vediamo cosa ha combinato Rocchi allo Juventus Stadium.

    13’ primo tempo. Marchisio, mentre sta per calciare verso la porta difesa da Skorupski, viene colpito dalla gamba destra di Manolas sulla propria gamba destra. Marchisio perde l’equilibrio e cade a terra. Molti giornali hanno detto che non è rigore nonostante Marchisio fosse stato toccato da Manolas. La regola 12 del regolamento del giuoco del calcio dice che è fallo punibile con un calcio di punizione diretto (in area, naturalmente, viene sanzionato con un rigore) se un giocatore “colpisce o tenta di colpire un avversario”. Il colpo di Manolas c’è e quindi anche il rigore. La regola 12 afferma anche che “un calciatore […] deve essere espulso se […] impedisce un’evidente opportunità di segnare una rete ad un avversario che si dirige verso la porta, commettendo un’infrazione punibile con un calcio di punizione o rigore”. Marchisio aveva una chiara occasione da gol e quindi, oltre al rigore, Manolas sarebbe dovuto finire anzitempo a fare la doccia. Ma a velocità normale è comunque difficile notare il fallo di Manolas. Forse Rocchi ha pensato che Marchisio sia inciampato su se stesso, ma il tocco del greco è evidente.

    26’ primo tempo. La Juventus si appresta a battere una punizione da fuori area, la barriera viene disposta in area da Rocchi. Pirlo batte, Maicon colpisce col braccio. C’è chi dice che non sia nemmeno fallo di mano perché l’intenzione di Maicon è di coprirsi il braccio. Sempre la regola 12 afferma che “per stabilire la volontarietà, l’arbitro deve prendere in considerazione i seguenti criteri: il movimento della mano (per mano si intende anche il braccio, ndr) in direzione del pallone (non del pallone in direzione della mano)”. Il gomito di Maicon è puntato verso Pirlo, quindi amplia notevolmente il volume del giocatore romanista, e soprattutto va in direzione della palla. Il fallo c’è. Solo che è avvenuto di pochi centimetri fuori area. Rocchi in un primo momento assegna giustamente una nuova punizione dal limite per la Juventus, ma su indicazione del primo assistente cambia idea e concede il rigore. L’errore di Rocchi è indotto dal cosiddetto guardalinee, ma è pur sempre questione di pochi centimetri e a velocità normale e senza replay è difficile giudicare. Tra l’altro la verità sul fallo di mano fuori dall’area è giunta soltanto ieri in serata. Un’eventuale moviola in campo avrebbe lasciato ancora molti dubbi. C’è chi si chiede: a parti invertite avrebbero concesso rigore per quel fallo di mano, ammesso che fosse accaduto all’interno dell’area di rigore? C’è un precedente nella stagione 2010/2011: all’Olimpico di Torino, Pepe respinse nella stessa maniera di Maicon una punizione di Totti. L’arbitro Rizzoli concesse il rigore per la Roma.

    31’ primo tempo. Punizione per la Roma, la palla giunge in area, Lichtsteiner e Totti franano a terra. Rocchi non ha dubbi e indica il rigore. A parte la posizione errata del fischietto fiorentino, il primo a commettere fallo, però, è Totti e quindi il successivo abbraccio di Lichtsteiner al campione romanista sarebbe avvenuto a gioco fermo. Rocchi avrebbe dovuto fischiare il fallo in attacco del capitano giallorosso.

    45’ primo tempo. Rocchi concede un minuto di recupero, il quarto uomo mostra la lavagnetta. Poi, però, si infortuna Cáceres e ci sono proteste tra i difensori della Juventus e Gervinho che aveva proseguito lo stesso l’azione, litigando col fair-play. Rocchi, riportata la calma, alza nuovamente il braccio e il dito indice. In altre parole, ha indicato un nuovo minuto di recupero, che quindi sono diventati in tutto due.

