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Scuole paritarie. Dal Piemonte alla Sicilia, le Regioni staccano la spina alla libertà d’educazione

settembre 25, 2015 Redazione

L’Agesc denuncia il comportamento di molte amministrazioni regionali che tagliano i contributi alle scuole pubbliche paritarie (in Sicilia addirittura del 90 per cento)

Pubblichiamo il comunicato stampa dell’Agesc – Dopo la notizia che la Regione Sicilia ha tagliato i contributi alle scuole pubbliche paritarie, del 90% per quanto riguarda il capitolo dell’infanzia e del 75% per le primarie paritarie, ad una verifica tutto il Sud ma anche alcune regioni del Nord stanno evidenziando la volontà di staccare la spina alla libertà di scelta educativa, sancita peraltro dalla Costituzione.

«Un quadro devastante – afferma il Presidente Nazionale di Agesc Roberto Gontero – che riguarda persino il Piemonte, dove risiedo, con le note difficoltà sia per i contributi alle scuole pubbliche paritarie sia per il buono scuola alle famiglie. Riteniamo inaccettabile che quasi tutte le regioni, pur avendo recepito i contributi dallo Stato, li utilizzino per fare cassa sulla pelle dei bambini e delle loro famiglie».

Il caso Sicilia, dove dai 19.000 euro per classe garantiti dallo Stato si è passati ai 7.000 fino ad arrivare ai 2.000 odierni, evidenzia come da un contributo iniziale di 3 milioni di euro si sia passati ai 300mila nonostante nel frattempo le scuole siano triplicate. E se è vero che il prossimo anno vedrà tagli totali per il Sistema scolastico paritario, non ci saranno limiti alla chiusura di scuole dell’infanzia, primarie, secondarie e professionali.

«La situazione è ancora più preoccupante per i genitori – afferma ancora Gontero – se si guarda al numero esiguo dei Centri di formazione professionale, ormai rimasti unico baluardo contro la desolante piaga della dispersione scolastica». A livello nazionale tutto questo avrà un peso non indifferente, ma ancor più al Sud, dove il sistema scolastico è gravemente compromesso e pagherà il prezzo maggiore. Senza trascurare che il sistema scolastico paritario fa risparmiare alle casse dello Stato una cifra pari a oltre 6 miliardi di euro l’anno.

Foto Ansa


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20 Commenti

  1. Alberto Melli scrive:

    Contributi, tagli , milioni di euro… ma l ascuola privata non doveva essere senza oneri per lo Stato?

    • Le scuola paritarie svolgono un servizio pubblico garantito dallo Stato e fanno parte del Sistema Nazionale di Istruzione. I finanziamenti pubblici non devono essere destinati alle scuole paritarie, ma alle famiglie che la scelgono per una reale libertà di scelta non legata alle loro condizioni economiche.
      Non deve esistere la scuola per i ricchi…. vietata ai poveri….
      Vedi come si comportano gli altri paesi Europei…. Noi siamo diversi? O forse siamo arretrati nel concetto di democrazia e giustizia sociale… ?
      Fai Tu !!!
      Giovanni Piccardo

  2. Filippo81 scrive:

    L’asse pd-ncd-sel-sc colpisce ancora,,,purtroppo |

  3. Anna scrive:

    All’estero le scuole privata cercano anche finanziamenti privati, qui pare che invece si cerchino solo i contributi statali.

    • Filippo scrive:

      All’estero (GB, NL, S, F etc. esclusa solo la Grecia) le scuole paritarie sono finanziate dallo Stato proprio per garantire la libertà di scelta da parte delle famiglie.

  4. Filippo scrive:

    No. L’art. 33 delle Costituzione se da un lato dice che “Enti e privati hanno diritto di istituire scuole senza oneri per lo Stato”, dall’altro stabilisce “lo Stato fissa i diritti delle scuole che chiedono la parità, assicurando ad esse piena libertà e ai ai loro studenti un trattamento scolastico equipollente”. Al di là del fatto che far pagare a uno 5 mila euro perché paritario e a un altro 50 euro perché statale, non mi sembra molto equipollente, l’on. Corbino, che fu il padre dell’emendamento “senza oneri per lo Stato” specificò che lui non voleva vietare in assoluto ogni finanziamento futuro ma semplicemente evitare che ogni scuola potesse pretendere dei finanziamenti. Che invece potevano essere dati solo se lo Stato lo avesse ritenuto utile “è una cosa diversa, si tratta della Facoltà di dare di non dare”.

