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Se è il sindaco Pd di Vicenza a costringere la sinistra a uscire dall’immaginario buonista sull’immigrazione

settembre 1, 2014 Giuliano Guzzo

Se è uno come Achille Variati a lanciare l’allarme sulla difficoltà di gestione degli immigrati, significa che il problema non è immaginario o frutto di qualche campagna terroristica

Tratto dal blog di Giuliano Guzzo – «Chi spaccia, per la stragrande maggioranza, è extracomunitario». «Aggravante della pena per chi delinque dopo essere stato aiutato». «Chi ottiene un euro deve svolgere lavori socialmente utili, altrimenti va rispedito a casa».

Borghezio o Calderoli? Nessuno dei due: sono le parole del sindaco di Vicenza, Achille Variati, esponente Pd nonché renziano della prima ora, il quale, in seguito al ripetersi di gravi episodi nella sua città (l’ultimo, un rifugiato politico con permesso di soggiorno sorpreso a guidare una banda di spacciatori), ha scelto la via dello sfogo, anche per dare voce all’“esasperazione dei cittadini” (Il Giornale di Vicenza, 31/8/2014, p.12).
Di fronte a queste parole si può pensare naturalmente che Variati che abbia perso il lume della ragione. Solo che, a differenza di molti che sul fenomeno dell’immigrazione si limitano, in un senso o nell’altro, a mere chiacchiere da bar, costui fa il sindaco, per giunta della città del Veneto che già nel 2011 vantava la più alta presenza percentuale di stranieri (16,1%) presenti sul proprio territorio, saldamente davanti rispetto alle città di Padova (14,4%), Verona (13,8%), Treviso (12,8%) e Venezia (10,8%).

Dunque, se è uno come Achille Variati a lanciare l’allarme sulla difficoltà di gestione degli immigrati, significa che il problema non è immaginario o frutto di qualche campagna terroristica. Eppure a livello nazionale si continua ad ignorare o quasi la questione con un silenzio rotto solo dagli inevitabili commenti sui sbarchi continui sulle nostre coste, sbarchi drammatici e spesso anticipati o seguiti da morti ed annegamenti.
In questo senso, lo sfogo del sindaco di Vicenza rappresenta uno stimolo – che temiamo sarà inefficace – nei confronti di un centrosinistra che, forse più per reazione alla Lega Nord che per autentica filantropia, ha da sempre un atteggiamento positivo a priori sull’immigrazione, come se si trattasse di un fenomeno inarrestabile e sempre comunque positivo; come se il dovere dell’accoglienza oscurasse il dovere di un realismo che ci dice come ospitare un numero potenzialmente infinito di persone provenienti da altri Paesi altro non sia che un volto, sia pure meno ruvido di altri, dell’indifferenza, dal momento che è pacifico che per quanti sforzi una nazione possa fare – e l’Italia, finora, non ne ha certo fatti pochi -, l’accoglienza illimitata e non sostenibile si traduce, e non potrebbe essere altrimenti, nell’obbligo di alcune persone a dover delinquere per sopravvivere.

E cosa c’è di umano e di civile in tutto questo? È tempo che la sinistra se lo chieda. Il sindaco di Vicenza, lo abbiamo visto, è fra coloro che hanno sollevato la questione. Ora è il caso che qualcuno – in Italia come in Europa – senza trincerarsi dietro le solite, evasive battute inizi seriamente a dare delle risposte.

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4 Commenti

  1. beppe says:

    è solo un compagnuccio che sbaglia. la sinistra deve aspettare ancora una decina di anni prima di rendersi conto dei danni che sta provocando con l’aiuto di un incapace come alfano, l’errore politico umano più grave di berlusconi.

  2. Ale says:

    Ti ricordo che questo governo e’ un’alleanza tra destra e pseudo sinistra. Alfano alias Homer Simpson e’ uno spettacolo e definirlo “errore di Berlusconi” e’ encomiabile. Che l’immigrazione sia mal gestita e’ il segreto di pulcinella e forse a tanti va bene così, vedi strutture alberghiere che percepiscono soldi per ospitarli, solo che poi i nodi vengono al pettine e appunto chi non lavora e delinque “a casina va mandato”… Ma ricorda che non ci sono solo i delinquenti ma anche donne e bambini. Per cui ok accoglienza ma se entro un anno non hai un lavoro o comunque non puoi esibire contratti di lavoro, anche molteplici e a tempo determinato, devi tornare a casa tua. Il problema e’ che per un periodo molto lungo “non possono lavorare” dovendo godere della situazione ” di rifugiato” e li casca il miccio. Quindi siamo anche Noi responsabili di questo paradosso. Nelle isole di Maiorca, se non ricordo male, hanno permesso che ” i Vu cumpra’ ” di Alfano possano gestire dei negozi di loro merce per combattere l’abusivismo e il pendolarismo in spiaggia. Perché non lo facciamo anche noi?? Riguardo allo spaccio di droga lo fanno gli italiani non vedo perché non possano farlo degli immigrati. Mettiamo in galera e a spazzare le strade i primi e rimandiamo a casa i secondi oppure entrambi a fare “lavori socialmente utili” ma non quelli di Berlusconi…quelli veri tutti i giorni se disoccupati. Tuttavia per essere ammessi a lavori socialmente utili devi già avere un tuo lavoro e lo spaccio non è un lavoro, anche se in alcuni Stati entra nel calcolo del PIL … Insomma l’Italia e tutte le sue leggi e’ assimilabile “all’ufficio complicazioni cose semplici”… Per cui fare campagna elettorale e’ facilissimo ( stiamo nel fango) ma governare no.

  3. francesco taddei says:

    quelli di sinistra vogliono lo sfascio dell’italia. dai soldo presi dall’urss all’invasione di africani. ma perché non se ne vanno loro a quel paese?

  4. Antonio says:

    destra o sinistra, bisogna capire che infiniti disperati e sbandati non si possono accogliere. All’inizio gli dai vitto e alloggio, cure mediche (e sussidio e sigarette e schede telefoniche…) a scrocco. Alla faccia della crisi, per loro,per giovanottoni grando,grossi, balordi, sfrontati e pretenziosi i soldi si trovano sempre. Poi li mantieni all’infinito? Che faranno queste masse rozze, accattone, degradanti… i famosi “lavori che gli italiani rifiutano” ™ ammesso che li vogliano, non sono senza fondo e spettano agli stranieri regolari con documenti e che pagano le tasse. Questi clandestini, senza scomodare l’odioso e buonista “migranti”, sono solo un degrado, una zavorra, una fonte di malattie e violenza e una polveriera di altri innumerevoli problemi pronti ad esplodere ed a sommarsi alle già tante difficoltà in cui versano l’Italia e l’UE intera. E una volta fatti entrare non ce ne li sibera facilmente, grazie a chi li difende per beceri interessi politici e di assistenzialismo.

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