    46’ primo tempo. Pjanic stende Pogba. Rocchi fischia il secondo rigore per la Juventus, il terzo della gara. C’è chi dice che Pjanic fosse fuori area al momento dell’aggancio a Pogba. Un dubbio fugato dalle immagini frontali della Lega di Serie A (non quelle che magicamente spuntano su internet da un’inquadratura quasi frontale, ma con un minimo di prospettiva) che mostrano il piede destro di Pjanic seppur di pochi centimetri sopra la linea bianca nel momento del tocco sul francese. Inoltre, il piede sinistro di Pogba pesta la striscia bianca, mentre quello destro è più avanti di quello sinistro al momento del fallo di Pjanic. La regola 1 del regolamento del giuoco del calcio afferma che “due linee sono tracciate perpendicolarmente alla linea di porta, a m. 16,50 dall’interno di ciascun palo. Queste due linee hanno una lunghezza di m. 16,50 verso l’interno del terreno di gioco e sono congiunte da una linea tracciata parallela alla linea di porta. La superficie delimitata da queste linee e dalla linea di porta e denominata area di rigore”. Perciò, le righe fanno parte dell’area di rigore e questo è un rigore ineccepibile, anche se di difficile chiamata. Almeno in questo caso, Rocchi è stato fortunato e ha deciso in maniera giusta. E se avesse concesso la punizione, avrebbe sbagliato, ma sempre per questione di centimetri.

    40’ secondo tempo. Bonucci colpisce al volo e segna il gol decisivo. Ci sono però due giocatori bianconeri oltre la linea dei difensori, soprattutto Vidal. Fuorigioco attivo o passivo? L’interpretazione della regola 11 non è mai semplice. La regola dice che “essere in posizione di fuorigioco non è di per sé un’infrazione” e che “un calciatore in posizione di fuorigioco deve essere punito solo se, a giudizio dell’arbitro, nel momento in cui un suo compagno gioca il pallone o è da questo toccato, egli prende parte attiva al gioco: intervendo nel gioco oppure influenzando un avversario oppure traendo vantaggio da tale posizione”. “Influenzare un avversario” vuol dire “impedire ad un avversario di giocare o di essere in grado di giocare il pallone, ostruendogli chiaramente la visuale o i movimenti che, a giudizio dell’arbitro, ingannino o distraggano un avversario”. Nell’estate 2013, però, l’Ifab, l’istituzione che per conto della Fifa gestisce il regolamento calcistico, dispose che, per essere in fuorigioco attivo, l’attaccante deve “interferire con il difensore” e “trarre vantaggio dalla posizione di fuorigioco”. Viste le poche delucidazioni, lo scorso mese di luglio l’Ifab ha deciso di chiarire ulteriormente una norma che aveva creato molto caos. Infatti, non conta più il cono visivo, per esempio, del portiere. Affinché un attaccante sia in posizione di fuorigioco attiva, se non tocca il pallone deve comunque partecipare attivamente all’azione per mezzo di una finta, andando verso il portiere, facendo un movimento laterale. Nel caso del gol di Bonucci, Vidal non è sulla traiettoria del pallone, ma rientra nel cono di visione dell’estremo difensore romanista. Vidal avrebbe dovuto ostruire completamente la visuale di Skorupski trovandosi perfettamente sulla traiettoria del pallone. Ma come si vede dall’immagine, ciò non succede. E il portiere giallorosso si tuffa proprio appena Bonucci colpisce al volo, senza alcun disturbo. Vidal al momento del tiro corre tranquillamente in direzione del centrocampo. Due anni fa sarebbe stato fuorigioco, ma con le nuove disposizioni Ifab non lo è. Ha fatto bene Rocchi a non annullare la rete di Bonucci.

    44’ secondo tempo. Giuste le espulsioni a Morata e Manolas per i reciproci “scambi di cortesia”.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Ti sei dimenticato di scrivere che le righe verticali snelliscono.

