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Se cade Gheddafi, a rischio le missioni di pace in Africa – Rassegna stampa/1

febbraio 24, 2011 Redazione

La Tv al-Arabiya parla di 10 mila morti dall’inizio degli scontri in Libia, eppure non c’è nessuna condanna unanime da parte dell’Africa perché Gheddafi con i petroldollari finanzia molti paesi. Tra questi, il Ciad, la Repubblica centrafricana, il Mali, la Liberia. Soldi anche per le missioni di pace in Darfur e Somalia

Ieri non si sono verificati scontri a Tripoli, capitale della Libia. Dopo i bombardamenti dei giorni scorsi, le forze di sicurezza di Muammar Gheddafi hanno ripreso il controllo della città. Se il bilancio ufficiale del governo di nove giorni di scontri è di 300 morti, ieri anche il minstro degli Esteri Franco Frattini ha detto che «mille morti sono una cifra verosimile», mentre veniva diffuso un filmato, che inquadra numerose fosse scavate dalla gente sulle spiaggia di Tripoli insieme alla notizia della Tv al-Arabiya, per cui i morti sarebbero 10 mila e 50 mila i feriti.

Se, come dice a Tempi Gian Micalessin dalla Libia, «si prevede la caduta di Gheddafi a ore», è a rischio la stabilità dell’intera Africa. “Gheddafi [resta] uno dei principali finanziatori sia dell’Unione Africana (Ua) sia di progetti nei singoli Paesi africani. Grazie ai petrodollari, la Libia ha potuto così affermarsi nel tempo come uno dei punti di riferimento a livello continentale, spendendo la sua influenza dal Maghreb fino al Capo di Buona Speranza” (Avvenire, p. 4).

“Attualmente appena cinque Stati africani (tra i quali appunto la Libia con il 15%), si fanno carico del 75% dei 200 milioni di dollari di budget annuale dell’Ua, lasciando agli altri 48 membri il finanziamento del restante 25%. Diversi governi attualmente al potere nel continente devono a Gheddafi un buon pezzo della loro stabilità, anche se alcuni di essi certo non brillano quanto a garanzie democratiche e rispetto dei diritti umani” (Avvenire, p. 4).

“E’ il caso del presidente del Ciad Idriss Deby, in carica ormai da vent’anni, o dell’uomo forte della Repubblica centrafricana, Francois Bozizé, al potere dal marzo 2003. I soldi e la diplomazia di Gheddafi sono stati utili anche al Mali e […] alla Liberia. […] Ancora, i fondi stanziati dal Colonnello hanno contribuito alla missione di pace Onu-Ua nella regione sudanese del Darfur, così come al dispiegamento di 8 mila caschi verdi africani nella Somalia” (Avvenire, p. 4).

L’influenza politica di Gheddafi è anche dovuta agli investimenti nei singoli paesi, dove ha finanziato progetti relativi a compagnie aeree, operatori telefonici, infrastrutture creando lavoro e sviluppo. Per questo dall’Africa non è ancora giunta una unanime condanna dei mezzi utilizzati dal Colonnello libico.

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