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«Se domenica scorrerà sangue sarà colpa del governo». Estremisti islamici minacciano la Tunisia

maggio 18, 2013 Leone Grotti

L’organizzazione terrorista Ansar al-Sharia si riunirà domenica in una città tunisina. Il governo vuole fermarli «secondo la legge» ma non è abbastanza forte

«Il primo ministro della Tunisia e il governo dovranno ritenersi responsabili di tutto il sangue che sarà versato domenica». I toni si sono alzati in Tunisia e il comunicato rilasciato in questi giorni da Ansar al-Sharia preoccupa il primo paese investito dalle proteste della cosiddetta Primavera araba.

RADUNO ESTREMISTA. Ansar al-Sharia, organizzazione terrorista islamica ritenuta responsabile dell’attentato in Libia a Bengasi costato la vita all’ambasciatore americano Chris Stevens, ha annunciato in settimana che terrà il suo raduno annuale nel centro della città tunisina di Kairouan. Il governo ha impedito la manifestazione, adducendo come motivazione la mancata richiesta da parte dell’organizzazione salafita del permesso di riunirsi in centro, «come la legge prevede».

MINACCE TERRORISTE. La risposta non si è fatta attendere: «Noi non chiediamo l’autorizzazione al governo per pregare la parola di Dio e mettiamo in guardia la polizia di non impedire la nostra riunione». Gli estremisti islamici sono pronti a dare battaglia e hanno annunciato l’arrivo in città di 40 mila persone. Ghannouchi, il segretario generale di Ennahda, il partito islamista al potere in Tunisia, ha risposto affermando che «tutte le persone che parlano di assassinii, incitano all’odio e piantano tende per pregare saranno perseguite dalla legge». Il ministro degli Interni ha aggiunto che «la Tunisia deve ormai affrontare le minacce terroriste che vengono da vicino e da lontano».

PERICOLO INSTABILITÀ. A pochi giorni dalla riunione Ansar al-Sharia non fa un passio indietro e continua a dichiarare che «non si farà fermare dalla polizia» mentre il governo insiste: «Non accettiamo minacce di morte da nessuno». Resta la grave situazione in cui si trova la Tunisia, che al pari della Libia rischia l’instabilità e fa fatica a respingere estremisti islamici e terroristi che vogliono farla da padroni dopo la caduta dei regimi dittatoriali. Così come Tripoli, anche Tunisi non sembra ancora in grado di garantire l’ordine e il rispetto della legge.

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