    • Martino scrive:

      certo che giorgio ne hai di tempo da buttare vie, eh? pensi che qualcuno sia andato oltre la decima riga del tuo breve commento?

      • Stefano scrive:

        Gli ignoranti commentano come voi, se non fosse così provereste a confutare il commento di Giorgio citando il regolamento come prova delle vostre argomentazioni. Giorgio ha fatto così. Bravo Giorgio!

        • Giannino Stoppani scrive:

          Ignorante sarai te, caro gobbo.

          • Stefano scrive:

            Gli ignoranti sono coloro che ignorano o non sanno. Quindi se tu utilizzi la parola ignorante come insulto o come tale la consideri (vista la tua risposta), tu sei l’ignorante non io.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Hai ragione caro gobbo, mi sono lasciato trasportare e ti ho replicato sbrigativamente ributtandoti in faccia l’epiteto (perché tale rimane anche nell’accezione originaria del termine a cui fai riferimento te) che tu hai avuto la bontà di usare per il sottoscritto, il quale, ci tiene a ricordarlo per la seconda volta, non ha fatto specifico riferimento alla partita e ai vari episodi, ma si è limitato a fare considerazioni di carattere generale sulla differenza di trattamento arbitrale tra squadre “grandi” e squadre “piccole”.
              Infatti il termine “ignorante”, qualsiasi sia il significato che uno gli attribuisce, risulta effettivamente inadatto qualora sia riferito a chi, per mere ragioni di tifo becero e orbo, non è disposto neanche ad ammettere la più lampante evidenza dei fatti.

    • Vujadin Boškov scrive:

      Rigore è quando arbitro fischia.
      Pero:
      1) il rigore per fallo di mano attribuito a uno che chiaramente si protegge il volto senza che il volume dell’ostacolo aumenti di un centimetro lo si fischia solo alla juve.
      2)il rigore su Pogba rimane per lo meno dubbio anche con le migliori immagini disponibili e dunque alla juve lo si assegna d’ufficio.
      Ha ragione chi dice regola 18 del gioco del calcio recita “nel dubbio rigore per la juventus”
      Non occorre fare copia incolla tuttosport.

      • claudio scrive:

        Boskov ti sbagli di grosso, perché come ricorda Giorgio e come ricordavo anch’io, due o tre anni fa venne fischiato contro la Juve un rigore identico, per un fallo di “braccio”identico a quello commesso da Maicon. E a tempo ampiamente esaurito…

        • Vujadin Boškov scrive:

          Bravo, dimostrazione che Natale è solo venticinque dicembre.
          Curiosità…
          Arbitro fu trovato impiccato nello spogliatoio chiuso a chiave da Moggi?

  5. claudio scrive:

    Bravo Giorgio.

  6. Giannino Stoppani scrive:

    Ricordo sommessamente, prima che un’invasione di gobbi (attenzione, i veri tifosi juventini non si offendono se li si definisce “gobbi”, vista la genesi e la storia del nomignolo) mi sommerga di contumelie che la questione non sta se il rigore su Pogba c’era o non c’era o se il fuorigioco di vattelappesca era attivo o passivo. La questione che io ho posto è tutt’altra: lo avrebbero fischiato al Sassuolo un rigore del genere contro la Juve (il Milan, l’Inter, la Roma ecc.)?
    Per tornare al mio post iniziale, la risonanza mediatica di uno “screzio” arbitrale nei confronti delle squadre più seguite è tale che prima di fischiare contro gli arbitri che tengono alla carriera ci pensano due volte.
    Nel dubbio gli arbitri tendono SEMPRE a favorire la squadra più blasonata.
    E’ l’arcinoto fenomeno detto della “sudditanza psicologica” che neanche Tuttosport è riuscito a smentire.
    Spero di essere stato chiaro, altrimenti vi faccio la conferenza di sei ore di cui sopra spaziando dal gol di Bianconi in un famoso Empoli Juve alle gesta del famigerato Soriano Aladren.

