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Se l’ex procuratore capo di Pescara che ha indagato Del Turco sogna la politica

dicembre 20, 2013 Chiara Rizzo

Nicola Trifuoggi, celebre per il processo all’ex governatore dell’Abruzzo: «Non escludo una mia candidatura. Mi corteggiano tutti e sto valutando». E si mostra in pubblico con il candidato Pd

Supponiamo che un politico indagato e pluri-imputato continui nella sua carriera, e presenti la sua candidatura alle elezioni regionali: sarebbe normale se con lui sul palco a parlare ci fosse l’ex procuratore capo che lo ha accusato? Il fatto è accaduto in Abruzzo. Il politico si chiama Luciano D’Alfonso, ed è il candidato del Pd, nonché ex sindaco di Pescara. Nella stessa città ha lavorato l’ex procuratore capo, che si chiama Nicola Trifuoggi, ed è diventato mediaticamente celebre per aver condotto le indagini a carico dell’ex governatore della Regione Abruzzo del Pd, Ottaviano Del Turco. Il quale è stato anche – ma solo per inciso – anche l’avversario politico di D’Alfonso all’interno del partito, almeno sinché l’inchiesta di Trifuoggi non lo ha portato in carcere e poi costretto ad un lungo processo. Il solo insieme di questi elementi ha un po’ turbato, ad esempio, una penna smaliziata come quella dell’editorialista del Corriere della sera Pierluigi Battista.

CHI È D’ALFONSO. Qualche giorno fa, Battista, riprendendo la notizia di un quotidiano abbruzzese, si chiedeva sulla propria pagina facebook: «Sapete cosa succede a Pescara, attorno alla procura che ha fatto condannare Del Turco? Nicola Trifuoggi, procuratore capo in pensione da qualche mese, appoggia la candidatura nel Pd abbruzzese di Luciano D’Alfonso». Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, non fosse che lo stesso D’Alfonso è stato indagato più volte dal pool di Trifuoggi, negli ultimi anni. La prima volta è stato nel dicembre 2008, quando è stato arrestato, proprio su richiesta di Trifuoggi con l’accusa di corruzione, concussione, associazione a delinquere. Secondo la procura di Pescara, D’Alfonso sarebbe stato corrotto da Carlo Toto, il presidente di Air One. L’ex sindaco si è dovuto dimettere, ma a febbraio 2013 è stato assolto in primo grado perché il fatto non sussiste (la procura ha ricorso in appello): pochi mesi dopo, ad aprile, D’Alfonso è stato assolto in primo grado, sempre perché il fatto non sussiste, nel secondo processo: anche stavolta l’accusa è stata di corruzione, e anche in questo caso è stata portata avanti dalla procura di Pescara negli anni in cui Trifuoggi era capo. Il 2013 è stato un anno giudiziario fortunato per D’Alfonso. Circa due mesi dopo, a metà giugno, è arrivata la terza assoluzione: in appello, per il processo (sempre per corruzione) aperto dalla consueta procura di Pescara nel 2004 (quando era, repetita juvant, sempre guidata dal procuratore capo Trifuoggi).

LE NUOVE INCHIESTE. Esattamente un mese dopo la terza assoluzione, il 15 luglio, D’Alfonso è stato rinviato a giudizio in un quarto processo per corruzione in cui l’accusa è stata condotta dalla procura dell’Aquila. Lo scorso 11 dicembre D’Alfonso ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato, che gli permetterà di avere uno sconto di un terzo della pena. Intanto, però, il 27 novembre è giunta la notizia che D’Alfonso è indagato in una nuova (la quarta) inchiesta, per abuso d’ufficio.

TRIFUOGGI E LA POLITICA. E così si arriva al convegno organizzato lo scorso 13 dicembre a Pescara. Certo l’incontro era finalizzato ad un dibattito pubblico (sul palco, per dire, c’era anche il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, che nulla ha a che fare con le vicende narrate), e certo il titolo era un po’ vago: “I limiti dell’azione politica. La decisione politica tra esigenze di giustizia e necessità di giustizia sociale”. Ma che l’occasione reale sia stata la campagna politica che D’Alfonso ha iniziato lo sanno tutti. D’altra parte è stato lui stesso ad annunciarlo, ad ottobre scorso, aggiungendo un particolare che oggi – vedendolo sul palco insieme a Trifuoggi – apparirebbe profetico: «Nella mia lista ci sarà più di un magistrato». Nel frattempo, intanto, anche l’ex procuratore capo di Pescara, in pensione da un annetto, ha rilasciato varie interviste senza nascondere le sue intenzioni. «Sono corteggiato da tutti e sto valutando ogni ipotesi» ha detto al quotidiano locale del gruppo Espresso, il Centro: poi ha aggiunto di essere stato contattato dal ministro alle Riforme Gaetano Quagliariello (Ncd), e dal governatore Gianni Chiodi. Ha dichiarato che «se ci fosse Beppe Grillo, andrei anche da lui». Però è solo con D’Alfonso che si è mostrato in pubblico, ed è insieme a lui che è stato applaudito dai pubblici ministeri del processo Del Turco, presenti in platea (Di Florio e Bellelli). Chissà. Per il momento Trifuoggi ripete: «Non escludo una mia possibile candidatura».

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3 Commenti

  1. ftax says:

    @Marco Giansante. Questo vuol dire che Tempi ci ha azzeccato, non è vero?

    • marco says:

      No, vuol dire che ha rigirato totalmente la frittata per sostenere non si sa quale tesi. D’Alfonso e’ stato assolto, Del Turco condannato, come amministratore non ha fatto nulla e pare che si sia intascato parecchi milioni. Battista lo difende a spada tratta in quanto vecchi compagni di merende socialisti (e che merende..).
      Non sono per i magistrati in politica, Trifuoggi in primis, ma quest’articolo fa ipotesi complottare da due soldi (e tanto vale).

      • Giorgio says:

        Scommetto che la tua ipotesi secondo la quale Battista difenderebbe Del Turco “a spada tratta in quanto vecchi compagni di merende socialisti”, tu non la consideri affatto “complottarda da due soldi (e tanto vale)”, eh?
        Ah già, però tu non sei per i magistrati in politica!

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