    • Alberto Melli scrive:

      I 5000 euro è la scuola paritaria che te li fa pagare non lo Stato..

      tu allora pretendi che sia lo stato a darteli..
      ma abbiamo detto che la legge deve EVITARE che “ogni scuola (privata) potesse pretendere dei finanziamenti”..

      .. quindi bisogna fare in modo che lo Stato elargisca “spontaneamente” tutti i soldi che si vogliono..
      cosi da arricchire le scuole cattoliche.. e per fare cosa (oltre ovviamente al lucro)?
      Perchè mai la chiesa dovrebbe insegnare cosi ostinatamente grammatica e geografia?

      Sono materie che la scuola Statale Pubblica insegna normalmente (e meglio secondo tutte le indagini indipendenti tra cui l’Ocse) …

      • Filippo scrive:

        Premessa. Se io genitore decido di avvalermi del diritto costituzionalmente garantito (art. 3 e 31) di scegliere il tipo di educazione dei miei figli e voglio mandarli a una scuola paritaria, che però lo Stato non vuole finanziare, allora è lo Stato che mi obbliga a pagare 5 mila euro per avere un mio diritto. Che a questo punto non è più un diritto.
        Punto primo. In uno Stato laico non ha importanza la confessione religiosa o l’orientamento sessuale o sportivo o politico delle persone, quindi parlare di scuola cattolica, quando invece il discorso è sulla scuola non statale e paritaria, indica un atteggiamento non laico e portato a discriminare una realtà in quanto cattolica.
        Punto secondo. Per espressa dizione di Legge (Legge Berlinguer 62/2000) le scuole paritarie sono scuole pubbliche e quindi possono essere finanziate dallo Stato centrale o dagli Enti locali. Nessuno pretende niente, la Regione Sicilia può decidere di non finanziare le scuole pubbliche paritarie, però se queste chiudono, la Regione o lascia fuori dal sistema scolastico degli studenti o istituisce delle scuole statali (spendendo molto di più) .
        Punto terzo. Le scuole pubbliche paritarie insegnano le stesse materie, comprese grammatica e geografia, delle scuole pubbliche statali e non lo fano peggio delle statali. Tu dimentichi che il dato OCSE considera nelle scuole paritarie (circa il 3% dell’intera campione) soprattutto quelle professionali gestite da sindacati o da ordini religiosi (Salesiani in primis) ma è evidente che gli studenti di un professionale paritario o regionale hanno performances matematiche inferiori a quelli di un liceo. Il paragone andrebbe fatto a parità di tipo di scuola e di regione.

        • barabba scrive:

          quanto zelo e dettaglio nel difendere l’indifendibile. La costituzione ti garantisce il diritto alla libertà di fare. Mica ti dice che ti garantisce i mezzi per farlo. Non parliamo troppo avvocatese, che qua poi è già pieno di principi del FORO. Poi quando c’è da pappare a me pare che tutti si diventa comunisti e statalisti. Poi sulla qualità delle scuole in generale e private in particolare è tutto da straridere. Da scompisciarsi dalle risate.
          In ultimo lasciate in pace quei poveri bimbi delle materne e dei nidi che prendono il meno mentre diamo soldi per scuole superiori e assumiamo 100.000 persone ma dovrebbero tutti andare a lavorare la terra. Insomma la scuola pubblica italiana ha fallito quella privata è addirittura una truffa.

        • barabba scrive:

          perchè sono inferiori le performans dei ragazzi del professionale da quelle dei liceali? E cosa sono le performances matematiche? E chi sono i professoroni che assicurerebbero le altissime performances dei nostri liceali??? Lo sai che siamo il paese europeo che sforna meno laureati….nonstante si faccia di tutto per rendere lo studio universitario una barzelletta di pierino?

        • Alberto Melli scrive:

          La tua premessa è in contraddizione.. hai detto (ed è una tua interpretazione) che senza oneri per lo Stato significa che i soldi non si devono pretendere (ovvero decide lo Stato SE quando e a chi elargire) e invece tu li stai pretendo..

          Inoltre il caso ECFOP dimostra perfettamente il motivo per cui le scuole cattoliche sono fuori dai criteri di una scuola pubblica e non meritano 1 cent..

          il privato non deve MAI gestire un bene pubblico..

          • Filippo scrive:

            L’interpretazione che ho dato dell’art. 33 della Costituzione non è mia ma dell’on. Corbino che propose l’emendamento “senza oneri per lo Stato” e come lui si espresse l’on. Codignola. E’ tutto nei verbali della Costituente. Nessuno pretende niente ma se una scuola ottiene il riconoscimento di paritaria e riscuote la fiducia dei cittadini, perché lo Stato non deve finanziare questo servizio pubblico ? Poi si deciderà quanto concedere, esattamente come si fa con le società sportive o le iniziative culturali ma dire a priori che non si concedono finanziamenti a scuole pubbliche perché non gestite dallo Stato significa ledere il diritto di scelta educativa dei genitori. Infatti solo i benestanti potrebbero scegliere, gli altri sarebbero obbligati a scegliere lo Stato. Quando c’è, perché nel caso delle materne, in molte piccole località sono le paritarie ad assicurare il servizio pubblico e se chiudessero lo Stato non avrebbe i soldi per gestirle lui.
            Su ECFOP bastava ascoltare Radio Popolare (non Radio Maria) per sentire anche la versione del preside, che è diversa. Il ragazzo avrebbe fatto girare fra amici sue immagini al limite del pornografico e per questo era stato sbeffeggiato dai compagni. Il preside, visto il clima creatosi in classe e che si trattava di un minorenne, lo ha fatto seguire da un educatore per una giornata intera. E’ una versione un po’ diversa da quella riportata dai giornali. In ogni caso, perché generalizzi ?
            L’istruzione non è un bene pubblico ma un diritto della persona che deve essere messa in grado di poterla scegliere liberamente. Lo strumento può essere diverso, in Svezia hanno creato il buono-scuola, che la famiglia spende dove vuole, in Francia, Olanda, Gran Bretagna, Spagna preferiscono il finanziamento diretto delle scuole riconosciute dallo Stato. Si potrebbe anche fare la deduzione fiscale (diversa dalla detrazione), l’importante è che nessuno sia limitato nella libertà di scelta educativa solo per motivi economici.

            • Alberto Melli scrive:

              Ignorante civico: l’istruzione E’ il PRINCIPALE bene pubblico, come l’acqua!

              La versione del preside non conta nulla fintanto che non è dimostrata.

              —“perché lo Stato non deve finanziare questo servizio pubblico ?”

              Perche non è un servizio pubblico le scuole cattoliche sono PRIVATE perchè non rispettano i principi di una scuola pubblica, tra cui, ma non solo, essere condfessionali, non pluraliste e discriminatorie
              proprio come ha fatto l’ECFOP.

              Pertanto, a ragion veduta, generalizzo e affermo che le scuole cattoliche non meritano 1 cent.

              Sopratutto perche non hai risposto ad una domanda:
              perchè mai la chiesa e l’islam dovrebbero insegnare cosi ostinatamente grammatica e geografia?
              Lo scopo di una scuola confessionale, madrassa islamica o cattolica che sia NON è l’isegnamento libero ma il PRESLITISMO infantile e ti assicuro una cosa:

              che uno Stato giusto e onesto MAI potrà condividere un simile orrore.

              Solo i benestanti potrebbero permettersi simili scuole proprio perche sono A PAGAMENTO, ovvero PRIVATE e pertanto hai il diritto riconosciuto LEGALMENTE di sceglierle, ma non di pretendere i soldi pubblici quando, sopratutto per quanto detto sopra, non li meriti.
              .
              Le società sportive o le iniziative culturali sono di tutti, non sono di parte e sono condivise da TUTTA la societa, la religione NO.

              • Edo scrive:

                Allora facciamo così: ognuno si paghi la sua scuola e i poveri verranno nella mia scuola cattolica ed io li aiuterò volentieri. Non vogliono venire? Benissimo, vadano nella tua e tu sarai felicissimo di aiutarli, no?

              • Edo scrive:

                E ti faccio notare, povero ignorantello con le fette di prosciutto sugli occhi, che già da molti anni la grammatica e la geografia non vengono più insegnate nella scuola (statale e non), per tanti motivi che non sto qui ad elencare, ma hai mai sentito parlare di analfabetismo di ritorno? Hai mai provato a far fare l’analisi grammaticale e logica (italiana, non latina e greca) a ragazzi del liceo? Io sì e pochissimi la sanno fare e molti sono andati nella scuola statale. Quindi, ovviamente non sai di cosa stai parlando, né sulla scuola né tanto meno “sulle società sportive e le iniziative culturali”: non sapevo, infatti, che la Juventus, il Milan, e tutte le altre società sportive sono di tutti. Grazie, adesso chiamo Galliani e faccio valere i miei diritti.

                • Alberto Melli scrive:

                  I poveri già vanno alla scuola Statale, voi prendete cento volte di piu di quello che date e quello che date lo avete ricevuto dai soldi pubblici.

                  L’analfabetismo di ritorno è un’opinione tua di cui non frega niente a nessuno, i professori fanno SEMPRE il loro dovere,
                  al contrario delle scuole private dove spesso vige il lavoro nero e la qualità è molto bassa rispetto alla scuola Statale come dimostrano i rapporti OCSE..
                  .. e la Juventus non paga i calciatori con i soldi pubblici!
                  Non sai proprio più che dire..

                  • Edo scrive:

                    Fai pena, non sai di che parli, non sei mai entrato in una scuola, non hai mai insegnato, non hai mai parlato con i ragazzi, parli solo per slogan, pensi che tutto quello che è statale sia perfetto solo perché è statale, ma perché perdo tempo ancora con te? Continua a vivere nel tuo mondo immaginario, io insegno e so di cosa parlo.

              • Filippo scrive:

                Ricapitoliamo. Tu che sei aperto e tollerante stabilisci che sono ignorante sulla base di un criterio tuo, perché che l’istruzione sia un diritto non lo dico io ma la Costituzione. Poi stabilisci che le scuole cattoliche paritarie sono private (termine che nella Costituzione non esiste, si parla di scuole non-statali) e che inoltre sono tutte discriminatorie, non pluraliste e che avrebbero come fine il PRESLITISMO (forse intendevi proselitismo, ma avrai studiato in una scuola cattolica, dove, si sa, la grammatica e l’ortografia non vengono insegnate) infantile. Ti avviso, fino a che denigri le scuole cattoliche non corri rischi, ma se inizi a prendertela con quelle islamiche stati attento alle querele.
                I fanciulli che a ogni inizio di anno scolastico vanno in giro a manifestare spaccando vetrine e incendiando cassonetti per protestare contro i finanziamenti alle scuole dei preti, hanno tutti studiato dai preti medesimi, vero ?
                Giustamente, visto che la nostra Costituzione dice che lo Stato deve rimuovere gli ostacoli di natura economica e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, ritieni che solo i benestanti possano scegliere la scuola per i propri figli.
                Curioso questa sorta di obbligo nell’identificarsi nelle società sportive o nelle iniziative culturali, definite di tutti. Un bel convengo culturale che spieghi le ragioni di chi non vuole il matrimonio omosessuale dovrebbe quindi essere accettato da tutti vero ?
                Svegliati ! Mangia il prosciutto che hai sugli occhi e vedrai che le scuole paritarie non sono confessionali, quelle gestite da ordini religiosi sono la minoranza. Semmai sono cooperative di genitori a crearle, ci sono scuole a metodo Steiner o Montessori, a Milano una scuola media è gestita dalla cooperativa “Rinascita” , secondo te da che area culturale vengono ? Il monopolio della scuola statale esiste solo nelle dittature, perchè lo Stato vuole poter indottrinare gli studenti ma nelle democrazie c’è libertà di educazione. Per tutti, anche per i poveri.

          • gipo scrive:

            booooommmmmm!

            Ciccino caro, una pregunta: sai quanto spende il sistema educativo tedesco per la scuola?
            sai cos’è il sistema scuola in Germania (astenersi da cavolate sulle case automobilistiche) belgio Francia GB Olanda spagna etc, etc?
            sai distinguere tra il concetto di scuola privata e quello di scuola paritaria?

            • Alberto Melli scrive:

              Non siamo nè in Germania nè in Francia nè in Spagna tutti Paesi senza Vaticano, hanno come minimo le unioni civili e la chiesa non è finanziata con i soldi pubblici.
              La differenza è nel riconoscimento dei titoli conseguiti, per il resto non c’è NESSUNA differenza.

              Le scuole religiose sono la culla del fondamenatlismo religioso e pertanto un grave elemento di disordine sociale e quindi un crimine verso bambini e ragazzi.

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