  7. Lorenzo scrive:

    Questa partita è stata vista in tutto il mondo, e le testate giornalistiche straniere, hanno tutte gridato allo scandalo. La Roma lo scorso anno ha perso perchè mentalmente più debole, dopo avere subito il primo goal si è sgretolata e non ha recriminato su nulla. Questa partita rimarrà nella memoria di molti appassionati di calcio visto che la Juventus ha aggiunto un’altro record, tre goal fasulli a favore non li ha avuti mai nessuno. Ma non dimentichiamo che nel DNA Juve c’è la vittoria a tutti i costi, Calciopoli è passata come se Moggi agisse per conto suo, o quando sono stati condannati per doping con la prescrizione del reato il medico agisse per conto suo. Recriminate su due scudetti tolti per calciolpoli, ma lo sport è sopratutto etica e come hanno tolto ad Armstrong tutto quello che aveva vinto avrebbero dovuto farlo anche alla Juventus per i 4 anni di Doping per i quali sono stati condannati. Questo col Milan per esempio non accade, ha vinto la metà dei vostri scudetti ma dire che vi surclassa in europa e poco, semplicemente perchè era forte e basta. Lo scandalo poi di avere Rocchi come arbitro quando sta ancora attendendo una sentenza definitiva su calciopoli fa ridere.
    Io tifo Roma, ma a questo sistema non regalo 1€ perchè e fasullo.

    • claudio scrive:

      Certo, certo. Però non si parla mai di cultura sportiva in Italia. All’estero avranno anche criticato la partita, ma il giorno dopo nessuno ne parla più. A distanza di una settimana SIAMO ANCORA QUA A PARLARNE.
      Se Maradona avesse segnato di mano all’Italia, sarebbe ancora ricercato dalla polizia, e magari avremmo ritirato l’ambasciatore da Buenos Aires. Papa Francesco non potrebbe uscire dal Vaticano perché argentino…
      Ma andate a evacquare!

      • Giannino Stoppani scrive:

        Prima di andare ad evacuare, (funzione facilitata assai dal dialogo con certi simpaticoni a strisce, noti per l’umiltà e la franchezza nonché sempre rispettosi delle opinioni altrui) ne approfitto per ricordarti, ad esempio, dell’arbitro Moreno e delle sue malefatte (ben più eclatanti di un gol segnato di mano con grande abilità) in seguito alle quali non mi risulta che l’Italia abbia dichiarato guerra alla Corea del Sud o alla Colombia.
        La memoria corta, ahimè, mal si accompagna con l’atteggiamento supponente del “tecnico da” bar di Benniana memoria.
        Se poi consideri anche che i torti subiti da altri si dimenticano più facilmente di quelli subiti in prima persona, mi pare che codesta linea difensiva lasci alquanto a desiderare.
        Ora però vado ad evacuare e ti saluto.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

Nel bel mezzo di Agosto, la Casa di Iwata lancia un criptico video teaser che anticipa quanto verrà svelato il 6 settembre alle 17:00: la Yamaha T7

L'articolo Yamaha T7, il video teaser proviene da RED Live.

Si chiama Nolan N90-2 ed è l’apribile entry level di Nolan. Adatto sia all’utilizzo in città sia per un lungo viaggio, costa 269,99 euro

L'articolo Nolan N90-2, apribile entry level proviene da RED Live.

I fiori mai sbocciati dell’automobilismo mondiale No, loro non ce l’hanno fatta. Non sono riuscite ad arrivare in produzione, perse nei meandri delle logiche commerciali, del marketing, degli eventi globali o, semplicemente, dell’indecisione dei costruttori. Sono quelle centinaia di concept car – o prototipi che dir si voglia – realizzati in piccolissimi numeri, quando non […]

L'articolo Le auto che non sono mai nate proviene da RED Live.

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana